Negli ultimi mesi lāAssociazione Diritti alla Follia ha avviato un percorso di revisione e aggiornamento del proprio Statuto. Questo lavoro, oggi giunto a compimento, rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare la nostra azione politica, culturale e giuridica nella promozione dei diritti delle persone direttamente coinvolte nei dispositivi psichiatrici, civilistici e penalistici.
Lāadozione del nuovo Statuto costituisce un atto propedeutico allāiscrizione dellāassociazione nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e allāacquisizione della qualifica di Associazione di Promozione Sociale (APS), ai sensi del Codice del Terzo Settore (D.lgs. 117/2017). Si tratta di un passaggio necessario per dotare lāassociazione di una cornice giuridica più solida e coerente con le attivitĆ che da anni porta avanti.
Il nuovo Statuto riafferma con chiarezza il riferimento ai diritti umani e alle libertà fondamentali, ponendo al centro la dignità della persona, così come riconosciuta dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD).
Viene esplicitato un principio che costituisce da sempre il fondamento dellāagire di Diritti alla Follia: nessun diritto alla salute può essere imposto contro la volontĆ dellāindividuo, nĆ© può giustificare trattamenti sanitari coercitivi o limitazioni della libertĆ personale. Lo Statuto assume quindi una posizione netta di contrasto alle pratiche che trasformano la cura in obbligo e la protezione in controllo.
Lo Statuto individua con precisione alcuni ambiti di intervento prioritari, in linea con le raccomandazioni rivolte allāItalia dal Comitato ONU CRPD nel 2016. In particolare, lāassociazione si impegna a promuovere:
- una riforma profonda delle procedure di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), rendendole pienamente rispettose delle garanzie costituzionali e degli obblighi internazionali
- lāabrogazione degli istituti dellāinterdizione e dellāinabilitazione e il superamento delle forme sostitutive dellāamministrazione di sostegno
- lāabolizione del ādoppio binarioā penale, delle misure di sicurezza e dei concetti di pericolositĆ sociale e non imputabilitĆ , promuovendo una nozione di responsabilitĆ individuale uguale per tutte le persone
- il superamento dellāistituzionalizzazione forzata e delle prassi coercitive nei servizi di salute mentale, a favore di interventi volontari, sociali e orientati allāautodeterminazione.
Sono espressamente previste attivitĆ di supporto informativo, intervento legale e rappresentanza giudiziaria, inclusa la possibilitĆ di costituirsi parte civile e di intervenire nei procedimenti amministrativi e giurisdizionali. Lo Statuto valorizza inoltre il dialogo e la collaborazione con organismi di garanzia nazionali e internazionali impegnati nella prevenzione delle violazioni dei diritti umani.
Il nuovo assetto organizzativo, conforme al Codice del Terzo Settore, prevede una struttura essenziale ma efficace:
- lāAssemblea come organo sovrano
- un Consiglio Direttivo composto da un numero ridotto di membri, con funzioni di indirizzo e gestione
- un Presidente quale unico legale rappresentante dellāassociazione
- una Giunta, eventualmente nominata, con funzioni di supporto operativo
Questa impostazione consente di coniugare partecipazione democratica, responsabilitĆ e capacitĆ di azione.
Il nuovo Statuto non rappresenta un punto di arrivo, ma uno strumento di lavoro. Ć la base giuridica che accompagna una pratica giĆ esistente e che mira a rafforzarla, rendendo più efficace lāintervento dellāassociazione nei contesti istituzionali, giuridici e sociali.
Diritti alla Follia continua cosƬ il proprio percorso, con un obiettivo chiaro: contrastare la coercizione, affermare lāautodeterminazione e rendere effettivi i diritti di utenti, ex utenti e sopravvissuti alla psichiatria.

