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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Amministrazione di sostegno: ‘Diritti alla Follia’ deposita la proposta di legge di iniziativa popolare

Diritti alla Follia · 15/04/2024 · Lascia un commento

 

 L’ASSOCIAZIONE RADICALE “DIRITTI ALLA FOLLIA”, con il DEPOSITO di GIOVEDI’ 18 APRILE in CORTE DI CASSAZIONE, AVVIA la RACCOLTA FIRME relativa alla PROPOSTA DI LEGGE
per l’ABOLIZIONE dell’INTERDIZIONE e dell’INABILITAZIONE
e per la RIFORMA dell’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

Sono passati otto anni da quando – nell’agosto del 2016 – il Comitato ONU istituito dalla Convenzione per i Diritti delle persone con Disabilità (CRPD) raccomandava all’Italia la necessità di rispettare i diritti riconosciuti dalla Convenzione alle persone con disabilità, provvedendo all’abolizione dell’interdizione, dell’inabilitazione e dell’amministrazione di sostegno “sostitutiva”.

Gli antichi istituti dell’interdizione, dell’inabilitazione e (in moltissimi casi)  il nuovo strumento dell’amministrazione di sostegno, infatti, portano in sé una latitudine di poteri conferiti al Giudice tutelare ed al tutore/curatore/amministratore di sostegno, tale da corrispondere  in decine di migliaia di casi alla possibilità di sostituirsi al “beneficiario” (così lo definisce la legge) nella scelta del luogo dove vivere, delle comunicazioni da intrattenere, delle cure cui sottoporsi, etc…, con una “delega in bianco” che viola in modo clamoroso gli obblighi internazionali dell’Italia quale firmataria della CRPD.

Con particolare riguardo alla legge 6/2004, che ha introdotto la figura dell’Amministratore di sostegno (e mettendo da parte i casi di vere e proprie vergognose ruberie di cui spesso la cronaca rende rappresentazione), ci si trova oggi di fronte ad un ordinario, spaventoso calpestamento dei diritti dei “beneficiari”, cioè di quelle persone che, trovandosi in una condizione di diminuita autosufficienza, vengono affidate ad un Amministratore di sostegno.

Internamenti forzati in strutture sanitarie; impossibilità di avvalersi di una difesa legale; separazione brutale da familiari, congiunti di fatto, amici; cinica sordità di fronte alle più svariate esigenze esistenziali; coercizione farmacologica con aggiramento delle garanzie stabilite dalla disciplina del trattamento sanitario obbligatorio (TSO): le denunce di fatti di questo genere si contano a migliaia. Ed è solo la punta dell’iceberg: moltissimi – familiari o diretti interessati – subiscono in silenzio, per paura di rappresaglie, per il timore di trovarsi coinvolti in lunghe e costose vicende giudiziarie o solo per vergogna.

Attorno a tali istituti si è sviluppato, nel tempo, un torbido mondo di alleanze e cointeressenze che lega Giudici tutelari, amministratori, medici, servizi sociali, consulenti tecnici, strutture sanitarie private. La “professione” di tutore, curatore, amministratore di sostegno consente di gestire, spesso dietro ricchi compensi esentasse, anche più di 50 individui.

L’Associazione radicale “Diritti alla Follia” dopo anni di ascolto, sensibilizzazione e denuncia, passa adesso alla mobilitazione di cittadine e cittadini per dare forza ad una necessaria  riforma che il Parlamento non si decide a compiere: giovedì 18 aprile, alle h.11.00, a Roma, una delegazione di associati e “testimoni” della barbarie di tali istituti, depositerà presso la Cancelleria della Corte di Cassazione una Proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione dell’interdizione, dell’inabilitazione, e per la riforma dell’amministrazione di sostegno: per evitare che continuino ad essere strumenti al servizio dell’istituzionalizzazione forzata.

Sarà presente Nina Palmieri, giornalista delle ‘Iene’, oggi sotto processo per avere denunciato l’internamento forzato – grazie all’amministrazione di sostegno – di Carlo Gilardi: una vicenda che ha consentito di disvelare all’intero Paese una realtà ordinariamente clandestina: determinando interrogazioni parlamentari ed una sentenza della CEDU che ha censurato la violazione dei diritti fondamentali del professore di Airuno, in provincia di Lecco (scomparso il 27 ottobre del 2023 senza che gli fosse stato consentito di tornare a casa).  Nina Palmieri si è occupata anche della vicenda della ragazza fiorentina Yaska, interdetta e costretta ad abortire contro la sua volontà.

Ci sarà Barbara Pavarotti, giornalista, protagonista di una drammatica vicenda che l’ha vista totalmente estromessa dalla vita e dalle cure al compagno, rinchiuso in una RSA dopo essere stato sottoposto all’amministrazione di sostegno e senza avere avuto la possibilità di interloquire all’interno della procedura per l’assenza di legami di sangue con il “beneficiario” (mentre la proposta di legge valorizza, a questo fine, anche i rapporti consolidati di affetto che non corrispondano ad un legame parentale…). Barbara Pavarotti, così facendo della sua sofferenza ragione di impegno civile per le altre “vittime” della amministrazione di sostegno, con la regista Roberta Zanzarelli, è stata autrice di un docufilm  – “La prigionia dei vecchi e degli inutili” – che documenta il dramma dello sradicamento e dell’ istituzionalizzazione vissuto da decine di migliaia di persone, specie anziani.

Ci saranno gli avvocati che hanno incrociato – nel corso della loro attività professionale – le vicende di cui parliamo: da Antonio Ingroia, che ha difeso Gina Lollobrigida nel calvario che – da “beneficiaria” di AdS – ha affrontato negli ultimi anni della sua vita; a Carlo Taormina, che è pubblicamente intervenuto a più riprese per denunciare la mortificazione dei diritti della difesa in  tali procedure; a Gioacchino Di Palma, dell’ associazione “Telefono Viola”, che oggi vive in prima persona gli effetti perversi dell’attuale normativa: essendo stato condannato “in proprio” a risarcire le spese al termine di un processo in cui il mandato conferitogli da un “beneficiario” di AdS è stato qualificato come “inesistente”: a testimonianza della condizione di minorata difesa vissuta dagli sfortunati protagonisti di tali procedure.

Comincia un cammino nel quale fare valere le ragioni della salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone con disabilità psicosociale.

Fragili non sono loro, fragili sono le garanzie giuridiche poste a presidio della loro dignità: occorre rafforzarle.

Hanno aderito all’ iniziativa, rendendosene promotori, e saranno presenti al deposito della proposta, l’Associazione “Michele Baù” con lo psichiatra Giuseppe Galdi, l’Associazione “Spazio Disponibile” con il Presidente Silvio D’Angerio, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani OdV (CCDU) con il vicepresidente Alberto Brugnettini, il “Centro di Relazioni Umane” con la referente dott.ssa Maria Rosaria d’Oronzo.

L’associazione incontrerà gli organi della stampa nello spazio all’aperto antistante la Corte di Cassazione dalle h.12.30

E’ prevista una diretta che sarà trasmessa sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/DirittiallaFollia/

Per l’Associazione ‘Diritti alla Follia’                                                    lì 15 aprile 2024

Michele Capano, presidente

Cristina Paderi, segretaria

Susanna Brunelli, tesoriera

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5° Udienza del processo contro Il prof. Gigi Monello: presidio ‘Diritti alla Follia’ al tribunale di Cagliari

Diritti alla Follia · 13/03/2024 · Lascia un commento

Il prossimo 14 marzo, alle h.12.00, si svolgerà nel Tribunale di Cagliari la 5a udienza del processo contro Gigi Monello, professore di filosofia in pensione, scrittore e editore. Ricordiamo che il professor Monello nel marzo 2020 è stato denunciato dall’ Avv. Debora Amarugi – a quel tempo Amministratrice di sostegno di sua madre – per maltrattamenti nei confronti della medesima e, a seguito di ciò, allontanato dalla casa di famiglia con misura cautelare adottata da un GIP. Un legame affettivo che durava da 67 anni è stato brutalmente troncato sulla base di accuse che, se erano già assai dubbie all’epoca dei fatti, oggi stanno sempre di più assumendo, alla luce di quanto accade in aula, i connotati di un clamoroso – e inquietante – abbaglio. Nel corso della quarta udienza del novembre scorso, il PM incaricato di sostenere l’accusa ha, infatti, rinunciato all’esame dei testimoni chiave a carico dell’imputato (due badanti); con ciò autorizzando a pensare che lui per primo non creda all’accusa.

Vogliamo sottolineare che nella casistica della applicazione della tristemente famosa Legge n. 6/2004 (amministrazione di sostegno), le vicende di familiari o congiunti di fatto criminalizzati da Amministratori di sostegno che intendono agevolmente disfarsi di un “disturbatore”, si stanno moltiplicando in tutta Italia. Ritenendo l’avvenimento di pubblico interesse, ancora una volta invitiamo la Stampa locale a voler intervenire, per dare conto di un caso giudiziario divenuto emblematico.

Rendiamo noto che la difesa dell’imputato è stata assunta dall’Avv. Michele Capano, del foro di Salerno.

Anche in questa occasione, l’associazione Radicale ‘Diritti alla Follia’ organizzerà nei giardini antistanti il Palazzo di Giustizia di Cagliari, P.zza Repubblica, 18, a partire dalle h.13.00, un sit-in di informazione e denuncia.

Sarà possibile seguire la diretta sulla pagina Facebook   https://www.facebook.com/DirittiallaFollia

e sul canale youtube dell’associazione https://youtube.com/@associazioneradicalediritt5504

Per informazioni e contatti dirittiallafollia@gmail.com

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La prigionia dei vecchi e degli inutili, per il loro bene

Diritti alla Follia · 07/01/2024 · 1 commento

Appello al Presidente Mattarella ed invio raccolta firme

Illustrissimo Presidente,

Esiste una legge, la n. 6 del 2004, che accomuna – ai fini della tutela giuridica – “anziani con qualche ombra”, persone affette da disagio psichico, ludopatici, alcolisti, tossicodipendenti.  Molti di costoro, secondo questa legge, hanno bisogno di un “amministratore di sostegno”. Ma non è specificato, in questa legge, cosa debba fare in concreto l’AdS (acronimo di amministratore di sostegno).

La legge parla genericamente di “assistenza a coloro che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trovano nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi“.

Quali sono questi interessi?  Non è spiegato.

In primis, di fatto, sono i soldi, che deve gestire l’AdS. Ma l’AdS si è preso il potere, assegnatogli dai giudici tutelari, di gestire l’intera vita della persona ritenuta fragile.

Questa legge, così vaga e omnicomprensiva, ha dato spazio, negli anni, ad abusi di ogni genere. Come può una singola persona decidere quale sia il “bene” di un’altra? E il concetto di bene è quanto di più vago ci sia.

Il risultato? “La prigionia dei vecchi e degli inutili, per il loro bene”, in balia delle decisioni di un amministratore di sostegno.

La Legge va cambiata: abbiamo raccolto centinaia di firme e abbiamo una proposta di Riforma degli istituti di tutela giuridica conforme ai principi sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD), che alleghiamo.

Attendiamo fiduciosi cortese riscontro

Associazione ‘Diritti alla Follia’

Roma, 07 gennaio 2024

Proposta riforma Amministrazione di Sostegno Diritti alla Follia

MANIFESTO AdS

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Comunicato stampa: 4a UDIENZA // PROCESSO A GIGI MONELLO

Diritti alla Follia · 25/10/2023 · Lascia un commento

4a UDIENZA // PROCESSO A GIGI MONELLO

Il prossimo 7 novembre, alle h. 11, presso il Tribunale di Cagliari si terrà la 4a udienza del processo a Gigi Monello, processo che – lo ricordiamo – va avanti dal maggio 2022, e ha tratto origine dalla denuncia per maltrattamenti in famiglia sporta nel marzo 2020 dall’Avv. Debora Amarugi all’epoca Amministratore di sostegno della madre dell’imputato.

Per questa udienza risultano convocati i seguenti testi: Olena Nikitiuk (badante in casa Monello per 14 gg, nel marzo del 2020); Touria Morchid (badante in casa Monello dal dicembre 2019 al luglio 2021); Daniel Lombardi (Maresciallo dei CC, titolare delle indagini su delega del PM). Dobbiamo precisare che, in contrasto con quanto scritto dal Giudice delle indagini preliminari, il quale, nel chiedere il rinvio a giudizio di Gigi Monello, aveva parlato di “solido quadro probatorio”, il processo sta andando avanti tra ritrattazioni (un teste che non conferma quanto dichiarato ai CC circa l’interferenza nella somministrazione dei farmaci), accuse che toccano il grottesco (una teste che accusa l’imputato di aver determinato l’isolamento della madre – un soggetto novantottenne affetto da severa ipoacusia – per il fatto di averle fatto indossare delle cuffie davanti alla TV), sorprendenti inversioni di rotta (una teste che dichiara di “nutrire stima” per l’imputato); clamorose illogicità (la teste Amarugi che denuncia l’imputato come pericolo per la vita della madre, e contemporaneamente lascia che la medesima resti sola con lui per un’ora e mezza, 5 giorni alla settimana, per quattro mesi.

L’Associazione ‘Diritti alla Follia’ vede in questo caso giudiziario l’esempio emblematico ed estremo delle gravissime degenerazioni dell’Istituto dell’Amministrazione di sostegno, che – tra i molti danni – ha anche finito per produrre, in tutta Italia, centinaia di casi simili a questo, cioè la criminalizzazione del familiare più tenacemente impegnato a proteggere “l’amministrato”, additato come disturbatore ed emarginato o, addirittura, colpito penalmente.

Al termine dell’udienza – cui parteciperà una delegazione di iscritti e un gruppo di amici e conoscenti di Gigi – all’esterno di Palazzo Giustizia, raccoglieremo e trasmetteremo in diretta Facebook, il racconto e le osservazioni del protagonista.

Dato il carattere di autentico problema sociale assunto dalla realtà della applicazione dell’Amministrazione di sostegno (oramai divenuta, per via degli amplissimi poteri riconosciuti agli Amministratori, una interdizione mascherata), ancora una volta invitiamo tutta la stampa locale ad intervenire per dare conto alla pubblica opinione di questa veramente unica vicenda giudiziaria.

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Lettera aperta di Carla all’on. Andrea Delmastro delle Vedove: Legge 6/2004 “Amministratore di Sostegno”.     

Diritti alla Follia · 30/09/2023 · 3 commenti

Legge 6/2004 “Amministratore di Sostegno”.

Ho visto il video nel quale l’On. Valentina Dell’Orso, con un’interpellanza urgente del 18 Luglio 2023, ha portato alla Vostra attenzione il caso del Signor Carlo Gilardi e con esso le carenze della suddetta legge, appunto.

Non intendo parlare del caso Gilardi, perché sarebbe parlare di un caso isolato, ma voglio che l’attenzione di tutti ricada e si concentri sull’intero contenuto di questa legge; qualcuno parla dei suoi pregi io preferisco parlare dei suoi difetti, delle sue criticità. Questa legge, con la sua applicazione, ha fatto e continua a fare delle vittime!!!… Una di queste è stata la mia povera madre.

Questa legge è una truffa giuridica a discapito della povera gente, e il più delle volte anche a danno dei loro familiari, dico ciò convintamente e con assoluta cognizione di causa.

 

Onorevole Delmastro, Lei mette in dubbio quanto riportato dall’Onorevole Dell’Orso per il caso Gilardi, perché, dice, se tutto ciò fosse vero saremo davanti ad un sequestro di persona. Bene, io credo che sia proprio così! Infatti per come è scritta, tale legge dovrebbe essere quell’istituto di cui Lei parla, ma per come viene applicata a me sembra proprio (non solo nel caso del Signor Gilardi ma anche in tantissimi altri casi) un sequestro di persona e dei suoi conti economici.

Non vorrei che anche Lei peccasse di ingenuità da credere alle favole, perché concentrarsi nella lettura di questa legge sembra proprio vivere una favola, ma il problema è di chi veramente la vive e viene condannato a subirla, per tantissimi amministrati tutto si trasforma, tanto da sembrare di vivere in un incubo.

Nella descrizione della legge, per chi ne beneficia, è come se si parlasse del loro passaggio da un mezzo inferno a un paradiso, con gli angeli (termine usato dal suo autore) che li sostengono.

Il problema è che nella realtà dei fatti il comportamento di questi angeli, la maggior parte delle volte poi muta, tramite un processo di metamorfosi, in quello di veri e propri diavoli.

Una volta applicata la legge, si vive un vero e proprio inferno dal quale non si sa come uscire.

In realtà, nel calvario vissuto da mia madre e da tante altre povere vittime, è racchiuso tutto il dolore, le sofferenze, umiliazioni, mortificazioni subite non solo da coloro che dovrebbero essere i beneficiari, ma MOLTO spesso anche dai loro familiari. Alcuni lo chiamano “progetto di vita”, io lo chiamerei “progetto di mortificazione e di annullamento dell’individuo”.

La causa di tutto questo: gli Amministratori di sostegno, i quali già di loro si esaltano solo per essere stati nominati pubblici ufficiali e, il più delle volte, dimenticandosi che hanno obblighi e ricadute penali che tale ruolo comporta.

Tali esaltazioni sono, spesso, consentiti da una legge che nella sua vaghezza ha dato troppi poteri totalizzanti a queste figure: più che un abito su misura cucito addosso agli amministrati (come dice il Professor Cendon) si è rivelata una camicia di forza incollata loro addosso e dalla quale non si libereranno mai più!

Si parla di volontariato, ma questa è un’offesa al vero volontariato! Considerato che questi   amministratori si contendono tra loro gli amministrati, forse è il caso di chiedersi il perché!

Molto spesso tra di loro ci sono persone senz’arte né parte e gente psicopatica che avrebbe bisogno a loro volta dell’AdS, glielo dico per mia esperienza (di vita e lavoro), e così anche taluni professionisti (avvocati, commercialisti ecc.) coinvolti.

Non solo, ma è quantomeno allarmante il numero degli amministrati che questi cosiddetti benefattori (Sic!), gestiscono e si spartiscono come fossero pacchetti regalo.

Le assicuro che gestire o meglio aiutare a gestire la vita delle persone anziane (è stato il mio lavoro sino a pochi mesi fa) disabili e altro, se fatto come si deve, è abbastanza impegnativo già verso una sola persona, lascio immaginare come viene fatto il lavoro con tantissimi amministrati.

Credo che anche questo possa aiutare a pensare e riflettere che qualcosa non torna.

Lei parla di sporcizia, come e dove viveva Gilardi, ma è mai andato a fare visita a casa di certe persone seguite da questi amministratori? Ha mai parlato con loro? Alcuni esempi li abbiamo visti anche dai giornali e televisione, ma la invito a farsi un giro e parlare veramente con le vittime o con i familiari di vittime anche decedute.

Non servono leggi come questa o “patti di rifioritura”, come lo stesso Professor Cendon promuove, che vincolano e imprigionano le persone per le quali viene fatta richiesta… perché una volta dentro queste gabbie è difficile uscirne, se non quando si muore…

Parlare con persone che come me hanno vissuto questa tragedia, ma soprattutto ASCOLTARLE, dovrebbe essere un suo dovere, è proprio l’ascolto che potrebbe evitare che certe vicende come questa di mia madre e altre vittime si consumino e si ripetano.

Serve empatia, volontà e capacità per aiutare le persone anziane e con disabilità fisica/psichica o con problemi di dipendenza da alcool, droga e gioco. Serve la collaborazione di tutte le istituzioni socio-sanitarie interessate al caso, serve che tutte facciano rete per aiutare, cercare, creare e progettare proprio i servizi e le figure professionali che mancano, i controlli che mancano sullo svolgimento e operato di queste figure da parte delle istituzioni. Serve tornare ad umanizzare le cure e persone. Come dice Monsignor Vincenzo Paglia: (presidente della Pontificia Accademia della Vita), se muore la pietà, la legge non supplisce l’amore e la pietà. La legge è una carta giuridica fredda a suo parere, ed è per questo che lo stesso ha pensato bene di scrivere la carta dei diritti degli anziani (stesa con l’apposita Commissione da lui presieduta, un documento da cui è nata la delega intitolata “un nuovo patto tra generazioni”), e tramite questa, vuole promuovere una rivoluzione culturale e quindi socio-sanitaria.

Come dice lo stesso Monsignore, serve costruire intorno a questi soggetti deboli una rete sociale, attuare un assistenza domiciliare integrata e continuativa, favorire il co-housing, creare centri diurni ecc.. Rete sociale che si può intensificare partendo dai familiari, parenti, amici, vicinato che giunga fino alle associazioni (quelle buone).

Nel preambolo della CDPD (Convenzione sui diritti delle persone con disabilità) si parla di convinzione che la famiglia sia il nucleo naturale e fondamentale della società e che abbia diritto alla protezione da parte della società e dello Stato, e che le persone con disabilità ed i membri delle loro famiglie debbano ricevere la protezione ed assistenza necessarie a permettere alle famiglie di contribuire al pieno ed uguale godimento dei diritti delle persone con disabilità.

A Lei sembra che stia succedendo tutto questo? A me non risulta.

Nell’applicazione della legge (6/2004) c’è una diffusa sfiducia istituzionale nei confronti della famiglia, frequentemente viene usato il termine ‘conflitti familiari’ sia dal Giudice Tutelare che dai servizi sociali… senza neanche sapere e capire le vere ragioni, glielo dico perché è successo nel caso di mia madre, tutto avviene per loro comodità e interesse.

 

Quando una persona viene portata dinanzi al tribunale, il Giudice Tutelare, a prescindere da chi ne ha fatto richiesta, dovrebbe essere propenso ad un attento ascolto sia della persona in questione, che di tutti i familiari. Sarebbe suo compito spiegare i motivi di tale richiesta, portare a conoscenza della documentazione presentata dal ricorrente (cosa che di rado succede) per poterla valutare, e, se è il caso, dare l’opportunità di contrastarla. Solo le verifiche di ciò che viene depositato, aiuterebbe a capire meglio la verità. C’è la mancanza di un esame accurato e concreto da parte del Giudice Tutelare, non solo dall’inizio della pratica, ma anche a seguito di denunce fatte verso e contro lo stesso.

Il progetto di vita che questa legge dovrebbe attivare per ogni amministrato, nella realtà non viene attivato, così come è stato per il progetto di vita attivato per mia madre, che anziché DARLE le ha TOLTO, oltre che la vita anche quel poco di servizi di cui usufruiva. Per questo ringraziamo lo Stato, tutte le Istituzioni per averci dato l’angelo custode quale suo amministratore di sostegno perché ha lavorato così bene, tanto da farle perdere servizi di cui beneficiava e creato debiti non solo a suo danno, ma anche di noi figli, per non parlare degli ulteriori gravi danni a lei procurati.

Uno dei fatti tra i più gravi accaduto è stato quando l’amministratore di sostegno esterno alla famiglia (di cui mia madre non aveva la più pallida idea chi e cosa fosse), abusando dei suoi poteri e d’accordo con l’Assessore ai Servizi Sociali, dopo aver espresso diniego a un suo primo ricovero in ospedale perché non intendevano assumersi la responsabilità, a ricovero avvenuto diede ordine ai medici dell’ospedale di non dare informazioni sul suo stato di salute a nessuno dei/delle figli/e.

Due gg. prima del decesso di mia madre, lo stesso amministratore di sostegno, formalizzava al Sindaco, Assessore e Dirigente Servizi Sociali del Comune, la rinuncia al suo incarico… che strana coincidenza: mia madre stava morendo e l’AdS chiedeva la revoca!!!!

Motivo e sue testuali parole: impossibilità a poter svolgere le proprie mansioni regolarmente per il bene della beneficiaria a causa di incompatibilità con alcune figlie le quali ostacolavano il corretto svolgimento dell’incarico assegnatole. Lo stesso giorno l’amministratore veniva contattato dai medici dell’ospedale dove mia madre era ricoverata, il suo telefono risultava staccato. Mia madre stava malissimo, serviva il consenso dell’amministratore per la somministrazione/infusione di Pool Piastrinico.

Quanto è accaduto è avvenuto nel silenzio, sordità, indifferenza, ipocrisia, a questo punto credo si possa parlare anche di benestare e complicità da parte di tutte le Istituzioni coinvolte nel caso, le quali conoscevano la verità perché tramite Avvocati (si è costretti a nominarli) erano state messe al corrente di quanto stesse succedendo, dapprima verbalmente, poi di seguito tramite istanze, denunce con richieste di revoca dell’amministratore di sostegno per la sua mala gestio economica e sanitaria nei confronti di mia madre, questo non succedeva certo due gg. dal decesso di mia madre, ma mesi prima. Dopo il decesso di mia madre, l’inoltro di denuncia alla Procura della Repubblica, che spero faccia il suo corso.

 

Quando ad una persona viene tolto il diritto di decidere dei suoi soldi, perché è proprio a questo che da subito si pensa e accade, non certo in primis alla tutela dell’amministrato, si sta levando alla persona il diritto di decidere, di scegliere e di vivere con le sue scelte e decisioni. Si sta perciò impedendo di elaborare quelle emozioni che aiutano la persona, specie in queste situazioni, a vivere al meglio la propria vita (superando in parte le problematiche) che la tengano viva e senza le quali muore dentro e poi muore del tutto.

 

La L. 6/2004 si è rivelata assolutamente negativa o meglio un fallimento sotto tutti i profili. 

E’ diventata una professione, un affare per dei profittatori dei quali non si conosce neanche il vero numero. Anche il noto Avvocato Taormina interpellato disse “la verità è che ci sono miliardi di interessi sull’amministrazione di sostegno. E’ diventata un centro di affari, di interessi e di soldi che fa comodo a tanta gente. Gente che vota. E i politici che la difendono si buttano pure su questo”.

Questa legge così come è strutturata e viene applicata, è incompatibile sia con la CEDU che con la Convenzione ONU.

Casi come il Sig. Gilardi, o simili, ce ne sono tantissimi e ancor di più ne emergerebbero se tutti gli amministrati o familiari riuscissero a denunciare. Le ragioni sono diverse: non hanno la possibilità economica, non possono farlo, non ne hanno la capacità, forza e coraggio. Quando poi qualcuno di questi amministrati muore, tutto viene sotterrato con lo stesso. Sarebbe stato l’ennesimo caso quello di mia madre se non avessimo denunciato.

Di tanti casi sono a conoscenza, persone che lavorano in determinati ambiti lavorativi collegati a questi amministrati ma per paura di perdere il posto di lavoro, tacciono, per questo non gliene posso fare una colpa…siamo in Italia e succede anche questo.

 

Convengo con la CEDU che il diritto al rispetto della vita privata e familiare con la L. 6/2004 è stato violato non una sola volta ma più volte dall’Italia.

Come da mia lettura e informazione, inoltre anche dall’ONU sono arrivati spunti di riflessione sull’istituto dell’amministratore di sostegno. E proprio prendendo spunto dall’art. 12 della convenzione ONU sui Diritti delle persone con Disabilità, il Comitato si è detto preoccupato circa la pratica della sostituzione nella presa di decisione attraverso il meccanismo amministrativo dell’amministratore di sostegno quindi si raccomanda l’Italia ad abrogare tutte le leggi che permettono la sostituzione nella presa di decisioni da parte dei tutori  legali, compreso amministratore di sostegno e di emanare e attuare provvedimenti per il sostegno alla presa di decisioni, compresa la formazione dei professionisti che operano nel sistema giudiziario, sanitario e sociale.

Onorevole Delmastro, pensa davvero che con questa figura riuscirete seriamente a tutelare le persone anziane, disabili, indifese e in difficoltà? Cosa le fa pensare che siano altre persone a voler abusare delle persone in difficoltà e invece non lo siano proprio gli amministratori in questione, peraltro tutelati molto bene da questa legge? Come fate ad esserne certi? Perché dalle indagini emerge il contrario.

Il Professor Cendon sostiene che questa legge sia importante per proteggere chi si trova in difficoltà e sia facilmente raggirabile, e rischia di cadere in mano a persone che ne possano approfittare (cioè i cosiddetti sciacalli o avvoltoi), ma quando invece ad approfittarsene sono gli amministratori, che questa legge protegge, e definisce amministratori distratti, come si interviene?

 

Lei nel suo discorso in risposta all’Onorevole D’Orso fa capire che su questa legge ” amministrazione di sostegno” il Governo fa quadrato e la blinda, anzi va rafforzata ed espansa.  Tutto ciò, va in contraddizione alla recente sentenza CEDU sul caso Gilardi, e le parole scritte ed espresse in passato da Giorgia Meloni, prima che diventasse Presidente del Consiglio”, tramite lettera scritta al Ministro Catarbia e pubblicata il 23-4-2021 anche nella sua pagina facebook (vedi link: https://www.facebook.com/watch/?v=1269562026773192), oltre alla deposizione sempre per il caso Gilardi , il 20-11-20 di un interrogazione Parlamentare a risposta scritta all’allora Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

 

Altra cosa, dice che intende riattivare il ‘tavolo dei fragili’, parla di ricostruire un ampia riflessione, mi auguro che la riflessione non induca a pensare di rafforzare veramente questa legge così come è scritta e che viene applicata in modo tale che non si differenzia dalle misure quali interdizione e inabilitazione. Io auspico, spero che seduti a quel tavolo dei fragili possano esserci anche i rappresentanti delle vittime degli amministratori di sostegno e dei Giudici Tutelari, per esporre i tantissimi casi di mala gestio di questa legge. Non sarebbe intelligente né corretto non sentire le parti in causa, chi vive il problema sulla propria pelle.

Mi preme ricordarLe qualora ne sia a già a conoscenza (ma qualora non lo fosse far sapere) che dall’Associazione Diritti alla Follia è stata inoltrata al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro per la Disabilità, una proposta di riforma Amministrazione di sostegno che le allegherò.

Sarebbe importante che prendeste in considerazione e valutaste anche tale proposta, sarebbe già un buon inizio per cambiare la legge 6/2004, così magari migliorando la vita di migliaia di persone, oggi sottoposte a limitazioni della libertà personale e coercizioni, solo in ragione della propria Disabilità.

Concludo: perché dobbiamo arrivare a rivolgerci a Strasburgo per vederci riconoscere i diritti umani che l’Italia non rispetta? Questo è una nuova Bibbiano, Bibbiano dei nonni, dei disabili, dei malati psichici ed altro. Esiste un’omertà totale su questo tema da far paura, invece è un tema importante, delicato che merita tutte le attenzioni da parte di tutte le istituzioni e della politica; meriterebbe una commissione d’inchiesta parlamentare come già è stata chiesta e anche io chiedo.

Questa è una bomba ad orologeria, Le assicuro che se non viene disinnescata nell’interesse della povera gente in questione, avrà conseguenze disastrose.

Affidare gli anziani, disabili ecc.., ad una giustizia da sempre ingolfata e a dei servizi sociali poco presenti e capaci, che per non voler svolgere le loro incombenze, danno in mano la vita di questa povera gente con tanta facilità agli amministratori, senza nessun controllo, è stata una grandissima follia!

La invito a visionare tutti i video che a fine lettera condividerò, per capire meglio cosa succede attorno a questa legge.

Tra i video troverà anche l’intervista al Senatore Guidi; Il pensiero di Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia della Vita, ospite di una diretta video dell’associazione Diritti alla Follia, opinione/pensiero anche del noto Avv. Taormina, dell’Avv. Lina Manuali già giudice onorario sezione penale del tribunale di Pisa, degli Psichiatri Giuseppe Galdi e Alessandro

Meluzzi; l’intervista al Magistrato Ingroia. Tutti personaggi di alto livello di grande intelligenza e professionalità, che si espongono nel dire ciò che pensano e sanno, riguardo la L.6/2004.

Troverà anche il video dell’intervista al Professor Cendon che, diversamente dalle persone su citate, ha anche ben altro interesse a difendere tale legge e gli AdS, in particolare gli esterni alle famiglie. Il docufilm “La prigionia dei vecchi e degli ‘inutili‘” realizzato dalla giornalista Barbara Pavarotti, si tratta del primo e unico docufilm finora realizzato in Italia sugli abusi verso gli anziani sottoposti ad amministrazione di sostegno.

Nella Speranza che Voi tutti leggiate questa mia lettera e in attesa che presto possa muoversi qualcosa, sono a disposizione per qualsiasi chiarimento riguardo il caso/tema.

Ringrazio e Vi saluto

Cannas Carla

P.S. Qui i video:

1) GLI AMMINISTRATORI DI SOSTEGNO E LA LEGGE N. 6/2004 -TRA TUTELA E DIRITTI DEGLI ANZIANI LA LEGGE SCONTENTA 🎥OSPITE DEL PROGRAMMA PAOLO CENDON GIURISTA

Link: https://www.facebook.com/c81lazio/videos/2924576754342573

2) LA PRIGIONIA DEI VECCHI E DEGLI “INUTILI”. DOCUFILM DI 20 MINUTI

Link: https://www.youtube.com/watch?v=rXVuV0MFuiw&t=13s

3) Associazione “Diritti alla Follia” – Ospite della puntata Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia della Vita, che ha steso con l’apposita Commissione da lui presieduta, la “Carta dei diritti degli anziani”, un documento da cui è nato la delega intitolata “Un nuovo patto tra generazioni”. Conducono la puntata Michele Capano e Barbara Pavarotti.

Link: https://fb.watch/msFokLQE1Q/

4) Associazione “Diritti alla follia”-  Ospite il Senatore Antonio Guidi.

Link: https://www.youtube.com/live/1Vz_iyIzPho?feature=shared

5) Associazione ” Diritti alla Follia”- Rassegna stampa del 25 luglio 2023.- Conduce Barbara Pavarotti -con i commenti degli avvocati Carlo Taormina e Michele Capano.

Link: https://fb.watch/l-QB0ttmtF/

6) Tutti gli articoli usciti sui giornali locali sulle ruberie degli amministratori di sostegno recenti.

Link:https://dirittiallafollia.it/2023/06/22/ruberie-di-amministratori-di-sostegno-condannati-indispensabile-una-commissione-dinchiesta-parlamentare/?

7) In questa puntata di “Piazza Libertà” dal titolo: “La prigionia dei vecchi e degli inutili”, Armando Manocchia torna sul tema degli amministratori di sostegno. Lo farà con l’avvocato Lina Manuali, già giudice onorario sezione penale del tribunale di Pisa; la dottoressa Barbara Pavarotti giornalista e autrice del docufilm da cui prende il titolo la puntata e gli psichiatri Giuseppe Galdi e Alessandro Meluzzi.

Link:https://www.byoblu.com/2023/07/01/piazza-liberta-di-armando-manocchia-puntata-54/?fbclid=IwAR22_FBafwFj2Fate9tXGlvUGaDQD4R-ZclyBtYKKhVhznsknDJ903bZZng

8) GLI AMMINISTRATORI DI SOSTEGNO E LA LEGGE N. 6/2004 TRA TUTELA E DIRITTI DEGLI ANZIANI, LA LEGGE SCONTENTA 🎥OSPITE DEL PROGRAMMA ANTONIO INGROIA – AVVOCATO ED EX MAGISTRATO

Link: https://fb.watch/mITD6LAaa_/

Allegati: Testimonianza della sottoscritta; proposta di riforma L. 6/2004 Associazione ” Diritti alla Follia”

https://dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2022/11/Proposta-riforma-Amministrazione-di-Sostegno-Diritti-alla-Follia-1.pdf

 

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