Loro non sono come noi. Sono meglio. Loro non mettono i loro anziani nelle RSA o cronicari vari. Loro considerano sacri i loro vecchi, anche se dementi, malati, invalidi e li accudiscono in famiglia, con lāaiuto della comunitĆ di riferimento. Loro sono come eravamo noi italiani tanti anni fa, prima che esplodesse il business delle strutture per vecchi. Loro sono i nostri migranti, quelli che vengono in Italia a pulire le nostre case, a occuparsi dei nostri anziani. A fare di tutto e di più. E sono allibiti dal fatto che noi italiani non si abbia tempo per i genitori invecchiati. Che non ci sia intorno a loro una rete di assistenza e protezione fornita dallāintera comunitĆ come accade nei loro paesi.
Lāassociazione radicale āDiritti alla folliaā, nella sua rubrica āIl diritto fragile, ha voluto ascoltare le loro testimonianze, puntando lāaccento sui migranti anziani: che fine fanno? Nessuno ne ha mai parlato finora. Nel nostro immaginario i migranti sono tutti giovani e forti, ma anche loro invecchiano. E dopo che succede?
Doumbia, 35 anni, ĆØ in Italia da sei e viene dalla Costa dāAvorio: āSono arrivato con la barca a Lampedusa, racconta, ho visto tanti bambini e donne rimasti in acqua. Poi sono stato trasferito a Verona, ho imparato lāitaliano perchĆ© per lāintegrazione devi conoscere la lingua, ho fatto le scuole serali e ho trovato lavoro alla Fondazione Arena. In Costa dāAvorio gli anziani sono le persone più preziose, quando muoiono ĆØ come una biblioteca che brucia. Da noi non esistono centri per anziani, vengono accuditi in casa. Certo, ci sono gli invalidi, ma non ĆØ che non li devi rispettare perchĆ© taliā.
Celestino Victor Mussomar, 37 anni, ĆØ nato in un poverissimo villaggio del Mozambico. Ā Ora ĆØ docente di Filosofia politica allāuniversitĆ di Maputo e presidente del Centro studi africani in Italia. E racconta: āNel mio villaggio gli anziani sono persone che tramandano la cultura e i valori, non esiste lāesclusione. Primeggia lāessere e non lāavere, come invece ĆØ nella cultura occidentale. Per noi africani che stiamo in Italia ĆØ inconcepibile portare le persone in RSA, sarebbe contro i diritti umani. Questo distacco fra lāanziano e la famiglia, invece di migliorarli, aumenta i problemi della possibilitĆ di vita per gli anziani.
In Occidente vediamo che lāanziano ĆØ diventato un peso per la famiglia. E, dallāaltra parte, cāĆØ la cultura di non fare figli. Quindi ĆØ una cultura della morte. Ci criticano perchĆ© noi africani facciamo tanti figli. Ma fare figli ĆØ una banca della vita. Ā Quello che guarisce ĆØ la vicinanza, la condivisione. Un sorriso di un medico potrebbe curare Ā più di un farmaco. Invece nella RSA lāanziano ĆØ un oggetto di guadagno per chi dovrebbe curare.
Voi medicalizzate, internate e separate gli anziani dal mondo. Mi chiedete come ciĀ comportiamo noi in Mozambico con chi soffre di demenza? Io, in famiglia, ho una persona con demenza. Eā a casa, vive con noi, lo curiamo. Lo portiamo in ospedale quando necessario e poi lo riportiamo a casa.
Devo dire però che cāĆØ unāAfrica moderna che ĆØ fotocopia dellāOccidente, ma questi centri di ricovero sono contestati perchĆ© la maggioranza della nostra popolazione, diciamo il 75%, vive ancora nei villaggi, nellāambiente rurale. LāAfrica al momento ĆØ fatta di due culture in conflitto: la cultura tradizionale, al momento, per fortuna, in maggioranza, e lāimitazione dellāOccidente.
Roberta Zanzarelli, ideatrice, regista e sceneggiatrice del primo e unico docufilmĀ dedicato ai migranti anziani in Italia, āRSA: āprivilegioā dei bianchiā, in collaborazione con la giornalista Barbara Pavarotti,Ā riferisce altre testimonianze, Ā fra cui quella di una coppia musulmana a Torino: Ā āCostoro mi hanno detto che per lāIslam il modo con il quale accudisci i genitori anziani sarĆ la chiave per il Paradiso. E in questo fanno riferimento a specifici versetti del Corano. Inoltre sono molto riconoscenti per la vita e lāeducazione ricevuta, quindi si occupano dellāanziano genitore per restituirgli almeno un 10% di quanto hanno avuto. Il marito ha detto: āLe chiamate case di cura o di riposo. PerchĆ© non le chiamate case per abbandonare i genitori?ā.
āI figli che ricoverano i genitori ā prosegue la regista Zanzarelli – sono il frutto del āpensa a te stesso, fai carriera, non guardare in faccia a nessuno. Sempre la cultura dellāavere e non dellāessere. E lāhanno interiorizzata cosƬ tanto da non guardare in faccia nemmeno i loro genitoriā.
Rosaria Impenna, antropologa: āTempo fa ho letto che la Cassazione ha sentenziato: se i nipoti non vogliono andare a trovare i nonni, ne hanno tutto il diritto. Ci rendiamo conto del punto a cui siamo arrivati? Lāanziano come figura sempre più lontana dalla famiglia, un disturbo. La voragine ĆØ data dallāistituzione della famiglia ormai sconquassata. Ā In Occidente siamo diventati antropofagi, ci stiamo divorando. Lāanziano non ha salvezza, ĆØ una merce di scarto. Ā Il suo unico diritto ĆØ quello di morire, la sua unica funzione ĆØ riversare i beni che ha accumulato in vita agli eredi. PerchĆ© lāanziano spesso possiede, quantomeno una casetta, quindi la sua eliminazione ci permette di migliorare la nostra condizione economica.Ā I cronicari rappresentano un passo molto più atroce della badante, che consente di rimanere in casa, coi propri ricordi. Appena lo si sposta in RSA precipita in uno stato comatoso psico-fisicoā.
Barbara Pavarotti ricorda che Piero Coppo, il fondatore dellāetnopsichiatria, nei suoi libri spiega come, in culture che lāOccidente ha il vizio di considerare poco sviluppate, la comunitĆ viene considerata come una rete. Se si apre un buco nella rete, con persone in crisi per vari motivi, questa va ricucita. Se ne occupano i guaritori e chi, per esempio āsecondo i nostri canoni occidentali ā perde il contatto con la realtĆ non ĆØ un demente, ma una persona entrata in contatto col mondo degli spiriti, che ĆØ un mondo divino, sacro. Nel nostro Occidente super sviluppato, invece, chi perde il senno ĆØ un problema, non serve più a nulla, ĆØ un peso morto di cui disfarsi.
Infine lāappello di Doumbia e Celestino agli occidentali.
Doumbia: āPer me quello che manca agli europei ĆØ la dignitĆ degli esseri umani. LāOccidente deve tornare a occuparsi degli anziani e a rispettarliā
Celestino: āBasta con la cultura dellāavere e non dellāessere. SƬ alla banca della vita, non dei soldi. LāOccidente deve ripensare la famiglia. Una cultura che delega agli altri, agli stranieri, la cura della vita, ĆØ una cultura che ha perso ogni orizzonteā.
Per chi lo vuole vedere, ecco il trailer del docufilm: āRsa āprivilegioā dei bianchi.
https://www.youtube.com/watch?v=ev5EtEOxxBU
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