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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Roberta Zanzarelli

MANICOMIO ALL’ITALIANA: Luoghi e forme dell’istituzionalizzazione: presentazione video-locandina

Diritti alla Follia · 22/10/2023 · Lascia un commento

MANICOMIO ALL’ITALIANA
Luoghi e forme dell’istituzionalizzazione

E’ il titolo del VI Congresso annuale dell’Associazione radicale ā€˜Diritti alla Follia’ che si svolgerĆ  a Roma
dal 1° al 3 dicembre: affronteremo il tema della segregazione,šŸ˜”Ā dell’emarginazione, della discriminazioneĀ šŸ˜ž
e dell’istituzionalizzazione 😣 di coloro che la nostra societĆ  ritiene “inutiliā€.😪
La video-locandina, nata da un’ideaĀ āœØļødi Barbara PavarottiĀ šŸ’š, realizzata grazie alla creatività🪁 della regista-sceneggiatrice Roberta Zanzarelli e alla generositĆ Ā šŸ’Œdi artisti di spessore, sarĆ  la colonna sonora 🌈
del nostro Congresso romano.
Vi riserverĆ  delle sorpreseā€¦šŸŽŠ vi invitiamo a divulgarla e a partecipare al nostro Congresso
Ā  ā€œDiritti alla folliaā€ ringrazia šŸ™
tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del videošŸŽ‰https://www.facebook.com/DirittiallaFollia/videos/725413182741317

 

 

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RSA: ā€œPRIVILEGIOā€ DEI BIANCHI

Diritti alla Follia · 08/09/2023 · 1 commento

Loro non sono come noi. Sono meglio. Loro non mettono i loro anziani nelle RSA o cronicari vari. Loro considerano sacri i loro vecchi, anche se dementi, malati, invalidi e li accudiscono in famiglia, con l’aiuto della comunitĆ  di riferimento. Loro sono come eravamo noi italiani tanti anni fa, prima che esplodesse il business delle strutture per vecchi. Loro sono i nostri migranti, quelli che vengono in Italia a pulire le nostre case, a occuparsi dei nostri anziani. A fare di tutto e di più. E sono allibiti dal fatto che noi italiani non si abbia tempo per i genitori invecchiati. Che non ci sia intorno a loro una rete di assistenza e protezione fornita dall’intera comunitĆ  come accade nei loro paesi.

L’associazione radicale ā€œDiritti alla folliaā€, nella sua rubrica ā€œIl diritto fragile, ha voluto ascoltare le loro testimonianze, puntando l’accento sui migranti anziani: che fine fanno? Nessuno ne ha mai parlato finora. Nel nostro immaginario i migranti sono tutti giovani e forti, ma anche loro invecchiano. E dopo che succede?

Doumbia, 35 anni, ĆØ in Italia da sei e viene dalla Costa d’Avorio: ā€œSono arrivato con la barca a Lampedusa, racconta, ho visto tanti bambini e donne rimasti in acqua. Poi sono stato trasferito a Verona, ho imparato l’italiano perchĆ© per l’integrazione devi conoscere la lingua, ho fatto le scuole serali e ho trovato lavoro alla Fondazione Arena. In Costa d’Avorio gli anziani sono le persone più preziose, quando muoiono ĆØ come una biblioteca che brucia. Da noi non esistono centri per anziani, vengono accuditi in casa. Certo, ci sono gli invalidi, ma non ĆØ che non li devi rispettare perchĆ© taliā€.

Celestino Victor Mussomar, 37 anni, ĆØ nato in un poverissimo villaggio del Mozambico. Ā Ora ĆØ docente di Filosofia politica all’universitĆ  di Maputo e presidente del Centro studi africani in Italia. E racconta: ā€œNel mio villaggio gli anziani sono persone che tramandano la cultura e i valori, non esiste l’esclusione. Primeggia l’essere e non l’avere, come invece ĆØ nella cultura occidentale. Per noi africani che stiamo in Italia ĆØ inconcepibile portare le persone in RSA, sarebbe contro i diritti umani. Questo distacco fra l’anziano e la famiglia, invece di migliorarli, aumenta i problemi della possibilitĆ  di vita per gli anziani.

In Occidente vediamo che l’anziano ĆØ diventato un peso per la famiglia. E, dall’altra parte, c’è la cultura di non fare figli. Quindi ĆØ una cultura della morte. Ci criticano perchĆ© noi africani facciamo tanti figli. Ma fare figli ĆØ una banca della vita. Ā Quello che guarisce ĆØ la vicinanza, la condivisione. Un sorriso di un medico potrebbe curare Ā più di un farmaco. Invece nella RSA l’anziano ĆØ un oggetto di guadagno per chi dovrebbe curare.

Voi medicalizzate, internate e separate gli anziani dal mondo. Mi chiedete come ciĀ  comportiamo noi in Mozambico con chi soffre di demenza? Io, in famiglia, ho una persona con demenza. E’ a casa, vive con noi, lo curiamo. Lo portiamo in ospedale quando necessario e poi lo riportiamo a casa.

Devo dire però che c’è un’Africa moderna che ĆØ fotocopia dell’Occidente, ma questi centri di ricovero sono contestati perchĆ© la maggioranza della nostra popolazione, diciamo il 75%, vive ancora nei villaggi, nell’ambiente rurale. L’Africa al momento ĆØ fatta di due culture in conflitto: la cultura tradizionale, al momento, per fortuna, in maggioranza, e l’imitazione dell’Occidente.

Roberta Zanzarelli, ideatrice, regista e sceneggiatrice del primo e unico docufilmĀ  dedicato ai migranti anziani in Italia, ā€œRSA: ā€˜privilegio’ dei bianchiā€, in collaborazione con la giornalista Barbara Pavarotti,Ā  riferisce altre testimonianze, Ā fra cui quella di una coppia musulmana a Torino: Ā ā€œCostoro mi hanno detto che per l’Islam il modo con il quale accudisci i genitori anziani sarĆ  la chiave per il Paradiso. E in questo fanno riferimento a specifici versetti del Corano. Inoltre sono molto riconoscenti per la vita e l’educazione ricevuta, quindi si occupano dell’anziano genitore per restituirgli almeno un 10% di quanto hanno avuto. Il marito ha detto: ā€œLe chiamate case di cura o di riposo. PerchĆ© non le chiamate case per abbandonare i genitori?ā€.

ā€œI figli che ricoverano i genitori – prosegue la regista Zanzarelli – sono il frutto del ā€˜pensa a te stesso, fai carriera, non guardare in faccia a nessuno. Sempre la cultura dell’avere e non dell’essere. E l’hanno interiorizzata cosƬ tanto da non guardare in faccia nemmeno i loro genitoriā€.

Rosaria Impenna, antropologa: ā€œTempo fa ho letto che la Cassazione ha sentenziato: se i nipoti non vogliono andare a trovare i nonni, ne hanno tutto il diritto. Ci rendiamo conto del punto a cui siamo arrivati? L’anziano come figura sempre più lontana dalla famiglia, un disturbo. La voragine ĆØ data dall’istituzione della famiglia ormai sconquassata. Ā In Occidente siamo diventati antropofagi, ci stiamo divorando. L’anziano non ha salvezza, ĆØ una merce di scarto. Ā Il suo unico diritto ĆØ quello di morire, la sua unica funzione ĆØ riversare i beni che ha accumulato in vita agli eredi. PerchĆ© l’anziano spesso possiede, quantomeno una casetta, quindi la sua eliminazione ci permette di migliorare la nostra condizione economica.Ā  I cronicari rappresentano un passo molto più atroce della badante, che consente di rimanere in casa, coi propri ricordi. Appena lo si sposta in RSA precipita in uno stato comatoso psico-fisicoā€.

Barbara Pavarotti ricorda che Piero Coppo, il fondatore dell’etnopsichiatria, nei suoi libri spiega come, in culture che l’Occidente ha il vizio di considerare poco sviluppate, la comunitĆ  viene considerata come una rete. Se si apre un buco nella rete, con persone in crisi per vari motivi, questa va ricucita. Se ne occupano i guaritori e chi, per esempio –secondo i nostri canoni occidentali – perde il contatto con la realtĆ  non ĆØ un demente, ma una persona entrata in contatto col mondo degli spiriti, che ĆØ un mondo divino, sacro. Nel nostro Occidente super sviluppato, invece, chi perde il senno ĆØ un problema, non serve più a nulla, ĆØ un peso morto di cui disfarsi.

Infine l’appello di Doumbia e Celestino agli occidentali.

Doumbia: ā€œPer me quello che manca agli europei ĆØ la dignitĆ  degli esseri umani. L’Occidente deve tornare a occuparsi degli anziani e a rispettarliā€

Celestino: ā€œBasta con la cultura dell’avere e non dell’essere. SƬ alla banca della vita, non dei soldi. L’Occidente deve ripensare la famiglia. Una cultura che delega agli altri, agli stranieri, la cura della vita, ĆØ una cultura che ha perso ogni orizzonteā€.

Per chi lo vuole vedere, ecco il trailer del docufilm: ā€œRsa ā€˜privilegio’ dei bianchi.

https://www.youtube.com/watch?v=ev5EtEOxxBU

https://www.facebook.com/DirittiallaFollia/videos/670584875046984

 

 

 

 

 

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