- Intervento di Alessandro Negroni, presidente dell’associazione “Diritti alla Follia”
- Diretta ospitata dal giornale “Il monito” con Rosa Rossella Criscuolo
Comunicato stampa associazione “Diritti alla follia”: 100 firme per la nomina del garante regione Sardegna

SUBITO LA NOMINA DEL GARANTE REGIONALE DELLE PERSONE SOTTOPOSTE A MISURE RESTRITTIVE DELLA LIBERTÀ PERSONALE. LA SARDEGNA SI MOBILITA CON UNA PETIZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE.
L’Associazione Radicale “Diritti alla Follia” è impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone sottoposte a varie forme di coercizione in ambito psichiatrico, ai cosiddetti “istituti di protezione” dell’individuo (tutela, curatela, amministrazione di sostegno) e alle misure di sicurezza per i soggetti “non imputabili”.
Sin dalla sua costituzione si è impegnata per la nomina del Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale in Sardegna.
Il 7 febbraio 2011 il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la LR la Legge Regionale n° 7 sul “Sistema integrato di interventi a favore dei soggetti sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria e istituzione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”, una legge importante, innovativa e di grande visione, che tuttavia non ha mai trovato attuazione.
Uno dei punti cardine della legge è l’istituzione del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Una figura di garanzia e tutela fondamentale, che anticipò di oltre due anni il Decreto Legge 23 dicembre 2013 n° 146, convertito con modificazioni dalla Legge 10/2014 di istituzione del Garante Nazionale.
Il Garante Regionale non è mai stato nominato.
Il Garante deve essere nominato dal Consiglio Regionale a maggioranza qualificata e ha compiti rilevanti di tutela e garanzia della corretta applicazione degli istituti che a qualunque titolo incidono sulla restrizione della libertà personale. La Sardegna non vi può rinunciare.
In più occasioni il Garante Nazionale ha auspicato la sua nomina da parte del Consiglio Regionale, così come disposto dalla Legge regionale 7/2011, come del resto si legge nel rapporto del Garante Nazionale redatto in occasione della sua ultima visita ispettiva del 2019, pubblicato nel sito istituzionale. L’Associazione Diritti alla Follia chiede che il Consiglio Regionale proceda immediatamente alla nomina del Garante, per questo ha proposto una petizione che alleghiamo al presente comunicato.
L’obiettivo è raccogliere 100 adesioni in un mese, depositare la petizione e presidiare il Consiglio Regionale affinché la mozione sia portata in discussione in aula, così come previsto dall’art. 104 del regolamento del Consiglio Regionale. Se così non fosse, dovranno esserne spiegate le ragioni.
Il modulo della petizione per la raccolta firme è raggiungibile al link cliccando sul bottone qui di seguito:
Ciascuno di noi può farsi promotore della raccolta di firme, ricordando che la petizione potrà essere sottoscritta solo dai residenti nella regione Sardegna.
Per eventuali informazioni si può fare riferimento, oltre alla mail dell’associazione, ai contatti indicati di seguito:
Cristina Paderi
Segretaria Associazione Diritti alla Follia
Contatti
Cristina Paderi 3462378960
Michele Capano 3887942692
Nicola Carboni 3293604665
Petizione popolare al consiglio regionale della Sardegna Art. 103 del regolamento del consiglio regionale

Premesso che:
- L’articolo 2 della Costituzione stabilisce: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo […]»
- l’Art. 32 della costituzione dispone: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana»
- l’Art. 1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea recita: «La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata»
- I principi sopra enunciati fanno parte del patrimonio di valori che sorreggono lo Statuto della Regione Autonoma della Sardegna, considerato l’espresso richiamo contenuto nel primo articolo dello stesso Statuto Sardo.
- l’art. 7 del Decreto Legge 23 dicembre 2013 n° 146, convertito con modificazioni dalla Legge 10/2014, ha istituito il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale ai sensi dell’articolo 3 del Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, adottato il 18 dicembre 2002 con Risoluzione A/RES/57/199 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e ratificato ai sensi della Legge 9 novembre 2012, n. 195;
Considerato che:
- la Legge Regionale n° 7 del 7 febbraio 2011 recante norme sul “Sistema integrato di interventi a favore dei soggetti sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria e istituzione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale” ha previsto che la Regione autonoma della Sardegna, nell’ambito delle proprie
competenze, «[…] concorre a tutelare e assicurare il rispetto dei diritti e della dignità delle persone adulte e dei minori presenti negli istituti penitenziari o ammessi a misure alternative e sostitutive della detenzione negli ospedali psichiatrici giudiziari, nei centri di identificazione ed espulsione e nelle strutture sanitarie in quanto sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio, a favorire la loro rieducazione, a ridurre il rischio di recidiva e ad agevolare il loro reinserimento sociale e lavorativo” - La Legge Regionale 7/2011 contiene principi e norme fondamentali in materia di sostegno alle donne detenute, alla tutela dei minori, a favore degli stranieri, alla promozione e tutela della salute al reinserimento lavorativo e sociale.
- La Legge Regionale 7/2011 al fine di contribuire al raggiungimento delle suddette finalità e tutelare i diritti e la dignità delle persone sottoposte a restrizioni della libertà personale al Capo II, art. 10 ha previsto e disciplinato l’istituto del Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Il Garante è istituito presso il Consiglio regionale ed è da questo nominato con maggioranza qualificata.
- Nonostante la Legge Regionale abbia previsto l’istituito del Garante Regionale, il Consiglio Regionale della Sardegna non ha mai provveduto alla sua nomina.
- Il Garante rappresenta una figura autonoma di garanzia di fondamentale importanza per la comunità regionale in ragione delle funzioni assegnategli dalla Legge Regionale e, tra le quali, quelle relative alla tutela del diritto alla salute, alla promozione delle politiche sociali, al miglioramento della qualità della vita, alla promozione dell’istruzione e della formazione professionale finalizzate al recupero e alla integrazione sociale delle persone in condizioni di fragilità. Il Garante svolge inoltre una importante funzione di collaborazione con il Consiglio Regionale in quanto formula indicazioni e proposte, anche su richiesta degli stessi organi regionali, in merito agli interventi amministrativi e di carattere legislativo, volti ad assicurare il pieno rispetto dei diritti dei soggetti che, in qualunque forma e per qualunque causa, sono sottoposti a restrizioni della loro libertà personale.
- In più occasioni il Garante Nazionale ha auspicato la nomina del Garante Regionale della Sardegna e contestualmente invitato il Consiglio Regionale a dare ottemperanza a quanto disposto dalla Legge regionale 7/2011.
- la presente petizione è sottoscritta anche da tutte le persone contenute nell’allegato elenco.
Per tale ragione:
- i sottoscritti chiedono al Consiglio Regionale l’impegno di procedere con immediatezza alla nomina del Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, secondo le norme previste dal Capo II della Legge Regionale n° 7 del 7 febbraio 2011 recante norme sul “Sistema integrato di interventi a favore dei soggetti sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria e istituzione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”.
F.to
Cristina Paderi
Paola Lobina
Nicola Carboni
Michele De Rio
Leggi il comunicato stampa in forma di articolo: vai al comunicato stampa
FIRMA ORA QUESTA PETIZIONE
(La presente petizione può essere sottoscritta solo dai residenti in Sardegna)
Inviando la sottoscrizione a questa petizione, riceverai alla tua email personale un copia della tua sottoscrizione. Allo stesso modo arriverà una copia all’email dell’associazione. Controlla eventualmente anche nella casella Spam o Pubblicità del tuo account di posta elettronica
[ La petizione è stata chiusa il 4 giugno 2021 e tutte le firme sono state consegnate in regione. Abbiamo raccolto un totale di 176 firme. Ringraziamo tutti per il vostro prezioso contributo e vi terremo aggiornati sugli sviluppi ].
Comunicato stampa associazione radicale “Diritti alla Follia”: TSO politico su studente senza mascherina

Comunicato stampa 8 maggio 2021 – Associazione Radicale “Diritti alla Follia”
TSO politico su studente senza mascherina.
Il 06 maggio 2021 L’Associazione Radicale “Diritti alla Follia” è intervenuta tempestivamente per chiedere formalmente alle autorità competenti l’immediato rilascio di uno studente di un istituto superiore di Fano che, abbiamo appreso da fonti giornalistiche, essere sottoposto a tso per malattia mentale per aver rifiutato di indossare la mascherina al banco, ossia per aver voluto respirare senza impedimenti, e per aver manifestato a scuola il proprio dissenso all’imposizione della mascherina.
LESIONE DELLA DIGNITÀ E DEI DIRITTI CIVILI E POLITICI DEL RAGAZZO COINVOLTO NELL’ APPLICAZIONE DEL TSO.
Premesso che “possono essere disposti dall’autorità sanitaria accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori, secondo l’articolo 32 della Costituzione, nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici”.
Il rifiuto dell’uso della mascherina configura l’espressione di una posizione politica, e/o di una disobbedienza civile, che ben possono produrre misure coercitive tradizionali, ma giammai essere poste alla base di un TSO.
Si percepisce chiaramente che i diritti civili e politici sono tali proprio in quanto corrispondono all’espressione di opinioni ed all’adozione di comportamenti contrastanti l’autorità governativa. E’ proprio nel fuoco di tale divergenza tra cittadino ed autorità che viene forgiato il ferro del diritto, che quest’ ultimo assume concreta dimensione di presidio alle libertà dell’individuo.
Desta particolare preoccupazione il ricorso a un tso per malattia mentale che appare essere stato eseguito in assenza dei presupposti normativi che lo legittimano e per una finalità di tipo “politico” consistente nel contrastare una forma di dissenso e di protesta rispetto all’uso della mascherina.
Oltre alla revoca immediata dell’illegittimo trattamento sanitario obbligatorio, l’associazione ha chiesto l’accesso agli atti della procedura.
Roma 8 maggio 2021
Associazione Radicale “ Diritti alla Follia”
Cristina Paderi – Segretaria
Alessandro Negroni – Presidente
Michele Capano – Tesoriere
Note di notte

Riceviamo da S.P. e pubblichiamo con il suo consenso :
Il 4 Maggio 2021 alle ore 15:30 alla radio hanno intervistato persone che hanno dichiarato il falso, esaltate dai conduttori del programma, aspettavano telefonate in diretta., incoraggiando le persone ad assumere farmaci psichiatrici fornendo una disinformazione di gravità elevata.
Una puntata radio chiaramente fatta apposta, per adescare più persone possibili, per i loro sporchi lavori di natura criminale.
Hanno messo la Psichiatria in buona luce, così contribuendo a spingere le persone a sottoporsi a cure psichiatriche con le seguenti conseguenze:
- T.S.O.
- Contenzione chimica
- Contenzione meccanica ecc..