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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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legge 6/2004

RSA: ā€œPRIVILEGIOā€ DEI BIANCHI

Diritti alla Follia · 08/09/2023 · 1 commento

Loro non sono come noi. Sono meglio. Loro non mettono i loro anziani nelle RSA o cronicari vari. Loro considerano sacri i loro vecchi, anche se dementi, malati, invalidi e li accudiscono in famiglia, con l’aiuto della comunitĆ  di riferimento. Loro sono come eravamo noi italiani tanti anni fa, prima che esplodesse il business delle strutture per vecchi. Loro sono i nostri migranti, quelli che vengono in Italia a pulire le nostre case, a occuparsi dei nostri anziani. A fare di tutto e di più. E sono allibiti dal fatto che noi italiani non si abbia tempo per i genitori invecchiati. Che non ci sia intorno a loro una rete di assistenza e protezione fornita dall’intera comunitĆ  come accade nei loro paesi.

L’associazione radicale ā€œDiritti alla folliaā€, nella sua rubrica ā€œIl diritto fragile, ha voluto ascoltare le loro testimonianze, puntando l’accento sui migranti anziani: che fine fanno? Nessuno ne ha mai parlato finora. Nel nostro immaginario i migranti sono tutti giovani e forti, ma anche loro invecchiano. E dopo che succede?

Doumbia, 35 anni, ĆØ in Italia da sei e viene dalla Costa d’Avorio: ā€œSono arrivato con la barca a Lampedusa, racconta, ho visto tanti bambini e donne rimasti in acqua. Poi sono stato trasferito a Verona, ho imparato l’italiano perchĆ© per l’integrazione devi conoscere la lingua, ho fatto le scuole serali e ho trovato lavoro alla Fondazione Arena. In Costa d’Avorio gli anziani sono le persone più preziose, quando muoiono ĆØ come una biblioteca che brucia. Da noi non esistono centri per anziani, vengono accuditi in casa. Certo, ci sono gli invalidi, ma non ĆØ che non li devi rispettare perchĆ© taliā€.

Celestino Victor Mussomar, 37 anni, ĆØ nato in un poverissimo villaggio del Mozambico. Ā Ora ĆØ docente di Filosofia politica all’universitĆ  di Maputo e presidente del Centro studi africani in Italia. E racconta: ā€œNel mio villaggio gli anziani sono persone che tramandano la cultura e i valori, non esiste l’esclusione. Primeggia l’essere e non l’avere, come invece ĆØ nella cultura occidentale. Per noi africani che stiamo in Italia ĆØ inconcepibile portare le persone in RSA, sarebbe contro i diritti umani. Questo distacco fra l’anziano e la famiglia, invece di migliorarli, aumenta i problemi della possibilitĆ  di vita per gli anziani.

In Occidente vediamo che l’anziano ĆØ diventato un peso per la famiglia. E, dall’altra parte, c’è la cultura di non fare figli. Quindi ĆØ una cultura della morte. Ci criticano perchĆ© noi africani facciamo tanti figli. Ma fare figli ĆØ una banca della vita. Ā Quello che guarisce ĆØ la vicinanza, la condivisione. Un sorriso di un medico potrebbe curare Ā più di un farmaco. Invece nella RSA l’anziano ĆØ un oggetto di guadagno per chi dovrebbe curare.

Voi medicalizzate, internate e separate gli anziani dal mondo. Mi chiedete come ciĀ  comportiamo noi in Mozambico con chi soffre di demenza? Io, in famiglia, ho una persona con demenza. E’ a casa, vive con noi, lo curiamo. Lo portiamo in ospedale quando necessario e poi lo riportiamo a casa.

Devo dire però che c’è un’Africa moderna che ĆØ fotocopia dell’Occidente, ma questi centri di ricovero sono contestati perchĆ© la maggioranza della nostra popolazione, diciamo il 75%, vive ancora nei villaggi, nell’ambiente rurale. L’Africa al momento ĆØ fatta di due culture in conflitto: la cultura tradizionale, al momento, per fortuna, in maggioranza, e l’imitazione dell’Occidente.

Roberta Zanzarelli, ideatrice, regista e sceneggiatrice del primo e unico docufilmĀ  dedicato ai migranti anziani in Italia, ā€œRSA: ā€˜privilegio’ dei bianchiā€, in collaborazione con la giornalista Barbara Pavarotti,Ā  riferisce altre testimonianze, Ā fra cui quella di una coppia musulmana a Torino: Ā ā€œCostoro mi hanno detto che per l’Islam il modo con il quale accudisci i genitori anziani sarĆ  la chiave per il Paradiso. E in questo fanno riferimento a specifici versetti del Corano. Inoltre sono molto riconoscenti per la vita e l’educazione ricevuta, quindi si occupano dell’anziano genitore per restituirgli almeno un 10% di quanto hanno avuto. Il marito ha detto: ā€œLe chiamate case di cura o di riposo. PerchĆ© non le chiamate case per abbandonare i genitori?ā€.

ā€œI figli che ricoverano i genitori – prosegue la regista Zanzarelli – sono il frutto del ā€˜pensa a te stesso, fai carriera, non guardare in faccia a nessuno. Sempre la cultura dell’avere e non dell’essere. E l’hanno interiorizzata cosƬ tanto da non guardare in faccia nemmeno i loro genitoriā€.

Rosaria Impenna, antropologa: ā€œTempo fa ho letto che la Cassazione ha sentenziato: se i nipoti non vogliono andare a trovare i nonni, ne hanno tutto il diritto. Ci rendiamo conto del punto a cui siamo arrivati? L’anziano come figura sempre più lontana dalla famiglia, un disturbo. La voragine ĆØ data dall’istituzione della famiglia ormai sconquassata. Ā In Occidente siamo diventati antropofagi, ci stiamo divorando. L’anziano non ha salvezza, ĆØ una merce di scarto. Ā Il suo unico diritto ĆØ quello di morire, la sua unica funzione ĆØ riversare i beni che ha accumulato in vita agli eredi. PerchĆ© l’anziano spesso possiede, quantomeno una casetta, quindi la sua eliminazione ci permette di migliorare la nostra condizione economica.Ā  I cronicari rappresentano un passo molto più atroce della badante, che consente di rimanere in casa, coi propri ricordi. Appena lo si sposta in RSA precipita in uno stato comatoso psico-fisicoā€.

Barbara Pavarotti ricorda che Piero Coppo, il fondatore dell’etnopsichiatria, nei suoi libri spiega come, in culture che l’Occidente ha il vizio di considerare poco sviluppate, la comunitĆ  viene considerata come una rete. Se si apre un buco nella rete, con persone in crisi per vari motivi, questa va ricucita. Se ne occupano i guaritori e chi, per esempio –secondo i nostri canoni occidentali – perde il contatto con la realtĆ  non ĆØ un demente, ma una persona entrata in contatto col mondo degli spiriti, che ĆØ un mondo divino, sacro. Nel nostro Occidente super sviluppato, invece, chi perde il senno ĆØ un problema, non serve più a nulla, ĆØ un peso morto di cui disfarsi.

Infine l’appello di Doumbia e Celestino agli occidentali.

Doumbia: ā€œPer me quello che manca agli europei ĆØ la dignitĆ  degli esseri umani. L’Occidente deve tornare a occuparsi degli anziani e a rispettarliā€

Celestino: ā€œBasta con la cultura dell’avere e non dell’essere. SƬ alla banca della vita, non dei soldi. L’Occidente deve ripensare la famiglia. Una cultura che delega agli altri, agli stranieri, la cura della vita, ĆØ una cultura che ha perso ogni orizzonteā€.

Per chi lo vuole vedere, ecco il trailer del docufilm: ā€œRsa ā€˜privilegio’ dei bianchi.

https://www.youtube.com/watch?v=ev5EtEOxxBU

https://www.facebook.com/DirittiallaFollia/videos/670584875046984

 

 

 

 

 

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COMUNICATO STAMPA L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO HA FAGOCITATO L’INTERDIZIONE E L’INABILITAZIONE: Le dichiarazioni degli avvocati C. Taormina e M. Capano

Diritti alla Follia · 29/07/2023 · 3 commenti

ā€œNon c’è più bisogno di interdizione e inabilitazione perchĆ© ormai l’istituto dell’amministrazione di sostegno non differisce per nulla da queste misure. Dov’è la differenza quando l’amministrazione stabilisce per gli amministrati condizioni di segregazione? Divieti di visite, di incontri, ricoveri coatti. Questa situazione ĆØ una truffa dal punto di vista giuridicoā€.

Ā 

Lo ha affermato l’avvocato Michele Capano, presidente dell’associazione radicale ā€œDiritti alla folliaā€, nel corso della rassegna stampa del 25 luglio, curata settimanalmente dall’associazione.

Ā 

Gli ha fatto eco l’avvocato Carlo Taormina: ā€œL’amministrazione di sostegno si ĆØ rivelata assolutamente negativa, sotto tutti i profili. E’ diventata una professione, un ā€˜affare’ e gli approfittamenti sono continui, i peculati sono decine e decine. L’amministratore dispone di poteri sulla persona e questi poteri sono lasciati alla sua discrezionalitĆ . Invece la Corte Europea dei Diritti dell’uomo ha detto: basta con questa storia. Abbiamo un mandato dalla Corte di rivedere il nostro istituto di amministrazione di sostegno, perchĆ© non può essere che quando il vecchio ti dĆ  fastidio lo sbatti nelle Rsa. E’ tutto da rifare. Serve un’amministrazione che abbia punti specifici rispetto a quanto si può fare quando si incide sulla libertĆ  di una personaā€.

Ā 

Avvocato Capano: ā€œNoi, come associazione, abbiamo riflettuto molto sulle cosiddette ā€˜detenzioni sanitarie’. Ci ĆØ stato detto che, in questo campo, le garanzie previste dall’ambito penalistico non si possono pretendere, perchĆ© ĆØ un ambito sanitario. Quindi il fatto sanitario diventa un lasciapassare attraverso cui eludere quel presidio cruciale che stabilisce la Costituzione quando una persona viene privata della libertĆ  personale. PerchĆ© di questo si tratta. Inutile girarci intorno. Queste procedure, in ambito sanitario, avvengono in totale assenza di un avvocato della persona che subisce questa ā€˜detenzione’. Sulla base di accertamenti medici, d’accordo, ma, con la scusa che i ā€˜malati di mente’ sono da aiutare senza alcun accertamento processuale, costoro vengono privati di ogni garanzia, anche minima. E’ su questo che vorremmo un’interlocuzione con la Corte Europea e qualcosa ha cominciato a dire all’Italia anche il Comitato per la prevenzione della tortura, che opera nell’ambito del Consiglio d’Europa.

Ā 

Durissimo l’avvocato Taormina, che ha puntato il dito sulla ā€œlatitanzaā€ dei giudici tutelari.

ā€œQuesta situazione ha un elemento di grandissima disattenzione e incapacitĆ  istituzionale che ĆØ quella dei giudici tutelari. Per loro la giurisdizione tutelare ĆØ una sinecura. Mettono tutto in mano all’amministratore di sostegno o al tutore. Ecco, dunque, il verificarsi di casi come quello di Carlo Gilardi. Troppa gente sta nelle Rsa e non ci dovrebbe stare.Ā  Non c’è nessuna responsabilitĆ  di quanto fa o ha fatto l’AdS (ndr. acronimo di amministratore di sostegno).

Quando si tratta di decidere cose fondamentali per la vita di una persona serve un Collegio di magistrati. Invece queste sono tutte situazioni che abbiamo sempre ritenuto di serie C, giustizia di serie C. Ā E naturalmente serve un avvocato che tuteli la persona da sĆØ stesso e dall’amministratore di sostegno.

Ā 

Barbara Pavarotti, giornalista e conduttrice della rassegna: ā€œOgni giorno leggiamo di ruberie degli AdS che si appropriano dei soldi del loro assistito e vengono condannati. Ma dove erano i giudici tutelari, non hanno visto i rendiconti? Il giudice che doveva evitare queste ruberie non viene mai chiamato in causa.

Ā 

Avvocato Taormina: ā€œE’ vero. Il giudice tutelare, se l’AdS sbaglia o si frega soldi, non ne risponde mai. Anche se ha avuto tutta la documentazione e non l’ha controllata. Nel 99% delle procedure di amministrazione di sostegno, il giudice se ne frega e si basa su carte prodotte da medici. Invece dovrebbe convocare questi esperti, valutare l’accertamento. Non ĆØ possibile basare la decisione se X deve andare in Rsa sul parere dello psicologo di turno. Il giudice deve convocare tutti, valutare gli accertamenti medici e poi decidere. E questo deve essere frutto di una decisione collegiale, non affidata al singolo giudice. Sono scelte troppo delicate per affidarle a una singola personaā€.

Ā 

Avvocato Capano: ā€œI decreti di nomina degli amministratori di sostegno autorizzano ogni sostituzione rispetto alla volontĆ  dell’amministrato. Tipo la scelta delle cure. L’AdS si sostituisce al consenso sulle cure anche in caso di ricovero. Il coinvolgimento del beneficiario ĆØ solo teorico. Il grande equivoco ĆØ che non vengono definiti ā€˜trattamenti sanitari obbligatori’, ma volontari. Volontari, ma decisi da altri. Poi l’AdS si sostituisce alla persona nello stabilirne la residenza. E questo nonostante nel 2016, lo specifico Comitato Onu abbia raccomandato all’Italia di abrogare tutte le figure sostitutive della persona, AdS compresi. Noi speravamo, con la legge che ha istituito nel 2004, la figura degli amministratori di sostegno, in un protagonismo del beneficiario. CosƬ non ĆØ statoā€.

Ā 

Avvocato Taormina: ā€œL’amministrazione di sostegno sta fagocitando interdizione e inabilitazione, perchĆ© ĆØ molto più semplice farla. Invece questa distinzione deve rimanere, ĆØ ineludibile. Almeno, in queste procedure, si fanno seri approfondimenti. E la responsabilitĆ  della deriva dell’amministrazione di sostegno non ĆØ nemmeno della legge, ma della superficialitĆ  con cui la si applica.

La veritĆ  ĆØ che si sono miliardi di interessi sull’amministrazione di sostegno. E’ diventata un centro di affari, di interessi e di soldi che fa comodo a tanta gente. Gente che vota. E i politici che la difendono si buttano pure su questo.

Ā 

Avvocato Capano: ā€œLe parole del sottosegretario alla Giustizia Del Mastro con cui in sostanza il Governo fa quadrato e blinda la legge sugli AdS, che anzi va rafforzata ed espansa, segnano probabilmente la parola ā€˜fine’ alle illusioni suscitate dalla recente sentenza Cedu sul caso Gilardi, nonostante le doglianze espresse in passato da Giorgia Meloni, prima che diventasse Presidente del Consiglioā€.

Ā 

Avvocato Taormina: ā€œNo, l’Italia adesso deve fare. Se non fa nulla va contro la Corte Europea che ha dato indicazioni ben precise. Bisogna ā€˜tipicizzare’ tutti gli interventi che riguardano la privazione della libertĆ  delle persone. Scavare, andare a fondo. Senza questo, nessuna limitazione può essere posta. E’ vero che la Corte Europea non ha posto obblighi all’Italia, ma se dice che solo determinate situazioni possono comportare un intervento che incide sulla personalitĆ , allora ĆØ un po’ complicato che lo Stato non ne dia seguito.

Quanto al caso Gilardi, ĆØ chiaro che lui sta in maniera illegale nella Rsa. Ma ci vuole un magistrato coraggioso che agisca per sequestro di persona per la collocazione in Rsa. Che vada lƬ e dica: ā€˜Signori, che volete fare?’. Lo stesso sottosegretario Del Mastro ha detto che lui vuole tornare a casa sua, anche nelle condizioni in cui si trova. Ci vuole che la procura disponga l’arresto di qualcuno. Solo allora si muoverĆ  qualcosa.

Una parola di speranza? La speranza ĆØ che in questo Paese gli ā€˜scarti’ siano ritenuti più importanti di chi non siamo abituati a scartareā€.

Ā Roma 28 luglio 2023

https://youtu.be/iEMpeXjFbQ4

Ā 

Ā 

Ā 

 

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RUBERIE DI AMMINISTRATORI DI SOSTEGNO. CONDANNATI. Indispensabile una Commissione d’inchiesta parlamentare

Diritti alla Follia · 22/06/2023 · 5 commenti

Basta unire i puntini, ovvero tutti gli articoli usciti sui giornali locali sulle ruberie degli amministratori di sostegno, per capire quanto ormai sia urgente una Commissione d’inchiesta parlamentare. E non sono indiziati, ma CONDANNATI.

Chi vuole continuare così senza fare nulla è complice.

Come al solito piatto ricco, ma per gli amministratori di sostegno.

Unione Sarda, Ansa 25 maggio

 Amministratore di sostegno ruba 620.000 euro a suoi assistiti. In 8 anni, dal 2012 al 2020, a ben 40 persone. Ha ristrutturato casa, comprato auto di lusso, pagati debiti. Suoi, ovviamente. Avvocatessa, cinquantenne. 

Torino Today, 11 giugno

Denaro sottratto ai disabili di cui era tutrice: ex assistente sociale sconta la pena al canile.

Unione sarda, Nuoro, 13 giugno

Rubava i soldi degli assistiti, arrestata amministratrice di sostegno. Confiscati 194.000 euro ad amministratrice e coniuge. Soldi usati per beni di lusso, cure dentistiche, ristrutturazioni di due B&B. 

Il Mattino di Padova, 15 giugno

Intasca i risparmi della zia. Amministratore di sostegno condannato a 4 anni. 84.000 ero dai conti della zia ricoverata e nemmeno saldava le rette dell’ospizio. E’ un giocatore d’azzardo.

La Nuova Sardegna, Oristano, 13 giugno

Assisteva anziani e disabili. Convinse 84 enne a dargli 300.000 euro. Condannato a 6 anni. 

Resto del Carlino, 16 giugno

 Consigliere comunale condannato perchĆ© da amministratore di sostegno del cognato avrebbe trattenuto soldi. 

Ansa Sardegna, 13 giugno

 Lusso coi soldi dell’amministrato: in cella amministratore di sostegno infedele. Seguiva anche altre 30 persone

La nuova Sardegna, 14 giugno

La gestione allegra degli amministratori di sostegno. Altri 55 casi al vaglio della procura

La Nazione, 16 giugno

Professionista alla sbarra. Avrebbe venduto l’auto del suo assistito alla sorella per una cifra inferiore di 5 volte rispetto al prezzo di mercato.

La grande novitĆ  ĆØ l’inchiesta di due pagine sul quotidiano La VeritĆ  sugli abusi degli amministratori di sostegno, realizzata da Serenella Bettin. Si tratta della prima inchiesta del genere realizzata da un quotidiano nazionale. Non tratta solo di singoli casi più o meno struggenti, o di singole ruberie degli amministratori di sostegno, ma riassume un po’ tutti i problemi.

L’occhiello (ovvero la scritta che sta sopra al titolo) ĆØ:

LA BIBBIANO DEI NONNI

  Il titolo:

I NOSTRI ANZIANI SEQUESTRATI DA CHI DOVREBBE PROTEGGERLI

Si tratta di un primo passo perchĆ© il tema abusi esca dal recinto dell’informazione di settore? Speriamo, anche se siamo fin troppo abituati all’omertĆ  totale su questo tema da parte dei grandi media. Tema che invece meriterebbe davvero ormai una commissione d’inchiesta parlamentare. Anzi, sarebbe essenziale.

Prosegue inoltre lo scenario aperto da Canale 81, tv del Lazio, sul pianeta Amministrazione di sostegno. Il giornalista Raffale Di Ronza in pochi giorni ha realizzato e trasmesso svariate importanti interviste.

                                                                                                                       Roma 22-06-23

Per l’associazione ā€˜Diritti alla Follia’

Michele Capano, Presidente

Cristina Paderi, Segretaria

Susanna Brunelli, Tesoriera

Si ringrazia Simona Lancioni del Centro Informare un’h per aver rilanciato il Comunicato https://www.informareunh.it/amministratori-di-sostegno-condannati-per-furto-venga-istituita-una-commissione-dinchiesta-parlamentare/

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LA PRIGIONIA DEI VECCHI E DEGLI “INUTILI” il DOCUFILM di Barbara Pavarotti

Diritti alla Follia · 16/05/2023 · 1 commento

ƈ finalmente online il docufilm La prigionia dei vecchi e degli ‘inutili‘Ā realizzato dalla giornalistaĀ Barbara Pavarotti, con la regia diĀ Roberta Zanzarelli e lo speakerĀ Massimo Veschi. Si tratta del primo e unico docufilm finora realizzato in Italia sugli abusi verso gli anziani sottoposti ad amministrazione di sostegno.

La stessa Pavarotti, assieme all’AssociazioneĀ Diritti alla Follia, ĆØ promotrice di unaĀ petizione denominata ā€œNo alla reclusione dei vecchi e degli ‘inutili’ imposta per leggeā€, ospitata sulla piattaforma Change.org, che ha la finalitĆ  di promuovere laĀ riformaĀ di questo istituto di tutela e che può essere sottoscritta da chiunque ne condivida le finalitĆ . La petizione fa propri gli elementi cardine di una proposta su questa materia elaborata dall’Associazione Diritti alla Follia di cui si può leggere aĀ questo link, che sono i seguenti:
– Garantire il diritto alla difesa, per legge, a chiunque sia oggetto di un ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno
;
– Togliere ad un unico Giudice monocratico ilĀ potere di decidereĀ sulla vita di una persona, e affidarloĀ ad un Collegio, composto anche da figure specialistiche in materia di disabilitĆ ;
– Stabilire, per gli amministratori di sostegno, l’obbligo tassativo diĀ non avere in carico più di un beneficiario;
– Riconoscere al beneficiario il diritto adĀ essere direttamente sentito dal Giudice Tutelare;
– Equiparare, in ordine aiĀ rapporti affettivi da preservare, congiunti di fatto e amici di lunga data, ai congiunti di sangue.Ā 

Ā Il Comitato ONUĀ sui diritti delle persone con disabilitĆ  vietaĀ espressamente che gli istituti di tutela, Ā«compreso il meccanismo dell’amministratore di sostegnoĀ», possano essere applicati nei termini diĀ regimi decisionali sostitutiviĀ della volontĆ  delle persone con disabilitĆ , ed invita il nostro Paese ad Ā«emanare e attuare provvedimenti per ilĀ sostegno alla presa di decisioniĀ», cosƬ si legge al punto 28 delleĀ Osservazioni Conclusive al primo rapporto dell’ItaliaĀ sull’applicazione dellaĀ Convenzione ONUĀ sui diritti delle persone con disabilitĆ , pubblicate nel 2016 ed ancoraĀ del tutto ignorate.

https://www.change.org/p/no-alla-reclusione-dei-vecchi-e-degli-inutili-imposta-per-legge

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Comunicato Stampa: Cagliari resoconto terza udienza processo a Gigi Monello

Diritti alla Follia · 05/05/2023 · 1 commento

A causa dell’assenza di due testimoni (un sottufficiale dei Carabinieri e una badante), la terza udienza del processo che vede Gigi Monello imputato, a Cagliari, di maltrattamenti in famiglia, si ĆØ concentrata sulla sola Debora Amarugi, l’avvocato che per due anni ĆØ stata amministratrice di sostegno della mamma -oggi scomparsa- del professor Monello. L’avvocato Amarugi, anche se tra qualche confusione di date, persone e periodi, ha nella sostanza confermato tutte le accuse mosse all’attuale imputato nella denuncia di marzo 2020, denuncia che portò, quattro mesi dopo, all’allontanamento cautelare del figlio dalla casa della madre.

Proprio intorno a questo periodo di tempo, uno dei due difensori di Gigi Monello ha chiesto chiarimenti alla ex amministratrice: durante i quattro mesi che vanno dalla denuncia all’allontanamento, per cinque giorni alla settimana, la madre di Gigi restava, infatti, sola con lui per ben un’ora e mezza; il difensore ha messo in evidenza l’illogicitĆ  della mancanza di provvedimenti volti a tutelare la beneficiaria con modifiche nei turni delle badanti, considerato che nella denuncia l’imputato veniva definito come ā€œsoggetto pericolosoā€ per la salute psico-fisica e persino per la vita dell’anziana.

 La contestazione non ha ricevuto nessuna risposta convincente, tanto che il difensore ha ironicamente concluso che evidentemente l’imputato ā€œera pericoloso solo in determinate oreā€.

Tra le altre cose, l’avv. Amarugi ha confermato che le badanti lamentavano una interferenza del figlio nella posologia dei farmaci.

 Sul tema si ĆØ intrattenuto l’imputato nella breve diretta-video su Facebook in occasione del presidio che si ĆØ tenuto, dopo l’udienza, nei giardini antistanti il tribunale. Per comprendere tutta l’infondatezza di questa gravissima accusa vi invitiamo a vedere il filmato sulla pagina Youtube dell’Associazione https://www.youtube.com/watch?v=phbbpWZCsmY&t=950s&ab_channel=AssociazioneradicaleDirittiallaFollia

La dozzina persone che ha assistito all’udienza, ha lamentato la quasi impossibilitĆ  di udire le parole della teste e degli interroganti e ciò a causa di una inspiegabile regolazione al minimo dei microfoni. Non sarebbe male se, nei Tribunali di uno Stato Democratico, venissero meglio rispettate le esigenze di chi – a volte spostandosi da altri centri della provincia – ritiene di avere il diritto di seguire e capire domande e argomentazioni di un processo.

 La quarta udienza ĆØ stata fissata per il 07 novembre 2023, con la riconvocazione del maresciallo Lombardi, della sig.ra Nikitiuk e con la prima convocazione della badante Touria Morchid.   

L’associazione ā€˜Diritti alla Follia’ continuerĆ  a seguire il processo e organizzerĆ  anche a novembre un nuovo presidio.   

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