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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Diritti alla Follia

Via al Progetto ā€˜Un-silence your voice’: voce ai diretti interessati

Diritti alla Follia · 01/01/2024 · 2 commenti

Da un’idea di Annemarie Arnold, membro della rete ENUSP (la rete europea degli (ex) utenti e sopravvissuti alla psichiatria), in collaborazione con l’associazione ‘Diritti alla Follia’, nasce il Progetto artistico-giuridico internazionale

‘Un-silence your voice’ (Rompere il silenzio) rivolto a persone con esperienza vissuta.

 

[Leggi di più…] infoVia al Progetto ā€˜Un-silence your voice’: voce ai diretti interessati

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La truffa delle etichette della ā€˜LibertĆ  vigilata’

Diritti alla Follia · 31/12/2023 · Lascia un commento

Lettera aperta dell’associazione ‘Diritti alla Follia’ alle istituzioni competenti

al Collegio del Garante nazionale delle persone
private della libertĆ  personale e ristrette

al portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali
dott. Samuele Ciambriello

al Collegio dei Dipartimenti salute mentale

al Ministero della Giustizia

p.c. al Comitato per la Prevenzione della Tortura (CPT)
Dott. Christian Loda

p.c. al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti
delle persone con disabilitĆ  (CRPD)

Oggetto: Manifesta condizione di tipo detentivo e incompatibilitĆ  della stessa con la misura di sicurezza della ā€˜libertĆ  vigilata’

Egregi destinatari,
la scrivente associazione radicale ā€˜Diritti alla Follia’ ĆØ nata nel 2018 dandosi statutariamente l’obiettivo di impegnarsi sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone sottoposte:
1) a varie forme di coercizione in ambito psichiatrico;
2) ai cosiddetti istituti di protezione dell’individuo (tutela, curatela, amministrazione di sostegno);
3) alle misure di sicurezza per i soggetti non imputabili.
Tali obiettivi vengono perseguiti attraverso:
1) l’elaborazione di disegni di riforma finalizzati ad introdurre elementi di maggiore tutela e garanzia della persona nell’ambito delle procedure coercitive in ambito psichiatrico;
2) esposti, su casi individuali come su problematiche di sistema, ad Istituzioni di vigilanza e monitoraggio sul piano nazionale ed internazionale;
3) campagne di informazione e sensibilizzazione su tali temi

 

Gli istituti civilistici dell’interdizione e dell’amministrazione di sostegno – che riguardano la quasi totalitĆ  delle persone dichiarate socialmente pericolose e perciò destinatarie di una misura di sicurezza – non consentono alla persona di agire in giudizio autonomamente sia nell’ambito dei procedimenti civili che nell’ambito dei procedimenti penali, ivi compresa la nomina del difensore di fiducia che ĆØ fatta dal tutore/AdS.
La legge 2014/81, che ha riformato da ultimo le misure di sicurezza per i non imputabili, prevede una misura di sicurezza detentiva: la REMS (residenza esecuzione misura sicurezza) ed una misura di sicurezza non detentiva: la libertĆ  vigilata. A riguardo:
1) la libertĆ  vigilata ĆØ prevista per un tempo indefinito, potendo essere rinnovata senza alcun limite in rapporto alla valutazione della perdurante pericolositĆ  sociale di un individuo;
2) la libertĆ  vigilata ĆØ nella realtĆ  essa stessa una misura di sicurezza detentiva, giacchĆ© da un lato la Corte di Cassazione italiana ritiene compatibile con la libertĆ  vigilata la prescrizione dell’obbligo di risiedere di notte in una struttura sanitaria, e dall’altro lato le strutture sanitarie sono governate da ā€œRegolamenti interniā€ che vietano (oltre all’uso cellulari etc…) le uscite anche diurne (se non previa specifica autorizzazione ed essendo accompagnati da operatori).
Dunque in Italia ĆØ possibile, in ragione della propria disabilitĆ  e presunta pericolositĆ , essere totalmente privati della propria libertĆ  per un tempo indefinito.

La libertà vigilata è statisticamente importante, poiché il suo ambito applicativo è generalizzato, essendo essa applicabile a soggetti imputabili, non imputabili e semi-imputabili e spesso anche in alternativa con le altre misure detentive, in una vasta gamma di casi.
Alla persona in stato di libertĆ  vigilata il giudice impone, ed eventualmente modifica, obblighi di condotta idonei ad evitare o limitare le occasioni di commissione di nuovi reati. La libertĆ  vigilata si traduce sistematicamente in una indebita condizione di detenzione per le migliaia di persone che vi sono coinvolte.
Il dibattito pubblico ĆØ concentrato sugli ā€˜ospiti’ delle REMS, e sul funzionamento delle stesse, a fronte di un’assoluta indifferenza – nonostante i numeri ben più alti – verso le condizioni vissute dai ā€˜liberi vigilati’ (vedi doc. allegato).

La disciplina e la pratica esecuzione delle misure di sicurezza per i non imputabili presenta delle lacune e dei vuoti di tutela. Essa ĆØ indefinita nei contorni ed ĆØ potenzialmente perpetua nei rinnovi: ciò di fatto consente il perpetuarsi di forme di ā€œergastolo biancoā€ a carico degli incapaci di intendere e di volere.
La previsione di determinati precetti deve necessariamente tenere in considerazione la natura non detentiva della misura di sicurezza della libertĆ  vigilata, in caso contrario saremmo dinanzi ad una vera e propria ā€œtruffa delle etichetteā€. Applicare una determinata misura colorandola con i tratti tipi di un’altra costituirebbe, infatti, una grave violazione di legge ancorchĆ© una restrizione non giustificata alla libertĆ  di movimento, costituzionalmente garantita. Nel 2013, la Suprema Corte scriveva che ā€œl’imposizione di prescrizioni non può giungere a modificare la natura della misura di sicurezza (della libertĆ  vigilata) che si contraddistingue -come indica la sua stessa denominazione- per una condizione di libertĆ  del soggetto, cioĆØ di non detenzione e non ricovero obbligatorio presso determinate struttureā€ (I sez., 11.06.2013, n. 26702).

E’ necessario, pertanto, verificare, di volta in volta, se le prescrizioni, in concreto applicate, in ragione della pericolositĆ  sociale del prevenuto, possano mascherare una misura detentiva in luogo di una non detentiva formalmente irrogata.
Siamo di fronte, all’evidenza, della privazione, a carico del soggetto interessato, di ogni possibilitĆ  di godere di momenti di libertĆ , autenticamente definibile come tale: cioĆØ di muoversi ed uscire senza accompagnamento e senza autorizzazione, sia pure in orari definiti e restando reperibile.
La Corte di Cassazione, attraverso varie pronunce ha tracciato il discrimen fra libertĆ  vigilata legittima e illegittima. Per valutare la legittimitĆ  o meno della misura, ĆØ necessario andare oltre l’etichetta che gli ĆØ stata attribuita dal giudice che l’ha applicata, andando ad indagare sulle prescrizioni e valutandone la portata afflittiva.

Associazione ā€˜Diritti alla Follia’

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Commenti a margine del VI Congresso annuale dell’associazione ā€˜Diritti alla Follia’ di V.S.

Diritti alla Follia · 15/12/2023 · Lascia un commento

Commenti a margine del VI Congresso annuale dell’associazione ā€˜Diritti alla Follia’

di V. S.
  • Prima giornata: venerdƬ 1° dicembre

https://www.radioradicale.it/scheda/714502/manicomio-allitaliana-luoghi-e-forme-dellistituzionalizzazione-vi-congresso-nazionale

Il dibattito ĆØ stato incisivo, conciso, efficace.

La sostanza ĆØ stata abbondante e genuina.

Dietro ogni intervento ci sono profonde considerazioni da ricordare, fra cui la fallibilitĆ  dei Giudici tutelari, la loro furbizia di non emettere ritualmente provvedimenti impugnabili; la modesta preparazione e deontologia degli avvocati; la consapevolezza che gli amministratori di sostegno professionisti sono ā€˜professionisti del malaffare’

(la quasi totalitƠ), in misura diversa quantitativamente ma qualitativamente identica concretizzata in false relazioni annuali sullo stato di salute e sociale del beneficiario, cosƬ ingannando i Giudici tutelari, mordendo la mano che li alimenta.

Coraggioso e trasparente il riferimento ai Giudici tutelari, qualcuno nominato con specificitĆ . Lodevole l’ammissione a parlare alla madre romana, estemporanea e demolitrice a tutto campo.

Sono emerse: latitanza dei Giudici tutelari, grave disorganizzazione delle cancellerie, insufficiente preparazione degli avvocati che dovrebbero assistere beneficiari e familiari dagli abusi degli AdS e “tradimenti” professionali dei clienti. Alcuni Giudici (pochi o molti) non rispettano le leggi della Repubblica: il caso della giornalista Barbara Pavarotti, membro dell’associazione e moderatrice del panel dedicato alle criticitĆ  dell’istituto dell’amministrazione di sostegno, ĆØ eclatante: la legge CirinnĆ  sulle coppie di fatto non ĆØ stata rispettata. Non ĆØ pensabile che il Giudice non la conosca. Se cosƬ fosse non potrebbe restare magistrato.

  • Seconda giornata: sabato 2 dicembre

https://www.radioradicale.it/scheda/714503/manicomio-allitaliana-luoghi-e-forme-dellistituzionalizzazione-vi-congresso-nazionale

L’apertura ĆØ stata sostanzialmente tecnica, relativa agli aspetti psichiatrici sul tema delle terapie farmacologiche protratte nel tempo e relative conseguenze, che generano aggravamenti della salute fisica e psichica delle persone, cooperanti alla distruzione di vite umane per mezzo delle “tutele” di amministratori di sostegno. A ciò si aggiungono, in completamento, le segnalazioni dei servizi all’autoritĆ  giudiziaria dei pazienti benestanti per invalidarli e depredarli attraverso il mezzo dell’amministrazione di sostegno. Le testimonianze durante il Congresso hanno confermato e messo a nudo questa realtĆ . Un Congresso serve a fare il punto sullo stato dell’arte, che ĆØ drammatico. Una delle giovani intervenute ha citato l’esistenza di iniziative per tentare nuovi approcci sperimentali che, si spera, possano ambire ad aiutare.. Mario, Giulio, Giovanna, Maria, Daniela che, nel frattempo, sono seviziati, insieme ai familiari, dagli AdS e dai Giudici tutelari.

Le capacitĆ  e sforzi dei vertici dell’Associazione alimentano, coraggiosamente, ampie speranze, con le proposte di modifiche di TSO e amministrazione di sostegno.

  • Terza giornata: domenica 3 dicembre

https://www.radioradicale.it/scheda/714504/manicomio-allitaliana-luoghi-e-forme-dellistituzionalizzazione-vi-congresso-nazionale

Vedendo il servizio sui centri di permanenza e rimpatrio (CPR) ho avuto un blocco allo stomaco: umanitĆ  e dignitĆ  calpestate. L’Italia ĆØ chiamata “culla della civiltĆ ”. Non sapevo che la civiltĆ  fosse cosƬ. Una conoscenza in più. La storia si ripete a cicli. Siamo di nuovo alle violenze e torture ricorrenti. In mezzo ai lussi ed agi della societĆ  del benessere, c’ĆØ chi soffre e muore nell’indifferenza generale, anzi nel compiacimento della societĆ  “civile”. Dovremmo vergognarci di come (mal)trattiamo i meno fortunati. Il servizio andrebbe proiettato nelle scuole dei giovani scicchiettosi con abiti firmati, sneakers da 300 euro e vuoto nel cervello, ed anche nelle reti TV di ā€˜Grande Fratello’ e ā€˜Isola dei Famosi’, perchĆØ i genitori sono peggio dei figli in elevatezza sociale.

Molto determinate ed incisive le relazioni degli intervenuti. E’ matura la volontĆ  di agire per il superamento delle attuali situazioni di errore e disagio.

L’apice del Congresso ĆØ stato toccato con il servizio sugli anziani e le RSA (commentato da monsignor Paglia, prelato stimato dal Papa) incentrato sulla differenza fra societĆ  europea ed africana, che mantiene i valori tradizionali di rispetto alla funzione degli anziani nella famiglia. Mi ĆØ piaciuto molto il commento di Barbara Pavarotti sulla donna che va a lavorare per un stipendio di 1500 euro al mese e, per farlo, ne spende 2000 per la RSA del genitore anziano. Ho conosciuto anziani in RSA, tristi in attesa delle visite dei figli e durante queste lunghe attese raccontavano agli altri, ospiti o personale, quando curavano i figli giovani, che oggi tardano ad arrivare. Anziani alle prese con telefonini complicati, dipendenti da estranei che li sopportano come parte di un lavoro sgradito.

La sintesi del Congresso ĆØ stata fatta dall’avv. Capano che, assolte le formalitĆ  assembleari, ha delineato gli obiettivi prossimi dell’Associazione impegnata sulle revisioni delle normative relative a TSO e AdS, rinfrescando le necessitĆ  urgenti di attivitĆ  per arrivare al raggiungimento delle firme previste dalla Costituzione per le iniziative popolari. L’Associazione ha nel cassetto i nuovi testi di proposta di legge.

  • Il giorno dopo…..I ā€œgiorno dopoā€ sono sempre un pò vuoti, incerti. Mi riferisco al giorno dopo il Congresso. Anche se apparentemente passive, le partecipazioni online suscitano emozioni e riflessioni, lasciano traccia. Trascorrere ore insieme a persone che hanno legami comuni coinvolge tutti i nostri sentimenti, calandoci in un ambiente amichevole, finanche familiare di rapporto con persone “vive” e non attraverso commenti scritti, a volte poco chiari.

Al Congresso c’ĆØ stata la partecipazione anche fisica del relatore e ciò ha aggiunto una notevole forza comunicativa. Il loro entusiasmo ha suscitato anche il mio, come ossigeno ai polmoni per rinnovare speranze di soluzione a problemi difficilissimi. Le modifiche di TSO e di ads sono sguiscianti: sembra di averle in mano e poi scappano lontano. Dopotutto le smargiassate del PROFESSORE sono utili a ricordarci che c’ĆØ “il fuoco sotto la brace” e bisogna agire per debellarlo. Durante il Congresso l’avv. Capano ha opportunamente ricordato che l’UNCRPD ha sollecitato l’abolizione dell’amministrazione di sostegno ā€˜sostitutiva’ e, dopo otto anni, i nostri brillanti legislatori si dilettano a scrivere proposte di legge che vogliono non sopprimere ma rafforzare l’istituto. Un quadro deludente della maturitĆ  della conoscenza italiana dei diritti umani, evidenziando che c’ĆØ un problema di inadeguatezza del sistema politico che sembra vivere in contesto astronomicamente distante, interessato a cronache di poveri amanti e cognati viaggiatori in Trenitalia.

E l’origine della sensazione di vuoto post-congresso nasce dal passaggio dal sentir parlare seriamente di giustizia, psichiatria, migranti e anziani a tornare ad assistere a modeste di gente comune che però ha in mano le vite di decine di milioni di persone. L’inno nazionale dovrebbe passare dal vetusto Inno mameliano a quello più realistico dei Vianello : “semo gente di borgata“. Non faccio riferimenti di colore politico, essendo passati dal multicolor allo scolorito monocolor panorama parlamentare che ignora che esistono impegni internazionali ONU e CEDU, beccandosi sollecitazioni e sanzioni miliardarie.

Dopo i sogni e le emozioni del Congresso, ripartiamo a lottare per i nostri casi particolari con una dose di maggiore entusiasmo a partecipare alla vita dell’Associazione, immaginando quale sarebbe la prospettiva senza di essa.

Oggi, 4-12-23 ho dormito tutto il pomeriggio.

 

 

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MOZIONE GENERALE – VI CONGRESSO ASSOCIAZIONE RADICALE ā€˜DIRITTI ALLA FOLLIA’ MANICOMIO ALL’ITALIANA: LUOGHI E FORME DELL’ISTITUZIONALIZZAZIONE

Diritti alla Follia · 09/12/2023 · 1 commento

L’assemblea dell’Associazione radicale ā€˜Diritti alla Follia’, riunita da venerdƬ 1° aĀ domenica 3 dicembre 2023 – con partecipazione in modalitĆ  telematica ed in presenza –Ā  in Via delle Coppelle n. 35 a Roma, presso l’Istituto Luigi Sturzo, per il VI Congresso, udite:

–Ā Ā Ā Ā Ā Ā  la relazione del presidente Michele Capano, tesa a denunciare, ad oltre quarant’anni dalla cosiddetta ā€œchiusura dei manicomiā€, la perdurante condizione di segregazione in cui vivono decine di migliaia di cittadini e cittadine, ed attuata attraverso gli istituti del trattamento sanitario obbligatorio, dell’interdizione, dell’inabilitazione, dell’amministrazione di sostegno, delle misure di sicurezza per i non imputabili (ed in particolare della libertĆ  vigilata);

–Ā Ā Ā Ā Ā Ā  la relazione della tesoriera Susanna Brunelli, diretta ad evidenziare come l’ulteriore portato di questa cultura della segregazione sia rappresentato dalla sistematica esclusione degli utenti, dei ā€œdiretti interessatiā€, sia dai consessi dove vengano elaborate le politiche in materia di cosiddetta ā€œsalute mentaleā€, sia dalla possibilitĆ  di dare un contributo al concreto funzionamento dei servizi di salute mentale (ā€œesperti per esperienzaā€);

–Ā Ā Ā Ā Ā Ā  la relazione della segretaria Cristina Paderi, che ha illustrato la proposta di riforma dell’associazione in tema di Trattamento Sanitario Obbligatorio, evidenziandone le connessioni con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con DisabilitĆ  (CRPD) e la Convenzione Europea contro la tortura: tanto che la disciplina italiana della legge 833/1978 viene giudicata incompatibile con i dettami dei due documenti dal Comitato ONU CRPD e dal Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura;

–Ā Ā Ā Ā Ā Ā  Ā la relazione di AndreaĀ Michelazzi, membro del Direttivo, che dopo aver sintetizzato l’evoluzione storica dell’alleanza tra il sistema giuridico e quello sanitario che continua a condizionare la pratica psichiatrica e quella della salute mentale, ha evidenzialto come questa contraddizione si espliciti nelle prospettive più proibizioniste o più antiproibizioniste all’interno di queste pratiche, che dipende dalla maggiore o minore sensibilitĆ  verso la libertĆ  e i diritti delle persone.Ā  In questo senso ha sottolineato l’importanza di una prospettiva governamentale che ha definito ā€œAproibizionistaā€, una terza via che vada a privare della sua essenza la prospettiva proibizionista senza scadere però nei rischi di quella antiprobizionista, andando nello stesso tempo a recuperare valore sociale;

–Ā Ā Ā Ā Ā Ā  la relazione di Maria Rosaria D’Oronzo, membro del Direttivo, che ha messo in luce la passata ed attuale, costante ā€œclandestinizzazioneā€ degli approcci non coercitivi al disagio psicosociale, con riferimento all’esperienza di Giorgio Antonucci e – tra le altre – a quella di Stefania Guerra Lisi, egualmente intervenuta all’assemblea per illustrare i caratteri dell’approccio basato sulla ā€œGlobalitĆ  dei Linguaggiā€. L’occultamento, e talora – come nel caso di Giorgio Antonucci – il tentativo di ā€œcriminalizzazioneā€ di tali approcci non coercitivi corrispondano all’autodifesa di un sistema che ha bisogno di rappresentarsi come privo di alternative praticabili;

le approva.

L’Assemblea ringrazia Barbara Pavarotti e Roberta Zanzarelli per la messaĀ a disposizione del docu-film ā€œLa prigionia dei vecchi e degli inutiliā€ ed ā€œRSA, privilegio dei bianchiā€, proiettati nell’ambito delle discussioni: 1) in tema di amministrazione di sostegno: istituto di cui sono stati per l’ennesima volta illustrati , con testimonianze, i drammatici risvolti concreti, e per cui ĆØ stata nuovamente esposta la proposta di riforma di cui l’associazione ĆØ portatrice; in tema di RSA: luoghi dove sono condannate alla segregazione forzata decine di migliaia di persone private dei diritti umani fondamentali, a partire – molto spesso – della libertĆ  di comunicare e vedere le persone cui sono legate da rapporti affettivi.

L’assemblea prende atto con soddisfazione:

–Ā Ā Ā Ā Ā Ā  Ā dell’avvenuta adesione dell’associazione all’ Agenzia ā€œMental Health Europeā€, con lo scopo di proporre le proprie prioritĆ  programmatiche all’agenda di MHE;

–Ā Ā Ā Ā Ā Ā  della presenza al Congresso della Presidente ENUSP (Network europeo di associazioni, singoli utenti e sopravvissuti alla psichiatria) Olga Kalina, nel segno della continuitĆ  di una collaborazione segnata dall’adesione di ā€˜Diritti alla Follia’ ad Enusp, e – da ultimo – di un comune lavoro sul ā€œrapporto ombraā€ al Comitato CRPD sull’attuazione nell’Unione Europea della Convenzione;

–Ā Ā Ā Ā Ā Ā  della continuitĆ  del rapporto tra l’associazione ed il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT). L’Associazione radicale ā€˜Diritti alla Follia’ ĆØ stata individuata, nel Report del 2023 sulla visita del CPT in Italia, nei luoghi di privazione della libertĆ  personale (avvenuta nel 2022), come (unico) ā€œpartner’ di riferimento in relazione alle ā€˜detenzioni sanitarie’;

–Ā Ā Ā Ā Ā Ā  dell’avvio del rapporto dell’associazione con il Comitato ONU CRPD, consacrata dalla presenza al Congresso (prima presenza in Italia) di Amalia Gamio, Vicepresidente dello stesso Comitato ONU, e copresidente del gruppo di lavoro che ha prodotto le ā€œLinee guida sulla deistituzionalizzazione, anche in caso di emergenzaā€ emanate nel 2022 e tradotte in italiano dall’Associazione radicale ā€˜Diritti alla Follia’;

–Ā Ā Ā Ā Ā Ā  della nascita, promossa da ā€˜Diritti alla Follia’, in adempimento della mozione del Congresso del 2022, della rete ALIBES (Alleanza per la LibertĆ  di scelta e il Bene-Essere psicosociale): un ā€œcartelloā€ di circa venti associazioni che condividono la necessitĆ  di superare l’imperante approccio esclusivamente sanitario ed incapacitante al disagio psicosociale, per dare spazio ad un sistema integrato che valorizzi il dialogo ed il supporto sociale, e che hanno avviato un’attivitĆ  di confronto e lavoro comuni: da proseguire e rafforzare. L’ esclusivitĆ  e la pervasivitĆ  dell’apporto farmacologico, all’ opposto hanno raggiunto anche i ā€œCentri di permanenza e rimpatrioā€ (CPR), e le ā€œResidenze sanitarie assistiteā€ (RSA), oltre che le carceri: tutti luoghi di detenzione in cui ĆØ ordinario l’uso della sedazione a scopo di controllo e quale strumento di più agevole gestione dei ristretti.

–Ā Ā Ā Ā Ā Ā  dell’avvenuta nomina del Garante della Regione Sardegna per le persone private della libertĆ  personale: a colmare una lacuna istituzionale segnalata da anni dall’Associazione, che ha dedicato iniziative ed impegno finalizzati a sollecitare il Consiglio regionale sardo ad adempiere al proprio dovere istituzionale.

L’Assemblea segnala come i ā€œtavoliā€, variamente costituiti presso i ministeri, nei quali i temi oggetto dell’’interesse dell’Associazione si discutono in chiave di riforma, continuano a vedere l’illegale – a lume della CRPD e della legge 18/2009 che ha reso esecutiva la Convenzione in Italia – esclusione di realtĆ  associative che esprimano interessi ed aspirazioni degli utenti della ā€˜salute mentale’. Stesso dicasi per la recente nuova composizione dell’Osservatorio sulla disabilitĆ , operante presso l’omonimo Ministero per la disabilitĆ . Nessuna associazione di utenti della ā€˜salute mentale’, ivi compresa l’associazione radicale ā€˜Diritti alla Follia’, che aveva esplicitamente posto la propria candidatura, ĆØ chiamata a far parte dell’Osservatorio: a conferma del grande ritardo dell’Italia nel garantire – come segnalato in apertura di Congresso da Susanna Brunelli – il (dovuto) coinvolgimento dei ā€œdiretti interessatiā€ nelle questioni che li riguardano direttamente.

Su questo piano, il Congresso saluta con favore la progressiva, anche se lenta, affermazione della figura del ā€œPeer specialistā€, ossia dellā€™ā€œesperto per esperienzaā€, cui ĆØ stata dedicata una apposita sessione dei lavori: l’ex utente che all’indomani di un percorso di formazione possa essere inserito nell’attivitĆ  dei servizi di salute mentale per migliorarne l’efficacia di azione e l’attitudine al rispetto dei diritti fondamentali degli utenti. A fronte di una larga e soddisfacente diffusione della figura sul piano internazionale (il dottor Marcello Maviglia ha esposto dati significativi sui benefici e i vantaggi riscontrati nell’ ā€œl’impiegoā€ nei servizi statunitensi, del New Mexico in particolare, la dott.ssa Kirsten Maria DĻ‹sberg ha parlato della presenza dei ā€œpeer supportersā€ in Europa), in Italia si ĆØ appena conclusa la prima edizione italiana del percorso formativo ā€œEx-inā€, con venti ā€œesperti per esperienzaā€ selezionati. L’assemblea sottolinea l’importanza e la possibile vitalitĆ  dell’istituto, in grado di rappresentare un significativo passo in avanti anche nel garantire il rispetto dei diritti fondamentali degli utenti, ove la sua implementazione sia accompagnata, oltre che da un adeguato percorso formativo, da uno ā€œstatusā€ che lo renda totalmente indipendente, pur all’ interno di un rapporto di fattiva collaborazione, dagli altri operatori dei servizi (ed anzitutto dai medici psichiatri).

L’assemblea, a valle del dibattito tenutosi in Congresso circa la nascita e/o il rafforzamento di reti di utenti, ribadisce in ogni caso che l’associazione radicale ā€˜Diritti alla Follia’ si propone quale associazione che possa aggregare gli utenti (oltre che i sopravvissuti) dei servizi psichiatrici, nel perseguimento degli obiettivi di riforma statutari, nella diffusione di un’adeguata informazioni sugli effetti collaterali connessi all’assunzione degli psicofarmaci (di cui si ĆØ parlato anche in Congresso grazie alla relazione della farmacologa Laura Guerra di Mad in Italy) in modo da promuoverne un uso consapevole, nel favorire la presenza degli utenti sia nelle attivitĆ  concrete fornite dai servizi (in posizione di responsabilitĆ  ed indipendenza), sia negli organismi di elaborazione dei progetti e di valutazione dell’efficacia dei servizi di salute mentale.

Circa tali servizi, l’assemblea registra le valutazioni compiute dal Comitato di prevenzione della tortura (operante nell’ambito del Consiglio d’Europa) in occasione della visita in Italia nel 2022, ed in particolare la segnalazione all’Italia circa la necessitĆ  di adottare formalmente la procedura di TSO al cospetto dei trattamenti coercitivi, giacchĆØ – a chiarimento della bontĆ  delle statistiche esistenti a riguardo… – si ĆØ rilevato dal CPT che erano incredibilmente registrati in trattamento sanitario volontario anche pazienti che erano sottoposti a contenzione meccanica.

L’assemblea prende atto della condizione di drammatico isolamento delle proprie posizioni nel confronto con l’approccio dei partiti ai temi afferenti la cosiddetta ā€œsalute mentaleā€. Tanto all’indomani della celebrazione di un Congresso nel quale la necessitĆ  di attuare una ā€œrivoluzione copernicanaā€ – tesa a mettere al centro dell’organizzazioneĀ  dei progetti di riforma dei servizi gli utenti, piuttosto che gli operatori e la parte della societĆ  che dagli utenti vorrebbe difendersi – ĆØ stata posta all’attenzione delle forze politiche, di cui si ĆØ registrata l’assente indifferenza, o la chiara distanza (nel caso della proposta Sensi-Serracchiani presentata in questa legislatura dal Partito Democratico), ma anche possibili aperture (nel caso del Movimento 5 Stelle che ha mostrato attenzione alle proposte di ā€˜Diritti alla Follia’).

In questa situazione, l’assemblea riconosce come le uniche vie percorribili per la realizzazione delle riforme elaborate dall’associazione, siano rappresentate:

1)Ā Ā Ā Ā  dal tentativo di aggregare cittadini e cittadine al fine di presentare la/le proposte di riforma (ivi compresa una proposta per la riforma sulle misure di sicurezza per i non imputabili che non si ĆØ riusciti a produrre per il VI Congresso e che vedrĆ  la luce nelle prossime settimane) come disegni di legge di iniziativa popolare. A questo scopo, reso solo oggi praticabile dalla recentissima previsione normativa della possibilitĆ  di esercitare le forme di partecipazione popolare al processo normativo anche a mezzo ā€œspidā€, l’assemblea dĆ  mandato agli organi dirigenti di individuare, a partire dai partner di ALIBES, e senza alcuna preclusione, le alleanze di soggetti politici e/o associativi con i quali, nel 2024, avviare un primo tentativo di raccolta delle 50.000 firme necessarie al deposito in Parlamento della, o delle, proposte;

2)Ā Ā Ā Ā  dalla continuitĆ  degli esposti, relativi a casi singoli come alla generale situazione italiana, agli organismi sovranazionali in grado di esercitare una funzione di monitoraggio e sollecitazione all’Italia perchĆ© allinei la propria legislazione e la propria prassi amministrativa agli standard, inĀ tema di salvaguardia dei diritti fondamentali degli ā€œutentiā€, definiti dalla CRPD;

3)Ā Ā Ā Ā  dalla pratica di azioni nonviolente tese a contrastare le violenze istituzionali eĀ  le segregazioni illegali a danno degli utenti (e di chi prova a difenderne la dignitĆ  e la libertĆ ), anche allo scopo di fare breccia nel muro della disinformazione che impedisce la conoscenza ed il dibattito circa il ā€œmanicomio all’italianaā€ che ĆØ andato erigendosi nel nostro Paese nel corso dei decenni, e che sempre più l’associazione ĆØ chiamata aĀ  documentare e disvelare: nei suoi numeri e nelle sue caratteristiche.

La quota associativa, per l’anno 2023/2024, ĆØ confermata in € 35,00 (euro trentacinque,00)

Cristina Paderi, Michele Capano, Susanna Brunelli, Maria Rosaria D’Oronzo, Andrea Michelazzi

Mozione generale 2023

 

 

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NUOVE FORME DI ISTITUZIONALIZZAZIONE

Diritti alla Follia · 05/12/2023 · Lascia un commento

A Sestu (CA) il 4 dicembre si ĆØ inaugurato il Centro di riabilitazione psichiatrica più grande dell’Isola con 32 posti residenziali e 40 diurni.

Realizzato in poco più di sei mesi dalla societĆ  ā€˜Paracelso Riabilitazione’ in localitĆ  More Corraxe una zona industriale fuori dal centro urbano e poco collegata dai mezzi di trasporto pubblici.

https://dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2023/12/Istituzionalizzazioni.mp4
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