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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Articoli

Il “blocco” dell’illegalità istituzionale italiana si manifesta nella drammatica vicenda di Marta Garofalo Spagnolo

Diritti alla Follia · 01/07/2024 · Lascia un commento

Comunicato Stampa

L’associazione ‘Diritti alla Follia’ non è sorpresa dell’epilogo del processo di secondo grado presso la Corte di Appello di Lecce contro l’avvocata Gabriella Cassano, il suo compagno Fabio Degli Angeli, Cosimo Visconti e Cosimo Filieri. La conferma delle condanne inflitte in primo grado per i reati di sequestro di persona, circonvenzione di incapace, abbandono di incapace e sottrazione di persona incapace “ai danni” di Marta Garofalo Spagnolo, rappresenta un doloroso simbolo dell’odiosa ed illegale discriminazione operante nel nostro sistema giuridico nei confronti delle persone con disabilità psicosociale.

Una storia di sofferenza e privazione

Marta Garofalo Spagnolo, una giovane donna pugliese, sottoposta ad amministrazione di sostegno, è stata rinchiusa contro la sua volontà per oltre undici anni in diverse “Case Famiglia”, istituti che si sono rivelati luoghi di feroce detenzione e segregazione, rimasti tali nonostante le numerose fughe e le quotidiane implorazioni e richieste di aiuto da parte della donna. Marta è rimasta prigioniera di un sistema che – in violazione degli obblighi internazionali assunti dall’Italia con la firma della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD), sul fronte dell’impossibilità di “sostituirsi” alla persona nella presa di decisioni (come è accaduto per Marta) e della deistituzionalizzazione – le ha negato la libertà fino alla sua tragica morte il 3 novembre 2022, all’età di 31 anni. Uccisa dal regime che così disvela l’ipocrisia criminale della presunta “protezione” che veniva assicurata alla ragazza. 

Puniti per aver commesso il ‘reato di umanità’

Cassano e Degli Angeli sono stati puniti per aver commesso quello che possiamo definire il ‘reato di umanità‘: aver accolto e dato rifugio a Marta durante una delle sue fughe. Un gesto di compassione e umanità che è stato severamente punito, mentre il vero “esproprio di vita” di Marta, durato oltre undici anni, rimane impunito. Questo processo ha l’effetto di colpire “due” persone per educarne “cento”, scoraggiando qualsiasi atto di umana solidarietà verso le persone intrappolate in un sistema che le ignora e le opprime.

I condannati sono gli unici innocenti in una vicenda – quella della tortura prima, dell’uccisione poi, di Marta, nella quale decine di uomini e donne delle istituzioni – Giudici compresi – si sono costituiti in ‘associazione a delinquere’ per privare Marta della dignità, della libertà, e della vita.

Sarà impegno dell’associazione continuare a manifestarlo ed a sostenerlo in ogni sede.

L’Amministrazione di Sostegno: Un sistema da riformare

La Legge 6/2004, che ha introdotto l’amministrazione di sostegno nel nostro codice civile, può trasformarsi, come dimostra il caso di Marta, in uno strumento di privazione della libertà e di autonomia. Nel 2016, l’Italia è stata richiamata dal Comitato ONU per l’attuazione della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata con la Legge 18/2009, per le sue pratiche discriminatorie. Tuttavia, poco è cambiato da allora.

Verso una nuova legislazione

In risposta a queste gravi problematiche, il 18 aprile 2024 l’associazione ‘Diritti alla Follia’ ha depositato presso la Corte Suprema di Cassazione una Proposta di Legge di iniziativa popolare per l’abolizione dell’interdizione e dell’inabilitazione e per la riforma dell’amministrazione di sostegno con l’intento di passare da un approccio basato sulla protezione a quello del riconoscimento dei diritti e delle libertà delle persone direttamente coinvolte, così come delineato dagli standard internazionali.

Invito all’azione

La Campagna di sensibilizzazione e denuncia “Fragile a Chi?!”, promossa dall’associazione ‘Diritti alla Follia’, a sostegno della Proposta di Legge di iniziativa popolare, mira a raccogliere le 50.000 firme necessarie affinché la proposta di legge venga discussa in Parlamento. Essa è aperta all’adesione di Enti, gruppi e singole persone.

Per informazioni e per aderire all’iniziativa, si rimanda alla pagina della Campagna https://dirittiallafollia.it/campagna-riforma-amministrazione-sostegno/ o all’indirizzo mail  dirittiallafollia@gmail.com

Associazione ‘Diritti alla Follia’                                                          Roma 30-06-2024

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“UnsilenceYourVoice”: la fanzine del Progetto artistico-giuridico è finalmente online!

Diritti alla Follia · 10/06/2024 · Lascia un commento

“UnsilenceYourVoice” è un Progetto artistico-giuridico che vede la collaborazione tra la rete ENUSP (Rete Europea degli (Ex) Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria) e le associazioni “Diritti alla Follia” e “Code per Curiosi“.

Uno degli obiettivi del Progetto è l’espressione artistica di persone che hanno sperimentato, hanno sopportato e sono sopravvissute alla psichiatria. Inoltre, i partecipanti mettono in relazione le proprie esperienze vissute, espresse attraverso le opere artistiche, con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UN CRPD). Essi mostrano come i diritti articolati dalla Convenzione siano violati dalla pratica psichiatrica, ad esempio attraverso trattamenti forzati.

Queste esperienze e le violazioni dei diritti sono pubblicate all’interno di una e-zine (fanzine elettronica) e di un blog (ancora in work in progress).

Attraverso il Progetto “UnsilenceYourVoice“, le persone che di solito vengono messe a tacere dalla società si riappropriano della propria voce. 

Leggi e divulga la fanzine elettronica

https://heyzine.com/flip-book/d74f685642.html

English Version https://heyzine.com/flip-book/165ea233c8.html

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LORO NON SANNO…di Susanna Brunelli

Diritti alla Follia · 07/06/2024 · Lascia un commento

English Version: https://dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2024/06/Susanna-Brunelli-THEY-DONT-KNOW.pdf

Sofferenza emotiva, depressione grave, un pazzesco senso di solitudine, separazione dalla mia anima, praticamente un inferno! In questo posto ci sono porte e finestre bloccate, io che mi volevo “liberare” mi trovo rinchiusa in un reparto di ospedale. Un luogo di cura, dicono, devono prendersi cura di me, lo faranno “per il mio bene”!

Loro non sanno cosa significa per me stare qui dentro!

Dall’altra parte della porta…. la mia vita, i miei ricordi, la mia famiglia, i miei gatti, il mio lavoro, la mia casa, la mia macchina, i miei amici, le mie passioni, la mia arte, la mia creatività, il mio sentire, la mia anima …..DIO !

Loro non sanno cosa significa per me stare qui dentro!

E’ un inferno, non fa più differenza tra dentro e fuori….

Questo ambiente dis-abilita, i farmaci dis-equilibrano, il cibo dis-gusta, la condizione dis-arma, la dis-biosi aumenta, il paternalismo dis-istima, il fumo dis- turba.

Loro non sanno cosa significa per me stare qui dentro!

Se il fumo crea disabilità e vere malattie perché devo essere costretta a stare in un luogo di cura e subirlo? Cosa c’è di sanitario in questo luogo se non sono protetta dal fumo passivo e compulsivo di chi non ne può fare a meno, dove uomini e donne approfittano anche del bagno del reparto di psichiatria?

Forse esagero a pensare che in un ospedale non dovrebbe succedere tutto questo? Ma io non posso accettare neanche un soffio di nicotina in un ambito sanitario, IO, che non tollero il fumo che non ho mai fumato e mai fumerò, l’unico caso in cui trovo appropriato l’uso del termine “MAI”!

Loro non sanno cosa significa per me stare qui dentro!

È PARADOSSALE! Io non fumo, ma li potrei imparare a farlo …NO! Mai e poi mai …IO ODIO IL FUMO…. DETESTO IL FUMO… non sopporto il FUMO….Eppure li si fuma… ma non  lo posso evitare ! Il luogo è chiuso, si sente l’odore di fumo, ho detto FUMO?

Loro non sanno cosa significa per me stare qui dentro!

E il fumo non crea disabilità? Ma che domanda stupida, le persone lì dentro sono considerate già DI-ABILI, che importa!

Questa è una prigione, è tutto sbarrato. Se non bevo le “goccine”, arriveranno a farmi la “puntura”, tra le due il meno peggio, non c’è via di scampo qui dentro.

Cosa c’è di sanitario nell’ essere costretti a mandar giù delle sostanze che ti rendono inerte?

Loro non sanno cosa significa per me stare qui dentro!

IO  OOOODIO LE PUNTURE, IO OOOODIO I FARMACI, IO OOOODIO IL FUMO, IO OOOODIO LA PSICHIATRIA ! OHHHHH MIO DIO!

Ho il terrore di lavarmi e a venire a contatto con l’acqua, ma il bagno non è per niente incoraggiante, è tutto brutto e il box doccia cade a pezzi…. Non ho diritto di segnalare che il box doccia è rotto? Non ho diritto di respirare aria pulita e mangiare cibo salutare?

‘Non siamo in un hotel 5 stelle’ mi viene detto, allora io sono una persona che merita zero stelle?

Quanto stigma c’è in questa frase?

‘Non siamo in un Hotel 5 stelle…..non siamo in un hotel 5 stelle… non siamo in un hotel 5 stelle ….’ Parole che risuonano nella mia testa come il rumore del carrello che porta a tutti, proprio tutti, le medicine anche se le rifiuti.

Loro non sanno cosa significa per me stare qui dentro!

Si preoccupano solo che tutto sia sotto controllo; non si deve sentire, non si deve vedere, neanche ascoltare, tutto viene anestetizzato, attutito.

Loro non sanno cosa significa per me stare qui dentro!

Dicono che lo squilibrio chimico del cervello crea la malattia, ma quale squilibrio chimico? Quale malattia? Io ho uno squilibrio dei pensieri, delle mie emozioni! Ho dei problemi da risolvere! Non so come fare là fuori, per questo sono dentro, il mio desiderio di morire equivale al desiderio di vivere, per questo sono qui.

L’inferno non è un luogo dove si possono manifestare i propri diritti, tanto meno farli rispettare. Non hai neanche voglia di farli rispettare, niente e nessuno ti incoraggia a farlo e la condizione ti rende dis – abile.

Loro non sanno cosa significa per me stare qui dentro!

Il mio forte disagio altera la mia percezione?  La mia percezione è la mia realtà e il trauma rimane uno sgradevole ricordo, come una macchia di caffè su una camicia bianca pulita.

Loro non sanno cosa ha significato per me stare là dentro!

Chi protegge il mio diritto alla salute?

Chi mi protegge quando non sono in grado di farlo da me stessa?

C’è una convenzione delle Nazioni Unite che spesso non viene rispettata.

Susanna Brunelli susi.brunelli@gmail.com

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Corte di Appello di Lecce: 1°udienza del processo contro Fabio Degli Angeli e Gabriella Cassano

Diritti alla Follia · 27/05/2024 · Lascia un commento

COMUNICATO STAMPA

Il prossimo 29 maggio, si svolgerà presso la Corte di Appello di Lecce la 1° udienza del processo contro l’avv. Cassano Gabriella, Degli Angeli Fabio, Visconti Cosimo e Filieri Cosimo, accusati di sequestro, circonvenzione, abbandono e sottrazione di Garofalo Spagnolo Marta, 27 enne all’epoca dei fatti, dal 14 al 24 gennaio 2018.

La verità che emerge da numerosi audio e video, che gli imputati hanno portato nel processo unitamente ad altri  documenti, è che Marta, rinchiusa in varie ‘Case Famiglia’ all’età di 20 anni, dal 03 ottobre 2011, è sempre fuggita da queste, chiedendo incessantemente aiuto agli imputati Cassano e Degli Angeli,  i quali hanno scelto l’ascolto, rispetto  all’indifferenza  dei troppi, nei confronti delle drammatiche richieste di aiuto di Marta, vittima anch’essa dell’applicazione della tristemente famosa Legge 6/04  sull’amministrazione di sostegno.

Detti audio e video, che gli imputati hanno chiesto che venissero ascoltati e visionati in aula nel 1° grado, non sono stati vagliati né nelle udienze dibattimentali del processo di 1° grado, né nella sentenza del Giudice dott. Tanisi che non ne fa oggetto di valutazione ed esame, così come non tiene conto della piena capacità di intendere e di volere della ragazza, che è emersa dalle consulenze psichiatriche.

Infine, il 03.11.2022, a soli poco più di 31 anni, Marta, esasperata da anni di internamento, non più tollerabile, compiva un gesto dimostrativo di ribellione, a cui stavolta il suo cuore non reggeva, assumendo massicce dosi di psicofarmaci; sebbene il 25.01.2018 (giorno in cui Marta veniva accompagnata dall’avv. Gabriella Cassano) avesse dichiarato a chiare lettere al Giudice tutelare sostituto di “non voler assumere psicofarmaci perché modificano il suo modo di essere”.

Marta Garofalo Spagnolo era una detenuta sanitaria in quanto privata della propria libertà per oltre 10 anni.

Ritenendo l’avvenimento di pubblico interesse, l’associazione Radicale “Diritti alla Follia“ invita la Stampa locale a  voler  intervenire, per dare conto di un caso giudiziario divenuto emblematico. L’associazione sarà presente, tramite una delegazione, all’udienza del 29 maggio, a partire dalle ore 15:00.

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Lancio della Campagna “Fragile a Chi?!”

Diritti alla Follia · 26/05/2024 · Lascia un commento

Promossa dall’Associazione “Diritti alla Follia”

COMUNICATO STAMPA

Roma, 25 maggio 2024 – L’ Associazione radicale “Diritti alla Follia” annuncia il lancio di “Fragile a Chi?!”, una Campagna di sensibilizzazione e denuncia a sostegno della Proposta di Legge di iniziativa popolare per l’abolizione dell’interdizione e dell’inabilitazione e per la riforma dell’amministrazione di sostegno.

La Proposta è stata depositata presso la Corte di Cassazione lo scorso 18 aprile.

 Perché venga discussa in Parlamento è necessario che venga sottoscritta da almeno 50.000 cittadine e cittadini. Essa mira a riformare radicalmente la legge sull’amministrazione di sostegno, rafforzando le garanzie per i ‘beneficiari’ e ad eliminare l’interdizione e l’inabilitazione.

 La Proposta di legge si focalizza sui seguenti punti chiave:

– Abolizione dell’interdizione.

– Abolizione dell’inabilitazione.

  • Modifiche alla disciplina dell’amministrazione di sostegno (Legge 6/2004) tra le quali:

1 – Che nei decreti di nomina dell’amministratore di sostegno sia specificato che né lo stesso amministratore di sostegno, né il Giudice Tutelare o il Collegio possono sostituirsi al beneficiario nell’assunzione di qualunque decisione, e che il loro compito è di “supportare il processo decisionale autonomo della persona”.

2 – L’introduzione del vincolo che l’individuazione (e l’eventuale sostituzione) dell’amministratore di sostegno sia ineludibilmente legata alla scelta del beneficiario.

3 – Che uno stesso amministratore di sostegno possa avere un solo beneficiario, o al massimo tre quando i beneficiari sono legati tra loro da rapporti di coniugio, o parentela fino al secondo grado.

4 – La gratuità dell’incarico di amministratore di sostegno.

5 – Che venga garantita l’informazione sulla procedura ai soggetti coinvolti e l’esplorazione di soluzioni alternative.

7 – L’obbligo che in tutta la procedura di nomina dell’amministrazione di sostegno il beneficiario sia sempre accompagnato/supportato da un avvocato di fiducia.

«Fragili non sono coloro che in un dato momento della vita necessitano di supporto, fragili sono le garanzie giuridiche poste a presidio della loro dignità», è questo lo slogan scelto dall’Associazione per promuovere l’iniziativa. «Occorre passare da un approccio di protezione a quello del riconoscimento dei diritti e delle libertà così come delineato dalla Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità», dichiara Michele Capano, presidente dell’associazione, riferendosi alle Raccomandazioni rivolte al nostro Paese dal Comitato ONU, l’organo preposto a monitorare l’applicazione della Convenzione negli Stati che l’hanno ratificata.

L’ Associazione rende noto che a partire da lunedì 3 giugno sarà possibile firmare la Proposta di Legge nelle sedi dei Capoluoghi di Provincia indicati al seguente link https://dirittiallafollia.it/campagna-riforma-amministrazione-sostegno/#comuni

(elenco in aggiornamento) e si continuerà per i prossimi sei mesi.

Il testo della proposta è disponibile a questo link

https://dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2024/05/proposta-di-Legge-di-iniziativa-popolare.pdf

Per maggiori informazioni sulla Campagna e su come partecipare, si rimanda al sito  www.dirittiallafollia.it e all’indirizzo email dirittiallafollia@gmail.com

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