• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale

Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

  • HOME
  • ASSOCIAZIONE
    • Chi siamo
    • Consiglio direttivo
    • Aree tematiche
    • Lo statuto
  • CAMPAGNE
  • PROPOSTE DI RIFORMA
    • Vai alle proposte di riforma
    • Petizioni
  • BLOG
  • EVENTI
  • PUBBLICAZIONI
    • Documenti
    • Bibliografia
  •  DONAZIONI 
  •  ISCRIVITI 
  • CONTATTI
  • Show Search
Hide Search

Articoli

Famiglia nel bosco, la relazione Cantelmi: la battaglia sul corpo dei bambini

Diritti alla Follia · 24/04/2026 · 1 commento

Di Cristina Paderi

Sulla vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco si è aperto un nuovo fronte. Non più solo narrazione mediatica, ma un documento tecnico che entra direttamente nel cuore del conflitto: la relazione firmata dallo psichiatra Tonino Cantelmi, depositata al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila e ripresa da la Repubblica il 15 aprile 2026.

È un passaggio decisivo. Perché questa relazione non è neutra. È un atto che interviene in una contesa concreta: quella tra un intervento istituzionale che si definisce di tutela e una valutazione tecnica che afferma che quell’intervento ha prodotto sofferenza.

Secondo la relazione, i bambini si trovano oggi in una condizione di “disagio psicologico significativo e progressivo”. Non si parla di una fase di adattamento, ma di un peggioramento che attraversa più dimensioni della vita quotidiana.

Il primo elemento è la rottura radicale delle abitudini. Alimentazione, sonno, relazioni, ambiente: tutto cambia in modo improvviso. Ed è proprio sull’alimentazione che emerge uno dei punti più forti.

I bambini passano da una dieta naturale, priva di prodotti industriali, a un’alimentazione standardizzata con introduzione di zuccheri e cibi processati. La relazione descrive disorientamento e comportamenti compulsivi legati al cibo, soprattutto nei momenti di maggiore intensità emotiva. Il dato è rilevante anche alla luce delle ricerche più recenti: numerosi studi internazionali (2024–2026) collegano i cibi ultra-processati a effetti non solo fisici — infiammazione cronica, alterazioni metaboliche — ma anche psichici, con aumento di ansia, instabilità emotiva e difficoltà cognitive. In età evolutiva, questi effetti risultano più rapidi e più intensi, soprattutto quando si associano ad altre variabili ambientali.

Lo stesso vale per il sonno. La relazione segnala difficoltà nell’addormentamento, risvegli notturni e contenuti ansiosi. Viene introdotta la televisione serale, assente nella vita precedente. Anche qui il dato è coerente con la letteratura: l’esposizione a schermi nelle ore serali è associata a disturbi del sonno, alterazioni dei ritmi circadiani e maggiore vulnerabilità emotiva nei bambini.

Il modello educativo cambia radicalmente. Da un’impostazione basata sul dialogo si passa a meccanismi di rinforzo e punizione. I consulenti descrivono effetti di confusione e difficoltà nell’interiorizzazione delle regole. Sul piano relazionale, i bambini perdono i legami precedenti e vengono inseriti in un contesto non omogeneo, senza evidenze di miglioramento nella socializzazione.

Il punto centrale della relazione è la descrizione di uno “sradicamento affettivo”: una frattura nella continuità dell’esperienza che incide su identità, regolazione emotiva e senso di appartenenza.

Questo elemento entra in tensione con ciò che sta accadendo a livello internazionale sul tema della prevenzione. Negli ultimi anni, diversi Paesi hanno introdotto misure restrittive sull’uso dei dispositivi digitali da parte dei minori. L’Australia, dal dicembre 2025, ha vietato l’accesso ai social media agli under 16; in Europa si stanno diffondendo normative sempre più stringenti, con limiti di età e sistemi di verifica obbligatoria. Queste politiche si basano su un presupposto ormai condiviso: l’esposizione precoce e prolungata a dispositivi e piattaforme digitali è associata a un aumento di disagio psicologico, isolamento e difficoltà relazionali.

Nel caso in esame, la relazione segnala invece un incremento dell’uso di dispositivi e contenuti audiovisivi rispetto alla vita precedente, insieme a una riduzione del gioco attivo e delle attività all’aperto. Anche questo è un dato che si inserisce in un quadro già noto: minore movimento, maggiore esposizione a stimoli digitali e ambienti chiusi sono fattori associati a peggioramento del benessere psicofisico in età evolutiva.

La relazione Cantelmi, in questo senso, non introduce solo una valutazione clinica, ma porta dentro il procedimento giudiziario elementi che appartengono a un dibattito più ampio: quello sul rapporto tra ambiente, stili di vita e salute mentale.

E soprattutto documenta un punto preciso: l’intervento non ha prodotto un miglioramento delle condizioni dei minori, ma una trasformazione che viene descritta come fonte di disagio crescente.

È su questo terreno che si gioca oggi la vicenda.

Bibliografia

Fonti giornalistiche sul caso

  • Zunino, C. (2026). Famiglia nel bosco, l’ultima relazione: “Bimbi nutriti con zuccheri e cibi industriali”. la Repubblica, 15 aprile 2026.

1. Alimentazione, cibi ultra-processati e salute

  • Lane, M. M., et al. (2024). Ultra-processed food exposure and adverse health outcomes: umbrella review of epidemiological meta-analyses. BMJ, 384, e077310.
     Disponibile su: https://www.bmj.com/content/384/bmj-2023-077310
  • Srour, B., et al. (2025). Impact of ultra-processed foods on gut microbiota and chronic inflammation. Nutrients / PMC Review.
     Disponibile su: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11901572/
  • Adjibade, M., et al. (2026). Ultra-processed food consumption and mental health outcomes: systematic review and meta-analysis. Public Health Nutrition / PMC.
     Disponibile su: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12984291/
  • Wang, Y., et al. (2026). Ultra-processed foods and mental health in children and adolescents. Nutrients, 18(6), 899.
     Disponibile su: https://www.mdpi.com/2072-6643/18/6/899
  • Monteiro, C. A., et al. (2025). Neurobiological and inflammatory effects of ultra-processed foods. Frontiers in Nutrition.
     Disponibile su: https://www.frontiersin.org/journals/nutrition/articles/10.3389/fnut.2025.1754492/full

2. Schermi, sonno e sviluppo in età evolutiva

  • Carter, B., et al. (2026). Screen time duration and sleep disturbances in school-age children: systematic review and meta-analysis.
     Disponibile su: https://jccpractice.com/article/a-systematic-review-and-meta-analysis-on-correlation-between-screen-time-duration-and-sleep-disturbances-in-school-going-children-aged-between-six-to-twelve-years-1864/
  • Hale, L., et al. (2025). Screen exposure and sleep outcomes in early childhood: a systematic review. Sleep Medicine Reviews / ScienceDirect.
     Disponibile su: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2451958825003367
  • Centers for Disease Control and Prevention (CDC). (2025). Screen time and sleep behaviors among adolescents.
     Disponibile su: https://www.cdc.gov/pcd/issues/2025/24_0537.htm
  • Twenge, J. M., et al. (2025). Associations between screen time, sleep and depressive symptoms in adolescents. ScienceDaily (report su studio peer-reviewed).
     Disponibile su: https://www.sciencedaily.com/releases/2025/04/250402142400.htm

3. Politiche internazionali su minori e social media

  • Reuters. (2026). Australia and Europe move to curb children’s social media access.
     Disponibile su: https://www.reuters.com/world/asia-pacific/australia-europe-countries-move-curb-childrens-social-media-access-2026-04-08/
  • Australian Government – eSafety Commissioner. (2025). Social media age restrictions framework.
     Disponibile su: https://www.esafety.gov.au/about-us/industry-regulation/social-media-age-restrictions
  • Anadolu Agency. (2026). Europe moves to tighten social media rules for children amid safety concerns.
     Disponibile su: https://www.aa.com.tr/en/europe/europe-moves-to-tighten-social-media-rules-for-children-amid-safety-concerns/3909782
  • The Guardian. (2025). European Parliament calls for social media ban for under-16s.
     Disponibile su: https://www.theguardian.com/technology/2025/nov/26/social-media-ban-under-16s-european-parliament-resolution
  • ALM Corp. (2026). EU teen social media ban explained: France, Spain, Greece.
     Disponibile su: https://almcorp.com/blog/eu-teen-social-media-ban-explained/

 

Condividi:

Considerazioni a caldo (e a freddo) dopo l’VIII Congresso “Diritti alla Follia”

Diritti alla Follia · 16/04/2026 · Lascia un commento

Di Cristina Paderi

Ci sono due tempi, dopo un Congresso come questo.

Il primo è quello immediato: l’intensità, la concentrazione, la sensazione (rara) di stare dentro qualcosa che conta davvero. Non un convegno come tanti, non una vetrina, non un esercizio di stile. Ma un luogo dove si parla sul serio, dove le parole hanno conseguenze, dove i conflitti non vengono smussati ma attraversati.

Il secondo tempo è quello che viene dopo. Il “giorno dopo”. Quando si torna alle proprie vite, alle proprie battaglie. E lì si misura davvero cosa resta. Di questo Congresso resta molto.

Resta, anzitutto, una qualità del dibattito che non è scontata. Interventi diversi tra loro, anche in tensione, ma capaci di stare dentro lo stesso spazio senza ridursi a rituale. Nessuna pacificazione forzata, nessuna finta armonia. E questo, oggi, è già un risultato politico.

Resta la sensazione netta che il terreno su cui ci muoviamo sia sempre più chiaro: non è un problema tecnico, non è una questione di aggiustamenti normativi. È uno scontro politico, pieno, aperto.

Lo si è visto in tutti i panel. Nel confronto sui Dipartimenti di Salute Mentale, con il cosiddetto “caso Caserta” portato da Enrico Tresca, è emerso con forza uno dei nodi centrali: di fronte a servizi carenti e “fragili”, la risposta dominante non è rafforzare i diritti, ma spostare il discorso su sicurezza, controllo, gestione del rischio. È un movimento che conosciamo bene. E che continua a riprodursi.

Nel panel sul TSO, alla luce delle pronunce della Corte costituzionale, si è aperto uno spazio che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. Posizioni che venivano liquidate come “estremiste” entrano oggi nel perimetro del diritto. Ma questo non significa che il sistema sia disposto a cambiare davvero. Anzi: proprio mentre il diritto si muove, le pratiche mostrano tutta la loro resistenza.

Il panel sulle misure di sicurezza ha riportato il discorso lì dove spesso si evita di guardare: il punto in cui psichiatria e diritto si saldano nel governo delle vite. Non in teoria, ma nei corpi, nelle biografie concrete, nei percorsi senza uscita.

E nella sessione sull’amministrazione di sostegno, con i casi Vattimo e Garofalo, è riemerso ciò che l’associazione denuncia da anni: uno strumento che continua a produrre abusi, sostituzione, espropriazione delle vite. Non come deviazione, ma come funzionamento ordinario.

A tenere insieme tutto questo, più che una linea univoca, è stata una consapevolezza condivisa: il problema non è solo “fuori”. Non è solo nelle istituzioni, nei tribunali, nei servizi.

È dentro. Dentro le pratiche. Dentro i linguaggi. Dentro quella formula che ritorna ovunque: “per il tuo bene”.

Tresca lo ha detto esplicitamente. Ma lo si è sentito, in forme diverse, in molti interventi. Il “per il tuo bene” non è un residuo del passato. È il dispositivo attuale, perfettamente funzionante, che consente di tenere insieme diritti proclamati e pratiche che li negano.

E allora la domanda che attraversa il Congresso non è più se i diritti siano giusti o sbagliati. È se siamo disposti a sostenerli davvero, fino in fondo. Anche quando questo significa rinunciare al controllo. Anche quando espone al rischio. Anche quando mette in crisi ruoli, competenze, poteri consolidati.

Non è una domanda teorica. È ciò che si gioca ogni giorno nei servizi, nei tribunali, nelle relazioni con le persone.

E poi c’è stato il finale. La votazione della mozione. Un passaggio interno, certo. Ma non secondario. Un punto di sintesi che non cancella le differenze, ma le tiene dentro una direzione comune. In un contesto in cui tutto tende a frammentarsi, non è poco.

Eppure, tornando al “giorno dopo”, resta anche un’altra sensazione. Una distanza. Quella tra ciò che si è discusso al Congresso e ciò che accade fuori.

Una distanza che non riguarda le nostre proposte (che pure restano radicali) ma le stesse indicazioni normative già esistenti. La CRPD, le pronunce della Corte costituzionale, gli obblighi internazionali. Tutto questo esiste. E tuttavia, nel dibattito pubblico e politico, è come se non esistesse.

Non c’è un’iniziativa parlamentare che affronti seriamente questi temi. Non c’è un’assunzione di responsabilità. Non c’è, nemmeno, un tentativo opportunistico di cavalcare la questione.

È come se il paese si fosse abituato.

Abituato all’idea che si possa decidere al posto delle persone.
Abituato all’istituzionalizzazione diffusa.
Abituato al fatto che diritti fondamentali restino sulla carta.

È forse questa, più di ogni altra cosa, la sensazione che resta dopo il Congresso.

E allora il senso di quello che è accaduto a Collegno sta anche qui.

Nel dire, ancora una volta, che questa abitudine non è inevitabile, che deve essere contrastata.

Non con dichiarazioni di principio, ma con lavoro politico, con conflitto, con presenza.

Il Congresso non chiude nulla. Non risolve, rilancia.

E, soprattutto, ribadisce una cosa semplice, che può sembrare poco ma non lo è affatto: noi non ci abituiamo.

Guarda la clip sul nostro canale youtube

Guarda i video dell’VII Congresso ‘Diritti alla Follia’

https://www.youtube.com/@associazioneradicalediritt5504/videos

Iscriviti e riceverai la tua tessera direttamente via mail

https://dirittiallafollia.it/iscriviti

Condividi:

Restituire lo sguardo: le iniziative dell’Assemblea Permanente dei Pazienti Psichiatrici

Diritti alla Follia · 15/04/2026 · Lascia un commento

Di Cristina Paderi

Nel lavoro portato avanti dall’Assemblea Permanente dei Pazienti Psichiatrici (APPP) emerge con forza una questione centrale: chi ha il diritto di guardare, raccontare e rappresentare la follia?

Per Diritti alla Follia, dare spazio a queste iniziative significa sostenere un passaggio fondamentale: da oggetti di osservazione a soggetti attivi di narrazione.

Con “S/Pazzi – Fotografa gli spazi della psichiatria”, l’APPP invita le persone che attraversano i servizi di salute mentale a fotografare i luoghi della psichiatria contemporanea.

Non si cercano immagini perfette, ma testimonianze.

Reparti, corridoi, sale d’attesa: spazi in cui lo sguardo è quasi sempre unidirezionale — si è osservati, valutati, classificati. Fotografare questi luoghi diventa allora un atto politico: lasciare traccia, affermare una presenza.

Dopo le esperienze storiche di denuncia, come quelle di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin nel contesto della riforma di Franco Basaglia, oggi manca una memoria visiva dei luoghi “post-manicomiali”.

S/Pazzi prova a colmare questo vuoto costruendo un archivio collettivo e anonimo.

Accanto all’open call, l’APPP propone il Corso di fotografia di Simona Novelli per S/Pazzi.

Un percorso accessibile che attraversa la storia della fotografia in psichiatria — da strumento di controllo a mezzo di denuncia — fino a un passaggio chiave: ora fotografiamo noi.

Con “La Zona Cineforum”, l’APPP porta lo sguardo sul terreno dell’immaginario.

Il cinema ha costruito rappresentazioni della follia spesso stereotipate. Questo spazio nasce per analizzarle criticamente, a partire dall’esperienza di chi le vive.

Come ricorda Michel Foucault, la follia è anche una costruzione sociale. E le immagini contribuiscono a definirla.

Guardarle insieme significa sottrarle alla passività e restituirle al confronto politico.

Queste iniziative mostrano che la questione psichiatrica è ancora aperta.

Fotografare e discutere significa rendere visibile ciò che resta invisibile; mettere in discussione lo sguardo dominante e affermare una voce spesso esclusa.

Non sono solo pratiche culturali: sono pratiche politiche.

Se attraversi questi luoghi, se li hai vissuti, se senti il bisogno di raccontarli: scatta una foto, oppure entra nella Zona, guarda, discuti. Non serve essere esperti. Serve esserci.

Ci auguriamo che da questo scambio possa nascere una collaborazione tra Diritti alla Follia e l’Assemblea Permanente dei Pazienti Psichiatrici.

Un grazie a Lucilla per l’invio dei materiali.

Condividi:

“Per il tuo bene”: quando i diritti diventano rovesci

Diritti alla Follia · 13/04/2026 · Lascia un commento

Nel panel dedicato ai Dipartimenti di Salute Mentale dell’VIII Congresso “Diritti alla Follia”, l’intervento di Enrico Tresca, direttore della UOSM del DSM ASL Caserta – “Per il tuo bene: le aporie della istituzione” – ha messo a nudo qualcosa che raramente viene detto così chiaramente: il conflitto sulla salute mentale oggi non è tecnico, è politico.

Il cosiddetto “caso Caserta”, insieme alla petizione promossa nel territorio dell’Alto Matese, mostra una dinamica ormai ricorrente. Di fronte a carenze reali – mancanza di operatori, servizi fragili, difficoltà nella presa in carico – invece di rivendicare più diritti, più risorse per la vita indipendente, più sostegno nei contesti di vita, si produce uno slittamento. La questione diventa sicurezza. Controllo. Gestione del rischio.

Nella petizione questo passaggio è evidente: le persone con sofferenza mentale compaiono implicitamente come problema, come possibile minaccia, come fonte di tensione per il territorio. E così, senza mai dirlo apertamente, si costruisce un discorso in cui la soluzione torna a essere quella di sempre: proteggere, contenere, decidere al posto loro.

“Per il loro bene”.

È esattamente questo il punto. Non siamo di fronte a una semplice divergenza di vedute, ma a due idee incompatibili. Da un lato un tentativo – fragile, contraddittorio, ma reale – di praticare la deistituzionalizzazione, il supporto alle decisioni, il diritto a vivere nella comunità. Dall’altro una pressione sociale e istituzionale che rimette al centro l’incapacitazione, la delega, la sostituzione.

Il linguaggio dei diritti viene piegato: si dice di voler tutelare le persone, ma lo si fa mettendo in discussione la loro libertà. Si invoca la qualità delle cure, ma per giustificare il ritorno a forme di istituzionalizzazione. Si parla di bisogni “oggettivi”, senza interrogarsi su desideri, volontà, possibilità di scelta.

Non è un equivoco. È un rovesciamento.

Ma l’intervento di Tresca è interessante proprio perché non si limita a denunciare questo movimento. Mostra anche quanto il problema attraversi i servizi stessi. La paura della responsabilità, la posizione di garanzia, il timore costante che “possa succedere qualcosa” continuano a produrre, anche nelle pratiche più avanzate, forme di controllo e sostituzione.

Il “per il tuo bene” non è solo fuori. È dentro.

Dentro le decisioni prese senza le persone.
Dentro i progetti costruiti più come modelli che come percorsi condivisi.
Dentro la difficoltà a sostenere davvero il rischio della libertà.

Ed è qui che il discorso si blocca, diventa aporia. Non perché manchino le soluzioni tecniche, ma perché manca una scelta politica fino in fondo: riconoscere che le persone hanno diritto a vivere la propria vita, anche quando questo mette in crisi assetti, abitudini, equilibri istituzionali.

Finché questa scelta non viene assunta davvero, continueremo a oscillare. Tra diritti dichiarati e diritti negati. Tra deistituzionalizzazione enunciata e pratiche che la svuotano. Tra emancipazione e controllo.

E continueremo a chiamare tutela ciò che, troppo spesso, resta solo un altro modo di decidere al posto di qualcuno.

👉 Guarda il video del panel sui Dipartimenti Salute Mentale al minuto 17.10 l’intervento del dott. Enrico Tresca

Leggi la relazione integrale di Enrico Tresca

Enrico Tresca Per il tuo beneDownload
Condividi:

VIII Congresso “Diritti alla Follia”Collegno (TO), 28–29 marzo 2026

Diritti alla Follia · 15/03/2026 · Lascia un commento

Il Congresso annuale di Diritti alla Follia torna per la sua ottava edizione e si terrà sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 a Collegno (Torino), presso la Sala Consiliare del Comune – Parco della Certosa.

Anche quest’anno il Congresso nasce dall’urgenza di interrogare le pratiche istituzionali che attraversano la “salute mentale” e il diritto, partendo da casi concreti.
Non come cronaca giudiziaria o sanitaria, ma come lenti critiche: dietro ogni “caso” ci sono persone, diritti compressi, relazioni spezzate o ricomposte, responsabilità collettive spesso rimosse.

Il Congresso si articolerà in quattro sessioni tematiche, ciascuna centrata su un caso emblematico:

  • DSM – Dipartimenti di Salute Mentale
    Il “caso Caserta” per discutere di organizzazione dei servizi, criticità strutturali, ruolo delle persone esperte in supporto tra pari e scenari di riforma
  • TSO – Trattamento Sanitario Obbligatorio dopo la Consulta
    Un focus sugli effetti concreti della recente sentenza della Corte costituzionale: pratiche attuative, garanzie, limiti e impatto sui diritti delle persone
  • Misure di sicurezza e REMS
    Il “caso Gianini” per affrontare il tema delle misure limitative della libertà, delle perizie psichiatriche e della necessità di una riforma profonda
  • Amministrazione di Sostegno
    I “casi Vattimo e Garofalo” per mettere a fuoco abusi, criticità sistemiche e prospettive di cambiamento di uno strumento che troppo spesso si trasforma in controllo sostitutivo.

Accanto agli interventi di operatori, giuristi, ricercatori e rappresentanti istituzionali, il Congresso darà spazio centrale a testimonianze dirette, perché senza le voci delle persone coinvolte non esiste analisi credibile né trasformazione possibile.

Il programma prevede inoltre:

  • una passeggiata collettiva nel Parco della Certosa
  • la presentazione del libro Le bocche inutili di Alberto Gaino
  • attività parallele legate alla memoria dell’ex ospedale psichiatrico

Informazioni pratiche

Il Congresso si svolgerà presso la Sala Consiliare del Comune di Collegno – Parco della Certosa, uno spazio pubblico facilmente raggiungibile.

Questo Congresso non è sponsorizzato. È uno spazio libero, indipendente e accessibile, costruito con il lavoro volontario di alcuni di noi e con risorse sempre limitate.

Per continuare a portare alla luce ciò che spesso resta invisibile, e farlo in uno spazio pubblico e condiviso, abbiamo bisogno anche del tuo supporto.
Ogni contributo aiuta a coprire i costi organizzativi, logistici e di accoglienza, e rende possibile la partecipazione di chi altrimenti resterebbe escluso.

💛 Puoi sostenere il Congresso con una donazione:

  • PayPal: https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=V782HRYQSPJ9J
  • Bonifico bancario
    Intestatario: Associazione Diritti alla Follia APS
    Causale: Donazione Congresso
    IBAN: IT89N0306909606100000192123

Per chi può, l’invito è anche a esserci di persona: il Congresso vive di presenze, corpi, incontri, conflitti e alleanze reali.

👉 Seguiteci su Fecebook, Instagram e Telegram per tutti gli aggiornamenti

Informazioni_logistiche_Congresso_Diritti_alla_Follia_2026

Locandina DEFINITIVA VIII Congresso Diritti alla Follia Collegno

 

Condividi:
  • « Vai alla pagina precedente
  • Pagina 1
  • Pagina 2
  • Pagina 3
  • Pagina 4
  • Pagine interim omesse …
  • Pagina 47
  • Vai alla pagina successiva »

Diritti alla follia

SEGUICI SUI NOSTRI CANALI SOCIAL


  


Associazione diritti alla follia
Via Posidonia, 307 bis - 84129 - Salerno

Fondata il 25 luglio 2018 - dirittiallafollia@gmail.com

Copyright © 2026 * Tutti i diritti riservati

PRIVACY & COOKIE POLICY

GDPR - Trattamento dei dati personali
Utilizziamo i cookie sul nostro sito web per offrirti l'esperienza più pertinente alla navigazione di questo sito memorizzando le tue preferenze. Cliccando “Accetta” acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Puoi visitare le impostazioni dei cookie per fornire un consenso personalizzato al trattamento dei tuoi dati. Puoi inoltre visionare la nostra Privacy Policy completa
Impostazione Cookie ACCETTA
Rivedi il tuo consenso ai cookie

Panoramica della privacy

Questo sito web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza mentre navighi attraverso il sito web. Tra questi cookie, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati sul tuo browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base...
Strettamente necessari
Sempre abilitato
Questi strumenti di tracciamento sono strettamente necessari per garantire il funzionamento e la fornitura del servizio che ci hai richiesto e, pertanto, non richiedono il tuo consenso.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsQuesto cookie è impostato dal plug-in di consenso sui cookie GDPR. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Analytics".
cookielawinfo-checbox-functional11 monthsIl cookie è impostato dal consenso cookie GDPR per registrare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Funzionale".
cookielawinfo-checbox-others11 monthsQuesto cookie è impostato dal plug-in di consenso sui cookie GDPR. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Altri cookies non in categoria".
.
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsQuesto cookie è impostato dal plug-in di consenso sui cookie GDPR. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Necessario".
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsQuesto cookie è impostato dal plug-in di consenso sui cookie GDPR. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsIl cookie è impostato dal plug-in GDPR Cookie Consent e viene utilizzato per memorizzare se l'utente ha acconsentito o meno all'uso dei cookie. Non memorizza alcun dato personale.
Interazioni e funzionalità semplici
Questi strumenti di tracciamento abilitano semplici interazioni e funzionalità che ti permettono di accedere a determinate risorse del nostro servizio e ti consentono di comunicare più facilmente con noi.
Miglioramento dell'esperienza
Questi strumenti di tracciamento ci permettono di offrire una user experience personalizzata migliorando la gestione delle impostazioni e consentendo l'interazione con network e piattaforme esterne.
Misurazione
Questi strumenti di tracciamento ci permettono di misurare il traffico e analizzare il tuo comportamento con l'obiettivo di migliorare il nostro servizio.
Salva e accetta