La vicenda della famiglia di Palmoli, i tre bambini allontanati dai genitori e trasferiti in una comunitĆ educativa, continua a sollevare interrogativi profondi sul ruolo dello Stato e delle istituzioni nella vita delle famiglie.
Secondo le relazioni dei servizi sociali, i bambini ora sono āpuliti, profumati, abituati alle regole quotidianeā. Le cronache raccontano che hanno reagito con curiositĆ e sollievo alle docce, ai vestiti profumati e alle attenzioni quotidiane offerte dagli operatori. Il messaggio implicito sembra chiaro: vivere nel bosco senza modelli urbani sarebbe insufficiente, se non inadeguato.
CāĆØ poi un dettaglio rivelatore, apparentemente secondario ma culturalmente potentissimo. Ć evidente che questi bambini non praticavano la āskin careā oggi tanto di moda, ormai normalizzata perfino tra bambine delle scuole elementari, rituali quotidiani di detergenti, creme, profumi, prodotti cosmetici spacciati per ācura di sĆ©ā. Ć forse questo ciò che si rimprovera loro?
Questa ossessione per il pulito, il profumato, il corpo normalizzato e addestrato fin dallāinfanzia dice molto più del modello culturale dominante che dei bisogni reali dei bambini. Un modello in cui lāigiene diventa performance, il profumo diventa certificato di accettabilitĆ sociale, e il corpo infantile viene educato precocemente al consumo, allāestetica e al controllo.
Secondo le ultime notizie, mentre i bambini restano temporaneamente in comunitĆ , il Tribunale per i Minorenni dellāAquila ha affidato a un perito, la psichiatra Simona Ceccoli, lāincarico di svolgere una nuova perizia psicoādiagnostica non solo sui genitori ma anche sui bambini stessi, con un termine di 120 giorni per la consegna del rapporto finale. Lāordinanza, pubblicata di recente, richiede al perito di approfondire aspetti come:
- stili relazionali famigliari
- capacitĆ di riconoscere e rispondere ai bisogni affettivi ed educativi dei minori
- condizioni attuali di vita e sviluppo psicoāaffettivo dei bambini
- figure di riferimento e modelli di identificazione dei minori
Il provvedimento prevede anche che entro fine gennaio i servizi sociali trasmettano una relazione aggiornata sugli interventi svolti e che le parti possano presentare memorie difensive entro metĆ febbraio.
Ma cāĆØ un altro lato della riflessione che non può essere ignorato. In Italia, molti bambini crescono immersi in cibo spazzatura, tecnologia e social fin dalla più tenera etĆ . Non si tratta di casi isolati:
- Più della metà dei bambini italiani consuma snack dolci più di tre volte a settimana, e oltre uno su quattro beve bibite zuccherate ogni giorno
- Circa un quarto dei ragazzi non consuma frutta e verdura quotidianamente
- Molti bambini tra i 6 e i 10 anni usano smartphone ogni giorno, e oltre il 62% dei preadolescenti (11ā13 anni) ha almeno un account social
Questi dati confermano che il consumo precoce di tecnologia e cibi ultra-processati ĆØ ormai un fenomeno diffuso, normalizzato e spesso celebrato come indice di attenzione e cura.
Con le feste ormai alle porte, i carrelli dei supermercati straripano di snack, dolci, giocattoli e dispositivi elettronici, e lāesposizione ai social e a YouTube diventa routine fin dalla più tenera etĆ . Tutto questo mentre i bambini della famiglia del bosco cresceĀvano liberi, senza schermi, senza social, immersi nella natura e nelle relazioni dirette con il mondo.
Oltre al consumismo e alla tecnologia precoce, un altro dato preoccupante riguarda lāuso crescente di psicofarmaci nei bambini e negli adolescenti italiani. Secondo il Rapporto OsMed 2024 dellāAIFA, la prevalenza dellāuso di farmaci psicotropi nei minori ĆØ più che raddoppiata negli ultimi anni. Nel 2016 era circa lo 0,26% della popolazione pediatrica; nel 2024 ĆØ salita allo 0,57%, equivalente a un minore su 175 che assume psicofarmaci.
Questo aumento riguarda soprattutto antipsicotici, antidepressivi e farmaci per lāADHD, con unāincidenza maggiore nella fascia 12ā17 anni. Questi dati evidenziano come la medicalizzazione precoce del disagio infantile e preadolescenziale sia un fenomeno diffuso, che si inserisce nella tendenza a normalizzare interventi farmacologici come risposta primaria a problemi di adattamento sociale o educativo.
Siamo davvero di fronte a un intervento che tutela i bambini oppure a una colonizzazione culturale e psicologica, che impone un unico modello di vita considerato āaccettabileā?
Diritti alla Follia ribadisce che la libertĆ educativa e il diritto alla diversitĆ non sono reati, e che i bambini non possono essere standardizzati come prodotti sugli scaffali di un supermercato o su uno schermo luminoso.
š¹ Cāera una volta una famiglia nel bosco⦠Oggi quei bambini sono nelle mani di un sistema che li vuole puliti, profumati e uniformati, mentre tanti altri crescono immersi in cibo spazzatura e tecnologia. Liberi o conformi: chi detta la norma dellāinfanzia?
Fonti principali
- Articolo di cronaca: Today.it
- Rapporto Save the Children: Uso precoce di smartphone e social
Link - TG24 Sky: Consumo di snack e alimentazione dei bambini
Link - AIFA, Rapporto OsMed 2024: Psicofarmaci nei minori
Link - Sky TG24 ā Famiglia nel bosco: Disposta nuova perizia, i bambini restano nella struttura protetta
Link