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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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CRPD

NEMMENO IL TENORE BOCELLI HA POTUTO INCONTRARE CARLO GILARDI- ISOLAMENTO SOCIALE E UTILIZZO IMPROPRIO DELLA DISCIPLINA DEL TSO: LA CEDU SENTENZIA SUL CASO GILARDI E ACCUSA L’ITALIA DI GRAVI VIOLAZIONI

Diritti alla Follia · 13/07/2023 · 1 commento

La violazione dei diritti umani di Carlo Gilardi, prodotta e avallata dalla giustizia italiana, ĆØ affermata dalla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo. Viene confermato quanto da tempo sostenuto dall’ associazione radicale ‘Diritti alla Follia’ e cioĆØ che la legge sull’ amministrazione di sostegno, la legge 6 del 2004, nell’interpretazione consolidata e benedetta anche dalla Corte costituzionale, ĆØ strutturalmente incompatibile con i principi sia della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertĆ  fondamentali del 1952, sia con la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilitĆ  del 2006, ratificata dall’ Italia con legge del 2009 n°18.

La volontaria giurisdizione – quella dei giudici tutelari – può avere un impatto micidiale sulla famiglia. Può massacrare l’onorabilitĆ  ed i patrimoni dei padri in procinto di separarsi dal coniuge, può imporre in famiglia un amministratore estraneo alla stessa, può sottrarre i figli minori ai genitori, può ā€œcarcerareā€ nelle RSA disabili e vecchi, può mettere in moto lucrosi affari in nome della tutela dei più deboli.

La disparità di potere fra le persone fragili e chi decide la loro sorte è enorme.  La storia di Carlo Gilardi docet. Il vecchio professore aveva previsto e denunciato tutto quello che andava subendo, ma ciò non è stato sufficiente a garantirgli la libertà ed ancor meno la piena disponibilità dei suoi averi. Tra gli altri, è intervenuto in suo favore anche il tenore Andrea Bocelli.

In esclusiva a ā€œDiritti alla Folliaā€, l’avvocato Mattia Alfano, estensore del ricorso alla CEDU sul caso Gilardi, racconta che il tenore, di cui il professore ĆØ grande estimatore, voleva andare a trovarlo ma gli ĆØ stato negato di andare a cantare ā€œBuon compleannoā€. Calpestando il diritto ed umiliando un uomo di grande valore, ancora una volta, il sistema (occulto) ha dimostrato tutta la sua inespugnabilitĆ .Ā 

La strada che conduce giudizialmente alla ā€œtutelaā€ di famiglie e/o di persone in circostanze problematiche ĆØ presidiata da diverse figure professionali: giudici tutelari, avvocati, consulenti del tribunale e potenziali amministratori. Questi soggetti, in taluni casi, dopo essersi tolto l’abito di scena, si rivelano dei volgari delinquenti. Eppure in quei frangenti loro sono comunque la legge.

ā€œUn comportamento illegittimo, come ora sancito dalla Corte europeaā€, sottolinea Michele Capano, presidente dell’associazione, “sostanzialmente i giudici riconoscono che il signor Gilardi ĆØ stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio che non avrebbe potuto essere autorizzato in quanto le autoritĆ  hanno, in pratica, abusato della flessibilitĆ  dell’amministrazione di sostegno per perseguire le finalitĆ  che l’ordinamento italiano assegna, con severi limiti, solo a quel tipo di provvedimento e in presenza di precisi presupposti di leggeā€.

ā€œLa privazione della libertĆ  deve essere l’estrema ratioā€, dichiara a ā€œDiritti alla Folliaā€ l’avvocato Mattia Alfano ā€œAnche per la persona malata e in un ambito temporale ristretto. Non può essere all’infinito. La decisione della Corte ĆØ qualcosa di storico per quanto riguarda l’amministrazione di sostegno. Stabilisce che anche un soggetto fragile, che non ha voce, può essere legittimato ad avere voceā€.

Quanto all’isolamento in cui vengono tenute, spesso per ordine dell’amministratore di sostegno, le persone ricoverate, la Corte – continua Alfano – ā€œstabilisce che non c’è alcuna ragione pratica, giuridica e normativa che possa legittimare la privazione dell’affettivitĆ  delle persone che vengono ristrette in Istitutoā€. ā€œCome Gilardi ce ne sono a centinaia. Sono stato invaso da telefonate di persone come lui. Purtroppo senza voceā€.

ā€œDiritti alla folliaā€ si batte da anni per svelare ā€œLa realtĆ  dell’amministrazione di sostegnoā€, ha elaborato una proposta di riforma con la totale assenza di risposta da parte delle Istituzioni competenti. Ormai ritiene assolutamente necessaria una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mala gestio della legge n. 6/2004.

La realtĆ  dell’amministrazione di sostegno in Italia

Proposta di riforma istituto amministrazione di sostegno : invio al Presidente del Consiglio e al Ministro per la DisabilitĆ 

Si spera in una risposta da parte del ministro della Giustizia Nordio all’interpellanza parlamentare fatta dalla deputata Valentina D’Orso (M5S, capogruppo in Commissione Giustizia), in merito al caso Gilardi, dopo la sentenza CEDU.

Chiediamo che lo Stato ascolti la voce delle vittime e dei reclusi condannati a vivere nei parcheggi di fine vita e ad un ā€œergastolo biancoā€.

Roma 12 luglio 2023

Per l’associazione radicale ā€˜Diritti alla Follia’

Michele Capano, presidente

Cristina Paderi, segretaria

Proposta riforma Amministrazione di Sostegno Diritti alla Follia

CEDU Gilardi

 

 

 

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TAVOLO TECNICO GOVERNATIVO SULLA SALUTE MENTALE:DOVE SONO GLI UTENTI?

Diritti alla Follia · 06/07/2023 · Lascia un commento

Comunicato stampa

Istituito con decreto del 27 aprile 2023 il Tavolo di Lavoro Tecnico sulla Salute Mentale presso il Ministero della Salute ā€œper il miglioramento della qualitĆ  dei percorsi di prevenzione, trattamento e riabilitazione a favore delle persone con disagio psichico, in tutte le fasce di etĆ , e i loro familiari, attraverso una verifica della loro appropriatezza e congruenza, in collaborazione con le istituzioni, gli enti preposti, le SocietĆ  scientifiche, le Agenzie regolatrici, le Associazioni dei familiari, del volontariato e del terzo settoreā€.

Nella sua composizione, nonostante l’esplicita indicazione della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilitĆ  (CRPD), contenuta negli artt. 4 comma III e 33 comma III e nonostante le Raccomandazioni contenute nel Rapporto annuale dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, si constata l’assenza di realtĆ  associative che vedono protagonisti i diretti interessati, utenti, ex  utenti  o persone con disabilitĆ  psicosociale.

ā€˜Diritti alla Follia’ si ĆØ resa disponibile a farne parte e a collaborare con gli altri componenti, certi che il contributo dei destinatari dei programmi e degli obiettivi delineati dal Ministro e suoi collaboratori sia da tenere in assoluta considerazione.

                                                                                                        Roma 6 luglio 2023

Per l’associazione ā€˜Diritti alla Follia’

Michele Capano, presidente

Cristina Paderi, segretaria

Susanna Brunelli, tesoriera

“Diritti alla Follia” ĆØ un’organizzazione nazionale senza scopo di lucro; i nostri membri sono utenti, (ex)utenti e familiari.

L’organizzazione nasce nel 2018 dandosi per statuto l’obiettivo di impegnarsi sul fronte del rispetto dei diritti fondamentali degli utenti psichiatrici, in particolare di quelli “sottoposti”

1) a varie forme di coercizione;

2) ai cosiddetti “istituti di protezione” dell’individuo (tutela, curatela, amministrazione di sostegno):

3) alle misure di sicurezza per i soggetti non imputabili.                                                             

Questi obiettivi vengono perseguiti attraverso:

– elaborazione di disegni di riforma volti ad introdurre elementi di maggior tutela e garanzia dell’individuo all’interno delle “procedure” coercitive in ambito psichiatrico;

– segnalazioni, sia su “casi singoli” che su problemi “sistemici”, alle istituzioni di controllo e monitoraggio nazionali e internazionali;

– campagne di informazione e sensibilizzazione su questi temi.

 “Diritti alla Follia” ĆØ membro dell’ENUSP – la Rete Europea degli (ex-)Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria; collabora, in qualitĆ  di consulente tecnico, con il Comitato per la prevenzione della tortura (CPT) del Consiglio d’Europa.

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LA PRIGIONIA DEI VECCHI E DEGLI “INUTILI” il DOCUFILM di Barbara Pavarotti

Diritti alla Follia · 16/05/2023 · 1 commento

ƈ finalmente online il docufilm La prigionia dei vecchi e degli ‘inutili‘Ā realizzato dalla giornalistaĀ Barbara Pavarotti, con la regia diĀ Roberta Zanzarelli e lo speakerĀ Massimo Veschi. Si tratta del primo e unico docufilm finora realizzato in Italia sugli abusi verso gli anziani sottoposti ad amministrazione di sostegno.

La stessa Pavarotti, assieme all’AssociazioneĀ Diritti alla Follia, ĆØ promotrice di unaĀ petizione denominata ā€œNo alla reclusione dei vecchi e degli ‘inutili’ imposta per leggeā€, ospitata sulla piattaforma Change.org, che ha la finalitĆ  di promuovere laĀ riformaĀ di questo istituto di tutela e che può essere sottoscritta da chiunque ne condivida le finalitĆ . La petizione fa propri gli elementi cardine di una proposta su questa materia elaborata dall’Associazione Diritti alla Follia di cui si può leggere aĀ questo link, che sono i seguenti:
– Garantire il diritto alla difesa, per legge, a chiunque sia oggetto di un ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno
;
– Togliere ad un unico Giudice monocratico ilĀ potere di decidereĀ sulla vita di una persona, e affidarloĀ ad un Collegio, composto anche da figure specialistiche in materia di disabilitĆ ;
– Stabilire, per gli amministratori di sostegno, l’obbligo tassativo diĀ non avere in carico più di un beneficiario;
– Riconoscere al beneficiario il diritto adĀ essere direttamente sentito dal Giudice Tutelare;
– Equiparare, in ordine aiĀ rapporti affettivi da preservare, congiunti di fatto e amici di lunga data, ai congiunti di sangue.Ā 

Ā Il Comitato ONUĀ sui diritti delle persone con disabilitĆ  vietaĀ espressamente che gli istituti di tutela, Ā«compreso il meccanismo dell’amministratore di sostegnoĀ», possano essere applicati nei termini diĀ regimi decisionali sostitutiviĀ della volontĆ  delle persone con disabilitĆ , ed invita il nostro Paese ad Ā«emanare e attuare provvedimenti per ilĀ sostegno alla presa di decisioniĀ», cosƬ si legge al punto 28 delleĀ Osservazioni Conclusive al primo rapporto dell’ItaliaĀ sull’applicazione dellaĀ Convenzione ONUĀ sui diritti delle persone con disabilitĆ , pubblicate nel 2016 ed ancoraĀ del tutto ignorate.

https://www.change.org/p/no-alla-reclusione-dei-vecchi-e-degli-inutili-imposta-per-legge

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La coercizione non ĆØ una cura: in memoria di Jolijn Santegoeds

Diritti alla Follia · 30/04/2023 · Lascia un commento

“ƈ mio dovere morale oppormi all’ingiustizia. In qualitĆ  di cittadina, condivido la comune responsabilitĆ  per assicurare la giustizia e i diritti umani all’interno della comunitĆ . Perciò mi sento moralmente obbligata a denunciare i casi di ingiustizia che ho sperimentato e che ho vissuto e che devono essere conosciuti e sanati. La mia storia ĆØ la storia di altre persone lĆ  fuori. Alcune delle quali potrebbero non essere sopravvissute.” Jolijn Santegoeds

Intervento di Jolijn Santegoeds, attivista olandese recentemente scomparsa, in occasione del Congresso dell’Associazione Radicale ā€˜Diritti alla Follia’: UmanitĆ  e LibertĆ : pratiche per una de-istituzionalizzazione radicale

Al minuto 1:59:35

https://www.radioradicale.it/scheda/682535?i=4506609

 Jolijn Santegoeds da oltre 20 anni era impegnata nella difesa dei diritti umani in materia di salute mentale a livello nazionale e internazionale. E’ stata rappresentante di varie organizzazioni di persone con disabilitĆ  psicosociali, co-presidente della Rete mondiale degli utenti e dei sopravvissuti alla psichiatria (WNUSP) e membro del Consiglio di amministrazione della Rete europea degli (ex)utenti e dei sopravvissuti alla psichiatria (ENUSP), mettendo le proprie esperienze di vita al servizio di un instancabile attivismo per i diritti.

Jolijn  ha vissuto in prima persona gli abusi cui spesso sono sottoposte le persone con disabilitĆ  psicosociali, tra cui l’isolamento, il trattamento forzato e l’insicurezza abitativa, le sue battaglie sono sempre state rivolte ad un mondo libero da coercizione, tortura e trattamenti forzati.

ƈ stata una vera leader del movimento dei sopravvissuti alla psichiatria, lavorando per fare luce sulle ingiustizie, ovunque si presentassero. Carica di energia positiva,  leader determinata e rappresentante diretta, essendo stata lei stessa una delle persone colpite nella sua vita da gravissimi abusi e comportamenti  discriminatori.

Qui di seguito uno dei suoi innumerevoli scritti, il suo contributo alla Campagna a sostegno della Convenzione CRPD per il divieto assoluto di internamento e trattamenti coatti.

Jolijn Santegoeds – Why forced psychiatric treatment must be prohibited
https://www.absoluteprohibition.org/jolijn-santegoeds-why-forced-psychiatric-treatment-must-be-prohibited/

Qui di seguito la sua storia personale

https://tekeertegendeisoleer.files.wordpress.com/2014/12/16-years-old-depressed-and-tortured-in-psychiatry.pdf

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LA STRAGE E L’ISTITUZIONALIZZAZIONE DEI VECCHI E DEGLI ā€œINUTILI”. PER IL LORO ā€œBENEā€

Diritti alla Follia · 01/04/2023 · 5 commenti

FIRMA ANCHE TU CONTRO L’INTRUSIONE GIUDIZIARIA

 NELLA VITA DEI SOGGETTI VULNERABILI

Dal 2004 esiste una legge, la n. 6/2004, che ha introdotto la possibilitĆ , per coloro che ā€œper effetto di una infermitĆ  ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trovano nella impossibilitĆ , anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessiā€, della nomina di un amministratore di sostegno, con il conseguente instaurarsi di uno stretto controllo giudiziario sulla vita di anziani e soggetti vulnerabili.

A distanza di quasi 20 anni, questa legge sta mostrando gravi crepe: agli amministratori di sostegno viene attribuito, nei decreti di nomina emessi dai Giudici tutelari, ogni potere. Possono decidere dove i ā€œbeneficiariā€ devono vivere (non a casa loro, ma in strutture) e isolarli dal mondo; possono spezzare legami affettivi decennali, sottrarli alle famiglie, a compagni/e di fatto, amici. Spesso si sostituiscono in toto all’amministrato in ogni decisione economica e/o sanitaria che li riguardi e ne amministrano beni, conto corrente, proprietĆ , salute. Hanno in carico talora decine di ā€œbeneficiariā€: con inevitabili conseguenze sulla burocratizzazione del ruolo, che dovrebbe essere di assistenza e di accompagnamento continuo e personale.

Non era questo l’intento della legge, che mirava a un supporto personalizzato (il cosiddetto ā€œabito su misuraā€). Nei fatti, l’amministrazione di sostegno si ĆØ rivelata un’interdizione mascherata. Affidare centinaia di migliaia di vite a una giustizia giĆ  ingolfata, ha comportato enormi abusi che nessuno impedisce. Anzi, essi sono autorizzati per legge, facendosi talora a meno perfino del necessario contatto personale tra Giudice tutelare e potenziale ā€œbeneficiarioā€: bastano le certificazioni mediche per dare corso al provvedimento.

Non c’è più tempo. Questa legge va radicalmente rivista per salvare le vite di troppe persone private, di fatto, di ogni diritto. Persone ricoverate contro la loro volontĆ  con ā€œfine pena maiā€. Detenuti senza alcun processo, con l’unica colpa di avere una qualche ā€œmenomazione fisica o psichica, anche parziale o temporanea che li priva in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidianaā€, destinati a vivere l’ergastolo ostativo fino alla morte.

L’associazione radicale ā€œDiritti alla Folliaā€ ha elaborato una organica Proposta di Riforma, al momento ferma, in attesa che il Governo la prenda in considerazione, e che mira a:

  1. Garantire il diritto alla difesa, per legge, a chiunque sia oggetto di un ricorso per la nomina di un Amministratore di sostegno. Ricorsi troppo spesso basati su affermazioni generiche senza alcuna prova in supporto, e superficialmente accolti;  
  2. Impedire che l’Amministratore di sostegno possa sostituirsi al ā€œbeneficiarioā€ nella presa di decisioni cruciali (residenza, consenso sanitario: in accordo a quanto raccomanda all’ Italia, dal 2016, il Comitato Onu per la Convenzione sui Diritti delle persone con DisabilitĆ  [c.d. CRPD]);
  3. Ancorare radicalmente l’individuazione dell’Amministratore di sostegno alla volontĆ  del ā€œbeneficiarioā€, il quale deve avere diritto di scegliere una persona di sua fiducia, e non di fiducia del Giudice tutelare;
  4. Stabilire, per gli Amministratori di sostegno, l’obbligo tassativo di non avere in carico più di 1 ā€œbeneficiarioā€;
  5. Equiparare, in ordine ai rapporti affettivi da preservare, congiunti di fatto e amici di lunga data, ai congiunti di sangue.

Questo ĆØ il nostro manifesto, che raccoglie anche l’urlo silenzioso di chi dice:

ā€œVoglio vivere e morire a casa mia, non rinchiudermiā€

Firma anche tu, se sei d’accordo, per chiedere al Governo di rivedere la legge 6/2004.    

Link utili:

https://dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2021/06/La-realta-dellamm-di-sostegno-in-Italia.pdf

PROPOSTA di RIFORMA AMMINISTRAZIONE di SOSTEGNO

Per aderire al Manifesto invia una mail a dirittiallafollia@gmail.com

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