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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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diritti alla follia

RESOCONTO del GRUPPO di LAVORO dei FAMILIARI dell’associazione “DIRITTI alla FOLLIA”

Diritti alla Follia · 05/09/2022 · 1 commento

Il “Gruppo di Lavoro dei Familiari” dell’associazione “Diritti alla Follia”* si è formato nel 2022 in seguito alla richiesta e alla necessità di alcuni familiari, già membri dell’associazione, di potersi incontrare e confrontare riguardo alle esperienze che li hanno visti coinvolti nel rapporto con i Servizi di Salute Mentale territoriali ai quali si sono rivolti.
Alcuni partecipanti al Gruppo di Lavoro hanno definito tale esperienza come “traumatizzante”.

 Durante le frequenti riunioni che si sono succedute, si è giunti, in particolare, a definire le criticità che il Gruppo ha inteso evidenziare e, nel contempo, all’elaborazione di alcune proposte pensate per il loro superamento.

Queste stesse criticità sono state rilevate e raccolte dall’associazione “Diritti alla Follia”, la quale, sin dalla sua costituzione nel 2018, è stata destinataria di centinaia di segnalazioni relative a violazioni di diritti e/o abusi provenienti sia dai diretti interessati (utenti ed ex utenti), che dai familiari o altre persone coinvolte. Dette segnalazioni, insieme alle criticità evidenziate dal Gruppo, sono poi confluite nel documento allegato.

 Va sottolineato che, alcuni dei componenti del Gruppo di Lavoro, sia in seguito a vicende personali, che in qualità di membri, simpatizzanti o attivisti in altre associazioni, hanno nel tempo acquisito un proprio bagaglio esperienziale e culturale che fa di loro dei profondi conoscitori di questo delicatissimo e specifico ambito. Inoltre, essi si sono fatti promotori di una costante attività di divulgazione attraverso seminari, convegni e giornate di studio, che ha coinvolto, e ormai coinvolge a vario titolo, centinaia di persone, in un movimento di opinione che chiede a gran voce che venga finalmente prestata la dovuta attenzione a questi temi.

Nello schema allegato si fa riferimento esclusivamente ai Servizi Territoriali ambulatoriali (Centri Salute Mentale e Centri Psico Sociali) e non ai Servizi Psichiatrici Diagnosi e Cura (SPDC) e Residenziali, i quali saranno oggetto di una distinta e approfondita analisi .

La presente nota, con lo schema allegato (https://dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2022/09/Schema-Aspettative-Criticita-Proposte.pdf ), è stata inviata, con proposta di interlocuzione e confronto, a tutti i Dipartimenti di Salute Mentale italiani; al Collegio Nazionale dei Dipartimenti di Salute Mentale; all’Ordine Nazionale degli assistenti sociali e p.c. al Comitato Onu sui Diritti delle Persone Disabilità.
Sarà successivamente inviata ad altri organismi istituzionali.

Roma, 02 settembre 2022

* L’ associazione “Diritti alla Follia” è nata nel 2018 con l’obiettivo statutario di impegnarsi sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone “sottoposte”:
1) a varie forme di coercizione in ambito psichiatrico;
2) ai cosiddetti “istituti di protezione” dell’individuo (tutela, curatela, amministrazione di sostegno) ;
3) alle misure di sicurezza per i soggetti “non imputabili”.

Tali obiettivi vengono perseguiti attraverso:
1) elaborazione di disegni di riforma finalizzati ad introdurre elementi di maggiore tutela e garanzia della persona nell’ambito delle procedure coercitive in ambito psichiatrico;
2) esposti, su casi individuali come su problematiche di sistema, ad Istituzioni di vigilanza e monitoraggio sul piano nazionale ed internazionale;
3) partecipazione alle procedure amministrative e giudiziali che coinvolgono i diritti fondamentali dei pazienti psichiatrici o ritenuti tali;
4) campagne di informazione e sensibilizzazione su tali temi.

Nell’area di intervento della nostra associazione ci troviamo di fronte a fenomeni di sistematica lesione dei diritti fondamentali degli individui che cerchiamo di contrastare a partire dalla radicale alternativa del nostro approccio, orientato alla centralità della persona e alla salvaguardia dei diritti insopprimibili di libertà ed autonomia di cui è portatrice.
Pensiamo risulti vincente ed auspicabile un approccio alla disabilità psico-sociale fondato su parole chiave come “umanizzazione”, “fiducia”, “indipendenza”, “volontà”, in alternativa a quello oggi dominante basato sul tridente “sanitario-amministrativo-giuridico”.
Tale rivoluzione copernicana (coerente con i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ), impone un’alfabetizzazione di tutti gli operatori della salute mentale coinvolti sul piano lavorativo, sociale, sanitario, giudiziario e amministrativo.

Rileviamo con preoccupazione come non siano state ancora accolte dall’Italia :

  • le Raccomandazioni del Comitato ONU CRPD, che nell’ agosto 2016 segnalava al nostro Paese le urgenti riforme funzionali ad allineare la normativa e la prassi italiane ai diritti riconosciuti alle persone con disabilità psico-sociale dalla Convenzione stessa, e che il dibattito pubblico attorno ai temi della “salute mentale” si muove nella direzione di un ulteriore aggravamento di tale stato di illegalità internazionale dell’Italia;
  • le ripetute Raccomandazioni del Comitato di Prevenzione della Tortura (CPT) circa le necessarie riforme in tema di TSO.
Schema-Aspettative-Criticita-ProposteDownload
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SEMINARIO su AMMINISTRAZIONE di SOSTEGNO: La legge, le prassi, gli abusi

Diritti alla Follia · 27/08/2022 · Lascia un commento

Domenica 4 settembre H.16.00
Diritti alla Follia organizza un SEMINARIO su AMMINISTRAZIONE di SOSTEGNO
I relatori:

  • Avv. Michele Capano
  • Dott. Andrea Michelazzi, medico psichiatra.
    Sarà dato ampio spazio alle domande dei partecipanti.
    Come partecipare:
    Iscriviti all’associazione con paypal seguendo il link https://dirittiallafollia.it/iscriviti/
    Riceverai il link zoom via mail.
    Per chi è già socio dell’ associazione la partecipazione è a offerta libera.
    Se non si raggiungeranno un minimo di 10 iscrizioni, non sarà possibile organizzare il seminario ed eventualmente verranno rimborsate le quote di iscrizione versate.
    PARTECIPATE NUMEROSI !!

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V CONGRESSO ANNUALE

Diritti alla Follia · 24/07/2022 · 2 commenti

ASSOCIAZIONE radicale “Diritti alla Follia”

Cagliari 10-13 novembre

Si terrà a Cagliari, dal 10 al 13 di novembre, il V Congresso annuale dell’associazione radicale “Diritti alla Follia” dal titolo

Umanita’ e Libertà:

        pratiche per una de-istituzionalizzazione radicale 

                                            Questi i temi che verranno trattati:

Giovedì 10 novembre mattina

  In occasione della seconda udienza che vede come  imputato un nostro associato, “Diritti alla Follia” ha organizzato un presidio che si terrà  dalle ore 11.00  nello spazio all’aperto antistante l’ingresso del Tribunale di Cagliari.

Giovedì 10 novembre pomeriggio

Analisi e criticità dei servizi di salute mentale a livello nazionale e territoriale

Venerdì 11 novembre mattina

Amministrazione di Sostegno

Temi principali :

  •    L’Amministrazione di Sostegno quale strumento per attuare la coercizione farmacologica e l’istituzionalizzazione  forzata di anziani e disabili
  •    L’interdizione quale “punizione” per la rivendicazione di maggiore libertà nell’Amministrazione di Sostegno
  •    La persecuzione dei familiari e degli avvocati  “non allineati”
  •     La proposta di riforma di “Diritti alla Follia” dell’articolato relativo all’amministrazione di sostegno e le  altre proposte in campo

     

Venerdì 11 novembre pomeriggio

Dalla coercizione e sostituzione dell’ Amministratore di Sostegno  al Supporto al Processo Decisionale dell’Ombudsman Personale svedese

  • Presentazione del Progetto  Ri-fiutami a cura di Tyna Maria
  • Video Stefania Guerra Lisi  e il metodo della  Globalità dei Linguaggi

Presentazione del metodo all’OMS

   Il necessario  protagonismo e l’indispensabile auto rappresentanza

degli utenti ed ex utenti

  • Il ruolo dell’utente “esperto in supporto tra pari”(ESP)
  • La costituenda Rete Nazionale degli utenti ed ex utenti
  • La realtà internazionale delle reti degli utenti, ex utenti e sopravvissuti

Sabato 12 novembre mattina

Bastoni, Taser, Bolawrap: come sta cambiando il TSO.

Come dovrebbe cambiare il TSO

–     Le “novità” sul TSO

–     Le morti di TSO

–     Il TSO

–     Le raccomandazioni del Comitato Prevenzione Tortura ed il rapporto             2022

–     Il ruolo dei Garanti e la relazione 2022 del Garante nazionale

–     Il cammino della proposta di riforma della normativa sul trattamento sanitario obbligatorio

Sabato 12 novembre pomeriggio

La “truffa” della libertà vigilata

–     Teoria e prassi della libertà vigilata in Italia

–     I “regolamenti” delle strutture

Performance musicale a cura di Tyna Maria

L’epidemia della coercizione: dal “paziente” al “cittadino”. La dittatura sanitaria

Domenica 13 mattina

La criminalizzazione delle alternative alla coercizione psichiatrica.

Storia e cronaca di una tragedia culturale ed istituzionale italiana

Spazio Congressuale

–     Presentazione e votazione documenti

–     Elezione cariche

Siete tutti invitati a partecipare, per maggiori dettagli scriveteci  a dirittiallafollia@gmail.com

Qui di seguito  info su collegamenti per e da Cagliari e strutture ricettive

collegamenti_AR_CAGLIARIDownload
Ryanair-Roma-Ciampino-CagliariDownload
Collegamenti-Napoli-Cagliari-Download
BBDownload
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COMUNICATO STAMPA

Diritti alla Follia · 11/05/2022 · 1 commento

Diritti alla Follia

Amministrazione di sostegno

Un caso giudiziario di pubblico interesse :

resoconto prima udienza e Presidio a Cagliari

“Diritti alla Follia” seguirà, udienza per udienza, l’evolversi di questo emblematico processo

Ieri alle h.12.00, in un’aula del Tribunale di Cagliari, si è svolta la prima udienza del processo a Gigi Monello, professore di filosofia in pensione, scrittore ed editore, accusato di  “maltrattamenti in famiglia” all’anziana madre – in seguito alla denuncia da parte dell’Amministratrice di sostegno della donna – . Conseguentemente, il professore era stato allontanato dalla casa di famiglia (dopo decenni  di convivenza ininterrotta con la madre) e gli era stato evitato qualunque contatto con l’anziana attraverso un provvedimento cautelare (per cui ha avuto la possibilità  di vedere la madre, oggi deceduta, per sole tre ore nell’ ultimo anno di vita della donna ).

Sono stati ascoltati il fratello e la sorella dell’imputato, che non sono stati in grado di confermare la veridicità delle condotte denunciate.

Un nutrito gruppo di amici e conoscenti di Gigi Monello non ha potuto avere accesso all’aula in quanto ancora in vigore  le misure anti-Covid. I presenti si sono, dunque, ritrovati nei giardini pubblici antistanti il Palazzo di Giustizia, dove l’Associazione Radicale “Diritti alla Follia” ha organizzato un Presidio.

Cristina Paderi, segretaria dell’associazione ha dichiarato: “ saremo nuovamente qui l’11 novembre , cioè quando si terrà la prossima udienza , ove è prevista l’audizione dell’amministratrice di sostegno”. In tale circostanza organizzeremo un approfondimento sulle distorsioni prodotte dall’attuale legge sull’amministrazione di sostegno,  che stiamo lavorando per riformare e di cui la vicenda occorsa a Gigi, nostro associato, è un esempio evidente “.

Michele Capano, tesoriere dell’associazione, ha dichiarato: ” la criminalizzazione di familiari estromessi dalla possibilità di avere voce in capitolo rispetto al proprio congiunto sottoposto ad amministrazione di sostegno rappresenta una tecnica collaudata in tutta Italia dal “duo” Giudice-Amministratore di sostegno, ben determinato a lavorare il meno possibile e quindi a non ricevere alcun disturbo dell’ esercizio del proprio potere, ‘di vita e di morte’, nei confronti del beneficiario. Gigi Monello è stato vittima di questa consolidata e sopraffina tecnica. “Diritti alla Follia” seguirà, udienza per udienza, l’evolversi di questo emblematico processo”.

 La prossima udienza – che vedrà fra i testi l’Amministratrice – è stata fissata per l’11 novembre 2022.

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PORRE FINE ALL’”AIUTO” COERCITIVO: UNA RECENSIONE DI “REIMAGINING CRISIS SUPPORT”*

Diritti alla Follia · 04/05/2022 · Lascia un commento

Di Irit Shimrat

*REIMAGINING CRISIS SUPPORT: MATRIX, ROADMAP AND POLICY BY TINA MINKOWITZ

https://www.madinamerica.com/2022/04/reimagining-crisis-support/

“Lasciatemi in pace!

Per favore, per favore non lasciatemi sola!”

Mi sono sentita in entrambi i modi, in momenti diversi, in momenti di crisi emotiva. Quindi mi piace l’idea che entrambi i desideri possano essere soddisfatti da un cambiamento radicale nel modo in cui la crisi viene vista e affrontata. Ecco perché sono così entusiasta del progetto riflessivo e complessivo di Tina Minkowitz per sostituire l’attuale modello medico coercitivo e dannoso di “supporto” alle crisi con qualcosa che effettivamente aiuta, piuttosto che danneggiare.

Minkowitz parla con autorevolezza, come avvocato esperto in diritti umani che ha rappresentato la Rete Mondiale degli Utenti e dei Sopravvissuti alla Psichiatria nella stesura e nella negoziazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD). Rifiuta categoricamente “l’inquadramento della crisi come un’emergenza sanitaria” in favore della prestazione di “sostegno come un atto di rispetto e solidarietà tra individui  che sono tutti vulnerabili nella loro comune umanità”. Parla anche personalmente, essendo una donna che è stata in passato torturata con farmaci “antipsicotici”.

Minkowitz capisce che le crisi personali possono essere molto diverse, non solo per ogni individuo, ma anche per la stessa persona in circostanze diverse. Questo certamente corrisponde a quanto è successo a me. Ho avuto momenti nella mia vita in cui, a causa di rapporti interrotti, fallimenti scolastici, esperienze sconsiderate con droghe di strada e altre ragioni, sono divenuta estremamente angosciata, o esageratamente euforica, e il mio rapporto con la realtà si è logorato e poi dissolto. In un’occasione andai su e giù per i corridoi dell’edificio in cui vivevo, nuda, nel mezzo della notte, battendo alle porte e urlando “Emergenza!” quando non c’era alcuna emergenza se non lo stile della mia vita e della mia mente. In un altro, ho ballato e cantato con un gruppo che nessuno tranne me poteva vedere o sentire.

Nel primo caso, stavo causando un serio disturbo; nel secondo, mi stavo semplicemente divertendo in un modo che non aveva senso per gli altri – nessuna crisi per me, ma evidentemente una crisi nelle percezioni di coloro che mi circondavano. Ognuno di questi eventi ha comportato periodi prolungati di reclusione psichiatrica e di cure forzate. Ognuno di essi, credo, avrebbe potuto essere affrontato in modo diverso se la nostra società non fosse orientata a reprimere i disturbi sociali chiudendo, ed escludendo, la persona al suo interno. Nel primo caso, se avessi avuto la possibilità di parlare con qualcuno che avesse ascoltato con calma e empatia, questo avrebbe potuto alleviare il mio senso di “emergenza” e impedirmi di spaventare i miei vicini e finire rinchiusa e allontanata. E nel secondo caso, quale danno sarebbe derivato dal mio essere lasciata a ballare e suonare con musicisti invisibili?

Come molti dei miei amici, e come la stessa Minkowitz, sono la prova vivente che il tipo di risposta alla crisi fornita dal sistema di salute mentale non è solo inutile, ma pericoloso. Più e più volte sono stata ammanettata dalla polizia, trascinata in un ospedale, spogliata, drogata a forza e trattenuta contro la mia volontà, perché mi stavo comportando in modi che, sebbene non pericolosi, erano allarmanti per gli altri. Quando la polizia, e poi gli ausiliari e le infermiere, mi stavano brutalizzando, avrei voluto essere lasciata in pace. Ma quando venivo drogata, legata e lasciata a languire per giorni in una cella di isolamento, desideravo la presenza di un altro essere umano. Alla fine, ogni volta, i farmaci mi trasformavano in uno zombie senza altro desiderio che mangiare, dormire e, un giorno, uscire dall’ospedale.

Minkowitz saggiamente si domanda come si possa aiutare qualcuno con “la detenzione e il controllo da parte di altri … l’aggressione contro il corpo e la mente attraverso la contenzione, l’isolamento, la sottomissione a farmaci neurolettici e l’elettroshock contro la volontà di una persona o senza il suo previo consenso libero e informato, e altre condizioni degradanti e inumane di reclusione”. Lei chiede che queste pratiche siano messe fuori legge e sostituite da un supporto alla crisi che sia “fornito come un servizio offerto dalla comunità e attivato in risposta alla richiesta di assistenza dell’individuo” – e mai perché un terzo richiede che dei professionisti intervengano e agiscano per conto della persona.

E non sarebbe bello se, invece della risposta alla crisi basata sul bisogno percepito di sopprimere il pensiero, il sentimento e il comportamento, si presupponesse che la persona in crisi sia ancora un essere umano e abbia una mente funzionante? Minkowitz suggerisce di porre una serie di semplici domande di buon senso: ” Di cosa hai bisogno in questo momento? … Dove andrai a dormire e come mangerai? Come ti sistemerai e dormirai o riuscirai a superare una notte di veglia?”.

“Comprendere che ogni persona ha la capacità di discernimento”, scrive, significa “non rinunciare mai a nessuno e non imporre il proprio pensiero su di loro…. scelte difficili, rischi e responsabilità, dolore intenso, tutto può essere testimoniato e attraversato.” Anche i pensieri e i sentimenti suicidi non sono un tabù e non sono un motivo per violare i diritti umani di una persona.

Minkowitz spiega in dettaglio come si presenta il processo decisionale supportato (al contrario di quello sostituito). Inizia con “l’incontrare la persona dove si trova, sia letteralmente che figurativamente, impegnandosi con lei eticamente, e rispettando le sue scelte [al contrario di permettere ad altri] … di fare scelte che influenzano profondamente la vita della persona: anche le decisioni sul proprio corpo come ingerire psicofarmaci o sottoporsi a sterilizzazione o elettroshock”.

Apprezzo particolarmente la sua idea che “il diritto di rimanere a casa, di mantenere le proprie connessioni con il mondo e di non essere messi in un luogo di reclusione durante una crisi, è cruciale per ricollocare la crisi come parte della vita che abbiamo in comune”.

Soprattutto, Minkowitz ha un sacco di suggerimenti specifici per i modi migliori grazie ai quali aiutare qualcuno in crisi. “Il supporto pratico in caso di crisi potrebbe comprendere l’aiuto nelle faccende domestiche e la capacità di muoversi all’interno della comunità … la capacità di orientarsi nei sistemi dei servizi e nelle questioni finanziarie e legali … e/o il supporto emotivo per superare i problemi e per affrontare i compiti difficili. Potrebbe includere l’andare in un centro di recupero dalla crisi o un ritiro spirituale o di cura, o altrimenti trovare un posto in cui andare per sentirsi sicuri, a proprio agio ….”.

E cercare di risolvere questi problemi attraverso la normativa sulla salute mentale non funzionerà mai, perché ci lascia ancora “reagire contro lo status quo e replicarlo piuttosto che immaginare effettivamente qualcosa di nuovo.”

“Come dovrebbe essere la società”, si chiede Minkowitz, “affinché il sostegno alla crisi sia integrato nella vita sociale, culturale ed economica ordinaria”, per “permettere alle persone di sperimentare la crisi senza il peso dell’esclusione e del danneggiamento”?

Tutto inizia con la solidarietà: “Qualunque cosa possiamo fare, ovunque siamo in grado di esercitare la solidarietà nella nostra vita, dove coltiviamo un tutto al di là delle singole componenti, dove accettiamo i flussi e i ritmi delle relazioni che includono sia la tolleranza che il dare e il ricevere…. Vivere con quanto basta e dare via il resto, condividere piuttosto che accumulare ciò che abbiamo, significa creare i legami con gli altri che ci permettono di confidare nella ricchezza comune piuttosto che personale …. Abbiamo bisogno di vedere l’altro in noi stessi e noi stessi nell’altro, e agire di conseguenza … le nostre crisi, i nostri insoliti stati di coscienza, le nostre angosce non avvengono nel nulla”.

Chiunque abbia a cuore i diritti umani; chiunque metta in discussione l’egemonia psichiatrica e la privazione della libertà, e l’uso della forza, per questioni legate all'”aiuto”; chiunque cerchi modi migliori e non sanitari di affrontare le crisi causate da circostanze personali, sociali e culturali avverse, sarà entusiasta, come me, di questo breve e brillante libro.

https://www.reimaginingcrisissupport.org/

Irit Shimrat

Irit Shimrat identifies as an escaped lunatic. She co-founded and coordinated the Ontario Psychiatric Survivors’ Alliance, has presented two multipart antipsychiatry shows on CBC Radio’s Ideas program, and edited the national magazine Phoenix Rising: The Voice of the Psychiatrized. Her book Call Me Crazy: Stories from the Mad Movement was published in Vancouver in 1997. Irit’s work has appeared in various magazines and anthologies, and she continues to write, edit, advocate and agitate for the right of all people to be free from psychiatry and other pseudoscientific means of social control. See her archived Lunatics’ Liberation Front website and Spotlight on Institutional Psychiatry.

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