l’Associazione Diritti alla Follia ha avviato un progetto di grande importanza: l’elaborazione di un Dossier di casi, storie e testimonianze da trasmettere a organismi nazionali, europei e internazionali per la tutela dei diritti umani.
Il Dossier sarà inviato a istituzioni come i Garanti dei diritti delle persone private della libertà personale, il Garante delle persone con disabilità, il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura (CPT), la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU) l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA) e i competenti organismi delle Nazioni Unite.
L’obiettivo è documentare pratiche abusive o distorte nell’uso degli strumenti giuridici che incidono sulla libertà personale, affinché tali criticità emergano in modo chiaro, fondato e non ignorabile.
L’invio del Dossier serve a sollecitare ispezioni, raccomandazioni ufficiali e prese di posizione pubbliche su ciò che oggi avviene nei sistemi di controllo, cura e protezione.
Per questo chiediamo la vostra collaborazione.
Raccogliamo contributi scritti, sotto forma di racconti di casi, esperienze dirette o indirette, sui seguenti ambiti.
1. Misure di sicurezza
Le misure di sicurezza riguardano persone che, a seguito di una valutazione psichiatrica, vengono ritenute non imputabili, cioè non penalmente responsabili di ciò che è accaduto.
In questi casi il giudice non infligge una pena, ma può comunque imporre limitazioni della libertà personale o percorsi di cura obbligatori, sulla base dell’idea che la persona sia “pericolosa”.
In pratica, anche senza una condanna, una persona può essere controllata, trattenuta o sottoposta a obblighi per periodi molto lunghi, spesso senza una durata certa.
Se inviate storie su questo tema, vi chiediamo di indicare, se possibile:
- le condizioni di libertà durante la misura
- la durata e le eventuali proroghe
- il fatto o il reato da cui tutto è nato
- il ruolo delle perizie psichiatriche
- l’uso del sistema penale per imporre trattamenti sanitari
2. Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO)
Il TSO è una misura che consente di imporre un trattamento sanitario quando ricorrono condizioni molto stringenti: urgenza, rifiuto delle cure e mancanza di alternative.
Non è solo una cura imposta: è anche una privazione della libertà personale.
Una persona può essere portata con la forza in una struttura, trattenuta e sottoposta a trattamenti senza il proprio consenso.
La legge prevede che il TSO debba essere eccezionale, temporaneo e rigorosamente controllato. Proprio per questo è uno degli strumenti più delicati.
Nei contributi su questo tema vi chiediamo di segnalare in particolare:
- minacce di TSO usate come strumento di pressione
- TSO disposti senza i presupposti di legge
- irregolarità nelle modalità di esecuzione
- ogni altra criticità rilevante
- Contenzione meccanica e/o chimica
3. Misure di protezione giuridica
Le misure di protezione giuridica (interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno) incidono sulla possibilità di una persona di decidere per sé.
In teoria dovrebbero sostenere la persona nelle difficoltà.
In pratica, in molti casi, diventano meccanismi di sostituzione della volontà, con perdita di controllo su:
- denaro e patrimonio
- residenza
- cure
- relazioni
- scelte fondamentali di vita
Nei contributi su questo tema vi chiediamo di mettere in evidenza:
- abusi o distorsioni delle amministrazioni di sostegno
- situazioni in cui la misura si trasforma in controllo/sostituzione anziché supporto
Anonimato
Tutti i testi devono essere completamente anonimizzati:
- nessun nome di persone
- nessuna città o luogo riconoscibile
- nessuna struttura, servizio o operatore identificabile
- nessun dettaglio che renda una persona riconoscibile
Proprio perché i contributi sono anonimizzati, non è obbligatoria una liberatoria; tuttavia l’associazione mette a disposizione un modulo a tutela di tutte e tutti.
Indicazioni tecniche
Lunghezza: da 1 a 2 cartelle Word
(1 cartella ≈ 1.800 battute spazi inclusi, circa 250–300 parole)
Formato consigliato
- Font: Times New Roman
- Dimensione: 12
- Interlinea: 1,5
Ogni testimonianza contribuisce a costruire un quadro collettivo, credibile e documentato delle violazioni che continuano a verificarsi.
Grazie a chi vorrà partecipare.
Associazione Diritti alla Follia
Ho subito il primo TSO nel febbraio 2001 a 36 anni dove mancava la firma del secondo medico, basato esclusivamente sulle falsità dei miei genitori (da cui ho subito violenze ingiustificate fin da bambina) che mi dipingevano, mentendo, come una persona aggressiva e pericolosa. Lo stesso per i tre TSO successivi, senza mai indagare sui miei genitori addirittura denunciati nel 2012 per violenze domestiche ingiustificate, al punto di causarmi danni permanenti all’occhio sinistro ed un tentativo di strangolamento. Nonostante il processo comunque a mio favore, ho ritirato le denunce infine nel 2019, costretta dalle circostanze (varie ingiustizie, pure lavorative, pure nel settore pubblico, grosse difficoltà economiche, nessun appoggio da parenti e amici). Il Centro di Salute Mentale di Montecchio Emilia (R.E.) che mi ‘segue’ ha sempre difeso ingiustamente i miei genitori sui quali, dopo un mio ricovero in una struttura privata, erano stati presi accordi nel 2006, poi disattesi, col suddetto CSM di seguire pure i miei genitori. Continua una violenza economica e psicologica da parte loro, completamente ignorata dal suddetto CSM che anzi costringe me a periodici depot dell’anti psicotico Haldol + ansiolitico Tavor a cui sono ormai assuefatta ed ho ugualmente grossi di problemi di insonnia.