• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale

Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

  • HOME
  • ASSOCIAZIONE
    • Chi siamo
    • Consiglio direttivo
    • Aree tematiche
    • Lo statuto
  • CAMPAGNE
  • PROPOSTE DI RIFORMA
    • Vai alle proposte di riforma
    • Petizioni
  • BLOG
  • EVENTI
  • PUBBLICAZIONI
    • Bibliografia
    • Documenti scaricabili
  • Ā DONAZIONIĀ 
  • Ā ISCRIVITIĀ 
  • CONTATTI
  • Show Search
Hide Search

Diritti alla Follia

MOZIONE GENERALE Associazione “Diritti alla Follia” anno 2021

Diritti alla Follia · 16/11/2021 · 2 commenti

L’ assemblea dell’ Associazione radicale ā€œDiritti alla Folliaā€, riunita:
in modalitĆ  telematica, sulla piattaforma ā€œZoomā€, sabato 6 e domenica 7 novembre 2021 in presenza in Largo dello Scoutismo 1 a Roma, sabato 13 e domenica 14 novembre 2021 per il IV Congresso:

  • prende atto degli esiti della conferenza nazionale sulla salute mentale tenutasi a Roma il 25 e 26 giugno 2021, e del ā€œvertice internazionaleā€ sulla salute mentale tenutosi a Parigi il 5 e 6 ottobre 2021, e registra – al confronto – la radicale alternativa del proprio approccio orientato alla centralitĆ  della persona, e alla salvaguardia dei diritti insopprimibili di libertĆ  ed autonomia di cui ĆØ portatrice: da cui la prospettiva – cui ĆØ dedicato il congresso – di un’ ā€œaltra ā€œsalute mentaleā€ā€;

evidenzia come non siano state accolte dall’Italia le Raccomandazioni del Comitato ONU CRPD, che nell’ agosto 2016 segnalavano al nostro Paese le urgenti riforme funzionali ad allineare la normativa e la prassi italiane ai diritti riconosciuti ai portatori di ā€œdisabilitĆ  psico-socialeā€ dalla ā€œConvenzione ONU sui diritti dei disabiliā€, e che il dibattito pubblico attorno ai temi della ā€œsalute mentaleā€ si muove nella direzione di un ulteriore aggravamento di tale stato di illegalitĆ  internazionale dello Stato italiano. A riguardo, l’assemblea impegna gli organi dirigenti alla predisposizione ed all’invio di un ā€œrapportoā€ al Comitato ONU CRPD teso ad evidenziare la situazione descritta;

evidenzia come non siano state accolte dall’Italia le ripetute raccomandazioni del ā€œComitato di Prevenzione della Torturaā€ circa le necessarie riforme in tema di TSO, come illustrato dall’ intervento di Christian Loda, funzionario del CPT, nel corso del Congresso. A riguardo, l’assemblea impegna gli organi dirigenti a continuare nell’interlocuzione con il CPT e ad inviare allo stesso un ā€œrapportoā€ sullo stato dell’arte in materia di detenzioni ā€œsanitarieā€, in vista della attivitĆ  periodica di monitoraggio prevista nel 2022.

In questo contesto, circa i temi oggetto dell’azione e dell’elaborazione dell’associazione in quanto afferenti alla sistematica lesione dei diritti fondamentali della persona, il Congresso:

saluta il perfezionamento della proposta di legge di riforma del TSO nell’ambito del ā€œComitato Legittima Difesaā€, costituito per riunire le forze delle associazioni e cittadini interessati alla modifica dell’attuale articolato della legge 1978/833. Su questo terreno, l’ assemblea impegna gli organi dirigenti – in seno al Comitato Legittima Difesa – a verificare le condizioni per una campagna che coinvolga i cittadini nella presentazione in Parlamento della proposta (anche fruendo delle nuove possibilitĆ  di sottoscrizione a distanza garantite dallo SPID) ed in ogni caso a raccogliere adesioni di parlamentari;

registra l’aggravamento del concreto funzionamento dell’istituito dell’ ā€œamministrazione di sostegnoā€™ā€, oggetto della campagna ā€œSe la tutela diventa ragnatelaā€ che ha visto impegnata l’associazione nel 2020-2021. Sul tema, a fronte della circolazione di progetti di riforma tesi ad aggravare ulteriormente la lesione dei diritti fondamentali dei ā€˜ā€™beneficiariā€, l’associazione impegna gli organi dirigenti a completare l’elaborazione del proprio progetto di riforma dell’istituto, e ad avviare l’interlocuzione con altre realtĆ  associazionistiche e politiche interessate ad ā€allineareā€, anche su tale questione, la legislazione italiana ai dettami della CRPD ed alle raccomandazioni del Comitato ONU;

segnala come la recente proposta di legge elaborata – con altre forze – dalla ā€œSocietĆ  della Ragioneā€ in materia di misure di sicurezza per i non imputabili rappresenta un passo significativo nella direzione del superamento di tale anacronistico istituto, ed a valle dell’approfondimento tenutosi nel Congresso impegna gli organi dirigenti ad un’interlocuzione tesa al miglioramento della proposta per poi favorirne l’iter di approvazione parlamentare.

L’associazione mette in luce come gli approfondimenti congressuali dedicati:

  • all’istituto dell’ ā€œOmbudsman personaleā€, esistente in Svezia e giĆ  valorizzato dall’Organizzazione Mondiale per la SanitĆ  (e che l’ associazione si propone di promuovere in Italia)
  • al ā€œmetodo Stefania Guerra Lisiā€ (che l’associazione si propone analogamente di sottoporre all’attenzione dell’OMS)
  • all’esperienza umana e professionale di Giorgio Antonucci, riguardo alla quale ĆØ stata presentata in Congresso un’iniziativa editoriale relativa alla pubblicazione di un sito che ne documenta l’opera tesa all’azione terapeutica ā€œumanistaā€ e non coercitiva (che l’ associazione si propone di divulgare)dimostrino:
    come risulti vincente ed auspicabile un approccio ā€œsocialeā€ fondato su parole chiave come ā€œumanizzazioneā€, ā€œfiduciaā€, ā€œindipendenzaā€, ā€œvolontĆ ā€ e non quello oggi dominante fondato sul tridente ā€œsanitario-amministrativo-giuridicoā€ alla disabilitĆ  psico-sociale. Tale ā€œrivoluzione copernicana’’ (coerente con l’approccio della CRPD) impone una ā€œalfabetizzazioneā€ degli ā€œoperatori della salute mentaleā€ coinvolti sul piano lavorativo, sociale, sanitario, giudiziale, amministrativo nell’attivitĆ  su questi temi. Su questo terreno, dando atto del documento inviato su questo tema dall’associazione nel giugno 2021 a tutti i Giudici Tutelari d’Italia ed al Consiglio Superiore della Magistratura, l’assemblea impegna gli organi dirigenti a continuare in quest’azione, altresƬ verificando la possibilitĆ  di sfruttare canali di finanziamento utili allo scopo;
    come occorra lavorare sulla libertĆ  terapeutica dello psichiatra, tale da metter in grado tali professionisti di operare in scienza e coscienza professionale, a fronte dell’attuale – documentata in Congresso – criminalizzazione ed ā€œostracizzazioneā€ di ogni approccio non rigidamente ancorato ai ā€œprotocolliā€.

L’ associazione apprezza il ruolo che il Garante Nazionale e taluni Garanti Regionali per le persone ristrette cominciano ad esercitare sul fronte delle detenzioni in ambito sanitario, e sottolinea la gravitĆ  della situazione ben descritta dal Garante Regionale del Lazio Stefano Anastasia intervenuto in Congresso (particolarmente sul fronte della ā€œpsichiatrizzazioneā€ dei migranti) ed evidenzia l’ azione associativa in corso diretta all’implementazione dell’ufficio del Garante Regionale per la Sardegna, la cui mancanza priva la Regione di un presidio cruciale per la salvaguardia dei diritti fondamentali dei pazienti psichiatrici in un territorio che – come testimoniato dal recente rapporto del Garante Nazionale a valle di una visita in alcune strutture sarde – ne ha urgente bisogno. A riguardo, l’assemblea dĆ  mandato agli organi dirigenti di continuare l’azione tesa a promuovere la nomina del Garante Ragionale sardo, ed a continuare l’avviata interlocuzione con i Garanti.

L’associazione, preso atto dei contenuti del dibattito congressuale sul tema, denuncia l’aggravamento della cronica ā€œcrisiā€ dello Stato di diritto in Italia a fronte dell’emergenza COVID-19, che ha comportato e comporta:
una inedita e preoccupante violazione delle libertĆ  e dei diritti costituzionali della persona, sul piano del lavoro, della circolazione, della libertĆ  di riunione e manifestazione, etc…;
un fenomeno di preoccupante ā€œpsichiatrizzazioneā€ del dissenso, come dimostrato dai TSO occorsi a Dario Giuseppe Musso, reo a Ravanusa in Sicilia di aver manifestato pubblicamente contro le decisione governative in tema, e ad un diciottenne di Fano reo di aver rifiutato di indossare la mascherina a scuola. Circa quest’ultimo caso, l’assemblea saluta l’avvenuto ricorso contro il Tso promosso in proprio dall’associazione, dando mandato agli organi dirigenti di continuare l’attivitĆ  processuale anche a seguito di un inaccettabile provvedimento di inammissibilitĆ  per ā€œcarenza di interesseā€ pronunciato dal Tribunale di Pesaro (secondo un collaudato metodo giudiziale teso ad evitare difficili discussioni sul merito di alcuni provvedimenti, rifugiandosi in problematiche di tipo procedurale).
Intende cogliere l’ opportunitĆ  di collettiva comprensione dei drammi del TSO in ambito psichiatrico in rapporto al gigantesco TSO collettivo in tema di farmaci vaccinali. Per questo, l’assemblea dĆ  mandato agli organi dirigenti di continuare a sollevare i temi della incredibile parzialitĆ  dell’ informazione in argomento e dei limiti invalicabili alle restrizioni imponibili per ragioni di tipo sanitario, verificando possibili interlocuzioni con le realtĆ  sociali interessate a lavorare a riguardo.

La quota associativa, per l’ anno 2022, ĆØ fissata in € 35,00 (euro trentacinque,00)

Cristina Paderi, Michele Capano, Alessandro Attilio Negroni, Maria Rosaria D’Oronzo, Andrea Michelazzi.

Condividi:

Un popolo di Santi, Poeti, Amministratori…

Diritti alla Follia · 13/10/2021 · Lascia un commento

Di Gigi Monello

La sigla suona vagamente iettatoria, ricorda la malattia che decenni orsono si portò via il grande Freddie. ADS significa ā€œAmministrazione di sostegnoā€ ed ĆØ l’Istituto creato da un illustre giurista di Trieste, Paolo Cendon, a suo tempo collaboratore di Franco Basaglia. Ottime le intenzioni, sconcertanti i risultati. L’obiettivo era una tutela più blanda e rispettosa per persone deboli ma non incapaci; la realtĆ  – parliamo di amministratori ā€œesterniā€ – ĆØ una nuova, strisciante forma di schiavitù legale e la nascita di un autentico affarismo geriatrico.

La Legge 6/2004 candidamente richiama la ā€œgratuitĆ ā€ della mansione o, al massimo, l’equo indennizzo nel caso di gestioni difficoltose; e questo nel paese che vanta una pletora di avvocati sotto-occupati come nessun altro al mondo. Era cosƬ difficile immaginare cosa sarebbe successo a far balenare a siffatta platea, un reddito integrativo senza ā€œimpegni d’aulaā€, con l’aggiunta della torbida gratificazione dell’esercizio di un dominio sulle altrui vite? Era cosƬ difficile ricordare l’eterna, italica mentalitĆ  che nel ventennio produsse il ā€œCapo-fabbricatoā€, il gerarchetto di condominio che controllava la moralitĆ  dei casigliani?

I casi dubbi crescono a vista d’occhio; coinvolgono Star e poveri Cristi. Di pochi giorni fa, la notizia sulla ā€œGina nazionaleā€: la Cassazione conferma: la novantatreenne attrice ha bisogno dell’Amministratore di sostegno. Il meccanismo ĆØ scattato nella sua classica combinazione: 1) anziano con qualche idea originale circa la fase finale della sua esistenza; 2) ottima, buona o, quanto meno, interessante dotazione patrimoniale del medesimo; 3) parenti stretti preoccupati che un ā€œsopravvenutoā€ sfili loro sotto il naso un sostanzioso peculio.

Capita, dunque, che la ā€œBersaglieraā€ conosca anni addietro un trentaduenne sveglio, gaio e spigliato, che tanto entra nelle sue simpatie da indurla ad affidargli compiti fiduciari vari: una specie di segretario. Figlio e nipote si allarmano: ā€œSta a vedere che ā€¦ā€. Più che naturale. La signora vive in una grande villa sull’Appia Antica, circondata da oggetti d’arte e preziosi cimeli di una gloriosa carriera. Ancora popolare, ancora cercata dai media, non disfatta dall’etĆ , si gode serenamente i suoi anni, ben consapevole che non mancheranno certo liquiditĆ  e beni di fortuna. E qui entra in scena la 6/04: figlio e nipote ā€œespongonoā€ al Giudice Tutelare: ĆØ palese che la Diva viene circonvenuta dall’abile segretario – ufficialmente legato e con figlia battezzata ā€œGinaā€ -, interessato al cospicuo patrimonio. Lapalissiano. Comincia la battaglia legale; dura sette anni e si conclude (pare) con la pronuncia della Cassazione: il Tutore new model ha da esserci. La Signora ĆØ, per caso, svanita di cervello? Non parrebbe. A parte bizze, impuntature e beate sbadataggini contabili (ma queste son cose anche di Divi/e trentenni), tutto lascia pensare che la testa funzioni. Gli stessi Giudici lo dicono: le perizie mediche non hanno rilevato nessun disturbo psichiatrico. E allora? Allora si passa alla categoria del ā€œvago e dell’indefinitoā€: il soggetto sarebbe ā€œsuggestionabileā€, ā€œvulnerabileā€, ā€œindebolitoā€; insomma circonvenibile. Cerca, il gentil Segretario, prevalentemente il peculio? Tutto può essere. Ma stando a quanto si sa sui passati rapporti tra Diva e congiunti (da lungo tempo non buoni), l’ipotesi che questi agiscano per motivi non troppo diversi, ĆØ plausibile.

Vedremo le prossime puntate (se ce ne saranno). Intanto la Gina conferma l’onestĆ  dell’Assistente, scrive indignata a Mattarella, minaccia pubblicamente (gettando nella disperazione il sindaco di Castel Pietro Romano, il borgo di Pane, amore e fantasia dove ĆØ ricevuta come una Santa Patrona) di andarsene dall’Italia.

Terreno fertile, l’ambiente delle glorie del Cinema. Da poco ĆØ spuntato fuori anche Lando Buzzanca, maschera scanzonata di un certo machismo all’italiana; anche lui all’incirca con lo stesso copione. Da cinque anni sta pubblicamente con una donna di 40 anni più giovane (il Silvio nazionale batte da sempre tutti, ma nessuno osò mai dire che stesse rincoglionendo); due figli subodorano perfida frode e imbracciano la Cendon. La sospettata – giornalista, autrice e conduttrice TV – non parrebbe esattamente corrispondere al tipo della cacciatrice di dote. Il programma era di sposarsi; ora, per vederlo una sola volta in ospedale, dove l’attore ĆØ da tempo ricoverato, la fidanzata deve inginocchiarsi di fronte ad un Amministratore. Per parte sua, l’amministrato cosƬ commenta, ā€œI miei figli mi vogliono far passare per rimbambito, vogliono vendere la mia casa bellissima e vogliono mettermi qualcuno accanto che gestisca i miei soldi e i miei beni. Non merito di finire cosĆ¬ā€.

Dalla Roma delle leggende del Cinema, passiamo adesso ad un ameno paese del Lecchese, Airuno, tra verdi colline e l’Adda. Ad Airuno viveva in santa pace, dedito ad agresti occupazioni, un novantenne ricco di famiglia, Carlo Gilardi, professore in pensione, galantuomo, persona colta, perfettamente presente a se stesso. Un unico difetto: la decisione di trascorrere la fase conclusiva della sua vita nello ā€œspirito francescanoā€ (parole sue). L’anziano fa beneficenza, regala, ospita, aiuta i bisognosi (di ogni razza), dona al Municipio del suo paese. Un esagerato. La sorella obietta: il congiunto sperpera sconsideratamente il ā€œpeculio di famigliaā€; va fermato. Il mezzo c’è, basta indicarlo come ā€œcirconvenibileā€. Scatta la trappola: solita sequenza: domestico straniero fiduciario dell’anziano denunciato, Amministratore nominato; a perfezionare il tutto arriva, su istanza del dominus, il ricovero coatto in RSA. Il francescanesimo non ĆØ roba per i nostri tempi.

E veniamo adesso al caso in assoluto più stupefacente. Non ci sposteremo di molto. Nella civilissima Torino, in uno spazioso appartamento del centro, vive Gianni Vattimo, 85 anni, ex docente universitario, filosofo, studioso, saggista, politico, personaggio stranoto. Ancora oggi Vattimo scrive, lavora, rilascia interviste, partecipa a convegni, ha una ricca vita di relazione. ƈ il filosofo italiano più tradotto all’estero. ChecchĆ© si voglia dire del suo ā€œpensiero deboleā€, proposta filosofica alla moda tra anni settanta e ottanta (impietosamente satireggiata da un suo collega di FacoltĆ ), Vattimo ĆØ un uomo di alta qualitĆ  intellettuale e sicura rispettabilitĆ  morale. Sulla integritĆ  delle sue facoltĆ  mentali non esiste il minimo dubbio. Eppure un Giudice lo ha ritenuto ā€œcirconvenibileā€ e, puntualmente, il giovane segretario fac-totum sud-americano che da anni lo assiste, ĆØ stato denunciato. Qui non ci sono congiunti, solo solerti ā€œamiciā€, i quali per ā€œproteggereā€ il benestante professore hanno segnalato al Tribunale l’incombente pericolo. Da parte sua, l’interessato cosƬ commenta, ā€œNon credo proprio di essere rincoglionito. Alcuni pseudo amici pensando di farmi un favore mi hanno nominato questo amministratore di sostegno (…) Non sono completamente interdetto, ma devo chiedere a lui per qualsiasi cosa. Spero si tolga dai piedi al più presto.ā€

Certo, se anche Gianni Vattimo ĆØ sotto amministrazione di sostegno, bisognerĆ  pur convenire che qualcosa di veramente ā€œinfernaleā€ c’è in questo arnese giuridico circolante per l’Italia. In effetti, se si considerano le sue pressochĆ© sconfinate potenzialitĆ  di applicazione, si può seriamente affermare che, superati i 70, quasi tutti siamo a possibile rischio.

Facciamo un esempio: mettiamo che un signore, per 40 anni diligente impiegato dello Stato e con un passato giovanile di rockettaro, decida, una volta in pensione, di riappropriarsi dei vissuti di una volta. Non gli basta però ricordare; vuole rivivere. Visto che la sua passione ĆØ sempre stata il chitarrismo elettrico, eccolo fare sodalizio con giovane artista di strada, con il quale, a domeniche alterne, si esibisce sulla pubblica piazza, stivaletti ai piedi e cappellino d’epoca in testa. I nipoti riflettono: ā€œSta a vedere che s’è rincoglionito e tutto il peculio svanisce in Rock and Roll? Qui ci vuole un bell’Amministratore di sostegno, possibilmente uno sperimentato Avvocato, specialista in Rinscimuniti & Affiniā€. Impossibile? Visti i precedenti, non pare. Vogliamo chiudere con una ā€œfantasticheriaā€: ricordate quel tal Conte marchigiano bibliofilo, molto bigotto e molto reazionario? Quello che, fosse stato per lui, non ci sarebbe mai stata istruzione elementare per il popolo? Beh, se per immaginosa ipotesi ai suoi tempi fosse esistito un Prof. Cendon, state tranquilli che sarebbe finito sotto Amministrazione di sostegno anche Giacomo Leopardi.

Gigi Monello

Condividi:

PRESIDIO DELL’ASSOCIAZIONE Diritti alla Follia

Diritti alla Follia · 10/10/2021 · Lascia un commento

Ā per sollecitare la nomina del

GARANTE REGIONALE DELLE PERSONE SOTTOPOSTE A MISURE RESTRITTIVE DELLA LIBERTƀ’ PERSONALE

CAGLIARI MARTEDI 12 ORE 10.00 sotto il Consiglio regionale

Il 5 giugno l’Associazione Radicale Diritti alla Follia ha depositato una petizione al Consiglio Regionale della Sardegna, sostenuta da 180 firme di cittadini e cittadine residenti in Sardegna, per chiedere subito la nomina del Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertĆ  personale, che attende dal 2011. Contestualmente ĆØ stato chiesto un incontro al Presidente Pais.

Nulla di fatto, si aveva ā€œben altro da fareā€ ?

Su proposta di numerosi Consiglieri Regionali che hanno fatto propria la petizione, la Seconda e la Sesta Commissione Regionale hanno approvato il 7 luglio, all’unanimitĆ  dei componenti, la risoluzione n° 6 con la quale  propongono al Consiglio la presa in considerazione della petizione proposta, ai sensi dell’articolo 104 del Regolamento consiliare sollecitando l’inserimento, senza indugio, all’ordine del giorno del Consiglio, la nomina del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertĆ  personale. 

Nulla di fatto, si aveva ā€œben altro da fareā€ ?

MartedƬ 12 ottobre in occasione della seduta del Consiglio Regionale

PRESIDIO DELL’ASSOCIAZIONE

 per sollecitare la nomina del Garante.

Al Presidente ed ai Capi Gruppo sarĆ  consegnato un pacco dono, in anticipo rispetto al Natale, che conterrĆ  l’illuminante Rapporto della visita del Garante Nazionale nel 2019 in Sardegna (con evidenziati i passaggi nei quali il Garante sollecita la urgente nomina del Garante Regionale) e una copia del discorso del 27 ottobre 1948 alla Camera dei Deputati di Piero Calamandrei ā€œBisogna aver vistoā€ .

Condividi:

Comunicato stampa : ricorso avverso il trattamento sanitario obbligatorio inflitto a uno studente di un istituto comprensivo del Comune di Fano (PU) a maggio del 2021.

Diritti alla Follia · 14/09/2021 · 1 commento

Si ĆØ svolta oggi, martedƬ 14 settembre, una triplice udienza dinanzi alla dottoressa Manuela Mari del tribunale di Pesaro per discutere dei tre ricorsi avverso il trattamento sanitario obbligatorio inflitto a  uno studente di un istituto comprensivo del Comune di Fano (PU)  nel maggio del 2021.

I ricorsi erano stati presentati dall’associazione Radicale ā€œDiritti alla Folliaā€ con l’avvocato Michele Capano, dall’associazione ā€œTelefono Violaā€ con l’avvocato Gioacchino di Palma e dai genitori del ragazzo con l’avvocato Giampaoli.

Per  le controparti : presenti la ASUR Marche e l’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Marche nord, mentre non era presente l’avvocatura dello Stato che avrebbe dovuto rappresentare sia il ministero della salute (citato per danni dall’associazione Radicale ā€œDiritti alla Folliaā€),  sia il sindaco di Fano, che ha operato nella qualitĆ  di ufficiale del governo e che dunque avrebbe dovuto essere rappresentato dall’avvocatura, che nella specie non si ĆØ neanche costituita.

Il giudice Manuela Mari si ĆØ riservato una decisione in ordine alle eccezioni procedurali e alle questioni di merito che le parti si sono reciprocamente rivolte. E’ emerso dalla comparsa dell’ ASUR Marche   che nessun  trattamento farmacologico ĆØ stato somministrato al ragazzo nel corso dei quattro giorni di ricovero  coatto nel Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (SPDC).

L’ avv. Capano, per l’associazione Radicale ā€œDiritti alla Folliaā€, ha dichiarato:

” E’ palese l’illegittimitĆ  di un trattamento sanitario obbligatorio che, occorrendo per legge nell’ipotesi in cui si debbano somministrare cure che il paziente rifiuta, in questo caso non ha visto neanche la somministrazione di alcuna terapia.

Quale rifiuto potrebbe esservi stato rispetto a una terapia non somministrata nĆ© proposta ? Dunque, ĆØ chiara la finalitĆ  dimostrativa ā€œpoliticaā€ di un trattamento sanitario obbligatorio che ĆØ servito per educare gli altri ragazzi e gli altri disobbedienti alle conseguenze cui sarebbero andati incontro e cui andrebbero incontro nel caso in cui osassero manifestare un dissenso. Siamo qui come associazione ā€Diritti alla Folliaā€  per affermare all’ opposto che il dissenso ĆØ un diritto costituzionale e non può essere – per liberarsene- trasformato in disturbo psichiatrico.ā€

 Gli avvocati Michele Capano e Gioacchino di Palma in una diretta che andrĆ  online sulla pagina Facebook dell’associazione Diritti alla Follia,  sul canale Telegram e YouTube della stessa, interverranno  per discutere dell’udienza tenutasi oggi e per interagire con gli utenti che vorranno porre delle domande riguardo alla vicenda dell’incredibile trattamento sanitario obbligatorio inflitto nel maggio del 2021 ad un ragazzo reo di non avere voluto indossare la mascherina a scuola.

14 novembre 2021

Associazione Diritti alla Follia                                                                                                       

Michele Capano , tesoriere    

Cristina Paderi,     segretaria  

Condividi:

Relazioni del Comitato per la Prevenzione della Tortura (CPT) su alcuni SPDC italiani

Diritti alla Follia · 27/08/2021 · Lascia un commento

                                      

” Dall’esame di un certo numero di cartelle, dalle consultazioni con i direttori dei DSM regionali e membri del personale dei Servizi Diagnosi e Cura (SPDC), ĆØ emerso che quasi nessuna delle raccomandazioni specifiche fatte in precedenza dal Comitato ĆØ stata realizzata nella pratica. Tale stato di cose non ĆØ accettabile.ā€

https://www.dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2019/12/Raccomandazioni-del-CPT-allItalia.pdf ( sunto delle Raccomandazioni).

Nelle Relazioni sulle visite in Italia dal 2004 al 2016 il Comitato per la Prevenzione della Tortura (CPT), organismo collegato al Consiglio d’Europa, ha espresso una serie di Raccomandazioni specifiche sulle garanzie legali relative alla procedura di TSO.

Il Comitato europeo per la Prevenzione della Tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti ĆØ un organo del Consiglio d’Europa che, per quanto attiene specificamente l’ ambito psichiatrico, ha svolto quattro visite in Italia. Il Comitato ha un ruolo persuasivo nei confronti degli Stati, si limita ad ispezioni e segnala le criticitĆ  che rileva rispetto agli standard dei diritti fondamentali esistenti a livello europeo consacrati dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’ uomo . Le criticitĆ  vengono manifestate attraverso delle raccomandazioni inviate agli Stati .
Le raccomandazioni all’ Italia si sono andate ripetendo dal 2004 al 2016 .
Le abbiamo dovute tradurre in quanto, di questo documento cosƬ significativo per l’Italia, non ĆØ stato possibile trovare neanche il testo in italiano !
Rispetto a queste raccomandazioni clandestine, abbiamo riscontrato una sostanziale coincidenza tra quello che il Comitato per la Prevenzione della Tortura predica e quello che ĆØ il contenuto della proposta di riforma del trattamento sanitario obbligatorio che portiamo avanti insieme al Comitato Legittima Difesa.

https://dirittiallafollia.it/riforma-della-procedura-di-applicazione-del-trattamento-sanitario-obbligatorio/

Ovviamente queste raccomandazioni si sono andate ripetendo nel corso degli anni perché il Comitato nelle visite registrava che nulla era cambiato, ma questo tipo di sollecitazione non è mai entrata neanche nel dibattito istituzionale !
Grazie al CPT abbiamo un’ opportunitĆ  straordinaria per segnalare come le nostre non siano affatto tesi estremistiche tese in qualche modo a mettere i bastoni tra le ruote all’ interno di una procedura che si afferma avere delle finalitĆ  e delle caratteristiche esclusivamente sanitarie , in cui la presenza dell’avvocato, dell’udienza, del foglio informativo, della possibilitĆ  di visita, non rappresentano altro che un ignorante intralcio nell’ attuazione di un trattamento terapeutico !
Parliamo di diritti fondamentali della persona e di raccomandazioni che, alla luce del quadro normativo delineato dalla stessa Corte europea dei diritti
dell’ uomo, vengono ritenute cruciali nell’ ambito della coercizione psichiatrica e che aspettano di essere effettivamente attuate.
Si tratta di raccomandazioni negate alla conoscenza anche degli operatori del settore e questa ĆØ un’ attivitĆ  cruciale che ci aspetta nei prossimi mesi .

Condividi:
  • « Vai alla pagina precedente
  • Pagina 1
  • Pagine interim omesse …
  • Pagina 34
  • Pagina 35
  • Pagina 36
  • Pagina 37
  • Pagina 38
  • Pagine interim omesse …
  • Pagina 65
  • Vai alla pagina successiva »

Diritti alla follia

SEGUICI SUI NOSTRI CANALI SOCIAL





Associazione diritti alla follia
Via Posidonia, 307 bis - 84129 - Salerno

Fondata il 25 luglio 2018 - dirittiallafollia@gmail.com

Copyright © 2026 * Tutti i diritti riservati

PRIVACY & COOKIE POLICY

VUOI RICEVERE VIA EMAIL AGGIORNAMENTI IMPORTANTI DA DIRITTI ALLA FOLLIA?

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
GDPR - Trattamento dei dati personali
Utilizziamo i cookie sul nostro sito web per offrirti l'esperienza più pertinente alla navigazione di questo sito memorizzando le tue preferenze. Cliccando ā€œAccettaā€ acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Puoi visitare le impostazioni dei cookie per fornire un consenso personalizzato al trattamento dei tuoi dati. Puoi inoltre visionare la nostra Privacy Policy completa
Impostazione Cookie ACCETTA
Rivedi il tuo consenso ai cookie

Panoramica della privacy

Questo sito web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza mentre navighi attraverso il sito web. Tra questi cookie, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati sul tuo browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalitĆ  di base...
Strettamente necessari
Sempre abilitato
Questi strumenti di tracciamento sono strettamente necessari per garantire il funzionamento e la fornitura del servizio che ci hai richiesto e, pertanto, non richiedono il tuo consenso.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsQuesto cookie ĆØ impostato dal plug-in di consenso sui cookie GDPR. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Analytics".
cookielawinfo-checbox-functional11 monthsIl cookie ĆØ impostato dal consenso cookie GDPR per registrare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Funzionale".
cookielawinfo-checbox-others11 monthsQuesto cookie ĆØ impostato dal plug-in di consenso sui cookie GDPR. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Altri cookies non in categoria".
.
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsQuesto cookie ĆØ impostato dal plug-in di consenso sui cookie GDPR. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Necessario".
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsQuesto cookie ĆØ impostato dal plug-in di consenso sui cookie GDPR. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsIl cookie ĆØ impostato dal plug-in GDPR Cookie Consent e viene utilizzato per memorizzare se l'utente ha acconsentito o meno all'uso dei cookie. Non memorizza alcun dato personale.
Interazioni e funzionalitĆ  semplici
Questi strumenti di tracciamento abilitano semplici interazioni e funzionalità che ti permettono di accedere a determinate risorse del nostro servizio e ti consentono di comunicare più facilmente con noi.
Miglioramento dell'esperienza
Questi strumenti di tracciamento ci permettono di offrire una user experience personalizzata migliorando la gestione delle impostazioni e consentendo l'interazione con network e piattaforme esterne.
Misurazione
Questi strumenti di tracciamento ci permettono di misurare il traffico e analizzare il tuo comportamento con l'obiettivo di migliorare il nostro servizio.
Salva e accetta