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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Libera scelta medico- Diritti alla Follia

Vittime o protagonisti? Scegliere se e come usufruire dei Servizi di salute mentale

Diritti alla Follia · 11/01/2026 · Lascia un commento

Si parla molto di ā€œsofferenza mentaleā€, ma troppo poco delle implicazioni associate all’intervento dei Servizi

Di Susanna Brunelli

Essendo un’esperta per esperienza e nel supporto tra pari, molte persone mi chiedono: com’è possibile ā€œsganciarsiā€ formalmente dai Servizi di salute mentale senza sentirsi obbligate a frequentarli?

Le motivazioni sono diverse, e tra le più comuni emergono:

  • Esperienze di coercizione: TSO, minacce di ricovero, ricatti legati a benefici o diritti, contenzioni meccaniche o chimiche — interventi imposti per legge o con la forza, che sospendono l’autodeterminazione della persona e la collocano dentro un sistema coercitivo
  • Effetti collaterali dei farmaci, spesso minimizzati o non riconosciuti, che incidono sul corpo, sulla qualitĆ  della vita e sulle relazioni, producendo vissuti di oppressione e una reale riduzione dell’autonomia
  • Mancanza di ascolto reale: spesso le persone non vengono credute nĆ© prese sul serio. Paternalismo, infantilizzazione e stigma sono esperienze frequenti
  • Ā Diagnosi vissute e utilizzate come etichette che, nella pratica clinica e sociale finiscono per contare più della storia e dell’esperienza della persona
  • Relazioni di potere asimmetriche, dove il sapere professionale annulla l’autodeterminazione
  • Percorsi standardizzati, poco personalizzati e non rispettosi dei tempi, dei bisogni e delle preferenze individuali
  • Ā Danni traumatici iatrogeni: oltre alla sofferenza iniziale, molte persone riportano traumi prodotti dal sistema stesso, che restano non riconosciuti nĆ© trattati
  • Perdita di fiducia nel sistema, dopo anni di contatti che non hanno portato sollievo nĆ© miglioramento, contribuendo a processi di cronicizzazione e istituzionalizzazione
  • Desiderio di riprendere il controllo della propria vita, delle proprie scelte e del proprio corpo, sottraendosi a relazioni di cura imposte e scegliendo autonomamentefigure di fiducia.

È possibile interrompere formalmente la presa in carico da parte dei Servizi, ma prima è fondamentale comprendere pienamente le implicazioni e le conseguenze di questa scelta.

Scegliere di uscire da una posizione di soggettivazione e controllo istituzionale significa assumersi la piena responsabilitĆ  del proprio percorso. Interrompere formalmente il rapporto con i Servizi comporta alcune conseguenze concrete:

  • Perdita dell’accesso al supporto istituzionale: visite specialistiche, prescrizioni, certificazioni, progetti terapeutici e mediazioni con altri Servizi. Per alcune persone questo può significare maggiore libertĆ  e autonomia; per altre un carico maggiore di responsabilitĆ  e auto-gestione
  • Assunzione diretta della responsabilitĆ  del proprio percorso: non si ĆØ più coperti — nĆ© formalmente nĆ© di fatto — dalle tutele del sistema. Diventa quindi fondamentale disporre di risorse, reti di supporto e strumenti di auto-gestione, soprattutto se si ĆØ in trattamento farmacologico
  • Ripercussioni pratiche possibili: limitazioni nell’accesso a benefici, certificazioni, percorsi assistenziali o riconoscimenti di invaliditĆ . ƈ una scelta che va valutata in base alla propria situazione concreta, senza idealizzarla nĆ© demonizzarla
  • I Servizi non si interrompono automaticamente: in determinate situazioni — segnalazioni, crisi, interventi d’urgenza — il sistema può riattivarsi. ā€œSganciarsiā€ non significa diventare invisibili nĆ© interrompere del tutto il monitoraggio istituzionale.

Domanda chiave: quali reti di sostegno restano, o possono essere costruite, fuori dall’istituzione? Nessun percorso di autodeterminazione regge sull’isolamento.

Premessa

Il presente vademecum vuole offrire indicazioni pratiche per chi desidera interrompere la presa in carico da parte dei Servizi pubblici di salute mentale e intraprendere percorsi alternativi, ad esempio nel privato.

È fondamentale sottolineare, però, che ogni azione, passaggio o scelta va assolutamente personalizzata in base al vissuto, alla storia personale, alle esperienze pregresse e alle condizioni attuali di ciascuna persona. Non esistono moduli universali, strategie preconfezionate o soluzioni standardizzate: ciò che può essere funzionale o efficace per qualcuno potrebbe non esserlo per un altro.

Il percorso di ciascuno ĆØ unico e complesso. Le decisioni riguardanti la propria ā€˜salute mentale’ coinvolgono aspetti emotivi, psicologici, relazionali e legali, e non possono essere ridotte a procedure automatiche o a checklist rigide. La consapevolezza dei propri diritti, la valutazione dei rischi, la disponibilitĆ  di alternative e la gestione della continuitĆ  delle cure sono elementi che vanno adattati alla propria realtĆ  concreta.

Questo vademecum offre quindi indicazioni generali e spunti di riflessione, con l’obiettivo di supportare l’autodeterminazione e la responsabilitĆ  personale, ma non sostituisce il giudizio individuale, il confronto con figure professionali di fiducia o la valutazione dei propri bisogni.

In altre parole, ogni scelta deve essere presa in modo consapevole, ponderato e rispettoso della propria storia, bilanciando autonomia, sicurezza e benessere personale.

Passi pratici per interrompere la presa in carico da parte dei Servizi e rivolgersi a un percorso privato.

Molte persone arrivano a questa scelta spinte da rabbia, emotivitĆ , dolore o sfinimento, senza aver avuto il tempo di acquisire piena consapevolezza delle conseguenze pratiche della loro scelta.

Se i concetti precedenti sono chiari e la decisione ĆØ stata ponderata, allora si può passare all’atto pratico:

1. Informarsi sui propri diritti e sulla normativa vigente

Prima di decidere di interrompere la presa in carico da parte dei servizi pubblici di salute mentale, ĆØ fondamentale conoscere le leggi e i propri diritti, in particolare:

  • Il diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura, garantito dalla Legge 833/1978 (articoli 19 e 33), confermato dalla legge 502/1992 e dalla giurisprudenza, che stabilisce che solo limiti oggettivi dell’organizzazione dei servizi sanitari possono condizionare questo diritto

Conoscere questi principi permette di pianificare il passaggio a un percorso privato o accreditato, assicurando continuitĆ  nelle cure e tutela dei propri diritti costituzionali e professionali.

  • Predisporre un’alternativa
    Prima di interrompere la presa in carico pubblica, ĆØ consigliabile avere giĆ  a disposizione un percorso privato o accreditato, garantendo continuitĆ  delle cure
    • Comunicazione formale della decisione
      La scelta di interrompere la presa in carico va documentata in forma scritta al Dipartimento di Salute Mentale

ƈ importante includere elementi essenziali: dichiarare l’interruzione immediata della presa in carico, indicare che ci si rivolgerĆ  a medici di fiducia e revocare il consenso al trattamento dei dati personali, tutelando cosƬ la propria privacy.

  • Gestire la transizione
    Organizzare il passaggio al percorso privato, assicurando continuitĆ  terapeutica e monitoraggio degli effetti dei trattamenti farmacologici o psicologici.

 ā€œSganciarsiā€ dai Servizi pubblici di salute mentale significa riprendere il timone della propria vita. Non ĆØ un gesto impulsivo nĆ© un atto di ribellione fine a sĆ© stesso: ĆØ una scelta consapevole, costruita sulle proprie esperienze, sui propri bisogni e sui propri diritti.

Ogni percorso ĆØ unico, e non esistono scorciatoie o soluzioni universali: l’autonomia si conquista passo dopo passo, insieme alla responsabilitĆ  di prendersi cura di sĆ©. Chi sceglie di diventare protagonista del proprio cammino sa che la tutela della propria salute e il rispetto della propria dignitĆ  non sono concessioni, ma diritti da esercitare con consapevolezza e coraggio.

Fonti legislative

 Legge 23 dicembre 1978, n. 833 – Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale
• Articolo 19: diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura nei limiti oggettivi dell’organizzazione dei servizi sanitari.
 Visualizza art. 19 – Normattiva (GU)
• Articolo 33: rispetto della dignitĆ  e dei diritti civili nei trattamenti sanitari, inclusa – per quanto possibile – la libera scelta del medico e del luogo di cura.
 Testo completo legge 833/1978 – Normattiva

Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502
• Riordino della disciplina in materia sanitaria e organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.
 Testo aggiornato (GU Serie Generale n. 4 del 07-01-1994 – Suppl. Ordinario n. 3) (Gazzetta Ufficiale)

 Codice di Deontologia Medica
• Articolo 27 – Libera scelta del medico e del luogo di cura: la libera scelta costituisce diritto della persona; ĆØ vietato qualsiasi accordo tra medici volto a influenzare tale scelta.
 Art. 27 – testo del Codice di Deontologia Medica (health-management.it)

 Costituzione della Repubblica Italiana
• Articolo 32: tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e disciplina dei trattamenti sanitari solo per legge.
 (Testo ufficiale disponibile sui siti istituzionali della Repubblica Italiana)

Link di approfondimento:

La libera scelta del medico e del luogo di cura in Psichiatria: Un diritto negato?
Libera scelta del medico e del luogo di cura

Susanna Brunelli- Membro di Giunta Associazione ‘Diritti alla Follia’
Veneta e residente a Verona. Familiare e survivor alla psichiatria.
Impegnata su vari fronti per quanto riguarda la salute mentale nel campo dell’associazionismo e nel volontariato come accompagnatrice alla Recovery.

ā€œCon un particolare ringraziamento per il contributo e la revisione a:ā€


Cristina Paderi- Membro del Consiglio direttivo Associazione ‘Diritti alla Follia’

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