La violazione dei diritti umani di Carlo Gilardi, prodotta e avallata dalla giustizia italiana, ĆØ affermata dalla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo. Viene confermato quanto da tempo sostenuto dall’ associazione radicale ‘Diritti alla Follia’ e cioĆØ che la legge sull’ amministrazione di sostegno, la legge 6 del 2004, nell’interpretazione consolidata e benedetta anche dalla Corte costituzionale, ĆØ strutturalmente incompatibile con i principi sia della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertĆ fondamentali del 1952, sia con la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilitĆ del 2006, ratificata dall’ Italia con legge del 2009 n°18.
La volontaria giurisdizione – quella dei giudici tutelari – può avere un impatto micidiale sulla famiglia. Può massacrare lāonorabilitĆ ed i patrimoni dei padri in procinto di separarsi dal coniuge, può imporre in famiglia un amministratore estraneo alla stessa, può sottrarre i figli minori ai genitori, può ācarcerareā nelle RSA disabili e vecchi, può mettere in moto lucrosi affari in nome della tutela dei più deboli.
La disparità di potere fra le persone fragili e chi decide la loro sorte è enorme.  La storia di Carlo Gilardi docet. Il vecchio professore aveva previsto e denunciato tutto quello che andava subendo, ma ciò non è stato sufficiente a garantirgli la libertà ed ancor meno la piena disponibilità dei suoi averi. Tra gli altri, è intervenuto in suo favore anche il tenore Andrea Bocelli.
In esclusiva a āDiritti alla Folliaā, lāavvocato Mattia Alfano, estensore del ricorso alla CEDU sul caso Gilardi, racconta che il tenore, di cui il professore ĆØ grande estimatore, voleva andare a trovarlo ma gli ĆØ stato negato di andare a cantare āBuon compleannoā. Calpestando il diritto ed umiliando un uomo di grande valore, ancora una volta, il sistema (occulto) ha dimostrato tutta la sua inespugnabilitĆ .Ā
La strada che conduce giudizialmente alla ātutelaā di famiglie e/o di persone in circostanze problematiche ĆØ presidiata da diverse figure professionali: giudici tutelari, avvocati, consulenti del tribunale e potenziali amministratori. Questi soggetti, in taluni casi, dopo essersi tolto lāabito di scena, si rivelano dei volgari delinquenti. Eppure in quei frangenti loro sono comunque la legge.
āUn comportamento illegittimo, come ora sancito dalla Corte europeaā, sottolinea Michele Capano, presidente dellāassociazione, “sostanzialmente i giudici riconoscono che il signor Gilardi ĆØ stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio che non avrebbe potuto essere autorizzato in quanto le autoritĆ hanno, in pratica, abusato della flessibilitĆ dellāamministrazione di sostegno per perseguire le finalitĆ che lāordinamento italiano assegna, con severi limiti, solo a quel tipo di provvedimento e in presenza di precisi presupposti di leggeā.
āLa privazione della libertĆ deve essere lāestrema ratioā, dichiara a āDiritti alla Folliaā lāavvocato Mattia Alfano āAnche per la persona malata e in un ambito temporale ristretto. Non può essere allāinfinito. La decisione della Corte ĆØ qualcosa di storico per quanto riguarda lāamministrazione di sostegno. Stabilisce che anche un soggetto fragile, che non ha voce, può essere legittimato ad avere voceā.
Quanto allāisolamento in cui vengono tenute, spesso per ordine dellāamministratore di sostegno, le persone ricoverate, la Corte – continua Alfano – āstabilisce che non cāĆØ alcuna ragione pratica, giuridica e normativa che possa legittimare la privazione dellāaffettivitĆ delle persone che vengono ristrette in Istitutoā. āCome Gilardi ce ne sono a centinaia. Sono stato invaso da telefonate di persone come lui. Purtroppo senza voceā.
āDiritti alla folliaā si batte da anni per svelare āLa realtĆ dellāamministrazione di sostegnoā, ha elaborato una proposta di riforma con la totale assenza di risposta da parte delle Istituzioni competenti. Ormai ritiene assolutamente necessaria una Commissione parlamentare dāinchiesta sulla mala gestio della legge n. 6/2004.
Si spera in una risposta da parte del ministro della Giustizia Nordio allāinterpellanza parlamentare fatta dalla deputata Valentina DāOrso (M5S, capogruppo in Commissione Giustizia), in merito al caso Gilardi, dopo la sentenza CEDU.
Chiediamo che lo Stato ascolti la voce delle vittime e dei reclusi condannati a vivere nei parcheggi di fine vita e ad un āergastolo biancoā.
Roma 12 luglio 2023
Per lāassociazione radicale āDiritti alla Folliaā
Michele Capano, presidente
Cristina Paderi, segretaria
Proposta riforma Amministrazione di Sostegno Diritti alla Follia