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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Diritti alla Follia

Gilardi, Baù, Casetto ed altri…

Diritti alla Follia · 01/12/2020 ·

Formalmente i decreti per il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) e la nomina di amministratori di sostegno si presentano rivolti al bene del beneficiario ma guardati dall’interno sono dei veri fallimenti.
La nostra associazione accoglie, tra le altre, le voci di chi è direttamente interessato da provvedimenti coercitivi e di tutela, e si impegna a portare nel dibattito pubblico e in quello delle discipline specialistiche le critiche e le proposte nate dal confronto con loro. Le storie di vita ci permettono di guardare in profondità, oltre i numeri e mostrano quanto sia incongruente l’azione protettiva dello Stato.

Nel nostro III Congresso abbiamo dato volentieri spazio a chi si sta opponendo con fatica a qualche provvedimento che lo coinvolge. Trovate le 9 ore di registrazione su you tube e su Facebook.
Queste storie portano a un senso di straniamento: è forte e argomentato il dissenso, il dispiacere e il senso di ingiustizia per come si viene estromessi dall’esercizio dei propri diritti e dal vivere le relazioni con i propri cari sono tangibili, ma ci rende impotenti la presenza di uno Stato che non rassicura ma schiaccia, e la domanda “che fare?” resta sempre aperta. Mettiamo sotto critica le decisioni dei giudici tutelari, degli amministratori di sostegno, degli assistenti sociali e degli psichiatri che redigono atti e dispongono le soluzioni nel concreto, quando agiscono senza convenire adeguatamente con i diretti interessati.
Come cittadini ci sentiamo indifesi, per questo temiamo di contrastare la legge applicata parzialmente, non cerchiamo un secondo consulto medico anche se lo vorremmo, o non rifiutiamo una proposta rieducativa che consideriamo una perdita del nostro tempo e delle nostre risorse.

Prendiamo per esempio la storia di Carlo Gilardi portata alla luce dal programma televisivo LE IENE, al momento ci sono 3 servizi dedicati alla sua storia che evidenziano quali storture sono poste in essere dai poteri istituzionali nella vita di un semplice cittadino, che potrebbe essere in questo caso il nonno di Italia.
Quanti anziani conoscete che vivono bene da soli anche in età molto avanzata? E quanti di questi vivono con il minimo indispensabile? Fa parte della loro estetica, del loro senso del bello e del buono. Il signor Gilardi ha buone capacità cognitive, ha una propria personalità, una propria storia. Tutto questo si infrange nel momento in cui per lui è nominato un amministratore di sostegno che non si mette in relazione con lui ma che lo soppianta, ostacolando le sue placide richieste, sostituendosi a lui nel disegno e organizzazione quotidiana della sua vita.

Quello che sta accadendo al signore Gilardi accade anche a molte altre persone, diverse per età, sesso, origine geografica e condizione economica.
Ripeto, come associazione stiamo venendo a conoscenza di casi molto gravi, non offriamo patrocinio legale, non è tra i nostri obiettivi, ma chi ci contatta raccontando la propria storia ci aiuta ad avere un quadro di quanto viene fatto in Italia così noi possiamo migliorare la nostra proposta di legge e le nostre attività di sensibilizzazione.
A proposito colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che ci hanno scritto, dimostrandoci fiducia, e li invito a proseguire con noi questo percorso, a commentare quello che proponiamo e a partecipare attivamente. Il lavoro da fare è tanto.

Credo sia utile riportare qui alcune nostre proposte, di modifica e miglioramento dell’istituto dell’amministrazione di sostegno:
– non venga istituito se c’è una manifesta opposizione dell’amministrato;
– l’interessato sia assistito da un difensore di fiducia o d’ufficio in tutte le fasi del procedimento;
– l’intervento deve essere proporzionato alle reali necessità espresse dal soggetto, non può essere quindi un intervento standard, impersonale, preso a tavolino senza neanche incontrarsi (accade, credeteci) ;
– l’amministrato deve conoscere i recapiti del proprio amministratore di sostegno ;
– l’amministratore di sostegno deve rendicontare il suo operato e le spese sostenute all’amministrato; il suo compenso e i rimborsi spese non devono essere detratti dal patrimonio dell’amministrato e/o dei suoi familiari ma essere emessi dalle Casse Pubbliche ;
– l’amministratore non può sostituirsi all’amministrato nel consenso informato alle cure;
– massimo di due amministrati per amministratore

Con il nostro attivismo vogliamo instaurare un modello non-autoritario di tutela, teniamo all’autodeterminazione soggettiva, pensiamo che ciascuno abbia il diritto inalienabile di prendere le proprie decisioni liberamente, con i propri tempi e secondo il proprio universo di valori. Le persone attorno intervengano solo quando e come l’interessato lo richieda, come è consuetudine in una società che voglia definirsi civile. Così si muove la figura del Personal Ombudsman che noi proponiamo.
Le cure devono essere solo volontarie, i trattamenti per disposizione di legge vanno rimessi in discussione, abbiamo certezza che le garanzie previste per il TSO, per esempio, vengano ovunque largamente disattese.

A fine ottobre 2020 un membro del nostro gruppo Facebook ha condiviso un video registrato da Michele Baù. Lui purtroppo è morto. Denunciava il proprio sentirsi inerme e diminuito nelle relazioni con il personale della comunità psichiatrica, dove era tenuto a rimanere perché così aveva disposto il suo amministratore di sostegno.
Aveva ventinove anni e credeva nelle idee anarchiche. Un giovane uomo che sapeva cosa voleva e diceva. Vi parlo di lui perché ha lasciato delle tracce, molti non riescono neanche a mettere in parole il grande dolore che provano a essere schiacciati sotto un’etichetta diagnostica. Lui ci è riuscito. Ha detto che era stufo di dovere chiedere sempre il permesso per tutto, che gli avevano detto che dalla schizofrenia non si guarisce e lui non voleva prendere psicofarmaci a vita, che non voleva più essere legato al letto, che ne aveva abbastanza del razzismo.
Michele meritava percorsi costruttivi e non l’essere rinchiuso, meritava che le sue potenzialità venissero valorizzate.
Anche Elena Casetto meritava di meglio. Ad agosto 2019 viene ricoverata nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Aveva chiesto a sua madre di farla uscire di lì perché non si trovava bene, sua madre voleva portarla a casa e non sappiamo cosa l’abbia ostacolata. Elena è morta in un incendio sviluppatesi nel reparto, pare proprio dalla sua stanza. Le indagini hanno dimostrato che era legata al letto.

Questi non possiamo chiamarli incidenti, Gilardi (vivo ma costretto dove non vorrebbe essere), Baù e Casetto sono solo tre nomi della triste lista di persone trattate in modo sbrigativo e distaccato, manuale alla mano, con pratiche burocratiche compilate in modo automatico.
Vogliamo pensare che per il signore Gilardi tutto si risolva, intanto ricordiamo che il grande dolore che a lui si sta procurando in queste settimane e i provvedimenti di forza che sta subendo, sono vissuti anche da tanti altri anonimi ma reali.
Provvedimenti calati dall’alto e metodi coercitivi non risolvono nulla, né dentro né fuori le strutture; contrastiamo tutte le forme di segregazione e le pratiche contenitive*, incoraggiamo in ogni contesto la comunicazione e l’ascolto, il confronto e l’arricchimento reciproco, il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti, lavoratori e no, all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
C’è bisogno di un cambio di paradigma e per questo stiamo lavorando.
Maria Pastore

*: https://www.fuoriluogo.it/rubriche/la-rubrica-di-fuoriluogo-sul-manifesto/cassazione-la-contenzione-non-e-atto-terapeutico/#.X8TIsmhKjIW

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AMMINISTRAZIONE di SOSTEGNO : INVITO ALL’AZIONE – CALL TO ACTION !!!!

Diritti alla Follia · 09/11/2020 ·

 

                                                        “SE LA TUTELA DIVENTA RAGNATELA”

                                                                PARTECIPA ALLA CAMPAGNA

DELL’ ASSOCIAZIONE RADICALE “DIRITTI ALLA FOLLIA”

PER LA “LEGALIZZAZIONE” E LA  RIFORMA DELL’ AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

Cara amica, caro amico:

all’indomani del III Congresso annuale dell’associazione Radicale “Diritti alla Follia”, tenutosi sulla piattaforma Zoom Sabato 24 Ottobre, nell’ambito del quale si è tenuto un approfondimento dedicato alle problematiche connesse all’istituto dell’amministrazione di sostegno, l’associazione intende proseguire nella Campagna *“Amministrazione di Sostegno : SE LA TUTELA DIVENTA RAGNATELA”, in attuazione della mozione generale approvata.

A questo scopo, per percorrere le strade utili a “mettere sotto il controllo della legge” un istituto che ha abbondantemente tracimato gli argini del rispetto della Costituzione e delle Carte internazionali dei diritti dell’uomo, terremo una riunione telematica, non pubblica, nella quale raccogliere suggerimenti sulla Campagna ed  individuare disponibilità a fare parte dei gruppi tematici di lavoro, in costante comunicazione tra di essi, che si incaricheranno di affrontare i punti qualificanti della Campagna:

  • UN GRUPPO “TECNICO – GIURIDICO” CON IL COMPITO:
  1. di redigere un progetto di legge di riforma dell’amministrazione di sostegno;
  2. di elaborare un esposto sulle criticità e gli abusi dell’ADS, nei casi concreti, allo scopo di interessare della situazione creatasi alcune Istituzioni nazionali ed internazionali (tra di esse il Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità, il Sottocomitato ONU per la prevenzione della tortura, il Comitato Europeo per la prevenzione della Tortura in seno al Consiglio d’Europa, il Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale);
  3. di assumere la difesa tecnica di alcuni “casi pilota” allo scopo di sollecitare le più alte giurisdizioni (la Corte di Cassazione, la Corte europea dei Diritti dell’Uomo, la Corte Costituzionale) sulle aporie normative e le distorsioni pratiche dell’ istituto dell’ ADS;

 

  • UN GRUPPO “CONTATTI INTERNAZIONALI” CON IL COMPITO:
  1. di redigere una relazione sulla situazione normativa estera concernenti gli istituti limitativi della capacità di agire;
  2. di tenere i contatti tra l’associazione e gli organismi internazionali già citati, provvedendo altresì alla traduzione dell’ esposto indirizzato agli stessi;
  3. di promuovere l’ instaurazione di rapporti e di scambi di esperienze con altre realtà associative, operanti in altri Paesi, con le finalità di “Diritti alla Follia” ;

 

  • UN GRUPPO “INIZIATIVA SOCIALE” CON IL COMPITO:
  1. di entrare in rapporto con uffici centrali, regionali e locali – a vario titolo implicati nello svolgimento di attività “sociale” a beneficio dei cittadini – per sollecitare le attività formative ed informative conformi alle proposte contenute nella nostra Campagna ;
  2. promuovere il modello svedese dell’ “ombudsman personale” (OP) quale strumento di ausilio sociale nei confronti degli utenti volontari e involontari dei servizi psichiatrici che lo richiedano espressamente ;
  3. promuovere la partecipazione a progetti – anche in partnership con altri enti pubblici o privati – finalizzati alla sperimentazione dell’ “ombudsman personale”;

 

  • UN GRUPPO “COMUNICAZIONE” CON IL COMPITO:
  1. di divulgare gli appuntamenti ed i temi della Campagna attraverso il web ed i mezzi di comunicazione;
  2. di raccogliere un dossier di esperienze concrete, utili alla divulgazione delle storture dell’istituto ed all’elaborazione dell’esposto del gruppo “tecnico – giuridico”;
  3. di intercettare “testimonial” che possano fare propri i contenuti della Campagna ed aiutarne la conoscenza.

 

All’indomani della riunione “plenaria”, individuate le presenze nei diversi gruppi – insieme alla responsabilità di coordinamento dell’attività di ciascuno di essi –  si terranno gli approfondimenti tematici che ogni gruppo riterrà autonomamente di impostare ed organizzare.

Se sei interessato a partecipare alla riunione, o comunque a far parte di qualche gruppo di lavoro per sostenere la campagna, ti preghiamo di comunicarcelo al nostro indirizzo mail dirittiallafollia@gmail.com ,  sarai contattato e ti saranno inviate le informazioni per la partecipazione all’ incontro, o comunque per il prosieguo della collaborazione.

La speranza di migliaia di persone chiuse in strutture sanitarie e private della possibilità di vivere un vita degna di tale nome è legata alla forza ed all’ efficacia di questo lavoro. Ti chiediamo di unirti a noi in questo impegno, e con l’occasione ti rinnoviamo l’invito ad iscriverti all’associazione Radicale “Diritti alla Follia” o a donare per sostenerne l’azione!

 

A presto!

Cristina Paderi, segretaria

Michele Capano, tesoriere

Alessandro Negroni, presidente

 

*Link alla Campagna   https://www.dirittiallafollia.it/campagna-amministrazione-di-sostegno/

 

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Mozione Generale 2020 III Congresso Associazione Radicale Diritti alla Follia

Diritti alla Follia · 26/10/2020 ·

MOZIONE GENERALE

L’ assemblea dell’ Associazione radicale “Diritti alla Follia”, riunita in modalità telematica, sulla piattaforma “Zoom”, Sabato 24 Ottobre 2020 per il III Congresso:
-udita le relazioni del segretario e del tesoriere, le approva;

– registra la perdurante “emergenza” della sistematica lesione dei diritti fondamentali della persona nell’ ambito dell’ applicazione delle procedure di TSO (rispetto alle quali anche le insufficienti garanzie della legge 1978/833 vengono ordinariamente calpestate, come clamorosi casi di cronaca hanno evidenziato anche nel 2020), nell’ ambito degli istituti della tutela, della curatela e dell’ amministrazione di sostegno (“figura”, quest’ ultimo, protagonista di un’ enorme e preoccupante espansione “quantitativa”, accompagnata da una sempre maggiore ed indebita “latitudine” – grazie ai decreti dei giudici tutelari – dei poteri dell’ amministratore sul beneficiario sul piano personale, patrimoniale e sanitario: fino alla sostituzione nella prestazione del consenso alle cure), nell’ ambito della disciplina delle misure di sicurezza per i non imputabili, o parzialmente imputabili, (per i quali si ripete il “calvario” della durata indefinita della libertà vigilata, e l’ intreccio tra magistratura di sorveglianza e psichiatria forense attorno all’ inadeguato concetto di “pericolosità sociale”);

-denuncia, a fronte di tale drammatica situazione, la totale assenza – nel dibattito pubblico concernente le urgenze connesse alla cosiddetta “salute mentale” – di ogni approccio inteso alla salvaguardia ed al rafforzamento dei diritti e delle garanzie per coloro i quali – in quanto “responsabili” di cosiddetto “disagio psichico” – si trovano a subire restrizioni di libertà. Emblematiche, in questo senso, sono state le celebrazioni della “giornata mondiale della salute mentale”, Sabato 10 Ottobre: né il Presidente della Repubblica Mattarella, intervenuto sul tema, né il Ministero della Salute, né la psichiatria organizzata, né le associazioni dei “familiari” sono andati oltre le parole di circostanza sull’ invito alla “solidarietà” verso i “malati” e – soprattutto – la richiesta o la promessa di maggiori risorse finanziarie per gli “operatori della salute mentale”;

– saluta, per converso, la diversa prospettiva in cui si pongono :
1) sul piano internazionale il Comitato ONU per i diritti delle persone con disabilità, che nel 2016, nelle “Osservazioni conclusive al primo rapporto sull’ Italia” (clandestine) ha raccomandato di abrogare tutte le leggi che permettono sia ai tutori che agli amministratori di sostegno di sostituirsi ai soggetti interessati nel prendere le decisioni, e di emanare ed attuare provvedimenti per il sostegno al processo decisionale autonomo degli individui, formando nel contempo a tale “rispetto” ed a tale “consapevolezza” i professionisti che operano nel sistema giudiziario, sanitario e sociale;
2) sul piano europeo il Comitato per Prevenzione della Tortura (con il quale “Diritti alla Follia” ha stabilito contatti segnati ad un reciproco impegno alla collaborazione) che in ripetute raccomandazioni (clandestine) all’ Italia in occasione delle visite periodiche anche nelle strutture coercitive sanitarie – da ultimo nel 2016 – denuncia l’ inadeguatezza del attuale disciplina concernente il trattamento sanitario obbligatorio e la necessità (tra l’ altro) di garantire un effettivo contraddittorio al soggetto coinvolto, all’ interno di una udienza che consenta il contatto diretto tra il giudice tutelare ed il “paziente”;
3) sul piano nazionale il Garante nazionale dei diritti delle persone provate della libertà personale, che ha cominciato ad approfondire la propria attività di monitoraggio verso servizi Psichiatrici di diagnosi e Cura e comunità terapeutiche, scontrandosi (come il rapporto sulla visita regionale in Sardegna pubblicato il 16 aprile 2020 evidenzia) con vecchie “insofferenze” all’ ingerenza di chicchessia nell’ esercizio del “potere assoluto” da parte dei medici sul “paziente psichiatrico” in reparto, e con la stessa ignoranza della funzione istituzionale dell’ ufficio del garante;

Di fronte a tutto ciò, consapevole di rappresentare – con poche altre realtà associazionistiche – un’ alternativa “Radicale” alle attuali politiche e priorità pubbliche sui temi descritti (e della responsabilità che da questo deriva), l’ Assemblea generale dell’ associazione “Diritti alla Follia” dà mandato agli organi dirigenti:
-di proseguire nella collaborazione con altre realtà associative, anche estere, impegnate su temi di interesse dell’ associazione, a partire dal “Comitato Legittima Difesa”, autore di una proposta organica di riforma del TSO che deve essere posto all’ attenzione del potere legislativo;
– di proseguire nella campagna di informazione e denuncia “Se la tutela diventa ragnatela”, relativa alle criticità e agli abusi dell’ istituto dell’ amministrazione di sostegno, completando l’ elaborazione di un progetto di riforma dell’ istituto che lo renda rispettoso della dignità della persona che vi è coinvolta in qualità di “beneficiario”;
– di continuare nell’ attività di dialogo, segnalazione e denuncia di casi concreti ai diversi Garanti – nazionale, regionali e locali – al fine di responsabilizzarli circa il compiuto esercizio della funzione loro assegnata;
– di continuare ed approfondire il dialogo stabilito con il Comitato per la Prevenzione della Tortura nell’ ambito del Consiglio d’ Europa, per rendersene interlocutori a proposito delle attività del Comitato sulla coercizione psichiatrica, per segnalare allo stesso situazioni meritevoli di intervento, e di cercare il contatto con altre istituzioni internazionali investite di ruoli di monitoraggio e salvaguardia dei diritti fondamentali della persona nell’ ambito dei temi di interesse dell’ associazione

La quota associativa, anche per l’ anno 2021, è fissata in € 20,00 (euro venti,00)

Cristina Paderi, Segretaria
Michele Capano, Tesoriere

http://www.dirittiallafollia.it/iump-subscription-plan/

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III Congresso associazione Radicale Diritti alla Follia 24 ottobre 2020 sessione pomeriggio

Diritti alla Follia · 24/10/2020 · Lascia un commento

Amministrazione di Sostegno : se la Tutela diventa Ragnatela

• 15.00 Introduzione lavori, Michele Capano.

• 15.15 Intervento di Cristina Paderi, presentazione della Campagna “Amministrazione di Sostegno : se la Tutela diventa Ragnatela” e del modello svedese dell’Ombudsman Personale.

• 15.30 Testimonianza personale cittadina Comune di Bologna.

• 15.45 Testimonianza personale di Antonio Di Vita e intervento del Collettivo Artaud di Pisa.

• 16.00 Intervento di M. Rosaria D’Oronzo, psicologa, fondatrice del “Centro di Relazioni Umane” di Bologna, membro assoc. “Diritti alla Follia”.

• 16.15 Intervento di Stefania Guerra Lisi, presentazione della scuola MusicarTerapia nella Globalità dei Linguaggi.

• 16.40 Intervento di Donata Vivanti, ex vice-presidente European Disability Forum.

• 16.55 Intervento di Debora Reggiani, mediatrice sociale.

• 17.10 Intervento di Paolo Cendon ,professore ordinario di diritto privato, Università di Trieste.

• 17.25 Intervento di Diego Cervai, presidente assoc. UHRTA “Territorio Libero di Trieste OdV” e di Mario Comuzzi, presidente onorario.

• 17.45 Testimonianze personali,Rossella Biagini e Cristina Pianelli.

• 18.05 Testimonianza personale di Roberto De Certo, musicarTerapista, presidente assoc. “Il nido di Pippi”.

• 18.20 Intervento di Giuseppe Galdi, dirigente medico psichiatra SPDC Ostia.

• 18.35 – 19.30 Spazio di dibattito generale/domande.

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III Congresso associazione Radicale Diritti alla Follia 24 ottobre 2020 sessione mattina

Diritti alla Follia · 24/10/2020 · Lascia un commento

– ??? ?.?? Apertura Lavori relazione del tesoriere ??????? ??????

– ??? ?.?? attività dell’associazione resoconto della segretaria ???????? ??????

– ??? ?.?? intervento di ?????????? ??????? ??????? ricercatore presso l’Università di Genova, Dipartimento di Giurisprudenza

– ??? ?.?? intervento di ????? ???????? ????, grafologa e membro dell’ass. Diritti alla Follia: “Focus sulla Regione Emilia Romagna”

– ??? ??.?? Comitato Legittima Difesa, interventi di ???????? ?????? e ???????? ???????̀: Proposta di riforma della procedura di applicazione del trattamento sanitario obbligatorio

– ??? ??.?? intervento di ?????? ?????????? medico psichiatra di Trieste

– ??? ??.?? intervento di ?????????? ??????? avvocato, membro dell’ass. Diritti alla Follia

– ??? ??.?? intervento di ?????????? ?? ?????, avvocato

– ??? ??.?? intervento di ???????? ?????? direttore UOSM 23 ASL di Caserta e membro di Psichiatria Democratica

– ??? ??.?? intervento di ????? ???????????? ?????, avvocato

– ??? ??.?? intervento di ??????? ???????????, vice presidente CCDU Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani

– ??? ??.??/??.?? spazio di dibattito generale e domande

– ??? ??.??/??.?? discussione e approvazione dei documenti generali ed elezione cariche associative

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