Alcune riflessioni sulla psichiatria coercitiva nel quadro dello stato costituzionale alessandro negroni a pag 90
TSO. Trattamento o trattenimento sanitario obbligatorio?
La porta chiusa, le fasce di contenzione, l’indifferenza.
Basta poco per morire.
Bastano 87 ore.
“Come un Cristo in croce“, diranno.
Una immagine forte, resa tale dalle istantanee prese dalle telecamere di video sorveglianza che
ritraggono gli ultimi momenti di vita di Francesco Mastrogiovanni, il maestro salernitano morto
nell’ospedale di Vallo a seguito di un TSO.
Una storia che, oggi, è il grido che tenta di scardinare le porte chiuse dei reparti psichiatrici e le
coscienze, per far luce sulla incostituzionalità dei trattamenti
sanitari obbligatori, sulle procedure, in odore di tortura, della contenzione.
Cristo si è, dunque, fermato a Vallo.
Chissà se avrebbero “trattenuto” con obbligo anche l’uomo che si professava Figlio di Dio e che
annunciava una resurrezione post mortem.
Può capitare. Potrebbe accadere ad ognuno di noi.
Potrebbe capitare di romperci, mal funzionare e “dare di matto”, e trovarci di fronte un intero esercito
di Stato. Un TSO, infatti, muove due medici (e la legge non prevede che siano psichiatri), un sindaco,
un giudice tutelare (che interviene dopo 48 ore, a TSO già in essere), infermieri e le civiche forze
dell’ordine.
E, in linea con una espressione popolare, se è matto, è “da legare”.
Sette giorni di libertà sospesa, di dignità ferita. Sette giorni che possono essere rinnovati su richiesta
dello psichiatra.
È accaduto a tanti: a Giuseppe Casu, nel 2006, legato per sette giorni e morto nell’ospedale di
Cagliari; a Edhmun Hiden, di origini nigeriane, entrato con trattamento sanitario volontario
nell’ospedale di Bologna, nel 2007. La morte sopravenne dopo che fu contenuto meccanicamente e
farmacologicamente;
Nel 2007 muore, nell’ospedale San Giuseppe di Empoli, anche il ventenne Roberto Melino. Anche
qui un TSV si trasforma in TSO, fino al sopraggiungere della morte.
Renata Laghi, morta nel 2008 nell’ospedale di Forlì dopo dieci giorni di incuria medica.
Tra il 2015 e 2016, la cronaca nera registra le morti di Massimiliano Malzone e Carlo Vitolo
nell’ospedale di Sant’Arsenio, nel salernitano: nella lista degli indagati gli stessi medici del caso
Mastrogiovanni; muore, per aver rifiutato di salire sull’ambulanza, il quarantenne di Torino Andrea
Soldi.
Secondo alcuni testimoni, gli agenti di polizia intervenuti eseguono una operazione che in manicomio
era detta “la cravatta”, una stretta del collo da dietro, tra avambraccio e bicipite.
Quanto della mentalità del manicomio e di obsolete procedure ci portiamo dentro nel giudicare e
gestire un malato mentale?
Quanto della legge Basaglia abbiamo portato nella cura, nelle strutture organizzate per accogliere e
poi seguire, in maniera terapeutica, il malato mentale, da dentro e nel fuori?
La libertà – diceva Basaglia – è terapeutica.
Ma la libertà del malato psichico fa paura perché, nella concezione comune, mette a repentaglio la
nostra libertà, per molti la nostra incolumità.
Intanto a morire sono i pazienti.
Nel 2016, la lista dei morti di TSO si aggiorna tristemente coi nomi di Antonio Scaletta, 52 anni,
morto nell’ospedale di Mantova, e di Fabio Boaretto, 60 anni, morto nell’ospedale di Schiavonia.
Il caso di Mastrogiovanni e le ombre sui trattamenti sanitari obbligatori, hanno portato in prima linea
i Radicali Italiani impegnati in un progetto di riforma del TSO: che preveda un’assistenza legale
obbligatoria per i malati che si trovino in queste situazioni e la massima trasparenza delle condizioni
di cura all’interno dei reparti
Mastrogiovanni e altri, come Cristi in croce.
Gesù morì gridando: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno“.
Occorre più consapevolezza, ma occorre anche disubbidienza, intimistica, in nome della dignità e
salvaguardia della persona
Altrimenti non c’è perdono, perché “sapevano quel che facevano”.
Fatima Mutarelli
Articolo pubblicato nel sito, Osservatorio repressione
Libri consigliati
Nunzia Manicardi
Italiani da slegare : contenzione la vergogna del silenzio
Koinè 2010
Gianluca Montanari Vergallo
Il rapporto medico paziente. Consenso e informazione tra libertà e responsabilità
Giuffrè 2008
Stefano Rossi
La salute mentale tra libertà e dignità. Un dialogo costituzionale
Franco Angeli Editore 2015
Marta Pelazza
La coazione terapeutica. Uno studio comparato.
Tesi di dottorato a.a 2012, 2013
Robert Whitaker
Indagine su un’epidemia
Giovanni Fioriti ed. 2013.
Franco Basaglia
Conferenze brasiliane
Raffaello Cortina ed.2018.
Annacarla Valeriano
Malacarne
Donzelli ed. 2017.
John Foot
La Repubblica dei matti
Feltrinelli 2014.
Antonio Slavich
All’ombra dei ciliegi giapponesi. Gorizia 1961
ed Alphabeta, Collana 180, 2018
Dario Stefano Dell’Aquila, Antonio Esposito
Storia di Antonia. Viaggio al termine di un manicomio
Ed Sensibili alle foglie, 2017
AA.VV. a cura di Renato Foschi
La libertà sospesa
Il Trattamento Sanitario Obbligatorio, psicologia psichiatria diritti
Ed. Fefè 2012
Maria Antonietta Farina Coscioni
Matti in libertà
Ed. Riuniti 2012
Michel Foucault
Il potere psichiatrico
Feltrinelli 2010
Simone Cristicchi
Centro di igiene mentale
Mondadori 2007
Lucia M.Catena Amato
L’analista analizzato
Ed. Progetto Cultura 2007
Giorgio Antonucci
Pensieri sul suicidio
Ed. Eleuthera 1996
Luigi Anepeta
Star male di testa.
La normalità della follia.
Croce Libreria 2003
Francesca Poggi
Sull’insanabile conflitto tra autonomia individuale e indisponibilità del bene salute.
Il caso del TSO per malattia mentale.
in Materiali per una storia della cultura 2/2007
Alessandro Negroni
Profili Costituzionali del trattamento sanitario obbligatorio per malattia mentale.
Ed.Genova University press 2016
Luigi Colaianni
Per incapacità di intendere e di volere.
Il consenso informato della psichiatria.
Ed. Aracne 2009
Roma luglio 2018 (sessione pomeridiana) Diritti alla follia: riforme da conquistare
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A margine della Assemblea Costituente dell’Associazione Radicale Diritti alla Follia.
Registrazione video del dibattito dal titolo “Diritti alla follia: riforme da conquistare”, registrato a Roma mercoledì 25 luglio 2018 alle 17:30.
Dibattito organizzato da Associazione Radicale Diritti alla Follia.
Sono intervenuti: Michele Capano (segretario dell’Associazione Radicale Diritti alla Follia), Andrea Michelazzi (psichiatra, socio fondatore dell’Associazione UHRTA), Paola Lobina (membro Ass. Diritti alla follia), Pia Mosca (psicoterapeuta), Rossella Biagini (membro di “MàT” In Italy a tutela delle persone fragili), Cristina Paderi (membro Ass. Diritti alla follia), Giuseppe Bucalo ( Comitato di Iniziativa Antipschiatrica, Ass. Penelope, Soccorso Viola), Giuseppe Ortano (psichiatra, direttore UO S.M. Distretto Sanitario 23 ASL di Caserta), Antonella Soldo (presidente di Radicali Italiani).
Sono stati discussi i seguenti argomenti: Amministrazione, Assistenza, Basaglia, Controlli, Convenzione Ue, Democrazia, Diritti Civili, Diritti Umani, Diritto, Emergenza, Etica, Famiglia, Garante, Garanzie, Immigrazione, Integrazione, Liberta’ Di Cura, Malattia, Ospedali, Politica, Prevenzione, Psichiatria, Radicali Italiani, Regioni, Riforme, Rifugiati, Salute, Sanita’, Societa’, Stato, Testamento Biologico, Violenza.
La registrazione video di questo dibatto ha una durata di 2 ore e 31 minuti.
INTERVENTI
MICHELE CAPANO – segretario dell’Associazione Radicale Diritti alla Follia
ANDREA MICHELAZZI
psichiatra, socio fondatore dell’Associazione UHRTA
17:33 Durata: 17 min 33 sec
Il ruolo dell’”incapace” nelle procedure di interdizione ed amministrazione di sostegno
PAOLA LOBINA
Assoc. Diritti alla follia
17:51 Durata: 10 min
Il ruolo dell’”incapace” nelle procedure di interdizione ed amministrazione di sostegno
PIA MOSCA
psicoterapeuta
18:01 Durata: 6 min 49 sec
Il ruolo dell’”incapace” nelle procedure di interdizione ed amministrazione di sostegno
ROSSELLA BIAGINI
membro di “MàT” In Italy a tutela delle persone fragili
18:08 Durata: 7 min 4 sec
Il ruolo dell’”incapace” nelle procedure di interdizione ed amministrazione di sostegno
MICHELE CAPANO
segretario dell’Associazione Radicale Diritti alla Follia
18:15 Durata: 1 min 47 sec
Il ruolo dell’”incapace” nelle procedure di interdizione ed amministrazione di sostegno
CRISTINA PADERI
Assoc. Diritti alla Follia
18:16 Durata: 15 min 22 sec
Le zone grigia nella tutela dei sottoposti a TSO ed il mancato ruolo di tutela dei Garanti
MICHELE CAPANO
segretario dell’Associazione Radicale Diritti alla Follia
18:32 Durata: 1 min 36 sec
Le zone grigia nella tutela dei sottoposti a TSO ed il mancato ruolo di tutela dei Garanti
GIUSEPPE BUCALO
Assoc. Penelope,Comitato di Iniziativa Antipschiatrica, Soccorso Viola
18:33 Durata: 16 min 29 sec
Le zone grigia nella tutela dei sottoposti a TSO ed il mancato ruolo di tutela dei Garanti
ANDREA MICHELAZZI
psichiatra, socio fondatore dell’Associazione UHRTA
18:50 Durata: 3 min 35 sec
Le zone grigia nella tutela dei sottoposti a TSO ed il mancato ruolo di tutela dei Garanti
GIUSEPPE BUCALO
Asso. Penelope,Comitato di Iniziativa Antipschiatrica, Soccorso Viola
18:53 Durata: 8 min 50 sec
Le zone grigia nella tutela dei sottoposti a TSO ed il mancato ruolo di tutela dei Garanti
ROSSELLA BIAGINI
membro di “MàT” In Italy a tutela delle persone fragili
19:02 Durata: 4 min 16 sec
Le zone grigia nella tutela dei sottoposti a TSO ed il mancato ruolo di tutela dei Garanti
MICHELE CAPANO
segretario dell’Associazione Radicale Diritti alla Follia
18:15 Durata: 1 min 47 sec
Le zone grigia nella tutela dei sottoposti a TSO ed il mancato ruolo di tutela dei Garanti
GIUSEPPE ORTANO
psichiatra, direttore UO S.M. Distretto Sanitario 23 ASL di Caserta
19:09 Durata: 30 min 56 sec
L’equivoco della “pericolosità sociale” e le misure di sicurezza per i non imputabili
PAOLA LOBINA
Assoc. Diritti alla follia
19:40 Durata: 1 min 55 sec
L’equivoco della “pericolosità sociale” e le misure di sicurezza per i non imputabili
GIUSEPPE BUCALO
Assoc. Penelope, Comitato di Iniziativa Antipschiatrica, Soccorso Viola
19:42 Durata: 8 min 51 sec
L’equivoco della “pericolosità sociale” e le misure di sicurezza per i non imputabili
GIUSEPPE ORTANO
psichiatra, direttore UO S.M. Distretto Sanitario 23 ASL di Caserta
19:51 Durata: 3 min 35 sec
L’equivoco della “pericolosità sociale” e le misure di sicurezza per i non imputabili
MICHELE CAPANO
segretario dell’Associazione Radicale Diritti alla Follia
19:55 Durata: 1 min 45 sec
L’equivoco della “pericolosità sociale” e le misure di sicurezza per i non imputabili
ANTONELLA SOLDO
presidente di Radicali Italiani
19:56 Durata: 4 min 35 sec
L’equivoco della “pericolosità sociale” e le misure di sicurezza per i non imputabili