Lāassociazione āDiritti alla Folliaā ritiene di dover intervenire in merito alla recente vicenda che ha visto come vittima la dott.ssa Barbara Capovani, psichiatra toscana, che ha perso la vita in seguito ad una aggressione da parte di un soggetto noto al dispositivo psichiatrico. Esprime dispiacere per questo grave episodio di violenza ed invia le più sentite condoglianze alla famiglia.
Senza voler sminuire la tragedia occorsa, denuncia la strumentalizzazione di tale morte per cercare di depotenziare lāimpegno in favore della tutela dei diritti fondamentali degli utenti psichiatrici, che ĆØ di āDiritti alla Folliaā come di grandi istituzioni di garanzia (Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertĆ personale in primis e il Comitato europeo per la prevenzione della tortura), che non ha nulla a che vedere con quello che ĆØ accaduto.
Lāassociazione intende evidenziare quanto demagogico e strumentale appare lāattacco āfuriosoā contro associazioni o movimenti critici che contestano lāeccessivo organicismo della psichiatria clinica, attacco che, in questo caso, va a coinvolgere anche gran parte di coloro che si pongono come eredi della riforma basagliana, allargando il tiro anche su chi, a vario titolo, ritiene di dover evidenziare i molti abusi psichiatrici che avvengono quasi quotidianamente. Tanto per fare esempi estremi, dallāentrata in vigore della legge 180, molti sono stati i morti di utenti psichiatrici per contenzione, per abusi prescrittivi di psicofarmaci, per abbandono, per discriminazione, per imperizia, per negligenza, per inosservanza di leggi e regolamenti, in trattamento sanitario obbligatorio, allāinterno dei servizi per eccesso di psicofarmacoterapia, per contenzione nelle strutture.
In questo senso va tutta la nostra solidarietĆ a coloro che da anni svolgono un ruolo di informazione su social network, sotto attacco proprio in questi giorni, che rappresentano uno stimolo per un dibattito su alcuni dei temi menzionati come per esempio quello della coercizione.
Non ci risulta che lāattenzione mediatica strumentalmente rivolta alla scomparsa della dottoressa sia dedicata alle morti degli utenti psichiatrici – di varia natura ed in varie circostanze ā āsul lavoro’, cioĆØ mentre vengono ācuratiā.
La libertĆ del paziente ĆØ, nella nostra impostazione, la libertĆ dello psichiatra, a cui da tempo ci dedichiamo. Contro lāignoranza di chi pensa di mettere lāopinione pubblica di fronte allāalternativa: diritti dellāutente/sicurezza dello psichiatra e della collettivitĆ , noi diciamo che pazienti liberi dalla coercizione e responsabili consentono allo psichiatra di lavorare con serenitĆ e sicurezza.
Lāassociazione ribadisce la necessitĆ di spegnere sul nascere ogni speculazione su questa tragedia ai fini di modificare in senso proibizionista le normative attuali che con tanta fatica si sono riuscite ad ottenere.
Il problema ĆØ serio e va affrontato con luciditĆ , oggettivitĆ e conoscenza che non si facciano condizionare da una demagogia da retrobottega.
Roma 26 aprile 2023
Per lāassociazione āDiritti alla Folliaā
Michele Capano, Presidente
Cristina Paderi, Segretaria
Susanna Brunelli, Tesoriera