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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Articoli

Dati sulle amministrazioni di sostegno di alcuni tribunali italiani

Diritti alla Follia · 23/10/2020 ·

 

Mail inviata a tutti i tribunali italiani :

Riceviamo da un po’ di tempo a questa parte numerosi solleciti a prendere in esame le tematiche relative all’amministrazione di sostegno, per quanto disciplinato dalla legge 6/2004 e per quanto poi operato direttamente sul territorio da parte di amministratori di sostegno nominati dai Tribunali di competenza, soprattutto per quanto concerne le nomine di amministratori Ā estranei alla famiglia o Ā al vissuto personale della persona oggetto di tutela.

Al fine di prendere in esame l’effettiva entitĆ  di questo fenomeno che ci pare in consistente ascesa, siamo a chiedervi la cortesia di voler rispondere a poche domande, le cui risposte saranno introduttive alla costruzione di una piattaformaĀ  di dati relativa all’applicazione della legge 6/2004 su tutto il territorio nazionale, e alla conseguente analisi dell’incidenza di alcuni fattori di merito rispetto ad altri.

Prenderemo in esame quindi l’andamentoĀ  delle procedure messe in attoĀ  in un arco temporale di 3 anni e precisamente negli anni 2017-2018-2019 per verificarne il grado di oscillazione in crescita oĀ  diminuzione.

Vi saremmo grati quindi se voleste rispondere alle seguenti domande, re-inviando le risposte al nostro indirizzo mail :

1)Ā  Quanti procedimenti relativi alla legge 6/2004 sono stati attivati negli anni 2017-2018-2019 presso il Tribunale in indirizzo? (una risposta per ogni anno);

 

2)Ā  Quanti dei procedimenti relativi alla legge 6/2004 attivati negli anni 2017-2018-2019 Ā (una risposta per ogni anno) sono stati affidati ad amministratori di sostegno del tutto estranei al beneficiario di tutela? (sono escluse quindi le nomine di amici o conoscenti giĆ  familiari al beneficiario);

 

3)Ā  Quanti dei procedimenti relativi alla legge 6/2004 emessi negli anni 2017-2018-2019 (una risposta per ogni anno) Ā con nomina di amministratore di sostegno estraneo al beneficiario,Ā  sono stati affidati ad avvocati?

Risposte :

Sondrio:

Per potere avere questi dati dovrĆ  rivolgersi direttamente al Presidente del Tribunale.

Il Presidente mi autorizzerĆ  a fornire i dati.

Le comunico giĆ  che purtroppo non saremo in grado di rispondere ai punti 2 o 3, ma solamente alla richiesta 1).

 

Arezzo :

Nell’anno 2017 sono state attivate 354 ads, nel 2018 487, nel 2019 589.

Per quanto riguarda la seconda domanda, la risposta ĆØ zero, per la terza domanda, ĆØ impossibile estrapolare tali dati dal nostro sistema informativo, comunque se non ci sono familiari disponibili o sono in conflitto fra loro, viene nominato un avvocato, quindi abbastanza sporadicamente.

 

Torino:

Abbiamo inoltrato all’Ufficio tutele per competenza

 

Belluno :

Si invia provvedimento di NON autorizzazione

emesso dalla Presidente del Tribunale (per difficoltĆ  di estrapolazione)

 

Cuneo :

Comunico che il Presidente ha dichiarato NLP (non luogo a provvedere) sulla Vs. Istanza, come in parte motiva.

Il presidente di sezione ritenuto che la risposta comporterebbe per la cancelleria un lavoro assai gravoso,tenuto anche conto dell’attuale fase emergenziale, dichiara non luogo a provvedere.

 

Siena :

Non ĆØ stato possibile ricavare tutti i dati da voi richiesti per limiti del sistema applicativo in uso.

Nello specifico possiamo rispondere come segue:

2017 – 341

2018 – 386

2019 – 392

Purtroppo non ci ĆØ possibile estrarre i dati relativi agli amministratori, se familiari o estranei o avvocati, senz’altro possiamo dire ā€œa braccioā€ che generalmente quando la nomina non coincide con un familiare coincide con un professionista avvocato.

All’incirca quest’ultima ipotesi si aggira intorno al 50% delle pratiche e forse anche di più però ĆØ un dato assolutamente indicativo.

 

Bolzano :

Al seguente link si trovano le indicazioni per l’esercizio dell’accesso civico generalizzato

https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_29_22_2.page?previsiousPage=mg

_14_7

 

Teramo:

Non appare evidente la ragione per la quale un’associazione non ben individuata sarebbe legittimata attivamente a fare una richiesta del genere. Per cui la si rigetta in quanto troppo generica

 

Livorno:

Nell’anno 2017 SONO STATE ISCRITTE N. 312 ADS

Nell’anno 2018 SONO STATE ISCRITTE N. 307 ADS

Nell’anno 2019 SONO STATE ISCRITTE N. 394 ADS

E’ IMPOSSIBILE RISPONDERE ALLE DOMANDE N. 2 E N. 3 IN QUANTO IL SISTEMA NON PREVEDE DISTINZIONE TRA AVVOCATI E PERSONE COMUNI E IL DATO SI PUO’ AVERE SOLO APRENDO IL SINGOLO FASCICOLO.

 

Viterbo :

Spiace rappresentare che, sia per ragioni di gravissima carenza di personale (si tratta di dati che per la maggior parte andrebbero ricercati manualmente), sia per ragioni formali legate all’assenza di una autorizzazione specifica del Ministero della Giustizia , la Cancelleria non può esaudire la richiesta.

 

Benevento :

Pur essendo sensibili alle motivazioni sottese, spiace comunicare che il programma informatico miniseriale in uso non consente l’estrazione automatica dei dati pertanto la ricerca cartolare per ogni singolo procedimento comporterebbe una notevole distrazione di personale dall’ordinaria organizzazione di lavoro, con forti ricadute sui tempi e adempimenti di cancelleria.

 

Pesaro :

2017 :Ā  307 , ESTERNI 6, AVVOCATI 30

2018 :Ā  413 , ESTERNI 1, AVVOCATI 27

2019 :Ā  410,Ā  ESTERNI 5, AVVOCATI 55

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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3° Congresso Associazione Radicale “Diritti alla Follia”

Diritti alla Follia · 11/10/2020 ·

 

Care amiche e cari amici,

Diritti alla Follia celebrerĆ  on line il suo terzo congresso nell’ intera giornata di sabato 24 ottobre 2020.

Abbiamo scelto di dedicare la mattina (9.00 – 13.30), oltre che agli adempimenti congressuali, alla disamina dell’ ā€œattualitĆ ā€ degli impegni oggetto dell’attivitĆ  dell’ associazione: la riforma del TSO, delle misure di sicurezza per i non imputabili, degli istituti limitativi della capacitĆ  di agire per ragioni connesse al cosiddetto ā€œdisagio psichicoā€ .

Il dibattito sarĆ  animato da contributi di giuristi, psichiatri e operatori, da testimonianze e da militanti dell’impegno per i diritti di quanti –Ā  in quanto destinatari di diagnosi psichiatrica –Ā  subiscono le conseguenze di tale etichettamento sul piano della libertĆ  personale.

Il pomeriggio (dalle ore 15.00 alle ore 19.30) sarĆ  dedicato ad un approfondimento dell’istituto dell’amministrazione di sostegno, oggetto di una specifica ā€œCampagnaā€ lanciata dall’associazione in una prospettiva di profonda riforma dell’assetto normativo oggi in essere.

Nata con il dichiarato intento di sostituire l’istituto dell’ interdizione, per garantire al ā€œbeneficiarioā€ (più dolcemente definito tale) minori limitazioni alle facoltĆ  di compiere scelte personali in modo autonomo, l’ ā€œamministrazione di sostegnoā€ – a quasi quindici anni dalla legge del 2006 che l’ha istituita – si ĆØ rivelata da tempo strumento di vessazione degli ā€œpsichiatrizzatiā€, spesso privati definitivamente della possibilitĆ Ā  di interloquire sulle proprie cure, sulle proprie condizioni di vita, sul proprio destino, sulla base di decreti del Giudice tutelare che aggirano le pur labili e minimi garanzie riconosciute in materia di trattamento sanitario obbligatorio, di fatto come, per numeri più contenuti, accadeva giĆ  e continua ad accadere attraverso gli istituti della tutela degli interdetti e della curatela degli inabilitati.

Va formandosi, intanto, un ā€œesercitoā€ di amministratori di sostegno professionali, spesso legati da rapporti impropri con i Giudici tutelari che li nominano e di cui sono ā€œfiduciariā€, giĆ  organizzati in associazioni di categoria, impegnati a moltiplicare i loro ā€œutentiā€ (dai quali sono spesso obbligatoriamente retribuiti) e ad esercitare diritti di vita e di morte sugli stessi.

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che il tema dei diritti dei ā€œpazientiā€ (cioĆØ di coloro che sopportano pazientemente da decenni la violazione dei propri diritti umani) Ā ĆØ totalmente assente dal dibattito ufficiale in tema di salute mentale. Le recenti celebrazioni dei 40 anni dalla legge (cosiddetta) Basaglia, come gli eventi dei giorni per la ā€œgiornata internazionale della salute mentaleā€ hanno costituito l’ occasione per l’autocelebrazione del ā€œmodello italianoā€, per le consuete affettuose ā€œpaccheĀ  sulle spalleā€ ai ā€œpazientiā€, per l’eterno battere cassa degli operatori sanitari (medici ed infermieri) che chiedono più soldi e più personale per ā€œcurareā€ meglio, per l’ennesima esibizione degli spettacolini teatrali e dei soprammobili di ceramica frutto dei laboratori della salute mentale, nei quali i ā€œpazziā€ – spogliati di dignitĆ , volontĆ  e diritti – divengono materiale utile all’ industria del sociale, garantendo la crescita di buone coscienze a buon mercato e di qualche posto di lavoro nell’ associazione o nella cooperativa vicine e gradite alla psichiatria pubblica.

In questa presa d’atto c’è il senso della RadicalitĆ  (nel senso della tradizione Radicale che incarna e dell’inconciliabilitĆ  della prospettiva che assume a fronte delle altre che sono in campo) dell’alternativa di cui ā€œDiritti alla Folliaā€, insieme a pochi compagni di viaggio, ĆØ portatrice.

Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale in occasione della giornata internazionale della salute mentale hanno messo in bocca lo stanco ā€œnon lasciateli soliā€, rispondiamo ā€œlasciateli soliā€. Dell’ aiuto di questo TSO come di questa amministrazione di sostegno i ā€œpazientiā€ fanno e faranno volentieri a meno. Andrea Soldi avrebbe avuto bisogno di essere ā€œlasciato soloā€ sulla panchina del parco torinese dove era seduto, invece che ucciso nell’esecuzione di un Tso; Franco Mastrogiovanni avrebbe avuto bisogno di essere ā€œlasciato soloā€ sulla spiaggia cilentana che frequentava giornalmente invece che essere prelevato con la forza per essere ucciso in un letto d’ospedale dopo quattro giorni di contenzione ininterrotta; Elena Casetto avrebbe avuto bisogno di essere ā€œlasciata solaā€ invece di morire bruciata viva in un ospedale di Bergamo dove nella concitazione dell’incendio divampato non c’è stato tempo di scioglierla dalle fasce con cui era legata.

Ma cosa ne sa Il Presidente della Repubblica, poverino, di tutto questo?

Cosa ne sanno i cittadini che il ā€œmodello italianoā€ di Tso ĆØ destinatario da sedici anni di reprimende da parte del Comitato di Prevenzione della Tortura (CPT) del Consiglio d’Europa, senza che nessuna istituzione italiana si sia presa neanche la briga di tradurre quelle raccomandazioni che devono restare clandestine?

ā€œDiritti alla Folliaā€, a tre anni dalla sua vita statutaria, ĆØ chiamata allora ad un salto di qualitĆ , ad una crescita e ad un’efficacia di azione adeguata all’enorme responsabilitĆ  che giĆ  ha assunto: il rappresentare la speranza più concreta per decine di migliaia di persone imbottite, oltre che di farmaci nonĀ  desiderati, di ā€œpiani terapeuticiā€, sceneggiature teatrali e ā€œlavorettiā€ di varia natura, e privateĀ  della possibilitĆ  di esprimersi, di camminare al sole o sotto la pioggia, di amare, di manifestare se stessi, di vivere.

Dobbiamo essere capaci di introdurre nell’agenda politica del paese i progetti di riforma di cui siamo portatori ed imporli all’attenzione delle aule parlamentari; dobbiamo essere capaci di raccogliere le energie umane e finanziarie necessarie a questo scopo (magari grazie a ā€œpazientiā€ che ā€œpazientinoā€ di meno e trovino la voglia di impegnarsi per l’affermazione dei propri e altrui diritti); dobbiamo entrare con la forza della fantasia e delle nostre buone ragioni nel circuito informativo relativo ai temi della salute mentale.

Per questo ti chiediamo aiuto, ti chiediamo di iscriverti, di partecipare al Congresso animandone il dibattito, di stare al nostro fianco nel cammino di libertĆ  in cui siamo impegnati.

La modalitĆ  telematica (piattaforma ā€œzoomā€) con la quale celebreremo il Congresso ci impone di preorganizzare le presenze:

  • per partecipare al Congresso in qualitĆ  di iscritto, contribuendo all’elezione delle cariche ed alla votazione dei documenti congressuali, ti chiediamo di perfezionare il versamento entro il 24 ottobre;
  • per partecipare al Congresso (a parte coloro che sono giĆ  stati inseriti in scaletta), avendovi la possibilitĆ  di intervenire per 5 minuti nella fase di ā€œdibattito generaleā€ sia la mattina che il pomeriggio, chiedici di inviarti il link per il collegamento, scrivendo a dirittiallafollia@gmail.com

 

Se desideri iscriverti o rinnovare la quota puoi effettuare il pagamento della quota associativa tramite Paypal o Carta di Credito

DONAZIONE

fai una donazione subito con Paypal o carta di credito >>> https://paypal.me/dirittiallafollia

ISCRIZIONE

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Socio ordinario – euro 20,00 >>>https://paypal.me/dirittiallafollia/20

Socio sostenitore – euro 100,00 >>>https://paypal.me/dirittiallafollia/100

Socio finanziatore – euro 200,00 >>>https://paypal.me/dirittiallafollia/200

Per informazioni su di noi: Ā https://www.dirittiallafollia.it/

https://www.facebook.com/DirittiallaFollia/

 

Per contattarciĀ Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā  dirittiallafollia@gmail.com

LA SEGRETARIA,

Cristina Paderi

IL TESORIERE,

Michele Capano

Regolamento Assemblea Generale dei Soci

 

 

 

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Tavolo di lavoro per la riforma del TSO psichiatrico in Italia

Diritti alla Follia · 13/08/2020 · Lascia un commento

Tavolo di lavoro per la riforma del TSO psichiatrico in Italia. Proposta di legge per la riforma dell’art. 35 della Legge 833 del 1978 PROPONENTI Comitato Mille Avvocati per la Costituzione (Avv. Francesca Leonardi) Comitato di Iniziativa Psichiatrica (Dott. Giuseppe Calabrò) Comitato Legittima Difesa Onlus (Dott. Giuseppe Bucalo) Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus (Avv. Enrico del Core) Diritti alla Follia Associazione (Avv. Michele Capano) Dirigono i lavori l’Avv. Lillo Massimiliano Musso e il dott. Alberto Brugnettini, con la collaborazione di Nadia Tonti e di Mario Danny Messinese.

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Rapporto del Garante nazionale dei detenuti sulla visita nella regione Sardegna, giugno 2019: VERGOGNA !!

Diritti alla Follia · 12/06/2020 ·

Il Garante nazionale dei diritti delle personeĀ  detenute o private della libertĆ  personaleĀ  a Giugno 2019Ā  ha effettuato una visita tematica della durata di cinque giorni nella regione Sardegna.

La visita ha avuto un carattere prevalentemente tematico poichĆ© non ha riguardato tutto il territorio , nĆ© tutte le aree di analisi proprie del Garante nazionale. Infatti, si ĆØ concentrata in particolare sulla tutela della salute mentale, con visite a Servizi psichiatrici di diagnosi e cura di alcuni Ospedali civili e alla Residenza per le misure di sicurezza (Rems) di Capoterra. All’area penale ĆØ stata riservata soltanto una visita alla Casa di reclusione di Oristano-Massama e all’area delle Forze di Polizia una visita alle strutture della Compagnia dei Carabinieri di Cagliari.
Le strutture visitate sono state, quindi, le seguenti:
– Rems di Capoterra
– Servizio psichiatrico di diagnosi e cura 1 dell’Ospedale ā€œSS. TrinitĆ ā€ di Cagliari (Spdc 1)
– Servizio psichiatrico di diagnosi e cura 2 dell’Ospedale ā€œSS. TrinitĆ ā€ di Cagliari (Spdc 2)
– Servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell’Ospedale ā€œSan Francescoā€ di Nuoro
– Servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell’Ospedale ā€œSan Martinoā€ di Oristano
– Casa di reclusione ā€œSalvatore Soroā€ di Oristano-Massama
– Compagnia dei Carabinieri di Cagliari

In generale, ĆØ stata rilevata una scarsissima, se non nulla, conoscenza della figura del Garante nazionale e del suo mandato nell’ambito della salute da parte di chi era presente. Tuttavia, ciò non ha comportato particolari criticitĆ  a effettuare le visite, tranne in un caso, riconducibile in particolare a una persona dello staff medico: la criticitĆ  ĆØ stata comunque superata, con l’intervento di altri membri dello staff e del responsabile del Dipartimento per la salute mentale. La visita ĆØ proseguita, anche se in un clima di scarsa collaborazione.
Il Garante nazionale non può tuttavia esimersi dal segnalare il caso per la rilevanza che esso assume nel corretto esercizio dei compiti e dei poteri tra soggetti istituzionali che devono essere visti in un univoco contesto cooperativo, pur con ruoli differenti.
La mancanza o la cattiva gestione dei registri relativi, in particolare, ai Trattamenti sanitari obbligatori (Tso) e alla contenzione ĆØ un problema rilevato trasversalmente nei diversi servizi.

Diffusissima e fuori controllo la pratica della CONTENZIONE MECCANICA

Dalla visita sono emerse alcune criticitĆ  di ordine generale che si riportano qui di seguito nell’articolo :

http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/resources/cms/documents/946267c7de7c02a770da019155418555.pdf

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DARIO MUSSO ĆØ LIBERO !!!!!!

Diritti alla Follia · 09/05/2020 ·

 

Oggetto : TSO signor Musso Dario Giuseppe, cittadino del Comune di Ravanusa (AG) contenuto per 6 giorni all’ospedale ospedale di CanicattƬ, reparto psichiatria

 

Alla C.A. del Garante Nazionale dei diritti privati della libertĆ  e ristretti dott. Mauro Palma

Alla C.A. del Garante dei detenuti regione SiciliaĀ  dott. Giovanni Fiandaca

 

Egr. dott. Palma

Egr. dott. Fiandaca

 

Mi chiamo Cristina Paderi, faccio parte dell’AssociazioneĀ  “Diritti alla Follia”, associazione costituita nel 2018 ed impegnata nel campo dei diritti degli utenti psichiatrici, in particolare di coloro che si trovano in privazione della libertĆ  personale perchĆØ sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio.

Vengo subito all’oggetto della mia mail .

Succede a Ravanusa, un comune di 11000 abitanti in provincia di Agrigento : Il giorno 02 di maggio un uomo di 34 anni, Dario Giuseppe Musso viene obbligato, con l’esercizio della forza fisica, ad un trattamento sanitario sul suo corpo e a un internamento coatto nel reparto psichiatrico dell’ospedale di CanicattƬ.

Motivo del TSO (si evince dall’ordinanza sindacale) : scompenso psichico (punto).

La vicenda indignaĀ  migliaia di persone e in pochi giorni diventa un caso nazionale (ma solo su stampa non mainstream e su social network).

PerchĆØ tanto clamore ? I video relativi alla vicendaĀ  raggiungono migliaia di visualizzazioni, in centinaia si mobilitano sul web, si susseguono trasmissioni televisive, interviste su testate giornalistiche, Ā radio locali e nazionali . PerchĆØĀ  ? Che cos’ha di diverso il TSO del signor Musso rispetto a quello di tantissimi altri ?

La risposta ĆØ molto semplice : perchĆ© sotto gli occhi degli sconcertati spettatori affacciati dai balconi (che per fortuna erano presentiĀ  cosƬ da poter riprendere ciò che accadeva), ad essere scaraventato sull’asfalto, ad essere sedato in maniera brutale, ad essere trasportato con la forza in un luogo che lui non aveva scelto (ad opera di forze di polizia e medici),ad essere legato mani e piedi ad un letto PER GIORNI, ad essere sorvegliato , provvisto diĀ  catetere, ad essere imboccato da infermieri, ĆØ un uomo e cittadino ritenuto sano di mente.

Il TSO di Dario Musso viene quindi battezzato “TSO di opinione”, dato che prima della sua “cattura” l’uomo manifestava pubblicamente dalla sua auto, megafono alla mano, ed esprimeva chiaramente la sua opinione sull’attuale pandemia da Coronavirus.

L’indignazione collettiva nasce quindi essenzialmente dal fatto che il signor Musso non sarebbeĀ  interessato da patologie psichiatriche, il che equivarrebbe col dire cheĀ  tutto ciò sopra descritto potrebbe eventualmente essere “giustificato” nei confronti dei cosiddetti “malati psichiatrici”, senza che nessuno si indigni minimamente.

Tutto questo a mio parere ĆØ inaccettabile.

E’ inaccettabile che sia accaduto al signor Musso, che nell’ora in cui vi ho scritto probabilmente si trovava ancora legato mani e piedi ad un letto di ospedale e oggi, 9 maggio, ĆØ stato finalmente liberato ; ĆØ inaccettabile la lesione della sua dignitĆ  personale (forse irreversibile); ĆØ inaccettabile la violenza perpetrata nei suoi confronti ; ĆØ inaccettabile la violenza che hanno subito tutti coloro che hanno vistoĀ  le immagini della “cattura” del signor Musso.

Ma sopratutto, ĆØ assolutamente inaccettabile che esattamente la stessa cosa Ā accada abitualmente a coloro ritenuti insani nella mente senza cheĀ  nessuno muova un dito ! Adesso basta tacere, basta negare l’evidenza che ĆØ sotto gli occhi di tutti!

 

Attendo cortese riscontro e ringraziandovi per l’attenzione saluto cordialmente

Cristina Paderi

Segretaria Associazione “Diritti alla Follia”

 

09 maggio 2020

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