Rilanciamo l’articolo di Simona Lancioni responsabile di Informare unāh ā Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) sulla Campagna
“Dateci i dati!”, finalizzata a promuovere indagini sulla violenza contro le donne disabili.
La Campagna , a cui ha aderito anche l’associazione Diritti alla Follia, ĆØ promossa da Informare unāh, un centro impegnato da diversi anni sui temi della disabilitĆ al femminile.
La Ministra con delega alle Pari OpportunitĆ integri i quesiti giĆ previsti nella Proposta di Legge in materia di statistiche sulla violenza di genere, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, disponendo che i dati che verranno raccolti nelle indagini statistiche previste nel provvedimento siano disaggregati anche per la disabilitĆ e rilevino informazioni sullāaccessibilitĆ dei luoghi e dei servizi antiviolenza. Ć questa, in estrema sintesi la richiesta della campagna di sensibilizzazione āDateci i dati!ā
Violenza sulle donne, dati Istat 2014: Violenze fisiche o sessuali: donne con disabilitĆ : 36,6%, donne senza limitazioni: 31,5%; stupri o tentati stupri: donne con disabilitĆ : 10%, donne senza limitazioni: 4,7%; violenza psicologica dal partner attuale: donne con disabilitĆ : 31,4%; donne senza limitazioni: 25%; stalking prima o dopo la separazione: donne con disabilitĆ : 21,6%, donne senza limitazioni: 14,3%.
I dati ISTAT del 2014 mostrano chiaramente che le donne con disabilità sono più esposte alla violenza di genere rispetto alle donne senza limitazioni.
GiĆ approvata al Senato, ĆØ ora in dirittura di arrivo alla Camera dei Deputati la Proposta di Legge n. 2805, avente ad oggetto le āDisposizioni in materia di statistiche in tema di violenza di genereā. Si tratta di un provvedimento strategico per la prevenzione della violenza contro le donne, la protezione delle vittime e la punizione degli autori, in linea con le disposizioni contenute nella Convenzione di Istanbul (ovvero la Convenzione del Consiglio dāEuropa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica) del 2011, che lāItalia ha ratificato con la Legge 77/2013. Infatti, come in qualsiasi altro ambito, anche in relazione a questo fenomeno, per poter attuare politiche adeguate ed efficaci, ĆØ necessario fare riferimento alle evidenze scientifiche. La qual cosa, tradotta in termini pratici, significa trovare degli indicatori utili a descrivere il fenomeno stesso e raccogliere i relativi dati statistici. La statistica ĆØ una scienza meravigliosa perchĆ© se il campione ĆØ costruito utilizzando le tecniche probabilistiche, ĆØ possibile impiegare i dati raccolti attraverso esso per risalire a quelli dellāintera popolazione. Ć attraverso questa procedura che gli Istituti di Ricerca come lāISTAT (lāIstituto nazionale di statistica) riescono a fare rilevazioni affidabili riguardo ai fenomeni di volta in volta considerati.
La Proposta di Legge n. 2805 dovrebbe segnare un ulteriore passo avanti nel contrasto alla violenza di genere perchĆ© sistematizza la raccolta dati su questo fenomeno disponendo che lāISTAT e il SISTAN (ovvero il Sistema statistico nazionale) realizzino, Ā«con cadenza triennale, unāindagine campionaria interamente dedicata alla violenza contro le donne che produca stime anche sulla parte sommersa dei diversi tipi di violenza, ossia violenza fisica, sessuale, psicologica, economica, anche alla presenza sul luogo del fatto dei figli degli autori o delle vittime, e atti persecutori in riferimento a comportamenti che costituiscono o contribuiscono a costituire reato, fino al livello regionaleĀ», cosƬ prevede il primo comma dellāarticolo 2 in tema di Obblighi generali di rilevazione (grassetti nostri in questa e nelle successive citazioni). Un altro elemento qualificante del provvedimento ĆØ dato dal fatto che la raccolta dati ĆØ stata impostata in modo che i diversi soggetti coinvolti possano interagire tra di loro. Dunque sono definiti gli impegni delle Strutture sanitarie, del Ministero dellāInterno, del Ministero della Giustizia e dei Centri Antiviolenza. Possiamo ritenere che questa impostazione sia corretta e ringraziamo per il lavoro svolto. Tuttavia, esaminando il testo da un altro punto di vista, riteniamo che esso presenti significative criticitĆ . Ci riferiamo alla mancanza di attenzione specifica alle donne con disabilitĆ , e più in generale alle donne e alle ragazze che sono o potrebbero essere vittime di discriminazione multipla e intersezionale.
In merito a tali questioni ĆØ importante sottolineare che lāarticolo 4 (Diritti fondamentali, uguaglianza e non discriminazione) della Convenzione di Istanbul individua proprio nellāuguaglianza e nella non discriminazione due dei principi cardine della Convenzione stessa. In particolare il comma 3 dellāarticolo 4 prescrive che la sua attuazione Ā«deve essere garantita senza alcuna discriminazione fondata sul sesso, sul genere, sulla razza, sul colore, sulla lingua, sulla religione, sulle opinioni politiche o di qualsiasi altro tipo, sullāorigine nazionale o sociale, sullāappartenenza a una minoranza nazionale, sul censo, sulla nascita, sullāorientamento sessuale, sullāidentitĆ di genere, sullāetĆ , sulle condizioni di salute, sulla disabilitĆ , sullo status matrimoniale, sullo status di migrante o di rifugiato o su qualunque altra condizioneĀ». A ciò si aggiunga che nel Capitolo III, in tema di Prevenzione, ĆØ stabilito che Ā«Tutte le misure adottate ai sensi del presente capitolo devono prendere in considerazione e soddisfare i bisogni specifici delle persone in circostanze di particolare vulnerabilitĆ , e concentrarsi sui diritti umani di tutte le vittimeĀ» (articolo 12, comma 3). Unāanaloga formulazione si trova nel Capitolo VI, in tema di Protezione e sostegno, dove si legge: Ā«Le Parti si accertano che le misure adottate in virtù del presente capitolo: [ā¦] soddisfino i bisogni specifici delle persone vulnerabili, compresi i minori vittime di violenze e siano loro accessibiliĀ» (articolo 13, comma 3). Il tema dellāaccessibilitĆ ricorre anche nelle disposizioni sulle case rifugio: Ā«Le Parti adottano le misure legislative o di altro tipo necessarie per consentire la creazione di rifugi adeguati, facilmente accessibili e in numero sufficiente per offrire un alloggio sicuro alle vittime, in particolare le donne e i loro bambini, e per aiutarle in modo proattivoĀ» (articolo 23); ed in quelle sul supporto alle vittime di violenza sessuale: Ā«Le Parti adottano le misure legislative o di altro tipo necessarie per consentire la creazione di centri di prima assistenza adeguati, facilmente accessibili e in numero sufficiente, per le vittime di stupri e di violenze sessuali, che possano proporre una visita medica e una consulenza medico-legale, un supporto per superare il trauma e dei consigliĀ» (articolo 25).
Quanto il nostro Paese sia inadempiente sotto il profilo dellāattenzione alle vittime di violenza che versano in circostanze di particolare vulnerabilitĆ (tra le quali rientrano anche le donne con disabilitĆ ) ĆØ esplicitato con estrema chiarezza dal GREVIO, il Gruppo di esperti/e indipendenti responsabile del monitoraggio dellāattuazione della Convenzione in questione, nel suo primo Rapporto di valutazione riguardo alla situazione italiana (pubblicato a gennaio 2020). In questa sede non ĆØ necessario scendere nel dettaglio (chi volesse farlo può consultare la seguente analisi), tuttavia ĆØ importante segnalare che tra le molteplici raccomandazioni in tema di contrasto alla violenza nei confronti delle donne con disabilitĆ espresse dal GREVIO, vi ĆØ anche quella di Ā«supportare la ricerca e aggiungere degli specifici indicatori correlati a donne e ragazze, nella raccolta dei dati sulla violenza contro le donne che sono o potrebbero essere vittime di discriminazione intersezionaleĀ» (punto 27).
Inoltre vale la pena ricordare che nellāottobre del 2019 proprio la Camera dei Deputati ha approvato allāunanimitĆ quattro diverse Mozioni presentate da diversi schieramenti e finalizzate a contrastare la discriminazione multipla che colpisce le donne con disabilitĆ . Ebbene, segnaliamo che due di esse ā la Mozione 1-00243 (presentata dallāonorevole Lisa Noja e altri/e) e la Mozione 1-00264, (presentata da Alessandra Locatelli e altri/e) ā contengono disposizioni per la raccolta di dati disaggregati anche in funzione della disabilitĆ .
Venendo a tempi più recenti, porta la data del 17 novembre 2021 il Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021-2023 approvato dal Dipartimento per le Pari OpportunitĆ della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che annovera tra le sue finalitĆ anche la tutela delle donne Ā«vittime di discriminazioni multipleĀ» (pagina 1), e tra i suoi principi ispiratori il concetto di Ā«inclusione, nellāottica di considerazione delle vulnerabilitĆ e delle discriminazioni delle vittimeĀ», e quello di Ā«intersezionalitĆ , in quanto la paritĆ di genere va considerata in rapporto a tutte le possibili discriminazioniĀ» (pagina 2). Apprezziamo moltissimo questa impostazione, e onestamente non avremmo saputo esprimerci meglio, pertanto ci aspettiamo politiche coerenti e congruenti.
E veniamo al punto: dallāesame del testo della Proposta di Legge n. 2805 non risulta che sia previsto di raccogliere dati disaggregati per la disabilitĆ e neppure sullāaccessibilitĆ quanto meno dei centri antiviolenza e delle case rifugio. Gli unici riferimenti espliciti alla disabilitĆ individuati nella Proposta di Legge sono contenuti nel comma 3 dellāarticolo 5 (Rilevazioni statistiche del Ministero dellāinterno e del Ministero della giustizia), in cui, riguardo alla relazione autore-vittima, si specifica che essa ĆØ rilevata, tra gli altri, anche per i reati di Ā«abbandono di persona minore o incapace di cui allāarticolo 591 del codice penaleĀ», e di Ā«circonvenzione di incapace di cui allāarticolo 643 del codice penaleĀ».
Il problema ĆØ che senza raccogliere dati disaggregati anche per la disabilitĆ in tutti gli snodi del percorso antiviolenza non ĆØ possibile descrivere in modo adeguato il fenomeno della violenza nei confronti delle donne con disabilitĆ , nĆ© definire e attuare politiche e programmazioni mirate per questo target. Inoltre, senza raccogliere dati sullāaccessibilitĆ alle donne con disabilitĆ dei centri antiviolenza e delle case rifugio non sarĆ possibile intraprendere un percorso di abbattimento delle barriere di diversa natura che queste donne continuano a trovare nellāaccesso ai servizi, perpetuando cosƬ una situazione di discriminazione sistemico-istituzionale giĆ in atto. Per questo motivo il centro Informare unāh, che da diversi anni ĆØ impegnato sui temi della disabilitĆ al femminile, ha deciso di lanciare la campagna di sensibilizzazione āDateci i dati!ā Questa ĆØ volta a chiedere che i dati che verranno raccolti nelle indagini statistiche previste nella Proposta di Legge n. 2805 siano disaggregati anche per la disabilitĆ , e che nelle stesse indagini vengano inseriti indicatori sullāaccessibilitĆ dei luoghi e dei servizi antiviolenza.
Ci risulta infatti che gli unici dati probabilistici relativi alla violenza nei confronti delle donne con disabilitĆ nel contesto italiano siano quelli, ormai datati, prodotti dallāISTAT nellāindagine La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia. Anno 2014. E poichĆ© essi mostrano chiaramente che le donne con disabilitĆ sono più esposte alla violenza di genere rispetto alle altre donne*, giĆ questo dovrebbe essere sufficiente a far comprendere quanto sia importante raccogliere dati sulla violenza disaggregati anche per la disabilitĆ .
Ciò premesso, riconosciamo lāimportanza della Proposta di Legge n. 2805 e, considerando che ora sta per concludere lāiter parlamentare, non vogliamo impedirne lāapprovazione. Ma poichĆ© riteniamo che le lacune evidenziate costituiscano una discriminazione basata sulla disabilitĆ , chiediamo che, in conformitĆ a quanto previsto dal comma 2 dellāarticolo 2 della Proposta in questione, la Ministra con delega alle Pari OpportunitĆ , a cui ĆØ affidato il potere di indirizzo in merito allāindividuazione delle esigenze di rilevazione statistica in materia di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne, integri i quesiti giĆ previsti nel testo con appositi provvedimenti volti a sanare le criticitĆ riscontrate. Infine, va opportunamente ricordato che tali provvedimenti vanno definiti in collaborazione con gli organismi di rappresentanza delle persone con disabilitĆ , come previsto dal terzo comma dellāarticolo 4 dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilitĆ (ratificata dallāItalia con la Legge 18/2009).
Il GREVIO ha rilevato che nelle politiche poste in essere dallāItalia nel contrasto alla violenza di genere i riferimenti alla Ā«problematica della discriminazione intersezionale, che riguarda i gruppi di donne più svantaggiate, come le donne con disabilitĆ , le donne Rom, le donne richiedenti asilo e le migranti [ā¦] sono frammentari e non prevedono degli obiettivi e degli impegni operativi concreti in termini di prevenzione, protezione, punizione e politiche coordinateĀ» (punto 24). Non ĆØ ipotizzabile che tali politiche possano cambiare se non ci disponiamo a raccogliere dati disaggregati per la disabilitĆ . Senza questi dati le donne con disabilitĆ vittime di violenza continueranno ad essere discriminate.
- Violenze fisiche o sessuali: donne con disabilitĆ : 36,6%, donne senza limitazioni: 31,5%; stupri o tentati stupri: donne con disabilitĆ : 10%, donne senza limitazioni: 4,7%; violenza psicologica dal partner attuale: donne con disabilitĆ : 31,4%; donne senza limitazioni: 25%; stalking prima o dopo la separazione: donne con disabilitĆ : 21,6%, donne senza limitazioni: 14,3% (fonte: ISTAT, La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia. Anno 2014).
ENTI ADERENTI alla data del 31 marzo 2022
La presente campagna ĆØ pubblica, gli Enti che desiderano aderire possono farlo scrivendo alla e-mail: info@informareunh.it, trascriviamo di seguito in ordine di arrivo i soggetti che lāhanno sottoscritta.
UILDM Nazionale ā Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
FISH ā Federazione Italiana per il Superamento dellāHandicap
Associazione Luca Coscioni per la libertĆ di ricerca scientifica
Associazione Casa della Donna di Pisa
Associazione Diritti alla Follia
CERPA Italia ā Centro Europeo di Ricerca e Promozione dellāAccessibilitĆ
Dateci i dati! Campagna per promuovere indagini sulla violenza contro le donne disabili