Abbiamo inviato alla redazione di Report una lettera ufficiale riguardo alla puntata andata in onda l’11 gennaio 2026, “Avrò cura di te” (link alla puntata), esprimendo profonda delusione per le gravi omissioni e per l’impostazione fortemente sbilanciata del servizio.
Come Associazione Diritti alla Follia, da anni impegnata nella promozione dei diritti delle persone sottoposte a trattamenti psichiatrici coercitivi, riteniamo necessario rendere pubblica la nostra lettera aperta per denunciare ciò che non è stato raccontato e per informare cittadini e istituzioni.
La nostra lettera aperta
Gentile redazione di Report,
In una puntata che pretendeva di raccontare la condizione delle persone in “cura psichiatrica”, non è stata pronunciata una sola parola su fatti che riguardano decine di migliaia di cittadini in Italia:
- decine di migliaia di persone sono istituzionalizzate contro la loro volontà
- decine di migliaia sono private dei diritti fondamentali tramite strumenti come la tutela e l’amministrazione di sostegno
- decine di migliaia subiscono coercizione farmacologica
- decine di migliaia di utenti e familiari denunciano danni fisici e psichici a seguito dei trattamenti farmacologici
- non una parola sul fatto che in tutti i CSM (Centri Salute Mentale) d’Italia, o perlomeno nella stragrande maggioranza, vengono prescritte terapie in formulazione depot (a lento rilascio), che rendono impossibile interrompere il trattamento anche in presenza di gravi effetti avversi o dissenso della persona
- non si è parlato del meccanismo della “porta girevole” tra TSO, dimissioni e nuovi TSO
- non si è parlato delle comunità terapeutiche come nuovi manicomi.
Non si è parlato di tutto questo, e di molto altro che riguarda quotidianamente la vita e i diritti delle persone sottoposte a trattamenti psichiatrici.
Sui numeri dei TSO avete finalmente ammesso l’enorme sottostima. Tuttavia, questo dato è noto da anni a chi, come noi, ha più volte segnalato il problema senza mai ricevere risposta.
Infine, come spesso accade, avete criticato il DDL Zaffini che proroga il TSO a 15 giorni, senza ricordare che l’attuale normativa, la cosiddetta legge Basaglia, non prevede alcun limite al numero dei rinnovi del TSO, rendendo possibile una detenzione sanitaria senza termine.
Queste omissioni non sono neutre. Producono una rappresentazione falsata della realtà e contribuiscono a legittimare un sistema che priva migliaia di persone dei loro diritti fondamentali.
Chiediamo quindi perché Report abbia scelto di non dare voce a chi da anni denuncia questi abusi e se intendete colmare queste gravi lacune con un servizio realmente indipendente e pluralista.
In attesa di un vostro riscontro,
Associazione Diritti alla Follia
Lettera inviata giustamente 🫶
Complimenti!!!
Ho sentito report qualcosa è emerso della negatività della psichiatria troppo poco è vero ottima la lettera grazie
Ci sono passato in quei luoghi e so cosa significa, ho solo avuto la forza e il coraggio di interrompere tutto di mia iniziativa, il paziente ero io non il medico. Ottima la stesura della lettera, complimenti a tutto lo staff dell’ associazione.
È necessario che colui che è dedito alla cura ascolti con attenzione ed empatia chi si rivolge a lui ,rispettandolo nella sua dignità di essere umano …se necessità di terapia agire in modo da tamponare l’emergenza e poi il farmaco deve essere gradualmente scalato fino a toglierlo del tutto quando non e piu’ necessario ,porre molta attenzione a non causare dipendenza sia al farmaco che al professionista stesso(dare fiducia) … col miglioramento della situazione continuare coi colloqui finché la persona, superata la fase del malessere abbia acquistato la sua autonomia ,la sicurezza in sé stesso per prendere le decisioni migliori per la sua vita concretizzando un vero cambiamento in positivo
Ringrazio l’Associazione DIRITTI ALLA FOLLIA per la stesura della lettera, il coraggio di scrivere le cose come stanno, la verità sulla realtà dei c.d. strumenti di tutela che nulla hanno, invero, di tutela e che – troppe volte per interessi danaristici – tolgono i DIRITTI UMANI ELEMENTARI a coloro che possono attraversare un disagio anche solo temporaneo e che si ritrovano nelle mani di figure professionali che nelle migliori delle volte ( salvo eccezioni naturalmente, esempio ne era il prof. Franco BASAGLIA così come il prof. Giorgio ANTONUCCI ) sono indifferenti nei confronti del c.d. paziente.