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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Diritti alla Follia

ULTIMI A CHI ? Una sfida politica per i diritti degli utenti della salute mentale

Diritti alla Follia · 07/09/2024 · Lascia un commento

Lettera aperta congiunta

Il Meeting di Rimini 2024*, giunto alla sua 45ĀŖ edizione e svoltosi dal 20 al 25 agosto con il tema “Se non siamo alla ricerca dell’essenziale, allora cosa cerchiamo?“, ha incluso un panel dedicato alla salute mentale intitolato “Disagio mentale e compassione“. Questo spazio di discussione ha affrontato la questione del disagio psichico utilizzando termini come “compassione” e “ultimi”, concetti che, sebbene centrali nel discorso possono risultare problematici per diversi motivi.

Questo linguaggio, frequentemente riscontrato nel discorso pubblico, riduce la complessitĆ  delle vite e delle esperienze delle persone coinvolte, rischiando di perpetuare una visione distorta e altamente stigmatizzante. Nel nostro paese, ĆØ comune sentire discorsi che dipingono gli utenti della salute mentale come “ultimi”, “deboli”, “fragili” o “emarginati”. Sebbene probabilmente non intenzionato a offendere, questo modo di esprimersi contribuisce a mantenere un’immagine di fragilitĆ  e marginalitĆ  che non riflette la realtĆ  complessa e diversificata delle persone coinvolte e dei loro famigliari.  Tale retorica ostacola un vero progresso sociale, mantenendole ai margini del dibattito pubblico.

Quindi, ci sta sfuggendo di mano l’essenziale per rafforzare la grande fatica a resistere?

Considerare gli utenti della salute mentale come “ultimi” riflette una visione limitata e antiquata che non riconosce appieno i loro diritti e il loro valore come cittadini a pieno titolo. Continuare a usare questo linguaggio rinforza una narrativa ed enfatizza il concetto di inferioritĆ  sociale, distogliendo l’attenzione dai reali problemi che devono essere affrontati e dalle soluzioni da implementare.

Inoltre, vedere le persone che manifestano una qualche sofferenza psichica come “ultime” suggerisce che i curanti non abbiano una chiara comprensione di come affrontare la loro sofferenza, se non attraverso la ā€œsedazioneā€. Questo atteggiamento riflette un modello biomedico dei disturbi psichici, che considera le persone “malate”, rendendo evidente l’incapacitĆ  degli operatori sanitari nel comprendere le cause del disagio e nell’adottare le strategie necessarie per superarlo.

La questione non riguarda solo il linguaggio, ma anche l’approccio della societĆ  e della politica verso i diritti degli utenti della salute mentale. Parlare di “ultimi” in questi termini rischia di ridurre il dibattito a una questione di compassione piuttosto che di giustizia. Queste persone non devono essere viste come soggetti da compatire ma come individui che meritano pieno rispetto e diritti, inclusa la partecipazione attiva alla societĆ .

Queste riflessioni in realtĆ  riguardano tutti.Ā  Politici, media, operatori del settore, persone con esperienza di disagio emotivo, dovrebbero essere tra i primi ad impegnarsi per un cambiamento radicale di questa narrativa ottusa e reazionaria.

Concludendo, con questa lettera, invitiamo a riflettere sull’importanza di cambiare il paradigma linguistico e sociale da un linguaggio di marginalizzazione a uno che riconosce la piena dignitĆ  e i diritti di questi individui e, in definitiva, di tutta la collettivitĆ .

* https://www.meetingrimini.org/edizioni/edizione-2024/programma-2024/

Gli amministratori di ā€˜Mad in Italy’, portale di informazione scientifica

L’ Associazione ā€˜Diritti alla Follia’ 

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La libera scelta del medico e del luogo di cura in Psichiatria: Un diritto negato?

Diritti alla Follia · 28/08/2024 · Lascia un commento

Uno dei problemi più comuni affrontati dagli utenti dei servizi psichiatrici ĆØ l’impossibilitĆ  di esercitare una libera scelta tra i vari Centri di Salute Mentale (CSM) e Centri Psicosociali (CPS) nella propria regione. Inoltre, all’interno delle strutture psichiatriche pubbliche, i pazienti non possono scegliere liberamente lo psichiatra che ritengono più adatto alle loro esigenze. Questa limitazione non solo compromette la qualitĆ  del trattamento, ma può anche violare la riservatezza, obbligando i pazienti a ricorrere ai servizi presenti nel loro quartiere o paese, con il rischio di essere stigmatizzati dai vicini.

A differenza di altre specialitĆ  mediche, in psichiatria vige una rigida “suddivisione territoriale” dei pazienti, che impedisce loro di rivolgersi al medico di fiducia o a quello ritenuto più competente. Tale prassi costringe molti a optare per un medico privato, una scelta non accessibile a tutti a causa dei costi. Ma perchĆ© questa prassi ĆØ cosƬ consolidata in psichiatria? La giustificazione comune ĆØ che esistono ā€˜motivi organizzativi’, secondo i quali i pazienti devono essere seguiti sul territorio. Ma queste motivazioni non trovano un reale fondamento nelle leggi italiane.

Secondo la legge 833 del 1978, articolo 19, i cittadini hanno diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura, “nei limiti oggettivi dell’organizzazione dei servizi sanitari”. Questo diritto ĆØ ulteriormente confermato all’articolo 33, che lo estende anche ai pazienti psichiatrici, anche nei casi in cui ĆØ necessario un trattamento obbligatorio. La legge 502/92 e la giurisprudenza successiva hanno continuato a garantire questo diritto, sottolineando che solo limiti oggettivi e insuperabili dell’organizzazione dei servizi sanitari possono limitarlo.

ƈ evidente che le scelte organizzative dovrebbero essere subordinate al rispetto dei diritti individuali, e non il contrario. Tuttavia, la realtĆ  mostra una situazione diversa, dove la territorialitĆ  ĆØ spesso imposta con la pretesa che garantisca un miglior trattamento per il paziente. Questo tipo di paternalismo, riservato solo ai pazienti psichiatrici, suggerisce una forma di discriminazione basata su una “condizione personale”, in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione italiana, che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.

Oltre a violare la Costituzione, la negazione del diritto alla scelta del medico ĆØ in contrasto con il Codice di Deontologia Medica. L’articolo 3 del Codice afferma che il medico deve tutelare la salute psico-fisica del paziente nel rispetto della sua dignitĆ  e libertĆ , senza alcuna discriminazione. L’articolo 27, invece, sancisce esplicitamente la libera scelta del medico e del luogo di cura come diritto fondamentale del cittadino.

Considerando tutto ciò, ĆØ difficile sostenere che un “diritto fondamentale del cittadino” debba dipendere dalla possibilitĆ  di pagare una visita in regime di libera professione. Pertanto, se un servizio pubblico o accreditato rifiuta l’assistenza a un paziente psichiatrico, ĆØ consigliabile inviare una richiesta formale al Direttore Generale della struttura (o al Direttore Sanitario o al Direttore del Dipartimento di Salute Mentale) chiedendo:

– In base a quali norme l’azienda impone limiti territoriali all’accesso ai servizi psichiatrici, non previsti dalle leggi citate.

– Come tali norme, se esistenti, siano compatibili con i principi costituzionali e con i fondamenti dell’esercizio della professione medica.

– In assenza di tali norme, quali provvedimenti si intendano adottare per garantire il diritto costituzionale alla libertĆ  di scelta.

Questi passi sono essenziali per rivendicare e difendere un diritto che, secondo la legge, appartiene a tutti i cittadini, senza eccezioni.

Per approfondimenti si consiglia il sito gestito dalla dott.ssa Mariagrazia Fasoli

https://www.sdrogabrescia.org/leggi-e-tossicomanie/diritti-dei-pazienti/libera-scelta-del-medico-e-del-luogo-di-cura/

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FIRMARE PRESSO I COMUNI

Diritti alla Follia · 27/07/2024 · Lascia un commento

ƈ possibile firmare presso tutti i Capoluoghi di provincia italiani

Sedi, giorni e orari al seguente link

https://dirittiallafollia.it/campagna-riforma-amministrazione-sostegno/#comuni

Capoluoghi di provinciaDownload

Inoltre, ĆØ possibile firmare anche in tutti i Comuni presenti nel seguente elenco:

Altri ComuniDownload

Questi Comuni hanno ricevuto da noi, via PEC e in cartaceo, i moduli per firmare la Proposta di Legge di iniziativa popolare dal titolo:

Ā«Abolizione degli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione.

Riforma dell’amministrazione di sostegno.Ā»

Per avere informazioni precise, chiedete specificamente:

  • Dove e quando ĆØ possibile firmare la Proposta di Legge di iniziativa popolare dal titolo:

Ā«Abolizione degli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione. Riforma dell’amministrazione di sostegno.Ā»

  • Comitato promotore ĆØ l’Associazione ā€˜Diritti alla Follia’

Da verifiche effettuate, questi Comuni hanno giĆ  attivato la raccolta firme e solitamente si può firmare in orario di apertura al pubblico. 

Qualche disguido, però, è sempre possibile.

​​Pertanto per non correre rischi potete verificare telefonando per chiedere orari e ufficio dove recarsi (indirizzo, piano, stanza) per firmare la Proposta di Legge ​di iniziativa popolare Ā«Abolizione degli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione. Riforma dell’amministrazione di sostegno.Ā»

Per favore, comunicateci questi dati scrivendo a dirittiallafollia@gmail.com:

li pubblicheremo a vantaggio dei vostri concittadini.

Se riscontrate che il vostro Comune non ha i moduli, per cortesia informateci scrivendo a dirittiallafollia@gmail.com 

​Grazie per la collaborazione e teneteci sempre informati scrivendo a dirittiallafollia@gmail.com

https://dirittiallafollia.it/campagna-riforma-amministrazione-sostegno/#form-donazione

DONA CON PAYPAL O BONIFICO BANCARIO

Aiutaci a raggiungere il budget necessario per una Campagna raccolta firme efficace.
Il tuo supporto ĆØ vitale!
Ecco come verranno utilizzati i fondi raccolti:

– Stampa e invio dei moduli ai Comuni italiani
– Stampa di voltantini informativi
– Acquisto merchandising promozionale
– Spese istruttoria pratiche
– Pagamento tasse occupazione suolo pubblico

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Il ā€œbloccoā€ dell’illegalitĆ  istituzionale italiana si manifesta nella drammatica vicenda di Marta Garofalo Spagnolo

Diritti alla Follia · 01/07/2024 · Lascia un commento

Comunicato Stampa

L’associazione ā€˜Diritti alla Follia’ non ĆØ sorpresa dell’epilogo del processo di secondo grado presso la Corte di Appello di Lecce contro l’avvocata Gabriella Cassano, il suo compagno Fabio Degli Angeli, Cosimo Visconti e Cosimo Filieri. La conferma delle condanne inflitte in primo grado per i reati di sequestro di persona, circonvenzione di incapace, abbandono di incapace e sottrazione di persona incapace ā€œai danniā€ di Marta Garofalo Spagnolo, rappresenta un doloroso simbolo dell’odiosa ed illegale discriminazione operante nel nostro sistema giuridico nei confronti delle persone con disabilitĆ  psicosociale.

Una storia di sofferenza e privazione

Marta Garofalo Spagnolo, una giovane donna pugliese, sottoposta ad amministrazione di sostegno, ĆØ stata rinchiusa contro la sua volontĆ  per oltre undici anni in diverse “Case Famiglia”, istituti che si sono rivelati luoghi di feroce detenzione e segregazione, rimasti tali nonostante le numerose fughe e le quotidiane implorazioni e richieste di aiuto da parte della donna. Marta ĆØ rimasta prigioniera di un sistema che – in violazione degli obblighi internazionali assunti dall’Italia con la firma della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con DisabilitĆ  (CRPD), sul fronte dell’impossibilitĆ  di ā€œsostituirsiā€ alla persona nella presa di decisioni (come ĆØ accaduto per Marta) e della deistituzionalizzazione – le ha negato la libertĆ  fino alla sua tragica morte il 3 novembre 2022, all’etĆ  di 31 anni. Uccisa dal regime che cosƬ disvela l’ipocrisia criminale della presunta ā€œprotezioneā€ che veniva assicurata alla ragazza. 

Puniti per aver commesso il ‘reato di umanitĆ ’

Cassano e Degli Angeli sono stati puniti per aver commesso quello che possiamo definire il ‘reato di umanitĆ ‘: aver accolto e dato rifugio a Marta durante una delle sue fughe. Un gesto di compassione e umanitĆ  che ĆØ stato severamente punito, mentre il vero “esproprio di vita” di Marta, durato oltre undici anni, rimane impunito. Questo processo ha l’effetto di colpire “due” persone per educarne “cento”, scoraggiando qualsiasi atto di umana solidarietĆ  verso le persone intrappolate in un sistema che le ignora e le opprime.

I condannati sono gli unici innocenti in una vicenda – quella della tortura prima, dell’uccisione poi, di Marta, nella quale decine di uomini e donne delle istituzioni – Giudici compresi – si sono costituiti in ā€˜associazione a delinquere’ per privare Marta della dignitĆ , della libertĆ , e della vita.

SarĆ  impegno dell’associazione continuare a manifestarlo ed a sostenerlo in ogni sede.

L’Amministrazione di Sostegno: Un sistema da riformare

La Legge 6/2004, che ha introdotto l’amministrazione di sostegno nel nostro codice civile, può trasformarsi, come dimostra il caso di Marta, in uno strumento di privazione della libertĆ  e di autonomia. Nel 2016, l’Italia ĆØ stata richiamata dal Comitato ONU per l’attuazione della Convenzione sui Diritti delle Persone con DisabilitĆ , ratificata con la Legge 18/2009, per le sue pratiche discriminatorie. Tuttavia, poco ĆØ cambiato da allora.

Verso una nuova legislazione

In risposta a queste gravi problematiche, il 18 aprile 2024 l’associazione ā€˜Diritti alla Follia’ ha depositato presso la Corte Suprema di Cassazione una Proposta di Legge di iniziativa popolare per l’abolizione dell’interdizione e dell’inabilitazione e per la riforma dell’amministrazione di sostegno con l’intento di passare da un approccio basato sulla protezione a quello del riconoscimento dei diritti e delle libertĆ  delle persone direttamente coinvolte, cosƬ come delineato dagli standard internazionali.

Invito all’azione

La Campagna di sensibilizzazione e denuncia ā€œFragile a Chi?!ā€, promossa dall’associazione ā€˜Diritti alla Follia’, a sostegno della Proposta di Legge di iniziativa popolare, mira a raccogliere le 50.000 firme necessarie affinchĆ© la proposta di legge venga discussa in Parlamento. Essa ĆØ aperta all’adesione di Enti, gruppi e singole persone.

Per informazioni e per aderire all’iniziativa, si rimanda alla pagina della Campagna https://dirittiallafollia.it/campagna-riforma-amministrazione-sostegno/ o all’indirizzo mail  dirittiallafollia@gmail.com

Associazione ā€˜Diritti alla Follia’                                                          Roma 30-06-2024

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ā€œUnsilenceYourVoiceā€: la fanzine del Progetto artistico-giuridico ĆØ finalmente online!

Diritti alla Follia · 10/06/2024 · Lascia un commento

“UnsilenceYourVoice” ĆØ un Progetto artistico-giuridico che vede la collaborazione tra la rete ENUSP (Rete Europea degli (Ex) Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria) e le associazioni “Diritti alla Follia” e “Code per Curiosi“.

Uno degli obiettivi del Progetto ĆØ l’espressione artistica di persone che hanno sperimentato, hanno sopportato e sono sopravvissute alla psichiatria. Inoltre, i partecipanti mettono in relazione le proprie esperienze vissute, espresse attraverso le opere artistiche, con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilitĆ  (UN CRPD). Essi mostrano come i diritti articolati dalla Convenzione siano violati dalla pratica psichiatrica, ad esempio attraverso trattamenti forzati.

Queste esperienze e le violazioni dei diritti sono pubblicate all’interno di una e-zine (fanzine elettronica) e di un blog (ancora in work in progress).

Attraverso il Progetto “UnsilenceYourVoice“, le persone che di solito vengono messe a tacere dalla societĆ  si riappropriano della propria voce. 

Leggi e divulga la fanzine elettronica

https://heyzine.com/flip-book/d74f685642.html

English Version https://heyzine.com/flip-book/165ea233c8.html

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