Commenti a margine del VI Congresso annuale dellāassociazione āDiritti alla Folliaā
di V. S.
- Prima giornata: venerdì 1° dicembre
Il dibattito ĆØ stato incisivo, conciso, efficace.
La sostanza ĆØ stata abbondante e genuina.
Dietro ogni intervento ci sono profonde considerazioni da ricordare, fra cui la fallibilitĆ dei Giudici tutelari, la loro furbizia di non emettere ritualmente provvedimenti impugnabili; la modesta preparazione e deontologia degli avvocati; la consapevolezza che gli amministratori di sostegno professionisti sono āprofessionisti del malaffareā
(la quasi totalità ), in misura diversa quantitativamente ma qualitativamente identica concretizzata in false relazioni annuali sullo stato di salute e sociale del beneficiario, così ingannando i Giudici tutelari, mordendo la mano che li alimenta.
Coraggioso e trasparente il riferimento ai Giudici tutelari, qualcuno nominato con specificitĆ . Lodevole l’ammissione a parlare alla madre romana, estemporanea e demolitrice a tutto campo.
Sono emerse: latitanza dei Giudici tutelari, grave disorganizzazione delle cancellerie, insufficiente preparazione degli avvocati che dovrebbero assistere beneficiari e familiari dagli abusi degli AdS e “tradimenti” professionali dei clienti. Alcuni Giudici (pochi o molti) non rispettano le leggi della Repubblica: il caso della giornalista Barbara Pavarotti, membro dellāassociazione e moderatrice del panel dedicato alle criticitĆ dellāistituto dellāamministrazione di sostegno, ĆØ eclatante: la legge CirinnĆ sulle coppie di fatto non ĆØ stata rispettata. Non ĆØ pensabile che il Giudice non la conosca. Se cosƬ fosse non potrebbe restare magistrato.
- Seconda giornata: sabato 2 dicembre
L’apertura ĆØ stata sostanzialmente tecnica, relativa agli aspetti psichiatrici sul tema delle terapie farmacologiche protratte nel tempo e relative conseguenze, che generano aggravamenti della salute fisica e psichica delle persone, cooperanti alla distruzione di vite umane per mezzo delle “tutele” di amministratori di sostegno. A ciò si aggiungono, in completamento, le segnalazioni dei servizi all’autoritĆ giudiziaria dei pazienti benestanti per invalidarli e depredarli attraverso il mezzo dell’amministrazione di sostegno. Le testimonianze durante il Congresso hanno confermato e messo a nudo questa realtĆ . Un Congresso serve a fare il punto sullo stato dell’arte, che ĆØ drammatico. Una delle giovani intervenute ha citato l’esistenza di iniziative per tentare nuovi approcci sperimentali che, si spera, possano ambire ad aiutare.. Mario, Giulio, Giovanna, Maria, Daniela che, nel frattempo, sono seviziati, insieme ai familiari, dagli AdS e dai Giudici tutelari.
Le capacitĆ e sforzi dei vertici dell’Associazione alimentano, coraggiosamente, ampie speranze, con le proposte di modifiche di TSO e amministrazione di sostegno.
- Terza giornata: domenica 3 dicembre
Vedendo il servizio sui centri di permanenza e rimpatrio (CPR) ho avuto un blocco allo stomaco: umanitĆ e dignitĆ calpestate. L’Italia ĆØ chiamata “culla della civiltĆ ”. Non sapevo che la civiltĆ fosse cosƬ. Una conoscenza in più. La storia si ripete a cicli. Siamo di nuovo alle violenze e torture ricorrenti. In mezzo ai lussi ed agi della societĆ del benessere, c’ĆØ chi soffre e muore nell’indifferenza generale, anzi nel compiacimento della societĆ “civile”. Dovremmo vergognarci di come (mal)trattiamo i meno fortunati. Il servizio andrebbe proiettato nelle scuole dei giovani scicchiettosi con abiti firmati, sneakers da 300 euro e vuoto nel cervello, ed anche nelle reti TV di āGrande Fratelloā e āIsola dei Famosiā, perchĆØ i genitori sono peggio dei figli in elevatezza sociale.
Molto determinate ed incisive le relazioni degli intervenuti. E’ matura la volontĆ di agire per il superamento delle attuali situazioni di errore e disagio.
L’apice del Congresso ĆØ stato toccato con il servizio sugli anziani e le RSA (commentato da monsignor Paglia, prelato stimato dal Papa) incentrato sulla differenza fra societĆ europea ed africana, che mantiene i valori tradizionali di rispetto alla funzione degli anziani nella famiglia. Mi ĆØ piaciuto molto il commento di Barbara Pavarotti sulla donna che va a lavorare per un stipendio di 1500 euro al mese e, per farlo, ne spende 2000 per la RSA del genitore anziano. Ho conosciuto anziani in RSA, tristi in attesa delle visite dei figli e durante queste lunghe attese raccontavano agli altri, ospiti o personale, quando curavano i figli giovani, che oggi tardano ad arrivare. Anziani alle prese con telefonini complicati, dipendenti da estranei che li sopportano come parte di un lavoro sgradito.
La sintesi del Congresso ĆØ stata fatta dall’avv. Capano che, assolte le formalitĆ assembleari, ha delineato gli obiettivi prossimi dell’Associazione impegnata sulle revisioni delle normative relative a TSO e AdS, rinfrescando le necessitĆ urgenti di attivitĆ per arrivare al raggiungimento delle firme previste dalla Costituzione per le iniziative popolari. L’Associazione ha nel cassetto i nuovi testi di proposta di legge.
- Il giorno dopoā¦..I āgiorno dopoā sono sempre un pò vuoti, incerti. Mi riferisco al giorno dopo il Congresso. Anche se apparentemente passive, le partecipazioni online suscitano emozioni e riflessioni, lasciano traccia. Trascorrere ore insieme a persone che hanno legami comuni coinvolge tutti i nostri sentimenti, calandoci in un ambiente amichevole, finanche familiare di rapporto con persone “vive” e non attraverso commenti scritti, a volte poco chiari.
Al Congresso c’ĆØ stata la partecipazione anche fisica del relatore e ciò ha aggiunto una notevole forza comunicativa. Il loro entusiasmo ha suscitato anche il mio, come ossigeno ai polmoni per rinnovare speranze di soluzione a problemi difficilissimi. Le modifiche di TSO e di ads sono sguiscianti: sembra di averle in mano e poi scappano lontano. Dopotutto le smargiassate del PROFESSORE sono utili a ricordarci che c’ĆØ “il fuoco sotto la brace” e bisogna agire per debellarlo. Durante il Congresso l’avv. Capano ha opportunamente ricordato che l’UNCRPD ha sollecitato l’abolizione dell’amministrazione di sostegno āsostitutivaā e, dopo otto anni, i nostri brillanti legislatori si dilettano a scrivere proposte di legge che vogliono non sopprimere ma rafforzare l’istituto. Un quadro deludente della maturitĆ della conoscenza italiana dei diritti umani, evidenziando che c’ĆØ un problema di inadeguatezza del sistema politico che sembra vivere in contesto astronomicamente distante, interessato a cronache di poveri amanti e cognati viaggiatori in Trenitalia.
E l’origine della sensazione di vuoto post-congresso nasce dal passaggio dal sentir parlare seriamente di giustizia, psichiatria, migranti e anziani a tornare ad assistere a modeste di gente comune che però ha in mano le vite di decine di milioni di persone. L’inno nazionale dovrebbe passare dal vetusto Inno mameliano a quello più realistico dei Vianello : “semo gente di borgata“. Non faccio riferimenti di colore politico, essendo passati dal multicolor allo scolorito monocolor panorama parlamentare che ignora che esistono impegni internazionali ONU e CEDU, beccandosi sollecitazioni e sanzioni miliardarie.
Dopo i sogni e le emozioni del Congresso, ripartiamo a lottare per i nostri casi particolari con una dose di maggiore entusiasmo a partecipare alla vita dellāAssociazione, immaginando quale sarebbe la prospettiva senza di essa.
Oggi, 4-12-23 ho dormito tutto il pomeriggio.


