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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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TSO

Le Raccomandazioni del Comitato Prevenzione Tortura (CPT) all’Italia in seguito alle visite ad alcuni SPDC negli anni 2004-2008- 2012-2016

Diritti alla Follia · 30/11/2021 · Lascia un commento

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Comunicato stampa : ricorso avverso il trattamento sanitario obbligatorio inflitto a uno studente di un istituto comprensivo del Comune di Fano (PU) a maggio del 2021.

Diritti alla Follia · 14/09/2021 · 1 commento

Si è svolta oggi, martedì 14 settembre, una triplice udienza dinanzi alla dottoressa Manuela Mari del tribunale di Pesaro per discutere dei tre ricorsi avverso il trattamento sanitario obbligatorio inflitto a  uno studente di un istituto comprensivo del Comune di Fano (PU)  nel maggio del 2021.

I ricorsi erano stati presentati dall’associazione Radicale “Diritti alla Follia” con l’avvocato Michele Capano, dall’associazione “Telefono Viola” con l’avvocato Gioacchino di Palma e dai genitori del ragazzo con l’avvocato Giampaoli.

Per  le controparti : presenti la ASUR Marche e l’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Marche nord, mentre non era presente l’avvocatura dello Stato che avrebbe dovuto rappresentare sia il ministero della salute (citato per danni dall’associazione Radicale “Diritti alla Follia”),  sia il sindaco di Fano, che ha operato nella qualità di ufficiale del governo e che dunque avrebbe dovuto essere rappresentato dall’avvocatura, che nella specie non si è neanche costituita.

Il giudice Manuela Mari si è riservato una decisione in ordine alle eccezioni procedurali e alle questioni di merito che le parti si sono reciprocamente rivolte. E’ emerso dalla comparsa dell’ ASUR Marche   che nessun  trattamento farmacologico è stato somministrato al ragazzo nel corso dei quattro giorni di ricovero  coatto nel Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (SPDC).

L’ avv. Capano, per l’associazione Radicale “Diritti alla Follia”, ha dichiarato:

” E’ palese l’illegittimità di un trattamento sanitario obbligatorio che, occorrendo per legge nell’ipotesi in cui si debbano somministrare cure che il paziente rifiuta, in questo caso non ha visto neanche la somministrazione di alcuna terapia.

Quale rifiuto potrebbe esservi stato rispetto a una terapia non somministrata né proposta ? Dunque, è chiara la finalità dimostrativa “politica” di un trattamento sanitario obbligatorio che è servito per educare gli altri ragazzi e gli altri disobbedienti alle conseguenze cui sarebbero andati incontro e cui andrebbero incontro nel caso in cui osassero manifestare un dissenso. Siamo qui come associazione ”Diritti alla Follia”  per affermare all’ opposto che il dissenso è un diritto costituzionale e non può essere – per liberarsene- trasformato in disturbo psichiatrico.”

 Gli avvocati Michele Capano e Gioacchino di Palma in una diretta che andrà online sulla pagina Facebook dell’associazione Diritti alla Follia,  sul canale Telegram e YouTube della stessa, interverranno  per discutere dell’udienza tenutasi oggi e per interagire con gli utenti che vorranno porre delle domande riguardo alla vicenda dell’incredibile trattamento sanitario obbligatorio inflitto nel maggio del 2021 ad un ragazzo reo di non avere voluto indossare la mascherina a scuola.

14 novembre 2021

Associazione Diritti alla Follia                                                                                                       

Michele Capano , tesoriere    

Cristina Paderi,     segretaria  

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Relazioni del Comitato per la Prevenzione della Tortura (CPT) su alcuni SPDC italiani

Diritti alla Follia · 27/08/2021 · Lascia un commento

                                      

” Dall’esame di un certo numero di cartelle, dalle consultazioni con i direttori dei DSM regionali e membri del personale dei Servizi Diagnosi e Cura (SPDC), è emerso che quasi nessuna delle raccomandazioni specifiche fatte in precedenza dal Comitato è stata realizzata nella pratica. Tale stato di cose non è accettabile.”

https://www.dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2019/12/Raccomandazioni-del-CPT-allItalia.pdf ( sunto delle Raccomandazioni).

Nelle Relazioni sulle visite in Italia dal 2004 al 2016 il Comitato per la Prevenzione della Tortura (CPT), organismo collegato al Consiglio d’Europa, ha espresso una serie di Raccomandazioni specifiche sulle garanzie legali relative alla procedura di TSO.

Il Comitato europeo per la Prevenzione della Tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti è un organo del Consiglio d’Europa che, per quanto attiene specificamente l’ ambito psichiatrico, ha svolto quattro visite in Italia. Il Comitato ha un ruolo persuasivo nei confronti degli Stati, si limita ad ispezioni e segnala le criticità che rileva rispetto agli standard dei diritti fondamentali esistenti a livello europeo consacrati dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’ uomo . Le criticità vengono manifestate attraverso delle raccomandazioni inviate agli Stati .
Le raccomandazioni all’ Italia si sono andate ripetendo dal 2004 al 2016 .
Le abbiamo dovute tradurre in quanto, di questo documento così significativo per l’Italia, non è stato possibile trovare neanche il testo in italiano !
Rispetto a queste raccomandazioni clandestine, abbiamo riscontrato una sostanziale coincidenza tra quello che il Comitato per la Prevenzione della Tortura predica e quello che è il contenuto della proposta di riforma del trattamento sanitario obbligatorio che portiamo avanti insieme al Comitato Legittima Difesa.

https://dirittiallafollia.it/riforma-della-procedura-di-applicazione-del-trattamento-sanitario-obbligatorio/

Ovviamente queste raccomandazioni si sono andate ripetendo nel corso degli anni perché il Comitato nelle visite registrava che nulla era cambiato, ma questo tipo di sollecitazione non è mai entrata neanche nel dibattito istituzionale !
Grazie al CPT abbiamo un’ opportunità straordinaria per segnalare come le nostre non siano affatto tesi estremistiche tese in qualche modo a mettere i bastoni tra le ruote all’ interno di una procedura che si afferma avere delle finalità e delle caratteristiche esclusivamente sanitarie , in cui la presenza dell’avvocato, dell’udienza, del foglio informativo, della possibilità di visita, non rappresentano altro che un ignorante intralcio nell’ attuazione di un trattamento terapeutico !
Parliamo di diritti fondamentali della persona e di raccomandazioni che, alla luce del quadro normativo delineato dalla stessa Corte europea dei diritti
dell’ uomo, vengono ritenute cruciali nell’ ambito della coercizione psichiatrica e che aspettano di essere effettivamente attuate.
Si tratta di raccomandazioni negate alla conoscenza anche degli operatori del settore e questa è un’ attività cruciale che ci aspetta nei prossimi mesi .

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Perché serve una legge per cambiare il TSO

Diritti alla Follia · 26/08/2021 · Lascia un commento

Dallo “spaccato” dei reparti di psichiatria italiani che il caso Mastrogiovanni rivelò nel 2009 , e con il moltiplicarsi dei casi di “morte per Tso” di cui sempre più spesso si ha notizia, nasce l’idea di una proposta di legge per riformare l’istituto del Trattamento sanitario obbligatorio che a 43 anni dalla legge “Basaglia” nella sua applicazione concreta ha perpetuato una concezione manicomiale del trattamento psichiatrico.

Non esistono statistiche specifiche e precise sull’applicazione dei TSO, gli unici dati disponibili sono quelli relativi alle dimissioni, che descrivono un fenomeno enorme: circa trenta al giorno.

Occorre una legge che in primis preveda un’assistenza legale obbligatoria per coloro che si trovino in queste situazioni: chi è sottoposto a Tso deve avere immediatamente un avvocato.
Il secondo punto, invece, è sulla disciplina del reparto in cui si svolge il trattamento sanitario obbligatorio: va garantita la massima trasparenza su ciò che avviene all’interno dei reparti psichiatrici. Perché ai parenti non viene consentito di entrare in una stanza d’ospedale?
Nel caso del maestro di Vallo della Lucania ai familiari non è stata permessa neppure una visita in reparto per sincerarsi delle condizioni del congiunto.
Soltanto dopo l’apertura dell’inchiesta poterono rendersi conto di quanto fosse avvenuto tra le mura del reparto attraverso le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. Video che furono anche resi pubblici.

Ecco i punti al centro della proposta di riforma : l’introduzione di una “difesa tecnica” (cioè dell‘assistenza di un avvocato per il paziente “come presidio utile ad approfondire e rendere effettivo il controllo di legalità della procedura”) e quindi di diritto di informazione e ricorso a beneficio di chi è sottoposto a Tso;
il divieto di utilizzare strumenti di contenzione meccanica;
la garanzia del diritto di visita all’interno dei reparti psichiatrici e di poter comunicare con l’esterno;
il limite al numero di rinnovi, oggi non previsto dalla legge;
la segnalazione di ogni rinnovo al Garante dei diritti delle persone private della libertà personale.

Siamo di fronte a un’emergenza culturale. Psichiatri e giuristi tra i più illuminati segnalano come il ricorso al Tso sia spesso disposto con superficialità e sottovalutando la privazione della libertà che esso determina. Per questo occorre rafforzare il sistema di garanzie, introducendo per chi è sottoposto a TSO le stesse tutele previste per le persone in stato di arresto.

https://dirittiallafollia.it/riforma-della-procedura-di-applicazione-del-trattamento-sanitario-obbligatorio/

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La pari dignità di ogni essere umano anche se ritenuto appartenente a categoria psichiatrica

Diritti alla Follia · 25/06/2021 · Lascia un commento

Di Antonella Amato

https://antonellaamato.blogspot.com/2021/06/la-pari-dignita-di-ogni-essere-umano.html?m=1

Taormina. Gullotta: “Approvata in Giunta una delibera di indirizzo per la tutela delle persone sottoposte a Tso”

Ho riportato sopra il link dell’articolo del giornale online vaitaormina, che contiene le parole dell’assessore Francesca Gullotta,  a spiegazione della delibera approvata dalla Giunta comunale di Taormina.

Come potete evincere dalle stesse parole dell’assessore Gullotta, questa delibera garantisce la notifica e quindi la comunicazione agli interessati dell’esecuzione di Accertamento sanitario obbligatorio e Trattamento sanitario obbligatorio, in nome dei diritti e della tutela che, i sottoposti a tali misure di accertamento e di trattamento, detengono come sancito dalla Costituzione Italiana.

L’articolo menziona in maniera chiara la tutela della dignità della persona cui l’art. 1 della Costituzione riconosce l’inviolabilità che deve essere rispettata e tutelata, e mi permetto di spiegare il termine “tutelata”, in quanto deve essere protetta da violazioni.

Questo  diritto umano dal quale nessuna persona può essere esclusa è inalienabile e quindi ogni paese o nazione per ritenersi civile deve garantire dignità alle persone in ogni fase della loro vita e pertanto le procedure sanitarie o detentive devono essere nel rispetto dell’inviolabile dignità di tutti gli umani che hanno quindi diritto ad essere informati dei procedimenti sanitari disposti a loro carico anche se solo a livello di accertamento.

La pari dignità è il diritto che ci fa scendere in piazza e ci fa urlare e manifestare in nome dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani. Questo diritto inalienabile è alla base dei principi liberali e democratici e le libertà conquistate nel lavoro, in famiglia, nella società, dalle donne, e in nome delle diverse professioni di fede ed espressioni della propria natura sessuale da ogni individuo, non possono prescindere dalla salvaguardia della dignità per ogni essere umano.

Antonella Amato 25 giugno 2021

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