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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Diritti alla Follia Collegno 2026

Considerazioni a caldo (e a freddo) dopo l’VIII Congresso “Diritti alla Follia”

Diritti alla Follia · 16/04/2026 · Lascia un commento

Di Cristina Paderi

Ci sono due tempi, dopo un Congresso come questo.

Il primo è quello immediato: l’intensità, la concentrazione, la sensazione (rara) di stare dentro qualcosa che conta davvero. Non un convegno come tanti, non una vetrina, non un esercizio di stile. Ma un luogo dove si parla sul serio, dove le parole hanno conseguenze, dove i conflitti non vengono smussati ma attraversati.

Il secondo tempo è quello che viene dopo. Il “giorno dopo”. Quando si torna alle proprie vite, alle proprie battaglie. E lì si misura davvero cosa resta. Di questo Congresso resta molto.

Resta, anzitutto, una qualità del dibattito che non è scontata. Interventi diversi tra loro, anche in tensione, ma capaci di stare dentro lo stesso spazio senza ridursi a rituale. Nessuna pacificazione forzata, nessuna finta armonia. E questo, oggi, è già un risultato politico.

Resta la sensazione netta che il terreno su cui ci muoviamo sia sempre più chiaro: non è un problema tecnico, non è una questione di aggiustamenti normativi. È uno scontro politico, pieno, aperto.

Lo si è visto in tutti i panel. Nel confronto sui Dipartimenti di Salute Mentale, con il cosiddetto “caso Caserta” portato da Enrico Tresca, è emerso con forza uno dei nodi centrali: di fronte a servizi carenti e “fragili”, la risposta dominante non è rafforzare i diritti, ma spostare il discorso su sicurezza, controllo, gestione del rischio. È un movimento che conosciamo bene. E che continua a riprodursi.

Nel panel sul TSO, alla luce delle pronunce della Corte costituzionale, si è aperto uno spazio che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. Posizioni che venivano liquidate come “estremiste” entrano oggi nel perimetro del diritto. Ma questo non significa che il sistema sia disposto a cambiare davvero. Anzi: proprio mentre il diritto si muove, le pratiche mostrano tutta la loro resistenza.

Il panel sulle misure di sicurezza ha riportato il discorso lì dove spesso si evita di guardare: il punto in cui psichiatria e diritto si saldano nel governo delle vite. Non in teoria, ma nei corpi, nelle biografie concrete, nei percorsi senza uscita.

E nella sessione sull’amministrazione di sostegno, con i casi Vattimo e Garofalo, è riemerso ciò che l’associazione denuncia da anni: uno strumento che continua a produrre abusi, sostituzione, espropriazione delle vite. Non come deviazione, ma come funzionamento ordinario.

A tenere insieme tutto questo, più che una linea univoca, è stata una consapevolezza condivisa: il problema non è solo “fuori”. Non è solo nelle istituzioni, nei tribunali, nei servizi.

È dentro. Dentro le pratiche. Dentro i linguaggi. Dentro quella formula che ritorna ovunque: “per il tuo bene”.

Tresca lo ha detto esplicitamente. Ma lo si è sentito, in forme diverse, in molti interventi. Il “per il tuo bene” non è un residuo del passato. È il dispositivo attuale, perfettamente funzionante, che consente di tenere insieme diritti proclamati e pratiche che li negano.

E allora la domanda che attraversa il Congresso non è più se i diritti siano giusti o sbagliati. È se siamo disposti a sostenerli davvero, fino in fondo. Anche quando questo significa rinunciare al controllo. Anche quando espone al rischio. Anche quando mette in crisi ruoli, competenze, poteri consolidati.

Non è una domanda teorica. È ciò che si gioca ogni giorno nei servizi, nei tribunali, nelle relazioni con le persone.

E poi c’è stato il finale. La votazione della mozione. Un passaggio interno, certo. Ma non secondario. Un punto di sintesi che non cancella le differenze, ma le tiene dentro una direzione comune. In un contesto in cui tutto tende a frammentarsi, non è poco.

Eppure, tornando al “giorno dopo”, resta anche un’altra sensazione. Una distanza. Quella tra ciò che si è discusso al Congresso e ciò che accade fuori.

Una distanza che non riguarda le nostre proposte (che pure restano radicali) ma le stesse indicazioni normative già esistenti. La CRPD, le pronunce della Corte costituzionale, gli obblighi internazionali. Tutto questo esiste. E tuttavia, nel dibattito pubblico e politico, è come se non esistesse.

Non c’è un’iniziativa parlamentare che affronti seriamente questi temi. Non c’è un’assunzione di responsabilità. Non c’è, nemmeno, un tentativo opportunistico di cavalcare la questione.

È come se il paese si fosse abituato.

Abituato all’idea che si possa decidere al posto delle persone.
Abituato all’istituzionalizzazione diffusa.
Abituato al fatto che diritti fondamentali restino sulla carta.

È forse questa, più di ogni altra cosa, la sensazione che resta dopo il Congresso.

E allora il senso di quello che è accaduto a Collegno sta anche qui.

Nel dire, ancora una volta, che questa abitudine non è inevitabile, che deve essere contrastata.

Non con dichiarazioni di principio, ma con lavoro politico, con conflitto, con presenza.

Il Congresso non chiude nulla. Non risolve, rilancia.

E, soprattutto, ribadisce una cosa semplice, che può sembrare poco ma non lo è affatto: noi non ci abituiamo.

Guarda la clip sul nostro canale youtube

Guarda i video dell’VII Congresso ‘Diritti alla Follia’

https://www.youtube.com/@associazioneradicalediritt5504/videos

Iscriviti e riceverai la tua tessera direttamente via mail

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VIII Congresso “Diritti alla Follia”Collegno (TO), 28–29 marzo 2026

Diritti alla Follia · 15/03/2026 · Lascia un commento

Il Congresso annuale di Diritti alla Follia torna per la sua ottava edizione e si terrà sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 a Collegno (Torino), presso la Sala Consiliare del Comune – Parco della Certosa.

Anche quest’anno il Congresso nasce dall’urgenza di interrogare le pratiche istituzionali che attraversano la “salute mentale” e il diritto, partendo da casi concreti.
Non come cronaca giudiziaria o sanitaria, ma come lenti critiche: dietro ogni “caso” ci sono persone, diritti compressi, relazioni spezzate o ricomposte, responsabilità collettive spesso rimosse.

Il Congresso si articolerà in quattro sessioni tematiche, ciascuna centrata su un caso emblematico:

  • DSM – Dipartimenti di Salute Mentale
    Il “caso Caserta” per discutere di organizzazione dei servizi, criticità strutturali, ruolo delle persone esperte in supporto tra pari e scenari di riforma
  • TSO – Trattamento Sanitario Obbligatorio dopo la Consulta
    Un focus sugli effetti concreti della recente sentenza della Corte costituzionale: pratiche attuative, garanzie, limiti e impatto sui diritti delle persone
  • Misure di sicurezza e REMS
    Il “caso Gianini” per affrontare il tema delle misure limitative della libertà, delle perizie psichiatriche e della necessità di una riforma profonda
  • Amministrazione di Sostegno
    I “casi Vattimo e Garofalo” per mettere a fuoco abusi, criticità sistemiche e prospettive di cambiamento di uno strumento che troppo spesso si trasforma in controllo sostitutivo.

Accanto agli interventi di operatori, giuristi, ricercatori e rappresentanti istituzionali, il Congresso darà spazio centrale a testimonianze dirette, perché senza le voci delle persone coinvolte non esiste analisi credibile né trasformazione possibile.

Il programma prevede inoltre:

  • una passeggiata collettiva nel Parco della Certosa
  • la presentazione del libro Le bocche inutili di Alberto Gaino
  • attività parallele legate alla memoria dell’ex ospedale psichiatrico

Informazioni pratiche

Il Congresso si svolgerà presso la Sala Consiliare del Comune di Collegno – Parco della Certosa, uno spazio pubblico facilmente raggiungibile.

Questo Congresso non è sponsorizzato. È uno spazio libero, indipendente e accessibile, costruito con il lavoro volontario di alcuni di noi e con risorse sempre limitate.

Per continuare a portare alla luce ciò che spesso resta invisibile, e farlo in uno spazio pubblico e condiviso, abbiamo bisogno anche del tuo supporto.
Ogni contributo aiuta a coprire i costi organizzativi, logistici e di accoglienza, e rende possibile la partecipazione di chi altrimenti resterebbe escluso.

💛 Puoi sostenere il Congresso con una donazione:

  • PayPal: https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=V782HRYQSPJ9J
  • Bonifico bancario
    Intestatario: Associazione Diritti alla Follia APS
    Causale: Donazione Congresso
    IBAN: IT89N0306909606100000192123

Per chi può, l’invito è anche a esserci di persona: il Congresso vive di presenze, corpi, incontri, conflitti e alleanze reali.

👉 Seguiteci su Fecebook, Instagram e Telegram per tutti gli aggiornamenti

Informazioni_logistiche_Congresso_Diritti_alla_Follia_2026

Locandina DEFINITIVA VIII Congresso Diritti alla Follia Collegno

 

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VIII Congresso “Diritti alla Follia”Collegno (TO), 28–29 marzo 2026

Diritti alla Follia · 29/12/2025 · Lascia un commento

Il Congresso annuale di Diritti alla Follia torna per la sua ottava edizione e si terrà sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 a Collegno (Torino), presso la Sala Consiliare del Comune – Parco della Certosa.

Anche quest’anno il Congresso nasce dall’urgenza di interrogare le pratiche istituzionali che attraversano la “salute mentale” e il diritto, partendo da casi concreti.
Non come cronaca giudiziaria o sanitaria, ma come lenti critiche: dietro ogni “caso” ci sono persone, diritti compressi, relazioni spezzate o ricomposte, responsabilità collettive spesso rimosse.

Il Congresso si articolerà in quattro sessioni tematiche, ciascuna centrata su un caso emblematico:

  • DSM – Dipartimenti di Salute Mentale
    Il “caso Caserta” per discutere di organizzazione dei servizi, criticità strutturali, ruolo delle persone esperte in supporto tra pari e scenari di riforma
  • TSO – Trattamento Sanitario Obbligatorio dopo la Consulta
    Un focus sugli effetti concreti della recente sentenza della Corte costituzionale: pratiche attuative, garanzie, limiti e impatto sui diritti delle persone
  • Misure di sicurezza e REMS
    Il “caso Gianini” per affrontare il tema delle misure limitative della libertà, delle perizie psichiatriche e della necessità di una riforma profonda
  • Amministrazione di Sostegno
    I “casi Vattimo e Garofalo” per mettere a fuoco abusi, criticità sistemiche e prospettive di cambiamento di uno strumento che troppo spesso si trasforma in controllo sostitutivo.

Accanto agli interventi di operatori, giuristi, ricercatori e rappresentanti istituzionali, il Congresso darà spazio centrale a testimonianze dirette, perché senza le voci delle persone coinvolte non esiste analisi credibile né trasformazione possibile.

Il programma prevede inoltre:

  • una passeggiata collettiva nel Parco della Certosa
  • la presentazione del libro Le bocche inutili di Alberto Gaino
  • attività parallele legate alla memoria dell’ex ospedale psichiatrico

Informazioni pratiche

Il Congresso si svolgerà presso la Sala Consiliare del Comune di Collegno – Parco della Certosa, uno spazio pubblico facilmente raggiungibile.

Questo Congresso non è sponsorizzato. È uno spazio libero, indipendente e accessibile, costruito con il lavoro volontario di alcuni di noi e con risorse sempre limitate.

Per continuare a portare alla luce ciò che spesso resta invisibile, e farlo in uno spazio pubblico e condiviso, abbiamo bisogno anche del tuo supporto.
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