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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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diritti alla follia

“UnsilenceYourVoice”: la fanzine del Progetto artistico-giuridico è finalmente online!

Diritti alla Follia · 10/06/2024 · Lascia un commento

“UnsilenceYourVoice” è un Progetto artistico-giuridico che vede la collaborazione tra la rete ENUSP (Rete Europea degli (Ex) Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria) e le associazioni “Diritti alla Follia” e “Code per Curiosi“.

Uno degli obiettivi del Progetto è l’espressione artistica di persone che hanno sperimentato, hanno sopportato e sono sopravvissute alla psichiatria. Inoltre, i partecipanti mettono in relazione le proprie esperienze vissute, espresse attraverso le opere artistiche, con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UN CRPD). Essi mostrano come i diritti articolati dalla Convenzione siano violati dalla pratica psichiatrica, ad esempio attraverso trattamenti forzati.

Queste esperienze e le violazioni dei diritti sono pubblicate all’interno di una e-zine (fanzine elettronica) e di un blog (ancora in work in progress).

Attraverso il Progetto “UnsilenceYourVoice“, le persone che di solito vengono messe a tacere dalla società si riappropriano della propria voce. 

Leggi e divulga la fanzine elettronica

https://heyzine.com/flip-book/d74f685642.html

English Version https://heyzine.com/flip-book/165ea233c8.html

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Corte di Appello di Lecce: 1°udienza del processo contro Fabio Degli Angeli e Gabriella Cassano

Diritti alla Follia · 27/05/2024 · Lascia un commento

COMUNICATO STAMPA

Il prossimo 29 maggio, si svolgerà presso la Corte di Appello di Lecce la 1° udienza del processo contro l’avv. Cassano Gabriella, Degli Angeli Fabio, Visconti Cosimo e Filieri Cosimo, accusati di sequestro, circonvenzione, abbandono e sottrazione di Garofalo Spagnolo Marta, 27 enne all’epoca dei fatti, dal 14 al 24 gennaio 2018.

La verità che emerge da numerosi audio e video, che gli imputati hanno portato nel processo unitamente ad altri  documenti, è che Marta, rinchiusa in varie ‘Case Famiglia’ all’età di 20 anni, dal 03 ottobre 2011, è sempre fuggita da queste, chiedendo incessantemente aiuto agli imputati Cassano e Degli Angeli,  i quali hanno scelto l’ascolto, rispetto  all’indifferenza  dei troppi, nei confronti delle drammatiche richieste di aiuto di Marta, vittima anch’essa dell’applicazione della tristemente famosa Legge 6/04  sull’amministrazione di sostegno.

Detti audio e video, che gli imputati hanno chiesto che venissero ascoltati e visionati in aula nel 1° grado, non sono stati vagliati né nelle udienze dibattimentali del processo di 1° grado, né nella sentenza del Giudice dott. Tanisi che non ne fa oggetto di valutazione ed esame, così come non tiene conto della piena capacità di intendere e di volere della ragazza, che è emersa dalle consulenze psichiatriche.

Infine, il 03.11.2022, a soli poco più di 31 anni, Marta, esasperata da anni di internamento, non più tollerabile, compiva un gesto dimostrativo di ribellione, a cui stavolta il suo cuore non reggeva, assumendo massicce dosi di psicofarmaci; sebbene il 25.01.2018 (giorno in cui Marta veniva accompagnata dall’avv. Gabriella Cassano) avesse dichiarato a chiare lettere al Giudice tutelare sostituto di “non voler assumere psicofarmaci perché modificano il suo modo di essere”.

Marta Garofalo Spagnolo era una detenuta sanitaria in quanto privata della propria libertà per oltre 10 anni.

Ritenendo l’avvenimento di pubblico interesse, l’associazione Radicale “Diritti alla Follia“ invita la Stampa locale a  voler  intervenire, per dare conto di un caso giudiziario divenuto emblematico. L’associazione sarà presente, tramite una delegazione, all’udienza del 29 maggio, a partire dalle ore 15:00.

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Lancio della Campagna “Fragile a Chi?!”

Diritti alla Follia · 26/05/2024 · Lascia un commento

Promossa dall’Associazione “Diritti alla Follia”

COMUNICATO STAMPA

Roma, 25 maggio 2024 – L’ Associazione radicale “Diritti alla Follia” annuncia il lancio di “Fragile a Chi?!”, una Campagna di sensibilizzazione e denuncia a sostegno della Proposta di Legge di iniziativa popolare per l’abolizione dell’interdizione e dell’inabilitazione e per la riforma dell’amministrazione di sostegno.

La Proposta è stata depositata presso la Corte di Cassazione lo scorso 18 aprile.

 Perché venga discussa in Parlamento è necessario che venga sottoscritta da almeno 50.000 cittadine e cittadini. Essa mira a riformare radicalmente la legge sull’amministrazione di sostegno, rafforzando le garanzie per i ‘beneficiari’ e ad eliminare l’interdizione e l’inabilitazione.

 La Proposta di legge si focalizza sui seguenti punti chiave:

– Abolizione dell’interdizione.

– Abolizione dell’inabilitazione.

  • Modifiche alla disciplina dell’amministrazione di sostegno (Legge 6/2004) tra le quali:

1 – Che nei decreti di nomina dell’amministratore di sostegno sia specificato che né lo stesso amministratore di sostegno, né il Giudice Tutelare o il Collegio possono sostituirsi al beneficiario nell’assunzione di qualunque decisione, e che il loro compito è di “supportare il processo decisionale autonomo della persona”.

2 – L’introduzione del vincolo che l’individuazione (e l’eventuale sostituzione) dell’amministratore di sostegno sia ineludibilmente legata alla scelta del beneficiario.

3 – Che uno stesso amministratore di sostegno possa avere un solo beneficiario, o al massimo tre quando i beneficiari sono legati tra loro da rapporti di coniugio, o parentela fino al secondo grado.

4 – La gratuità dell’incarico di amministratore di sostegno.

5 – Che venga garantita l’informazione sulla procedura ai soggetti coinvolti e l’esplorazione di soluzioni alternative.

7 – L’obbligo che in tutta la procedura di nomina dell’amministrazione di sostegno il beneficiario sia sempre accompagnato/supportato da un avvocato di fiducia.

«Fragili non sono coloro che in un dato momento della vita necessitano di supporto, fragili sono le garanzie giuridiche poste a presidio della loro dignità», è questo lo slogan scelto dall’Associazione per promuovere l’iniziativa. «Occorre passare da un approccio di protezione a quello del riconoscimento dei diritti e delle libertà così come delineato dalla Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità», dichiara Michele Capano, presidente dell’associazione, riferendosi alle Raccomandazioni rivolte al nostro Paese dal Comitato ONU, l’organo preposto a monitorare l’applicazione della Convenzione negli Stati che l’hanno ratificata.

L’ Associazione rende noto che a partire da lunedì 3 giugno sarà possibile firmare la Proposta di Legge nelle sedi dei Capoluoghi di Provincia indicati al seguente link https://dirittiallafollia.it/campagna-riforma-amministrazione-sostegno/#comuni

(elenco in aggiornamento) e si continuerà per i prossimi sei mesi.

Il testo della proposta è disponibile a questo link

https://dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2024/05/proposta-di-Legge-di-iniziativa-popolare.pdf

Per maggiori informazioni sulla Campagna e su come partecipare, si rimanda al sito  www.dirittiallafollia.it e all’indirizzo email dirittiallafollia@gmail.com

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COMUNICATO STAMPA: Esiti della 5° udienza del processo a carico di Gigi Monello

Diritti alla Follia · 16/03/2024 · Lascia un commento

Si è tenuta il 14 marzo, presso il tribunale di Cagliari, la quinta udienza, breve ma densa, del processo a carico del nostro iscritto e militante Gigi Monello.

Michele Capano, il legale che attualmente assiste il professor Monello, nonché Presidente dell’associazione ‘Diritti alla Follia’, ha chiesto e ottenuto l’acquisizione agli atti di otto documenti cartacei e due file audio. Dai documenti emerge lo sconcertante quadro di gravissime incoerenze logiche che fanno apparire le accuse contro Gigi Monello strumentali ad un secondo fine. L’unica testimone – a discarico – da esaminare nella giornata, la badante Angelica Anghel non era presente. Contattata telefonicamente, è risultato che la medesima non ha ricevuto dalla Procura di Cagliari, alcuna convocazione. L’avvocato Capano ne ha chiesto la riconvocazione per la prossima udienza, che già prevede l’audizione dell’ultimo testimone, il medico di base Dott.ssa Maria Teresa Zedda.

Capano ha anche chiesto una compressione delle fasi processuali, proponendo che la prossima udienza, fissata per il prossimo 4 luglio alle h. 9.00, contempli anche le dichiarazioni spontanee dell’imputato. La richiesta è stata accolta. Questo significa che verosimilmente la prossima sarà la penultima udienza prima della sentenza, che dovrebbe dunque cadere nel 2024.

Al termine dell’udienza commenti e analisi “all’aperto”, nei giardini antistanti il Palazzo di Giustizia di Cagliari, con le nostre bandiere, i nostri poster e una decina di militanti e simpatizzanti. Un anziano si è fermato ad ascoltare ed ha interloquito con Gigi. Un piccolissimo segno che, però, incoraggia. Speriamo che queste persone si moltiplichino. Continueremo a seguire, pubblicizzare e denunciare gli abusi e le degenerazioni dell’Amministrazione di sostegno, a Cagliari come nel resto d’Italia. La battaglia contro il sistema affaristico sviluppatosi attorno alla Legge 6/2004 non può conoscere tregue. Ce lo chiedono ogni giorno centinaia di vittime.

5° Udienza del processo contro Il prof. Gigi Monello: presidio ‘Diritti alla Follia’ al tribunale di Cagliari

Amministrazione di sostegno, l’esito della quinta udienza del processo al professor Monello

Amministrazione di sostegno, quinta udienza per il professor Monello

 

 

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Introduzione al Progetto UnsilenceYourVoice, di Annemarie Arnold

Diritti alla Follia · 13/03/2024 · Lascia un commento

English version https://dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2024/06/Annemarie-Arnold-Introduction-to-the-Project.pdf

Infrangere i tabù e rivendicare i propri diritti

Oggigiorno parlare delle proprie esperienze in ambito psichiatrico è un tabù.
Spesso i tabù hanno una funzione e una di queste può essere quella di sopprimere le voci che turbano una determinata struttura sociale. Sebbene nessuno possa definire cosa significhi norma o “normale”, è chiaro che alcuni individui o gruppi vengono definiti “folli” o “pazzi” o con altre espressioni negative. In caso di allucinazioni e comportamenti non conformi alla norma, alcune persone hanno il potere di rinchiudere il “pazzo” in un reparto psichiatrico. Spesso le persone etichettate come “pazze” vengono curate contro la loro volontà, costrette ad assumere farmaci o sistematicamente convinte che questo sia l’unico modo per reintegrarsi nella società. I cosiddetti “pazienti” sono privati della libertà, del libero arbitrio e di molti altri diritti sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle persone con Disabilitò (CRPD). La Convenzione viene applicata anche alle persone con disabilità psicosociale. Nonostante i diritti continuino ad essere violati, la psichiatria esiste ancora nel senso più convenzionale del termine.

Il progetto “Unsilence-Your-Voice” intende parlare di queste esperienze, a volte terribili. È un’occasione per esprimere artisticamente i propri sentimenti, i ricordi e le ferite causate dal “trattamento” psichiatrico.

I partecipanti al progetto hanno la possibilità di creare un’opera d’arte per esprimere e, allo stesso tempo far emergere, queste esperienze. Sebbene il progetto non si limiti alle espressioni artistiche, ne rappresenta la prima parte. L’arte è intesa in senso molto ampio. I partecipanti possono disegnare, dipingere, comporre, scrivere, cantare, scolpire, ballare, ecc. L’arte funziona come un mediatore: Non è l’oggetto del progetto, ma veicola le esperienze dei partecipanti a livello emotivo. Spesso, queste forme di espressione raggiungono un livello più immediato rispetto all’impatto di una relazione o di un articolo scientifico.

La seconda fase del progetto consiste nel trovare una relazione con la CRPD delle Nazioni Unite. Ciò significa che attraverso l’arte, o attraverso una descrizione aggiuntiva dell’opera d’arte, diventa chiaro quali diritti sono stati maggiormente violati attraverso il cosiddetto “trattamento” nei reparti psichiatrici.
Un esempio è una poesia che ho scritto e che riassume le mie esperienze in psichiatria. In un testo aggiuntivo, elaboro le violazioni dei miei diritti secondo la CRPD delle Nazioni Unite. Mostro stralci della poesia e li metto in relazione con alcuni articoli della Convenzione. Un esempio è l’articolo 15 che vieta i trattamenti o le pene inumane e degradanti.
Questo diritto è stato violato quando sono stata “lasciata nella doccia, nuda e bagnata”, sebbene non potessi muovermi o utilizzare il mio corpo come ero abituata a fare a causa del pesante effetto dei farmaci.
Avrei avuto bisogno di aiuto.
Il progetto “Unsilence-Your-Voice” vuole rompere il silenzio di coloro che hanno subito ingiustizie e coercizioni in contesti psichiatrici. La riappropriazione della propria voce avviene sia attraverso espressioni artistiche che a livello giuridico, facendo riferimento alla CRPD delle Nazioni Unite.
Annemarie Arnold

Il progetto è stato avviato da circa due mesi in collaborazione con la rete ENUSP, la rete europea degli utenti, ex utenti e sopravvissuti alla psichiatria https://enusp.org/

E’ prevista la pubblicazione di una e-zine (rivista in formato elettronico)

Annemarie Arnold, promotrice del progetto, è membro individuale di ENUSP, di cui fa parte anche l’associazione ‘Diritti alla Follia’

Via al Progetto ‘Un-silence your voice’: voce ai diretti interessati

“Non silenziare la tua voce”, un’iniziativa rivolta a persone con esperienza psichiatrica

Versione dell’articolo in lingua originale

Introduction to Unsilence

Annemarie Arnold Part of the Deal-Poem and Summary

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