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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Comunicato stampa

Comunicato stampa associazione “Diritti alla follia”: 100 firme per la nomina del garante regione Sardegna

Diritti alla Follia · 12/05/2021 · Lascia un commento

SUBITO LA NOMINA DEL GARANTE REGIONALE DELLE PERSONE SOTTOPOSTE A MISURE RESTRITTIVE DELLA LIBERTÀ PERSONALE. LA SARDEGNA SI MOBILITA CON UNA PETIZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE.

L’Associazione Radicale “Diritti alla Follia” è impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone sottoposte a varie forme di coercizione in ambito psichiatrico, ai cosiddetti “istituti di protezione” dell’individuo (tutela, curatela, amministrazione di sostegno) e alle misure di sicurezza per i soggetti “non imputabili”.

Sin dalla sua costituzione si è impegnata per la nomina del Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale in Sardegna.

Il 7 febbraio 2011 il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la LR la Legge Regionale n° 7 sul “Sistema integrato di interventi a favore dei soggetti sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria e istituzione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”, una legge importante, innovativa e di grande visione, che tuttavia non ha mai trovato attuazione.

Uno dei punti cardine della legge è l’istituzione del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Una figura di garanzia e tutela fondamentale, che anticipò di oltre due anni il Decreto Legge 23 dicembre 2013 n° 146, convertito con modificazioni dalla Legge 10/2014 di istituzione del Garante Nazionale.

Il Garante Regionale non è mai stato nominato.

Il Garante deve essere nominato dal Consiglio Regionale a maggioranza qualificata e ha compiti rilevanti di tutela e garanzia della corretta applicazione degli istituti che a qualunque titolo incidono sulla restrizione della libertà personale. La Sardegna non vi può rinunciare.

In più occasioni il Garante Nazionale ha auspicato la sua nomina da parte del Consiglio Regionale, così come disposto dalla Legge regionale 7/2011, come del resto si legge nel rapporto del Garante Nazionale redatto in occasione della sua ultima visita ispettiva del 2019, pubblicato nel sito istituzionale. L’Associazione Diritti alla Follia chiede che il Consiglio Regionale proceda immediatamente alla nomina del Garante, per questo ha proposto una petizione che alleghiamo al presente comunicato.

L’obiettivo è raccogliere 100 adesioni in un mese, depositare la petizione e presidiare il Consiglio Regionale affinché la mozione sia portata in discussione in aula, così come previsto dall’art. 104 del regolamento del Consiglio Regionale. Se così non fosse, dovranno esserne spiegate le ragioni.

Il modulo della petizione per la raccolta firme è raggiungibile al link cliccando sul bottone qui di seguito:

VAI ALLA PETIZIONE

Ciascuno di noi può farsi promotore della raccolta di firme, ricordando che la petizione potrà essere sottoscritta solo dai residenti nella regione Sardegna.

Per eventuali informazioni si può fare riferimento, oltre alla mail dell’associazione, ai contatti indicati di seguito:

Cristina Paderi
Segretaria Associazione Diritti alla Follia

Contatti
Cristina Paderi 3462378960
Michele Capano 3887942692
Nicola Carboni 3293604665

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Comunicato stampa associazione radicale “Diritti alla Follia”: TSO politico su studente senza mascherina

Diritti alla Follia · 08/05/2021 · 1 commento

Comunicato stampa 8 maggio 2021 – Associazione Radicale “Diritti alla Follia”

TSO politico su studente senza mascherina.

Il 06 maggio 2021 L’Associazione Radicale “Diritti alla Follia” è intervenuta tempestivamente per chiedere formalmente alle autorità competenti l’immediato rilascio di uno studente di un istituto superiore di Fano che, abbiamo appreso da fonti giornalistiche, essere sottoposto a tso per malattia mentale per aver rifiutato di indossare la mascherina al banco, ossia per aver voluto respirare senza impedimenti, e per aver manifestato a scuola il proprio dissenso all’imposizione della mascherina.

LESIONE DELLA DIGNITÀ E DEI DIRITTI CIVILI E POLITICI DEL RAGAZZO COINVOLTO NELL’ APPLICAZIONE DEL TSO.

Premesso che “possono essere disposti dall’autorità sanitaria accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori, secondo l’articolo 32 della Costituzione, nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici”.

Il rifiuto dell’uso della mascherina configura l’espressione di una posizione politica, e/o di una disobbedienza civile, che ben possono produrre misure coercitive tradizionali, ma giammai essere poste alla base di un TSO.
Si percepisce chiaramente che i diritti civili e politici sono tali proprio in quanto corrispondono all’espressione di opinioni ed all’adozione di comportamenti contrastanti l’autorità governativa. E’ proprio nel fuoco di tale divergenza tra cittadino ed autorità che viene forgiato il ferro del diritto, che quest’ ultimo assume concreta dimensione di presidio alle libertà dell’individuo.

Desta particolare preoccupazione il ricorso a un tso per malattia mentale che appare essere stato eseguito in assenza dei presupposti normativi che lo legittimano e per una finalità di tipo “politico” consistente nel contrastare una forma di dissenso e di protesta rispetto all’uso della mascherina.

Oltre alla revoca immediata dell’illegittimo trattamento sanitario obbligatorio, l’associazione ha chiesto l’accesso agli atti della procedura.

Roma 8 maggio 2021
Associazione Radicale “ Diritti alla Follia”

Cristina Paderi – Segretaria
Alessandro Negroni – Presidente
Michele Capano – Tesoriere

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Comunicato stampa “Associazione Diritti alla Follia” sulle visite in Italia da parte del Comitato europeo per la Prevenzione della Tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti

Diritti alla Follia · 19/12/2019 ·

Raccomandazioni del CPT all’Italia

                                                                      Comunicato  stampa                                                                

Associazione Radicale “ Diritti alla Follia” 

19 Dicembre 2019

Nelle Relazioni sulle visite in Italia dal 2004 al 2016 il Comitato per la Prevenzione della Tortura (CPT),

 organismo collegato al Consiglio d’Europa,

 ha espresso una serie di Raccomandazioni specifiche sulle garanzie legali relative alla procedura di TSO.

 

L’Associazione “Diritti alla Follia” ha tradotto ed esaminato queste Relazioni.

E’ possibile consultarle nella versione originale sul sito del Comitato Prevenzione Tortura.

Alleghiamo al Comunicato il documento contenente un sunto delle Raccomandazioni.

   Il Comitato europeo per la Prevenzione della Tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti è un organo del Consiglio d’Europa che, per quanto attiene specificamente l’ ambito psichiatrico,  ha svolto quattro visite in Italia. Il  Comitato ha un ruolo persuasivo nei confronti degli Stati, si limita ad ispezioni e segnala le criticità che rileva rispetto agli standard dei diritti fondamentali esistenti a livello europeo consacrati dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’ uomo . Le criticità vengono manifestate attraverso delle raccomandazioni inviate agli Stati .

Le raccomandazioni all’ Italia  si sono andate ripetendo dal 2004 al 2016 .

  Le abbiamo dovute tradurre in quanto, di questo documento così significativo per l’Italia,  non è stato possibile trovare neanche il testo in italiano !

Rispetto a queste raccomandazioni clandestine, abbiamo riscontrato  una sostanziale coincidenza tra quello che il Comitato per la Prevenzione della Tortura predica e quello che è il contenuto della proposta di riforma del trattamento sanitario obbligatorio di cui ci siamo resi elaboratori e protagonisti in questi anni.  Ovviamente  queste raccomandazioni si sono andate ripetendo nel corso degli anni perché il Comitato nelle visite registrava che nulla  era cambiato, ma questo tipo di sollecitazione non è mai entrata neanche nel dibattito istituzionale !

  Grazie al CPT abbiamo un’ opportunità straordinaria per segnalare come le nostre non siano affatto  tesi estremistiche tese in qualche modo a mettere i bastoni tra le ruote all’ interno di una procedura che si afferma avere delle finalità e delle caratteristiche esclusivamente sanitarie , in cui la presenza dell’ avvocato,dell’udienza, del foglio informativo, della possibilità di visita, non rappresentano altro che un ignorante intralcio nell’ attuazione di un trattamento terapeutico !

Parliamo di diritti fondamentali della persona e di raccomandazioni che,  alla luce del quadro normativo delineato dalla stessa Corte europea dei diritti dell’ uomo, vengono ritenute cruciali nell’ambito della coercizione psichiatrica e che aspettano di essere effettivamente attuate.

Si tratta di raccomandazioni negate alla conoscenza anche degli operatori del settore e questa è un’ attività cruciale che ci aspetta nei prossimi mesi :questo è quello che si muove riguardo al trattamento sanitario obbligatorio.

Michele Capano

Cristina Paderi

https://www.facebook.com/DirittiallaFollia/

https://www.coe.int/it/web/cpt/home

 

 

 

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Comunicato stampa caso agostino pipia, deceduto durante il ricovero presso il servizio psichiatrico di diagnosi e cura n.1 dell’ospedale s.s. trinità di cagliari – la risposta del garante nazionale delle persone private della libertà personale, alla lettera aperta delle associazioni “diritti alla follia” e “radicali cagliari – marco sappia

Diritti alla Follia · 21/01/2019 · Lascia un commento

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