Di Gigi Monello
La sigla suona vagamente iettatoria, ricorda la malattia che decenni orsono si portò via il grande Freddie. ADS significa āAmministrazione di sostegnoā ed ĆØ lāIstituto creato da un illustre giurista di Trieste, Paolo Cendon, a suo tempo collaboratore di Franco Basaglia. Ottime le intenzioni, sconcertanti i risultati. Lāobiettivo era una tutela più blanda e rispettosa per persone deboli ma non incapaci; la realtĆ ā parliamo di amministratori āesterniā ā ĆØ una nuova, strisciante forma di schiavitù legale e la nascita di un autentico affarismo geriatrico.
La Legge 6/2004 candidamente richiama la āgratuitĆ ā della mansione o, al massimo, lāequo indennizzo nel caso di gestioni difficoltose; e questo nel paese che vanta una pletora di avvocati sotto-occupati come nessun altro al mondo. Era cosƬ difficile immaginare cosa sarebbe successo a far balenare a siffatta platea, un reddito integrativo senza āimpegni dāaulaā, con lāaggiunta della torbida gratificazione dellāesercizio di un dominio sulle altrui vite? Era cosƬ difficile ricordare lāeterna, italica mentalitĆ che nel ventennio produsse il āCapo-fabbricatoā, il gerarchetto di condominio che controllava la moralitĆ dei casigliani?
I casi dubbi crescono a vista dāocchio; coinvolgono Star e poveri Cristi. Di pochi giorni fa, la notizia sulla āGina nazionaleā: la Cassazione conferma: la novantatreenne attrice ha bisogno dellāAmministratore di sostegno. Il meccanismo ĆØ scattato nella sua classica combinazione: 1) anziano con qualche idea originale circa la fase finale della sua esistenza; 2) ottima, buona o, quanto meno, interessante dotazione patrimoniale del medesimo; 3) parenti stretti preoccupati che un āsopravvenutoā sfili loro sotto il naso un sostanzioso peculio.
Capita, dunque, che la āBersaglieraā conosca anni addietro un trentaduenne sveglio, gaio e spigliato, che tanto entra nelle sue simpatie da indurla ad affidargli compiti fiduciari vari: una specie di segretario. Figlio e nipote si allarmano: āSta a vedere che ā¦ā. Più che naturale. La signora vive in una grande villa sullāAppia Antica, circondata da oggetti dāarte e preziosi cimeli di una gloriosa carriera. Ancora popolare, ancora cercata dai media, non disfatta dallāetĆ , si gode serenamente i suoi anni, ben consapevole che non mancheranno certo liquiditĆ e beni di fortuna. E qui entra in scena la 6/04: figlio e nipote āespongonoā al Giudice Tutelare: ĆØ palese che la Diva viene circonvenuta dallāabile segretario ā ufficialmente legato e con figlia battezzata āGinaā -, interessato al cospicuo patrimonio. Lapalissiano. Comincia la battaglia legale; dura sette anni e si conclude (pare) con la pronuncia della Cassazione: il Tutore new model ha da esserci. La Signora ĆØ, per caso, svanita di cervello? Non parrebbe. A parte bizze, impuntature e beate sbadataggini contabili (ma queste son cose anche di Divi/e trentenni), tutto lascia pensare che la testa funzioni. Gli stessi Giudici lo dicono: le perizie mediche non hanno rilevato nessun disturbo psichiatrico. E allora? Allora si passa alla categoria del āvago e dellāindefinitoā: il soggetto sarebbe āsuggestionabileā, āvulnerabileā, āindebolitoā; insomma circonvenibile. Cerca, il gentil Segretario, prevalentemente il peculio? Tutto può essere. Ma stando a quanto si sa sui passati rapporti tra Diva e congiunti (da lungo tempo non buoni), lāipotesi che questi agiscano per motivi non troppo diversi, ĆØ plausibile.
Vedremo le prossime puntate (se ce ne saranno). Intanto la Gina conferma lāonestĆ dellāAssistente, scrive indignata a Mattarella, minaccia pubblicamente (gettando nella disperazione il sindaco di Castel Pietro Romano, il borgo di Pane, amore e fantasia dove ĆØ ricevuta come una Santa Patrona) di andarsene dallāItalia.
Terreno fertile, lāambiente delle glorie del Cinema. Da poco ĆØ spuntato fuori anche Lando Buzzanca, maschera scanzonata di un certo machismo allāitaliana; anche lui allāincirca con lo stesso copione. Da cinque anni sta pubblicamente con una donna di 40 anni più giovane (il Silvio nazionale batte da sempre tutti, ma nessuno osò mai dire che stesse rincoglionendo); due figli subodorano perfida frode e imbracciano la Cendon. La sospettata – giornalista, autrice e conduttrice TV – non parrebbe esattamente corrispondere al tipo della cacciatrice di dote. Il programma era di sposarsi; ora, per vederlo una sola volta in ospedale, dove lāattore ĆØ da tempo ricoverato, la fidanzata deve inginocchiarsi di fronte ad un Amministratore. Per parte sua, lāamministrato cosƬ commenta, āI miei figli mi vogliono far passare per rimbambito, vogliono vendere la mia casa bellissima e vogliono mettermi qualcuno accanto che gestisca i miei soldi e i miei beni. Non merito di finire cosƬā.
Dalla Roma delle leggende del Cinema, passiamo adesso ad un ameno paese del Lecchese, Airuno, tra verdi colline e lāAdda. Ad Airuno viveva in santa pace, dedito ad agresti occupazioni, un novantenne ricco di famiglia, Carlo Gilardi, professore in pensione, galantuomo, persona colta, perfettamente presente a se stesso. Un unico difetto: la decisione di trascorrere la fase conclusiva della sua vita nello āspirito francescanoā (parole sue). Lāanziano fa beneficenza, regala, ospita, aiuta i bisognosi (di ogni razza), dona al Municipio del suo paese. Un esagerato. La sorella obietta: il congiunto sperpera sconsideratamente il āpeculio di famigliaā; va fermato. Il mezzo cāĆØ, basta indicarlo come ācirconvenibileā. Scatta la trappola: solita sequenza: domestico straniero fiduciario dellāanziano denunciato, Amministratore nominato; a perfezionare il tutto arriva, su istanza del dominus, il ricovero coatto in RSA. Il francescanesimo non ĆØ roba per i nostri tempi.
E veniamo adesso al caso in assoluto più stupefacente. Non ci sposteremo di molto. Nella civilissima Torino, in uno spazioso appartamento del centro, vive Gianni Vattimo, 85 anni, ex docente universitario, filosofo, studioso, saggista, politico, personaggio stranoto. Ancora oggi Vattimo scrive, lavora, rilascia interviste, partecipa a convegni, ha una ricca vita di relazione. Ć il filosofo italiano più tradotto allāestero. ChecchĆ© si voglia dire del suo āpensiero deboleā, proposta filosofica alla moda tra anni settanta e ottanta (impietosamente satireggiata da un suo collega di FacoltĆ ), Vattimo ĆØ un uomo di alta qualitĆ intellettuale e sicura rispettabilitĆ morale. Sulla integritĆ delle sue facoltĆ mentali non esiste il minimo dubbio. Eppure un Giudice lo ha ritenuto ācirconvenibileā e, puntualmente, il giovane segretario fac-totum sud-americano che da anni lo assiste, ĆØ stato denunciato. Qui non ci sono congiunti, solo solerti āamiciā, i quali per āproteggereā il benestante professore hanno segnalato al Tribunale lāincombente pericolo. Da parte sua, lāinteressato cosƬ commenta, āNon credo proprio di essere rincoglionito. Alcuni pseudo amici pensando di farmi un favore mi hanno nominato questo amministratore di sostegno (ā¦) Non sono completamente interdetto, ma devo chiedere a lui per qualsiasi cosa. Spero si tolga dai piedi al più presto.ā
Certo, se anche Gianni Vattimo ĆØ sotto amministrazione di sostegno, bisognerĆ pur convenire che qualcosa di veramente āinfernaleā cāĆØ in questo arnese giuridico circolante per lāItalia. In effetti, se si considerano le sue pressochĆ© sconfinate potenzialitĆ di applicazione, si può seriamente affermare che, superati i 70, quasi tutti siamo a possibile rischio.
Facciamo un esempio: mettiamo che un signore, per 40 anni diligente impiegato dello Stato e con un passato giovanile di rockettaro, decida, una volta in pensione, di riappropriarsi dei vissuti di una volta. Non gli basta però ricordare; vuole rivivere. Visto che la sua passione ĆØ sempre stata il chitarrismo elettrico, eccolo fare sodalizio con giovane artista di strada, con il quale, a domeniche alterne, si esibisce sulla pubblica piazza, stivaletti ai piedi e cappellino dāepoca in testa. I nipoti riflettono: āSta a vedere che sāĆØ rincoglionito e tutto il peculio svanisce in Rock and Roll? Qui ci vuole un bellāAmministratore di sostegno, possibilmente uno sperimentato Avvocato, specialista in Rinscimuniti & Affiniā. Impossibile? Visti i precedenti, non pare. Vogliamo chiudere con una āfantasticheriaā: ricordate quel tal Conte marchigiano bibliofilo, molto bigotto e molto reazionario? Quello che, fosse stato per lui, non ci sarebbe mai stata istruzione elementare per il popolo? Beh, se per immaginosa ipotesi ai suoi tempi fosse esistito un Prof. Cendon, state tranquilli che sarebbe finito sotto Amministrazione di sostegno anche Giacomo Leopardi.
Gigi Monello