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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Comunicato stampa

Amministrazione di sostegno: ‘Diritti alla Follia’ deposita la proposta di legge di iniziativa popolare

Diritti alla Follia · 15/04/2024 · Lascia un commento

 

 L’ASSOCIAZIONE RADICALE “DIRITTI ALLA FOLLIA”, con il DEPOSITO di GIOVEDI’ 18 APRILE in CORTE DI CASSAZIONE, AVVIA la RACCOLTA FIRME relativa alla PROPOSTA DI LEGGE
per l’ABOLIZIONE dell’INTERDIZIONE e dell’INABILITAZIONE
e per la RIFORMA dell’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

Sono passati otto anni da quando – nell’agosto del 2016 – il Comitato ONU istituito dalla Convenzione per i Diritti delle persone con Disabilità (CRPD) raccomandava all’Italia la necessità di rispettare i diritti riconosciuti dalla Convenzione alle persone con disabilità, provvedendo all’abolizione dell’interdizione, dell’inabilitazione e dell’amministrazione di sostegno “sostitutiva”.

Gli antichi istituti dell’interdizione, dell’inabilitazione e (in moltissimi casi)  il nuovo strumento dell’amministrazione di sostegno, infatti, portano in sé una latitudine di poteri conferiti al Giudice tutelare ed al tutore/curatore/amministratore di sostegno, tale da corrispondere  in decine di migliaia di casi alla possibilità di sostituirsi al “beneficiario” (così lo definisce la legge) nella scelta del luogo dove vivere, delle comunicazioni da intrattenere, delle cure cui sottoporsi, etc…, con una “delega in bianco” che viola in modo clamoroso gli obblighi internazionali dell’Italia quale firmataria della CRPD.

Con particolare riguardo alla legge 6/2004, che ha introdotto la figura dell’Amministratore di sostegno (e mettendo da parte i casi di vere e proprie vergognose ruberie di cui spesso la cronaca rende rappresentazione), ci si trova oggi di fronte ad un ordinario, spaventoso calpestamento dei diritti dei “beneficiari”, cioè di quelle persone che, trovandosi in una condizione di diminuita autosufficienza, vengono affidate ad un Amministratore di sostegno.

Internamenti forzati in strutture sanitarie; impossibilità di avvalersi di una difesa legale; separazione brutale da familiari, congiunti di fatto, amici; cinica sordità di fronte alle più svariate esigenze esistenziali; coercizione farmacologica con aggiramento delle garanzie stabilite dalla disciplina del trattamento sanitario obbligatorio (TSO): le denunce di fatti di questo genere si contano a migliaia. Ed è solo la punta dell’iceberg: moltissimi – familiari o diretti interessati – subiscono in silenzio, per paura di rappresaglie, per il timore di trovarsi coinvolti in lunghe e costose vicende giudiziarie o solo per vergogna.

Attorno a tali istituti si è sviluppato, nel tempo, un torbido mondo di alleanze e cointeressenze che lega Giudici tutelari, amministratori, medici, servizi sociali, consulenti tecnici, strutture sanitarie private. La “professione” di tutore, curatore, amministratore di sostegno consente di gestire, spesso dietro ricchi compensi esentasse, anche più di 50 individui.

L’Associazione radicale “Diritti alla Follia” dopo anni di ascolto, sensibilizzazione e denuncia, passa adesso alla mobilitazione di cittadine e cittadini per dare forza ad una necessaria  riforma che il Parlamento non si decide a compiere: giovedì 18 aprile, alle h.11.00, a Roma, una delegazione di associati e “testimoni” della barbarie di tali istituti, depositerà presso la Cancelleria della Corte di Cassazione una Proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione dell’interdizione, dell’inabilitazione, e per la riforma dell’amministrazione di sostegno: per evitare che continuino ad essere strumenti al servizio dell’istituzionalizzazione forzata.

Sarà presente Nina Palmieri, giornalista delle ‘Iene’, oggi sotto processo per avere denunciato l’internamento forzato – grazie all’amministrazione di sostegno – di Carlo Gilardi: una vicenda che ha consentito di disvelare all’intero Paese una realtà ordinariamente clandestina: determinando interrogazioni parlamentari ed una sentenza della CEDU che ha censurato la violazione dei diritti fondamentali del professore di Airuno, in provincia di Lecco (scomparso il 27 ottobre del 2023 senza che gli fosse stato consentito di tornare a casa).  Nina Palmieri si è occupata anche della vicenda della ragazza fiorentina Yaska, interdetta e costretta ad abortire contro la sua volontà.

Ci sarà Barbara Pavarotti, giornalista, protagonista di una drammatica vicenda che l’ha vista totalmente estromessa dalla vita e dalle cure al compagno, rinchiuso in una RSA dopo essere stato sottoposto all’amministrazione di sostegno e senza avere avuto la possibilità di interloquire all’interno della procedura per l’assenza di legami di sangue con il “beneficiario” (mentre la proposta di legge valorizza, a questo fine, anche i rapporti consolidati di affetto che non corrispondano ad un legame parentale…). Barbara Pavarotti, così facendo della sua sofferenza ragione di impegno civile per le altre “vittime” della amministrazione di sostegno, con la regista Roberta Zanzarelli, è stata autrice di un docufilm  – “La prigionia dei vecchi e degli inutili” – che documenta il dramma dello sradicamento e dell’ istituzionalizzazione vissuto da decine di migliaia di persone, specie anziani.

Ci saranno gli avvocati che hanno incrociato – nel corso della loro attività professionale – le vicende di cui parliamo: da Antonio Ingroia, che ha difeso Gina Lollobrigida nel calvario che – da “beneficiaria” di AdS – ha affrontato negli ultimi anni della sua vita; a Carlo Taormina, che è pubblicamente intervenuto a più riprese per denunciare la mortificazione dei diritti della difesa in  tali procedure; a Gioacchino Di Palma, dell’ associazione “Telefono Viola”, che oggi vive in prima persona gli effetti perversi dell’attuale normativa: essendo stato condannato “in proprio” a risarcire le spese al termine di un processo in cui il mandato conferitogli da un “beneficiario” di AdS è stato qualificato come “inesistente”: a testimonianza della condizione di minorata difesa vissuta dagli sfortunati protagonisti di tali procedure.

Comincia un cammino nel quale fare valere le ragioni della salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone con disabilità psicosociale.

Fragili non sono loro, fragili sono le garanzie giuridiche poste a presidio della loro dignità: occorre rafforzarle.

Hanno aderito all’ iniziativa, rendendosene promotori, e saranno presenti al deposito della proposta, l’Associazione “Michele Baù” con lo psichiatra Giuseppe Galdi, l’Associazione “Spazio Disponibile” con il Presidente Silvio D’Angerio, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani OdV (CCDU) con il vicepresidente Alberto Brugnettini, il “Centro di Relazioni Umane” con la referente dott.ssa Maria Rosaria d’Oronzo.

L’associazione incontrerà gli organi della stampa nello spazio all’aperto antistante la Corte di Cassazione dalle h.12.30

E’ prevista una diretta che sarà trasmessa sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/DirittiallaFollia/

Per l’Associazione ‘Diritti alla Follia’                                                    lì 15 aprile 2024

Michele Capano, presidente

Cristina Paderi, segretaria

Susanna Brunelli, tesoriera

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COMUNICATO STAMPA: Esiti della 5° udienza del processo a carico di Gigi Monello

Diritti alla Follia · 16/03/2024 · Lascia un commento

Si è tenuta il 14 marzo, presso il tribunale di Cagliari, la quinta udienza, breve ma densa, del processo a carico del nostro iscritto e militante Gigi Monello.

Michele Capano, il legale che attualmente assiste il professor Monello, nonché Presidente dell’associazione ‘Diritti alla Follia’, ha chiesto e ottenuto l’acquisizione agli atti di otto documenti cartacei e due file audio. Dai documenti emerge lo sconcertante quadro di gravissime incoerenze logiche che fanno apparire le accuse contro Gigi Monello strumentali ad un secondo fine. L’unica testimone – a discarico – da esaminare nella giornata, la badante Angelica Anghel non era presente. Contattata telefonicamente, è risultato che la medesima non ha ricevuto dalla Procura di Cagliari, alcuna convocazione. L’avvocato Capano ne ha chiesto la riconvocazione per la prossima udienza, che già prevede l’audizione dell’ultimo testimone, il medico di base Dott.ssa Maria Teresa Zedda.

Capano ha anche chiesto una compressione delle fasi processuali, proponendo che la prossima udienza, fissata per il prossimo 4 luglio alle h. 9.00, contempli anche le dichiarazioni spontanee dell’imputato. La richiesta è stata accolta. Questo significa che verosimilmente la prossima sarà la penultima udienza prima della sentenza, che dovrebbe dunque cadere nel 2024.

Al termine dell’udienza commenti e analisi “all’aperto”, nei giardini antistanti il Palazzo di Giustizia di Cagliari, con le nostre bandiere, i nostri poster e una decina di militanti e simpatizzanti. Un anziano si è fermato ad ascoltare ed ha interloquito con Gigi. Un piccolissimo segno che, però, incoraggia. Speriamo che queste persone si moltiplichino. Continueremo a seguire, pubblicizzare e denunciare gli abusi e le degenerazioni dell’Amministrazione di sostegno, a Cagliari come nel resto d’Italia. La battaglia contro il sistema affaristico sviluppatosi attorno alla Legge 6/2004 non può conoscere tregue. Ce lo chiedono ogni giorno centinaia di vittime.

5° Udienza del processo contro Il prof. Gigi Monello: presidio ‘Diritti alla Follia’ al tribunale di Cagliari

Amministrazione di sostegno, l’esito della quinta udienza del processo al professor Monello

Amministrazione di sostegno, quinta udienza per il professor Monello

 

 

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5° Udienza del processo contro Il prof. Gigi Monello: presidio ‘Diritti alla Follia’ al tribunale di Cagliari

Diritti alla Follia · 13/03/2024 · Lascia un commento

Il prossimo 14 marzo, alle h.12.00, si svolgerà nel Tribunale di Cagliari la 5a udienza del processo contro Gigi Monello, professore di filosofia in pensione, scrittore e editore. Ricordiamo che il professor Monello nel marzo 2020 è stato denunciato dall’ Avv. Debora Amarugi – a quel tempo Amministratrice di sostegno di sua madre – per maltrattamenti nei confronti della medesima e, a seguito di ciò, allontanato dalla casa di famiglia con misura cautelare adottata da un GIP. Un legame affettivo che durava da 67 anni è stato brutalmente troncato sulla base di accuse che, se erano già assai dubbie all’epoca dei fatti, oggi stanno sempre di più assumendo, alla luce di quanto accade in aula, i connotati di un clamoroso – e inquietante – abbaglio. Nel corso della quarta udienza del novembre scorso, il PM incaricato di sostenere l’accusa ha, infatti, rinunciato all’esame dei testimoni chiave a carico dell’imputato (due badanti); con ciò autorizzando a pensare che lui per primo non creda all’accusa.

Vogliamo sottolineare che nella casistica della applicazione della tristemente famosa Legge n. 6/2004 (amministrazione di sostegno), le vicende di familiari o congiunti di fatto criminalizzati da Amministratori di sostegno che intendono agevolmente disfarsi di un “disturbatore”, si stanno moltiplicando in tutta Italia. Ritenendo l’avvenimento di pubblico interesse, ancora una volta invitiamo la Stampa locale a voler intervenire, per dare conto di un caso giudiziario divenuto emblematico.

Rendiamo noto che la difesa dell’imputato è stata assunta dall’Avv. Michele Capano, del foro di Salerno.

Anche in questa occasione, l’associazione Radicale ‘Diritti alla Follia’ organizzerà nei giardini antistanti il Palazzo di Giustizia di Cagliari, P.zza Repubblica, 18, a partire dalle h.13.00, un sit-in di informazione e denuncia.

Sarà possibile seguire la diretta sulla pagina Facebook   https://www.facebook.com/DirittiallaFollia

e sul canale youtube dell’associazione https://youtube.com/@associazioneradicalediritt5504

Per informazioni e contatti dirittiallafollia@gmail.com

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Comunicato stampa: VI CONGRESSO ANNUALE ASSOCIAZIONE RADICALE ‘DIRITTI ALLA FOLLIA’ MANICOMIO ALL’ITALIANA Luoghi e forme dell’istituzionalizzazione

Diritti alla Follia · 29/10/2023 · Lascia un commento

VI CONGRESSO ANNUALE ASSOCIAZIONE RADICALE
‘DIRITTI ALLA FOLLIA’

MANICOMIO ALL’ITALIANA

Luoghi e forme dell’istituzionalizzazione

SPDC-REMS-CPR-ATSM- CEPAC
CTM-CTRM-CTRP-SRP-SRPAI
SRPAE-SRPF-SIR-CRAP
RSD-RSA
ROP-IPM
…
..
.

‘Manicomio all’italiana – Luoghi e forme dell’istituzionalizzazione’, è il titolo del VI Congresso annuale dell’Associazione radicale ‘Diritti alla Follia’ che si terrà a Roma (Palazzo Baldassini, Via Delle Coppelle, 35) dal 1° al 3 dicembre.

Affronteremo il tema della segregazione, dell’emarginazione, della discriminazione e dell’istituzionalizzazione di coloro che la nostra società considera ‘inutili’.
Sono tante le sigle che si riferiscono a questi luoghi e ad ognuna di esse corrisponde una qualche forma di internamento, di isolamento dal mondo, diritti negati e pochissima trasparenza. I controlli da parte delle Istituzioni preposte sono scarsissimi, si tratta di un mondo parallelo e quasi nessuno si accorge della loro esistenza (a meno che non ci finisca dentro un proprio familiare). L’accesso a questi luoghi è difficilissimo senza un’autorizzazione.
Li chiamano ‘ospiti’ ma una volta che si entra in questo circuito è difficilissimo uscirne, peggio che in un labirinto. Ci finiscono i ‘matti’, gli strani, i disagiati, i senza dimora, i depressi, gli emarginati, gli anziani e tutti quei soggetti che si preferisce non avere più tra i piedi. Con una differenza rispetto al passato: i manicomi erano gratis, ora molti di questi luoghi sono a pagamento: è sorto un business enorme sulla pelle degli ‘inutili’.
Il programma del VI Congresso di ‘Diritti alla Follia’ comprende cinque tavole rotonde nelle quali si svilupperanno i temi di interesse dell’associazione e gli impegni per il futuro, con ospiti significativi, anche internazionali.
Le aree tematiche:
– Le riforme nel campo della ‘salute mentale’ e degli istituti di tutela;
– l’amministrazione di sostegno;
– le figure degli utenti esperti per esperienza vissuta;
– la coercizione psichiatrica e l’applicazione della convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità in Europa (CRPD)
– le linee guida sulla deistituzionalizzazione emanate dal Comitato CRPD;
– l’utilizzo abnorme di psicofarmaci nei Centri di permanenza e rimpatrio (CPR)
– i migranti: la vecchiaia e la cura degli anziani nel loro paese di origine.
Alcuni relatori: on. Valentina D’Orso; on. Benedetto della Vedova; avv. Antonio Ingroia; avv. Carlo Taormina; Mons. Vincenzo Paglia; dott.ssa Amalia Gamio vice presidente del Comitato ONU per i diritti delle persone con disabilità; prof. Celestino Mussomar, presidente del Centro Studi Africani in Italia-CeSAI, e tanti altri…

locandina_tematica

 

 

 

 

 

 

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Comunicato stampa: 4a UDIENZA // PROCESSO A GIGI MONELLO

Diritti alla Follia · 25/10/2023 · Lascia un commento

4a UDIENZA // PROCESSO A GIGI MONELLO

Il prossimo 7 novembre, alle h. 11, presso il Tribunale di Cagliari si terrà la 4a udienza del processo a Gigi Monello, processo che – lo ricordiamo – va avanti dal maggio 2022, e ha tratto origine dalla denuncia per maltrattamenti in famiglia sporta nel marzo 2020 dall’Avv. Debora Amarugi all’epoca Amministratore di sostegno della madre dell’imputato.

Per questa udienza risultano convocati i seguenti testi: Olena Nikitiuk (badante in casa Monello per 14 gg, nel marzo del 2020); Touria Morchid (badante in casa Monello dal dicembre 2019 al luglio 2021); Daniel Lombardi (Maresciallo dei CC, titolare delle indagini su delega del PM). Dobbiamo precisare che, in contrasto con quanto scritto dal Giudice delle indagini preliminari, il quale, nel chiedere il rinvio a giudizio di Gigi Monello, aveva parlato di “solido quadro probatorio”, il processo sta andando avanti tra ritrattazioni (un teste che non conferma quanto dichiarato ai CC circa l’interferenza nella somministrazione dei farmaci), accuse che toccano il grottesco (una teste che accusa l’imputato di aver determinato l’isolamento della madre – un soggetto novantottenne affetto da severa ipoacusia – per il fatto di averle fatto indossare delle cuffie davanti alla TV), sorprendenti inversioni di rotta (una teste che dichiara di “nutrire stima” per l’imputato); clamorose illogicità (la teste Amarugi che denuncia l’imputato come pericolo per la vita della madre, e contemporaneamente lascia che la medesima resti sola con lui per un’ora e mezza, 5 giorni alla settimana, per quattro mesi.

L’Associazione ‘Diritti alla Follia’ vede in questo caso giudiziario l’esempio emblematico ed estremo delle gravissime degenerazioni dell’Istituto dell’Amministrazione di sostegno, che – tra i molti danni – ha anche finito per produrre, in tutta Italia, centinaia di casi simili a questo, cioè la criminalizzazione del familiare più tenacemente impegnato a proteggere “l’amministrato”, additato come disturbatore ed emarginato o, addirittura, colpito penalmente.

Al termine dell’udienza – cui parteciperà una delegazione di iscritti e un gruppo di amici e conoscenti di Gigi – all’esterno di Palazzo Giustizia, raccoglieremo e trasmetteremo in diretta Facebook, il racconto e le osservazioni del protagonista.

Dato il carattere di autentico problema sociale assunto dalla realtà della applicazione dell’Amministrazione di sostegno (oramai divenuta, per via degli amplissimi poteri riconosciuti agli Amministratori, una interdizione mascherata), ancora una volta invitiamo tutta la stampa locale ad intervenire per dare conto alla pubblica opinione di questa veramente unica vicenda giudiziaria.

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