PoichĆ© il Comitato per i diritti delle persone con disabilitĆ e la Convenzione hanno reso possibile la partecipazione della societĆ civile alle varie fasi dellāesame dell’attuazione della convenzione, ĆØ importante che le Organizzazioni ne conoscano i meccanismi e sappiano come utilizzarli.
L’Italia invierĆ a breve il suo secondo rapporto sull’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilitĆ (CRPD) al Comitato che si occupa della sua attuazione.
L’associazione Diritti alla Follia ha elaborato una serie diĀ domande che verrĆ resa pubblica a breve (cosiddetta List of issues) e che sarĆ inviata al Comitato quale espressione del coinvolgimento in questo processo,Ā Questa ĆØ una occasione preziosa che permette di influenzare direttamente l’attuazione della Convenzione e di evidenziare questioni che altrimenti potrebbero essere trascurate.
Ci sono quattro fasi in cui ĆØ possibile partecipare: la fase di reporting, la lista delle domande, il dialogo e le osservazioni conclusive.
I rapporti delle ONG sono molto apprezzati dal Comitato, sono chiamati rapporti “alternativi” o “ombra”. Uno dei modi migliori per contribuire a un processo di revisione ĆØ quello di presentare il proprio rapporto “alternativo” al Comitato.
Questi rapporti possono fornire al Comitato informazioni vitali per la revisione e rappresentano una narrazione diversa da quella fornita dallo Stato.
COME INFLUENZARE LE DOMANDE DEL COMITATO ALLO STATO PARTE
Il Comitato preposto al monitoraggio dellāapplicazione della Convenzione pone allo Stato Parte una serie di domande finalizzate a chiarire o completare le informazioni fornite nel rapporto governativo o per chiedere allo Stato parte di aggiornare il Comitato su qualsiasi cambiamento recente avvenuto dopo la presentazione del suo rapporto.
La lista delle domande viene inviata allo Stato parte prima dell’esame del rapporto in sessione plenaria e lo Stato parte ĆØ invitato a rispondere per iscritto a queste domande con largo anticipo rispetto alla sessione di revisione.
L’obiettivo ĆØ quello di ottenere il maggior numero di informazioni e chiarimenti per integrare il rapporto dello Stato parte e per garantire che il dialogo interattivo tra lo Stato parte e il Comitato sia il più costruttivo e ben informato possibile.
LE PROPOSTE DELLA RETE ENUSP
Proposte della ENUSP (Rete Europea di (ex-) Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria) riguardo all’elenco delle prioritĆ relative al rapporto sull’attuazione da parte dell’Unione Europea della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con DisabilitĆ (CRPD).
Il documento ha lo scopo di fornire informazioni supplementari al Comitato sull’attuazione della CRPD nell’Unione Europea, in modo che esse vengano prese in considerazione nella compilazione dell’elenco delle questioni preliminari al rapporto per l’Unione Europea.
La Rete Europea degli (ex) Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria (ENUSP) ĆØ l’organizzazione di riferimento, indipendente e rappresentativa degli utenti dei servizi di salute mentale e dei sopravvissuti alla psichiatria a livello europeo. I membri dellā ENUSP sono organizzazioni regionali, nazionali e locali e singole persone, con sede in Europa. Fin dalla sua fondazione nel 1991, lā ENUSP ha condotto una campagna in favore dei diritti umani e della dignitĆ degli utenti dei servizi di salute mentale e dei sopravvissuti alla psichiatria e per l’abolizione di tutte le leggi e le pratiche che ci discriminano. L’ENUSP ĆØ attualmente consulente della Commissione Europea, dell’Agenzia dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e dell’Organizzazione Mondiale della SanitĆ . L’ENUSP ĆØ membro del Forum Europeo della DisabilitĆ (EDF) e del Forum Europeo dei Pazienti (EPF) e fa parte della Rete Mondiale di Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria (WNUSP).
Il documento evidenzia le questioni chiave che saranno sollevate più approfonditamente nel prossimo rapporto parallelo dellā ENUSP sull’attuazione della CRPD nell’UE, atteso prima della prossima sessione del Comitato CRPD nel 2022.
Presentazione delle prioritĆ
Sebbene la ratifica della CRPD debba portare alla promozione dei diritti delle persone con disabilitĆ psicosociali, e nonostante il fatto che l’UE possa intraprendere una serie di azioni per porre rimedio alle violazioni dei diritti umani delle persone con disabilitĆ psicosociali in seno all’UE, l’UE non ha intrapreso azioni su questi temi.
La Rete Europea degli (ex) Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria (ENUSP) ĆØ fortemente preoccupata per la situazione delle persone con disabilitĆ psicosociali in Europa. L’ENUSP sollecita l’UE ad agire per includere i diritti delle persone con disabilitĆ psicosociali nella propria agenda dei diritti umani e a porre rimedio alle diffuse violazioni dei diritti umani contro le persone con disabilitĆ psicosociali nell’UE.
L’UE sembra non opporre resistenza alle violazioni della CRPD per quanto riguarda le persone con disabilitĆ psicosociali. Finora, nessuno degli Stati europei firmatari della CRPD ha abolito completamente il ricorso alla sostituzione nel processo decisionale e gli interventi psichiatrici forzati, anche se l’Irlanda e la Spagna hanno fatto degli sforzi per farlo. Invece, la maggior parte dei paesi europei mantiene leggi, o crea nuove leggi che autorizzano queste pratiche, e quindi agiscono in contrasto con i loro obblighi come Stati che hanno ratificato la CRPD. Finora, l’Unione Europea non ha mostrato alcuna forma di opposizione alle riforme legislative degli Stati membri che sono contrarie alla CRPD e non intraprende alcuna azione contro le leggi nazionali e internazionali discriminatorie promulgate nei suoi Stati membri che permettono la privazione della capacitĆ giuridica sulla base della disabilitĆ psicosociale.
In modo analogo, un altro punto di preoccupazione ĆØ il diritto alla libertĆ e il diritto ad una vita libera da torture e maltrattamenti. Nessuno degli Stati europei aderenti alla Convenzione ha ripristinato il diritto alla libertĆ delle persone con disabilitĆ psicosociali su base di uguaglianza con gli altri. E nessuno degli Stati parti europei ha vietato i trattamenti psichiatrici forzati. L’istituzionalizzazione forzata e i trattamenti forzati delle persone con disabilitĆ psicosociali sono autorizzati nelle normative di tutti i paesi europei, e infatti questa pratica ĆØ anche legata a varie direttive vincolanti del Consiglio d’Europa, come la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, articolo 5.1.e, e la Convenzione di Oviedo, cosƬ come il protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, che vanno contro la CRPD, autorizzando la detenzione per motivi legati alla salute mentale e ai trattamenti psichiatrici non consensuali. Anche se il Consiglio d’Europa non fa parte dell’UE, la situazione dei diritti delle persone con disabilitĆ psicosociali all’interno dell’UE ĆØ comunque profondamente influenzata dai trattati e dalle norme del Consiglio d’Europa che si applicano in tutta Europa, anche negli Stati membri dell’UE e alla Corte europea dei diritti umani.
Tale legislazione internazionale e nazionale, discriminatoria in tutti gli stati membri dell’UE, non solo supporta pratiche lesive contro le persone con disabilitĆ psicosociali, ma pone anche barriere insormontabili all’effettivo accesso alla giustizia per le persone con disabilitĆ psicosociali che sono anche state danneggiate, maltrattate, torturate o addirittura uccise da interventi psichiatrici forzati, e i responsabili sono solitamente impuniti, poichĆ© tali violazioni sono considerate legittime in base a questi standard obsoleti – anche in caso di morte della persona. Ancora una volta, l’UE non mostra alcuna forma di opposizione a queste leggi nazionali e internazionali discriminatorie che permettono la privazione della libertĆ , tortura e maltrattamenti in ragione della disabilitĆ psicosociale.
Gli Stati membri dell’UE devono affrontare degli obblighi in conflitto tra l’attuazione della Convenzione ONU CRPD da un lato, e dall’altro, gli standard ancora esistenti contenuti in diverse convenzioni vincolanti del Consiglio d’Europa e la corrispondente giurisprudenza dei meccanismi indipendenti (non UE).
Le chiare raccomandazioni date dal Comitato CRPD attraverso le Osservazioni Conclusive sull’UE e le Linee Guida sull’Articolo 14 che sono state pubblicate nel settembre 2015 non sono state accompagnate da azioni specifiche da parte dell’UE per migliorare la situazione di milioni di persone con disabilitĆ psicosociali private della loro libertĆ nell’UE.
Qui di seguito il testo integrale del documento dellāENUSP

