“Ć mio dovere morale oppormi all’ingiustizia. In qualitĆ di cittadina, condivido la comune responsabilitĆ per assicurare la giustizia e i diritti umani all’interno della comunitĆ . Perciò mi sento moralmente obbligata a denunciare i casi di ingiustizia che ho sperimentato e che ho vissuto e che devono essere conosciuti e sanati. La mia storia ĆØ la storia di altre persone lĆ fuori. Alcune delle quali potrebbero non essere sopravvissute.” Jolijn Santegoeds
Intervento di Jolijn Santegoeds, attivista olandese recentemente scomparsa, in occasione del Congresso dell’Associazione Radicale āDiritti alla Folliaā: UmanitĆ e LibertĆ : pratiche per una de-istituzionalizzazione radicale
Al minuto 1:59:35
https://www.radioradicale.it/scheda/682535?i=4506609
Jolijn Santegoeds da oltre 20 anni era impegnata nella difesa dei diritti umani in materia di salute mentale a livello nazionale e internazionale. Eā stata rappresentante di varie organizzazioni di persone con disabilitĆ psicosociali, co-presidente della Rete mondiale degli utenti e dei sopravvissuti alla psichiatria (WNUSP) e membro del Consiglio di amministrazione della Rete europea degli (ex)utenti e dei sopravvissuti alla psichiatria (ENUSP), mettendo le proprie esperienze di vita al servizio di un instancabile attivismo per i diritti.
Jolijn ha vissuto in prima persona gli abusi cui spesso sono sottoposte le persone con disabilitĆ psicosociali, tra cui lāisolamento, il trattamento forzato e lāinsicurezza abitativa, le sue battaglie sono sempre state rivolte ad un mondo libero da coercizione, tortura e trattamenti forzati.
Ć stata una vera leader del movimento dei sopravvissuti alla psichiatria, lavorando per fare luce sulle ingiustizie, ovunque si presentassero. Carica di energia positiva, leader determinata e rappresentante diretta, essendo stata lei stessa una delle persone colpite nella sua vita da gravissimi abusi e comportamenti discriminatori.
Qui di seguito uno dei suoi innumerevoli scritti, il suo contributo alla Campagna a sostegno della Convenzione CRPD per il divieto assoluto di internamento e trattamenti coatti.
Qui di seguito la sua storia personale