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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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diritti alla follia

Diritti alla Follia si ĆØ unita a ENUSP !

Diritti alla Follia · 19/12/2021 · 1 commento

Rete europea di (ex-)utenti e sopravvissuti alla psichiatria http://enusp.org/

La ENUSP offre agli (ex-)utenti e ai sopravvissuti di tutta Europa un sistema di comunicazione che permette loro di sostenersi a vicenda nella lotta personale, politica e sociale contro l’ingiustizia e la discriminazione.

enusp1

ENUSP Ć© l’unica organizzazione a livello europeo che riunisce organizzazioni locali e nazionali di (ex-)utenti e sopravvissuti alla psichiatria. Rappresenta in maniera diretta il punto di vista delle persone che sono o sono state vittime dei servizi psichiatrici.

Per country
https://enusp.org/members-in-italy/
Members in Italy
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Atto di Giustizia e VeritĆ  per Gianni Vattimo

Diritti alla Follia · 18/12/2021 · Lascia un commento

Atto di Giustizia e VeritĆ  per Gianni Vattimo. La Corte d’Appello Civile del Tribunale di Torino riconosce all’anziano docente (filosofo di fama mondiale) la piena capacitĆ  di intendere e volere e la conseguente facoltĆ  di provvedere – senza concorsi esterni – a sĆ© stesso e ai suoi interessi economico-patrimoniali.

Revocato dunque l’Amministratore di sostegno. Dopo circa due anni di calvario, si conclude – anche se solo in parte, dato che resta pendente un procedimento penale contro l’assistente del professore – una vicenda che dimostra in modo emblematico le ā€œdinamiche pazzeā€ generate dall’ Istituto giuridico della AdS.


Dal dispositivo della sentenza:

Ritiene la Corte che la luciditĆ  mentale delĀ professor Gianteresio Vattimo, le sue capacitĆ  cognitive, la sua costante attivitĆ  in ambito filosofico e sociologico con partecipazione a convegni in tutto il mondo, lo rendano tuttora capace di autogestirsi e di amministrare le proprie sostanze in maniera autonoma

https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/12/01/news/la_rivincita_di_vattimo_il_giudice_gli_restituisce_patrimonio_e_autonomia-328450015/

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Teorie,macchie ed andazzi.

Diritti alla Follia · 08/12/2021 · Lascia un commento

Di Gigi Monello

http://picciokkumalu.blogspot.com/2021/12/ce-in-italia-unassociazione-che-difende.html

martedƬ 7 dicembre 2021

Teorie, macchie ed andazzi

C’è in Italia un’Associazione che difende i diritti dei ā€œdeboliā€: le persone che per malattia, disagio psichico o vecchiaia non sono pienamente capaci di provvedere a sĆ© stesse. Si chiama ā€œDiritti alla Folliaā€, nasce nel fertile humus del Partito Radicale e ne porta l’inconfondibile impronta (competenza e idealismo). Poche settimane fa a Roma si ĆØ svolto il suo 4° Congresso nazionale.
Se il nome risente dell’iniziale prevalere delle tematiche della antipsichiatria, il moltiplicarsi di casi di abusi e deviazioni nel campo della Amministrazione di Sostegno, ha spinto l’Associazione a rafforzare l’impegno su questo fronte.

L’Ads ĆØ il nuovo Istituto giuridico che doveva offrire una alternativa più ā€œleggeraā€ alla vecchia ā€œtutelaā€, e che, per via della sua sorprendente elasticitĆ , ha creato un’onda anomala che dal 2004 sommerge i Tribunali. Un successo strepitoso. Al momento esistono in Italia 260000 soggetti (i ā€œbeneficiariā€) sottoposti a Ads. Per dare la misura della plasticitĆ  della norma, diremo che oggi possono andare sotto Ads, signorine quarantenni affette da oniomania (schopping compulsivo), stagionate mogli alcolizzate, attempati ludopatici incalliti (videopoker, corse di cavalli, roulette e affini), vecchi gentiluomini di campagna (lucidissimi) intenti a finire i loro giorni donando ai bisognosi; e persino Docenti universitari di fama mondiale che, superati gli ottanta, divengono ā€œcirconvenibiliā€. ChissĆ  che un bel mattino la radio non ci dica di un coniuge cui ĆØ riuscito il colpaccio di mettere sotto amministrazione il partner erotomane (con Ads rigorosamente dello stesso sesso).

Tra le molte voci sentite al Congresso, c’è stata (in video) quella di Paolo Cendon, autore della Legge 6/2004, Ordinario di Diritto Privato a Trieste, studioso ed esperto di indiscussa statura. Il suo intervento ĆØ stato interessante sotto un triplice profilo: 1) per ciò che ha detto; 2) per come lo ha detto; 3) per ciò che non ha detto. Seguiremo l’ordine:
1) nonostante le criticitĆ , piaccia o meno, la fragilitĆ  esiste ed ĆØ più vasta di quanto si crede; ci sono in Italia 260000 beneficiari, ma la platea potenziale ĆØ di circa 4 milioni di soggetti fragili (deboli, ma non tanto da essere interdetti); senza l’Ads rischiamo di abbandonarli. Per le difficoltĆ  registrate in quindici e passa anni di applicazione, si può pensare ad un Regolamento attuativo più stringente verso il potere dei Giudici Tutelari: buone pratiche, limiti, sorveglianze, protocolli più esatti. Ma l’impianto ĆØ sano. Bene sarebbe, poi, uno Sportello di ascolto e, più in generale, un Contropotere che vigili sopra i potenziali abusi. Casi di disfunzioni, per quanto dolorosi, non inficiano comunque la sostanza.
2) una lunga captatio benevolentiae, dove subito si percepisce, mescolato ad affabilitĆ  e caldi apprezzamenti, un senso di olimpica superioritĆ : ā€œsono d’accordo che esistiateā€ (prontamente stemperato con un ā€œsono felice che ci siateā€); fate un lavoro ā€œmeraviglioso e meritorioā€ ma ā€œvi devo muovere dei rimproveriā€ (critiche e obiezioni sono per i pari grado); il vostro progetto di Ombudsman alla svedese? ā€œDisneylandā€. Il vostro sospettare chissĆ  quali segrete familiaritĆ  tra Giudici e Ads? ā€œParanoicoā€. I vostri Documenti? ā€œQuando i Giudici li leggono si mettono le mani nei capelliā€ (rimandati a settembre).
3) neppure mezza parola sul fatto che delle 260000 Ads, il 26% (dunque 67600 persone) ĆØ affidato ad ā€œesterniā€ (non famigliari), cioĆØ ad avvocati e commercialisti (dato AIASS); neppure mezza parola sul carattere smaccatamente economicistico assunto dalla mansione (che per legge sarebbe dovuta, nell’ordinario, restare gratuita); silenzio di tomba sul fatto che gli Ads esterni curano decine e decine di beneficiari (a volte 60 e anche più); silenzio sul fatto che ĆØ prassi abituale che il Giudice non si prenda affatto la briga di ascoltare il Beneficiario (ancora capace) su ricovero in struttura o rapporti affettivi da mantenere o interrompere, lasciando tutto nelle mani del Dominus. Nemmeno mezza parola sull’avvitamento perverso tra Ads e ricorso a go go al reato di circonvenzione di incapace; andazzo che ha generato una valanga di casi dubbi.

Spontaneo riaffiora un ricordo: diversi secoli fa, un dottissimo Professore padovano non potendo accettare che la perfezione dei Cieli aristotelici venisse rovinata dall’esistenza di montagne sulla luna e macchie sul sole, pare si rifiutasse di guardare nel cannocchiale. La teoria era salva, ma macchie e montagne restarono testarde al loro posto. Pubblicato da gigi monello 

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MOZIONE GENERALE Associazione “Diritti alla Follia” anno 2021

Diritti alla Follia · 16/11/2021 · 2 commenti

L’ assemblea dell’ Associazione radicale ā€œDiritti alla Folliaā€, riunita:
in modalitĆ  telematica, sulla piattaforma ā€œZoomā€, sabato 6 e domenica 7 novembre 2021 in presenza in Largo dello Scoutismo 1 a Roma, sabato 13 e domenica 14 novembre 2021 per il IV Congresso:

  • prende atto degli esiti della conferenza nazionale sulla salute mentale tenutasi a Roma il 25 e 26 giugno 2021, e del ā€œvertice internazionaleā€ sulla salute mentale tenutosi a Parigi il 5 e 6 ottobre 2021, e registra – al confronto – la radicale alternativa del proprio approccio orientato alla centralitĆ  della persona, e alla salvaguardia dei diritti insopprimibili di libertĆ  ed autonomia di cui ĆØ portatrice: da cui la prospettiva – cui ĆØ dedicato il congresso – di un’ ā€œaltra ā€œsalute mentaleā€ā€;

evidenzia come non siano state accolte dall’Italia le Raccomandazioni del Comitato ONU CRPD, che nell’ agosto 2016 segnalavano al nostro Paese le urgenti riforme funzionali ad allineare la normativa e la prassi italiane ai diritti riconosciuti ai portatori di ā€œdisabilitĆ  psico-socialeā€ dalla ā€œConvenzione ONU sui diritti dei disabiliā€, e che il dibattito pubblico attorno ai temi della ā€œsalute mentaleā€ si muove nella direzione di un ulteriore aggravamento di tale stato di illegalitĆ  internazionale dello Stato italiano. A riguardo, l’assemblea impegna gli organi dirigenti alla predisposizione ed all’invio di un ā€œrapportoā€ al Comitato ONU CRPD teso ad evidenziare la situazione descritta;

evidenzia come non siano state accolte dall’Italia le ripetute raccomandazioni del ā€œComitato di Prevenzione della Torturaā€ circa le necessarie riforme in tema di TSO, come illustrato dall’ intervento di Christian Loda, funzionario del CPT, nel corso del Congresso. A riguardo, l’assemblea impegna gli organi dirigenti a continuare nell’interlocuzione con il CPT e ad inviare allo stesso un ā€œrapportoā€ sullo stato dell’arte in materia di detenzioni ā€œsanitarieā€, in vista della attivitĆ  periodica di monitoraggio prevista nel 2022.

In questo contesto, circa i temi oggetto dell’azione e dell’elaborazione dell’associazione in quanto afferenti alla sistematica lesione dei diritti fondamentali della persona, il Congresso:

saluta il perfezionamento della proposta di legge di riforma del TSO nell’ambito del ā€œComitato Legittima Difesaā€, costituito per riunire le forze delle associazioni e cittadini interessati alla modifica dell’attuale articolato della legge 1978/833. Su questo terreno, l’ assemblea impegna gli organi dirigenti – in seno al Comitato Legittima Difesa – a verificare le condizioni per una campagna che coinvolga i cittadini nella presentazione in Parlamento della proposta (anche fruendo delle nuove possibilitĆ  di sottoscrizione a distanza garantite dallo SPID) ed in ogni caso a raccogliere adesioni di parlamentari;

registra l’aggravamento del concreto funzionamento dell’istituito dell’ ā€œamministrazione di sostegnoā€™ā€, oggetto della campagna ā€œSe la tutela diventa ragnatelaā€ che ha visto impegnata l’associazione nel 2020-2021. Sul tema, a fronte della circolazione di progetti di riforma tesi ad aggravare ulteriormente la lesione dei diritti fondamentali dei ā€˜ā€™beneficiariā€, l’associazione impegna gli organi dirigenti a completare l’elaborazione del proprio progetto di riforma dell’istituto, e ad avviare l’interlocuzione con altre realtĆ  associazionistiche e politiche interessate ad ā€allineareā€, anche su tale questione, la legislazione italiana ai dettami della CRPD ed alle raccomandazioni del Comitato ONU;

segnala come la recente proposta di legge elaborata – con altre forze – dalla ā€œSocietĆ  della Ragioneā€ in materia di misure di sicurezza per i non imputabili rappresenta un passo significativo nella direzione del superamento di tale anacronistico istituto, ed a valle dell’approfondimento tenutosi nel Congresso impegna gli organi dirigenti ad un’interlocuzione tesa al miglioramento della proposta per poi favorirne l’iter di approvazione parlamentare.

L’associazione mette in luce come gli approfondimenti congressuali dedicati:

  • all’istituto dell’ ā€œOmbudsman personaleā€, esistente in Svezia e giĆ  valorizzato dall’Organizzazione Mondiale per la SanitĆ  (e che l’ associazione si propone di promuovere in Italia)
  • al ā€œmetodo Stefania Guerra Lisiā€ (che l’associazione si propone analogamente di sottoporre all’attenzione dell’OMS)
  • all’esperienza umana e professionale di Giorgio Antonucci, riguardo alla quale ĆØ stata presentata in Congresso un’iniziativa editoriale relativa alla pubblicazione di un sito che ne documenta l’opera tesa all’azione terapeutica ā€œumanistaā€ e non coercitiva (che l’ associazione si propone di divulgare)dimostrino:
    come risulti vincente ed auspicabile un approccio ā€œsocialeā€ fondato su parole chiave come ā€œumanizzazioneā€, ā€œfiduciaā€, ā€œindipendenzaā€, ā€œvolontĆ ā€ e non quello oggi dominante fondato sul tridente ā€œsanitario-amministrativo-giuridicoā€ alla disabilitĆ  psico-sociale. Tale ā€œrivoluzione copernicana’’ (coerente con l’approccio della CRPD) impone una ā€œalfabetizzazioneā€ degli ā€œoperatori della salute mentaleā€ coinvolti sul piano lavorativo, sociale, sanitario, giudiziale, amministrativo nell’attivitĆ  su questi temi. Su questo terreno, dando atto del documento inviato su questo tema dall’associazione nel giugno 2021 a tutti i Giudici Tutelari d’Italia ed al Consiglio Superiore della Magistratura, l’assemblea impegna gli organi dirigenti a continuare in quest’azione, altresƬ verificando la possibilitĆ  di sfruttare canali di finanziamento utili allo scopo;
    come occorra lavorare sulla libertĆ  terapeutica dello psichiatra, tale da metter in grado tali professionisti di operare in scienza e coscienza professionale, a fronte dell’attuale – documentata in Congresso – criminalizzazione ed ā€œostracizzazioneā€ di ogni approccio non rigidamente ancorato ai ā€œprotocolliā€.

L’ associazione apprezza il ruolo che il Garante Nazionale e taluni Garanti Regionali per le persone ristrette cominciano ad esercitare sul fronte delle detenzioni in ambito sanitario, e sottolinea la gravitĆ  della situazione ben descritta dal Garante Regionale del Lazio Stefano Anastasia intervenuto in Congresso (particolarmente sul fronte della ā€œpsichiatrizzazioneā€ dei migranti) ed evidenzia l’ azione associativa in corso diretta all’implementazione dell’ufficio del Garante Regionale per la Sardegna, la cui mancanza priva la Regione di un presidio cruciale per la salvaguardia dei diritti fondamentali dei pazienti psichiatrici in un territorio che – come testimoniato dal recente rapporto del Garante Nazionale a valle di una visita in alcune strutture sarde – ne ha urgente bisogno. A riguardo, l’assemblea dĆ  mandato agli organi dirigenti di continuare l’azione tesa a promuovere la nomina del Garante Ragionale sardo, ed a continuare l’avviata interlocuzione con i Garanti.

L’associazione, preso atto dei contenuti del dibattito congressuale sul tema, denuncia l’aggravamento della cronica ā€œcrisiā€ dello Stato di diritto in Italia a fronte dell’emergenza COVID-19, che ha comportato e comporta:
una inedita e preoccupante violazione delle libertĆ  e dei diritti costituzionali della persona, sul piano del lavoro, della circolazione, della libertĆ  di riunione e manifestazione, etc…;
un fenomeno di preoccupante ā€œpsichiatrizzazioneā€ del dissenso, come dimostrato dai TSO occorsi a Dario Giuseppe Musso, reo a Ravanusa in Sicilia di aver manifestato pubblicamente contro le decisione governative in tema, e ad un diciottenne di Fano reo di aver rifiutato di indossare la mascherina a scuola. Circa quest’ultimo caso, l’assemblea saluta l’avvenuto ricorso contro il Tso promosso in proprio dall’associazione, dando mandato agli organi dirigenti di continuare l’attivitĆ  processuale anche a seguito di un inaccettabile provvedimento di inammissibilitĆ  per ā€œcarenza di interesseā€ pronunciato dal Tribunale di Pesaro (secondo un collaudato metodo giudiziale teso ad evitare difficili discussioni sul merito di alcuni provvedimenti, rifugiandosi in problematiche di tipo procedurale).
Intende cogliere l’ opportunitĆ  di collettiva comprensione dei drammi del TSO in ambito psichiatrico in rapporto al gigantesco TSO collettivo in tema di farmaci vaccinali. Per questo, l’assemblea dĆ  mandato agli organi dirigenti di continuare a sollevare i temi della incredibile parzialitĆ  dell’ informazione in argomento e dei limiti invalicabili alle restrizioni imponibili per ragioni di tipo sanitario, verificando possibili interlocuzioni con le realtĆ  sociali interessate a lavorare a riguardo.

La quota associativa, per l’ anno 2022, ĆØ fissata in € 35,00 (euro trentacinque,00)

Cristina Paderi, Michele Capano, Alessandro Attilio Negroni, Maria Rosaria D’Oronzo, Andrea Michelazzi.

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Un popolo di Santi, Poeti, Amministratori…

Diritti alla Follia · 13/10/2021 · Lascia un commento

Di Gigi Monello

La sigla suona vagamente iettatoria, ricorda la malattia che decenni orsono si portò via il grande Freddie. ADS significa ā€œAmministrazione di sostegnoā€ ed ĆØ l’Istituto creato da un illustre giurista di Trieste, Paolo Cendon, a suo tempo collaboratore di Franco Basaglia. Ottime le intenzioni, sconcertanti i risultati. L’obiettivo era una tutela più blanda e rispettosa per persone deboli ma non incapaci; la realtĆ  – parliamo di amministratori ā€œesterniā€ – ĆØ una nuova, strisciante forma di schiavitù legale e la nascita di un autentico affarismo geriatrico.

La Legge 6/2004 candidamente richiama la ā€œgratuitĆ ā€ della mansione o, al massimo, l’equo indennizzo nel caso di gestioni difficoltose; e questo nel paese che vanta una pletora di avvocati sotto-occupati come nessun altro al mondo. Era cosƬ difficile immaginare cosa sarebbe successo a far balenare a siffatta platea, un reddito integrativo senza ā€œimpegni d’aulaā€, con l’aggiunta della torbida gratificazione dell’esercizio di un dominio sulle altrui vite? Era cosƬ difficile ricordare l’eterna, italica mentalitĆ  che nel ventennio produsse il ā€œCapo-fabbricatoā€, il gerarchetto di condominio che controllava la moralitĆ  dei casigliani?

I casi dubbi crescono a vista d’occhio; coinvolgono Star e poveri Cristi. Di pochi giorni fa, la notizia sulla ā€œGina nazionaleā€: la Cassazione conferma: la novantatreenne attrice ha bisogno dell’Amministratore di sostegno. Il meccanismo ĆØ scattato nella sua classica combinazione: 1) anziano con qualche idea originale circa la fase finale della sua esistenza; 2) ottima, buona o, quanto meno, interessante dotazione patrimoniale del medesimo; 3) parenti stretti preoccupati che un ā€œsopravvenutoā€ sfili loro sotto il naso un sostanzioso peculio.

Capita, dunque, che la ā€œBersaglieraā€ conosca anni addietro un trentaduenne sveglio, gaio e spigliato, che tanto entra nelle sue simpatie da indurla ad affidargli compiti fiduciari vari: una specie di segretario. Figlio e nipote si allarmano: ā€œSta a vedere che ā€¦ā€. Più che naturale. La signora vive in una grande villa sull’Appia Antica, circondata da oggetti d’arte e preziosi cimeli di una gloriosa carriera. Ancora popolare, ancora cercata dai media, non disfatta dall’etĆ , si gode serenamente i suoi anni, ben consapevole che non mancheranno certo liquiditĆ  e beni di fortuna. E qui entra in scena la 6/04: figlio e nipote ā€œespongonoā€ al Giudice Tutelare: ĆØ palese che la Diva viene circonvenuta dall’abile segretario – ufficialmente legato e con figlia battezzata ā€œGinaā€ -, interessato al cospicuo patrimonio. Lapalissiano. Comincia la battaglia legale; dura sette anni e si conclude (pare) con la pronuncia della Cassazione: il Tutore new model ha da esserci. La Signora ĆØ, per caso, svanita di cervello? Non parrebbe. A parte bizze, impuntature e beate sbadataggini contabili (ma queste son cose anche di Divi/e trentenni), tutto lascia pensare che la testa funzioni. Gli stessi Giudici lo dicono: le perizie mediche non hanno rilevato nessun disturbo psichiatrico. E allora? Allora si passa alla categoria del ā€œvago e dell’indefinitoā€: il soggetto sarebbe ā€œsuggestionabileā€, ā€œvulnerabileā€, ā€œindebolitoā€; insomma circonvenibile. Cerca, il gentil Segretario, prevalentemente il peculio? Tutto può essere. Ma stando a quanto si sa sui passati rapporti tra Diva e congiunti (da lungo tempo non buoni), l’ipotesi che questi agiscano per motivi non troppo diversi, ĆØ plausibile.

Vedremo le prossime puntate (se ce ne saranno). Intanto la Gina conferma l’onestĆ  dell’Assistente, scrive indignata a Mattarella, minaccia pubblicamente (gettando nella disperazione il sindaco di Castel Pietro Romano, il borgo di Pane, amore e fantasia dove ĆØ ricevuta come una Santa Patrona) di andarsene dall’Italia.

Terreno fertile, l’ambiente delle glorie del Cinema. Da poco ĆØ spuntato fuori anche Lando Buzzanca, maschera scanzonata di un certo machismo all’italiana; anche lui all’incirca con lo stesso copione. Da cinque anni sta pubblicamente con una donna di 40 anni più giovane (il Silvio nazionale batte da sempre tutti, ma nessuno osò mai dire che stesse rincoglionendo); due figli subodorano perfida frode e imbracciano la Cendon. La sospettata – giornalista, autrice e conduttrice TV – non parrebbe esattamente corrispondere al tipo della cacciatrice di dote. Il programma era di sposarsi; ora, per vederlo una sola volta in ospedale, dove l’attore ĆØ da tempo ricoverato, la fidanzata deve inginocchiarsi di fronte ad un Amministratore. Per parte sua, l’amministrato cosƬ commenta, ā€œI miei figli mi vogliono far passare per rimbambito, vogliono vendere la mia casa bellissima e vogliono mettermi qualcuno accanto che gestisca i miei soldi e i miei beni. Non merito di finire cosĆ¬ā€.

Dalla Roma delle leggende del Cinema, passiamo adesso ad un ameno paese del Lecchese, Airuno, tra verdi colline e l’Adda. Ad Airuno viveva in santa pace, dedito ad agresti occupazioni, un novantenne ricco di famiglia, Carlo Gilardi, professore in pensione, galantuomo, persona colta, perfettamente presente a se stesso. Un unico difetto: la decisione di trascorrere la fase conclusiva della sua vita nello ā€œspirito francescanoā€ (parole sue). L’anziano fa beneficenza, regala, ospita, aiuta i bisognosi (di ogni razza), dona al Municipio del suo paese. Un esagerato. La sorella obietta: il congiunto sperpera sconsideratamente il ā€œpeculio di famigliaā€; va fermato. Il mezzo c’è, basta indicarlo come ā€œcirconvenibileā€. Scatta la trappola: solita sequenza: domestico straniero fiduciario dell’anziano denunciato, Amministratore nominato; a perfezionare il tutto arriva, su istanza del dominus, il ricovero coatto in RSA. Il francescanesimo non ĆØ roba per i nostri tempi.

E veniamo adesso al caso in assoluto più stupefacente. Non ci sposteremo di molto. Nella civilissima Torino, in uno spazioso appartamento del centro, vive Gianni Vattimo, 85 anni, ex docente universitario, filosofo, studioso, saggista, politico, personaggio stranoto. Ancora oggi Vattimo scrive, lavora, rilascia interviste, partecipa a convegni, ha una ricca vita di relazione. ƈ il filosofo italiano più tradotto all’estero. ChecchĆ© si voglia dire del suo ā€œpensiero deboleā€, proposta filosofica alla moda tra anni settanta e ottanta (impietosamente satireggiata da un suo collega di FacoltĆ ), Vattimo ĆØ un uomo di alta qualitĆ  intellettuale e sicura rispettabilitĆ  morale. Sulla integritĆ  delle sue facoltĆ  mentali non esiste il minimo dubbio. Eppure un Giudice lo ha ritenuto ā€œcirconvenibileā€ e, puntualmente, il giovane segretario fac-totum sud-americano che da anni lo assiste, ĆØ stato denunciato. Qui non ci sono congiunti, solo solerti ā€œamiciā€, i quali per ā€œproteggereā€ il benestante professore hanno segnalato al Tribunale l’incombente pericolo. Da parte sua, l’interessato cosƬ commenta, ā€œNon credo proprio di essere rincoglionito. Alcuni pseudo amici pensando di farmi un favore mi hanno nominato questo amministratore di sostegno (…) Non sono completamente interdetto, ma devo chiedere a lui per qualsiasi cosa. Spero si tolga dai piedi al più presto.ā€

Certo, se anche Gianni Vattimo ĆØ sotto amministrazione di sostegno, bisognerĆ  pur convenire che qualcosa di veramente ā€œinfernaleā€ c’è in questo arnese giuridico circolante per l’Italia. In effetti, se si considerano le sue pressochĆ© sconfinate potenzialitĆ  di applicazione, si può seriamente affermare che, superati i 70, quasi tutti siamo a possibile rischio.

Facciamo un esempio: mettiamo che un signore, per 40 anni diligente impiegato dello Stato e con un passato giovanile di rockettaro, decida, una volta in pensione, di riappropriarsi dei vissuti di una volta. Non gli basta però ricordare; vuole rivivere. Visto che la sua passione ĆØ sempre stata il chitarrismo elettrico, eccolo fare sodalizio con giovane artista di strada, con il quale, a domeniche alterne, si esibisce sulla pubblica piazza, stivaletti ai piedi e cappellino d’epoca in testa. I nipoti riflettono: ā€œSta a vedere che s’è rincoglionito e tutto il peculio svanisce in Rock and Roll? Qui ci vuole un bell’Amministratore di sostegno, possibilmente uno sperimentato Avvocato, specialista in Rinscimuniti & Affiniā€. Impossibile? Visti i precedenti, non pare. Vogliamo chiudere con una ā€œfantasticheriaā€: ricordate quel tal Conte marchigiano bibliofilo, molto bigotto e molto reazionario? Quello che, fosse stato per lui, non ci sarebbe mai stata istruzione elementare per il popolo? Beh, se per immaginosa ipotesi ai suoi tempi fosse esistito un Prof. Cendon, state tranquilli che sarebbe finito sotto Amministrazione di sostegno anche Giacomo Leopardi.

Gigi Monello

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