Si parla molto di āsofferenza mentaleā, ma troppo poco delle implicazioni associate allāintervento dei Servizi
Di Susanna Brunelli
Essendo unāesperta per esperienza e nel supporto tra pari, molte persone mi chiedono: comāĆØ possibile āsganciarsiā formalmente dai Servizi di salute mentale senza sentirsi obbligate a frequentarli?
Le motivazioni sono diverse, e tra le più comuni emergono:
- Esperienze di coercizione: TSO, minacce di ricovero, ricatti legati a benefici o diritti, contenzioni meccaniche o chimiche ā interventi imposti per legge o con la forza, che sospendono lāautodeterminazione della persona e la collocano dentro un sistema coercitivo
- Effetti collaterali dei farmaci, spesso minimizzati o non riconosciuti, che incidono sul corpo, sulla qualitĆ della vita e sulle relazioni, producendo vissuti di oppressione e una reale riduzione dellāautonomia
- Mancanza di ascolto reale: spesso le persone non vengono credute nƩ prese sul serio. Paternalismo, infantilizzazione e stigma sono esperienze frequenti
- Ā Diagnosi vissute e utilizzate come etichette che, nella pratica clinica e sociale finiscono per contare più della storia e dellāesperienza della persona
- Relazioni di potere asimmetriche, dove il sapere professionale annulla lāautodeterminazione
- Percorsi standardizzati, poco personalizzati e non rispettosi dei tempi, dei bisogni e delle preferenze individuali
-  Danni traumatici iatrogeni: oltre alla sofferenza iniziale, molte persone riportano traumi prodotti dal sistema stesso, che restano non riconosciuti né trattati
- Perdita di fiducia nel sistema, dopo anni di contatti che non hanno portato sollievo nƩ miglioramento, contribuendo a processi di cronicizzazione e istituzionalizzazione
- Desiderio di riprendere il controllo della propria vita, delle proprie scelte e del proprio corpo, sottraendosi a relazioni di cura imposte e scegliendo autonomamentefigure di fiducia.
Ć possibile interrompere formalmente la presa in carico da parte dei Servizi, ma prima ĆØ fondamentale comprendere pienamente le implicazioni e le conseguenze di questa scelta.
Scegliere di uscire da una posizione di soggettivazione e controllo istituzionale significa assumersi la piena responsabilitĆ del proprio percorso. Interrompere formalmente il rapporto con i Servizi comporta alcune conseguenze concrete:
- Perdita dellāaccesso al supporto istituzionale: visite specialistiche, prescrizioni, certificazioni, progetti terapeutici e mediazioni con altri Servizi. Per alcune persone questo può significare maggiore libertĆ e autonomia; per altre un carico maggiore di responsabilitĆ e auto-gestione
- Assunzione diretta della responsabilitĆ del proprio percorso: non si ĆØ più coperti ā nĆ© formalmente nĆ© di fatto ā dalle tutele del sistema. Diventa quindi fondamentale disporre di risorse, reti di supporto e strumenti di auto-gestione, soprattutto se si ĆØ in trattamento farmacologico
- Ripercussioni pratiche possibili: limitazioni nellāaccesso a benefici, certificazioni, percorsi assistenziali o riconoscimenti di invaliditĆ . Ć una scelta che va valutata in base alla propria situazione concreta, senza idealizzarla nĆ© demonizzarla
- I Servizi non si interrompono automaticamente: in determinate situazioni ā segnalazioni, crisi, interventi dāurgenza ā il sistema può riattivarsi. āSganciarsiā non significa diventare invisibili nĆ© interrompere del tutto il monitoraggio istituzionale.
Domanda chiave: quali reti di sostegno restano, o possono essere costruite, fuori dallāistituzione? Nessun percorso di autodeterminazione regge sullāisolamento.
Premessa
Il presente vademecum vuole offrire indicazioni pratiche per chi desidera interrompere la presa in carico da parte dei Servizi pubblici di salute mentale e intraprendere percorsi alternativi, ad esempio nel privato.
à fondamentale sottolineare, però, che ogni azione, passaggio o scelta va assolutamente personalizzata in base al vissuto, alla storia personale, alle esperienze pregresse e alle condizioni attuali di ciascuna persona. Non esistono moduli universali, strategie preconfezionate o soluzioni standardizzate: ciò che può essere funzionale o efficace per qualcuno potrebbe non esserlo per un altro.
Il percorso di ciascuno ĆØ unico e complesso. Le decisioni riguardanti la propria āsalute mentaleā coinvolgono aspetti emotivi, psicologici, relazionali e legali, e non possono essere ridotte a procedure automatiche o a checklist rigide. La consapevolezza dei propri diritti, la valutazione dei rischi, la disponibilitĆ di alternative e la gestione della continuitĆ delle cure sono elementi che vanno adattati alla propria realtĆ concreta.
Questo vademecum offre quindi indicazioni generali e spunti di riflessione, con lāobiettivo di supportare lāautodeterminazione e la responsabilitĆ personale, ma non sostituisce il giudizio individuale, il confronto con figure professionali di fiducia o la valutazione dei propri bisogni.
In altre parole, ogni scelta deve essere presa in modo consapevole, ponderato e rispettoso della propria storia, bilanciando autonomia, sicurezza e benessere personale.
Passi pratici per interrompere la presa in carico da parte dei Servizi e rivolgersi a un percorso privato.
Molte persone arrivano a questa scelta spinte da rabbia, emotivitĆ , dolore o sfinimento, senza aver avuto il tempo di acquisire piena consapevolezza delle conseguenze pratiche della loro scelta.
Se i concetti precedenti sono chiari e la decisione ĆØ stata ponderata, allora si può passare allāatto pratico:
1. Informarsi sui propri diritti e sulla normativa vigente
Prima di decidere di interrompere la presa in carico da parte dei servizi pubblici di salute mentale, ĆØ fondamentale conoscere le leggi e i propri diritti, in particolare:
- Il diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura, garantito dalla Legge 833/1978 (articoli 19 e 33), confermato dalla legge 502/1992 e dalla giurisprudenza, che stabilisce che solo limiti oggettivi dellāorganizzazione dei servizi sanitari possono condizionare questo diritto
Conoscere questi principi permette di pianificare il passaggio a un percorso privato o accreditato, assicurando continuitĆ nelle cure e tutela dei propri diritti costituzionali e professionali.
- Predisporre unāalternativa
Prima di interrompere la presa in carico pubblica, ĆØ consigliabile avere giĆ a disposizione un percorso privato o accreditato, garantendo continuitĆ delle cure- Comunicazione formale della decisione
La scelta di interrompere la presa in carico va documentata in forma scritta al Dipartimento di Salute Mentale
- Comunicazione formale della decisione
Ć importante includere elementi essenziali: dichiarare lāinterruzione immediata della presa in carico, indicare che ci si rivolgerĆ a medici di fiducia e revocare il consenso al trattamento dei dati personali, tutelando cosƬ la propria privacy.
- Gestire la transizione
Organizzare il passaggio al percorso privato, assicurando continuitĆ terapeutica e monitoraggio degli effetti dei trattamenti farmacologici o psicologici.
āSganciarsiā dai Servizi pubblici di salute mentale significa riprendere il timone della propria vita. Non ĆØ un gesto impulsivo nĆ© un atto di ribellione fine a sĆ© stesso: ĆØ una scelta consapevole, costruita sulle proprie esperienze, sui propri bisogni e sui propri diritti.
Ogni percorso ĆØ unico, e non esistono scorciatoie o soluzioni universali: lāautonomia si conquista passo dopo passo, insieme alla responsabilitĆ di prendersi cura di sĆ©. Chi sceglie di diventare protagonista del proprio cammino sa che la tutela della propria salute e il rispetto della propria dignitĆ non sono concessioni, ma diritti da esercitare con consapevolezza e coraggio.
Fonti legislative
Legge 23 dicembre 1978, n. 833 ā Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale
⢠Articolo 19: diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura nei limiti oggettivi dellāorganizzazione dei servizi sanitari.
Visualizza art. 19 ā Normattiva (GU)
⢠Articolo 33: rispetto della dignitĆ e dei diritti civili nei trattamenti sanitari, inclusa ā per quanto possibile ā la libera scelta del medico e del luogo di cura.
Testo completo legge 833/1978 ā Normattiva
Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502
⢠Riordino della disciplina in materia sanitaria e organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.
Testo aggiornato (GU Serie Generale n. 4 del 07-01-1994 ā Suppl. Ordinario n. 3) (Gazzetta Ufficiale)
Codice di Deontologia Medica
⢠Articolo 27 ā Libera scelta del medico e del luogo di cura: la libera scelta costituisce diritto della persona; ĆØ vietato qualsiasi accordo tra medici volto a influenzare tale scelta.
Art. 27 ā testo del Codice di Deontologia Medica (health-management.it)
Costituzione della Repubblica Italiana
⢠Articolo 32: tutela della salute come diritto fondamentale dellāindividuo e disciplina dei trattamenti sanitari solo per legge.
(Testo ufficiale disponibile sui siti istituzionali della Repubblica Italiana)
Link di approfondimento:

Susanna Brunelli- Membro di Giunta Associazione ‘Diritti alla Follia’
Veneta e residente a Verona. Familiare e survivor alla psichiatria.
Impegnata su vari fronti per quanto riguarda la salute mentale nel campo dellāassociazionismo e nel volontariato come accompagnatrice alla Recovery.
āCon un particolare ringraziamento per il contributo e la revisione a:ā

Cristina Paderi- Membro del Consiglio direttivo Associazione ‘Diritti alla Follia’