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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Articoli

Riforma della procedura di applicazione del Trattamento Sanitario Obbligatorio

Diritti alla Follia · 26/04/2021 · 4 commenti

Relazione illustrativa Riforma della procedura di applicazione del Trattamento Sanitario Obbligatorio

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

A partire dal 14 dicembre 2024, è stato possibile sottoscrivere la proposta di legge online sulla piattaforma del Ministero della Giustizia.

La raccolta firme online si è conclusa a fine giugno 2025.

Con la chiusura della raccolta, si chiude ufficialmente la prima fase della nostra battaglia 

(Proposta di modifica della L. 23.12.1978 n° 833 – artt. 33 – 34 – 35):

«Adeguamento della procedura e dell’esecuzione del Tso

psichiatrico alla Costituzione e agli obblighi internazionali dell’Italia»

La proposta nasce da un lungo e articolato confronto fra legali, associazioni di tutela e operatori del settore, nato dallo stimolo di Michele Capano, legale di parte civile nel processo per la morte di Francesco Mastrogiovanni, e arricchitosi con il contributo e l’esperienza storica dei gruppi di autotutela e di denuncia degli abusi psichiatrici. Per sintesi si riassumono qui gli elementi che si ritengono qualificanti la proposta:

  1. obbligo di notifica del TSO a chi vi è obbligato;
  2. limitazione del ricorso al TSO solo nei casi di comprovato stato di necessità;
  3. diritto di difesa legale gratuita per tutti coloro che sono sottoposti a TSO;
  4. udienza di convalida dinnanzi al Giudice Tutelare con l’assistenza di un legale;
  5. limite massimo di durata dei trattamenti involontari;
  6. divieto di contenzione;
  7. libero accesso delle associazioni di tutela presso i reparti psichiatrici;
  8. piena libertà di comunicazione dei ricoverati con l’esterno;
  9. dotazione di un sistema di videosorveglianza in ogni reparto psichiatrico;
  10. esonero di responsabilità penali a carico agli operatori nell’applicazione delle superiori norme;

PROPOSTA DI RIFORMA DELLA PROCEDURA DI APPLICAZIONE DEL TSO

Proposta di riforma della procedura di applicazione del TSO

PROPOSTA DI RIFORMA DELLA PROCEDURA DI APPLICAZIONE DEL TSO CON LEGGE FRONTE ATTUALE

Proposta di riforma della procedura di applicazione del TSO con legge attuale a fronte
PROPOSTA DI RIFORMA TESTO DEPOSITATO IN CORTE DI CASSAZIONE
TSO testo PdL depositato

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” Lettera ai direttori dei manicomi” Antonin Artaud : Illustrazione di Massimo Benucci

Diritti alla Follia · 02/03/2021 ·

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri un’illustrazione di Massimo Benucci del testo “Lettera ai direttori dei manicomi” di Antonin Artaud.
Massimo Benucci, illustratore romano, grazie alla collaborazione con Marcello Baraghini, editore di Stampa Alternativa, avvia una piccola libreria itinerante, con cui, in questi anni, si è mosso tra poderi, sagre, feste paesane ma anche festival di letteratura , controcultura ed arte.

artaud_antonin_-_lettera_ai_primari_dei_manicomi_ill._massimo_benucci

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Elena Casetto

Diritti alla Follia · 10/01/2021 ·

Il giorno 13 agosto 2019 Elena Casetto di venti anni, ricoverata presso il Reparto di Psichiatria dell’Ospedale “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo moriva  in conseguenza di un incendio divampato all’interno del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) mentre era sottoposta a contenzione meccanica attraverso legatura al letto con fasce contenitive. Tale condizione non ha consentito alla ragazza di allontanarsi dal letto né ha dato la possibilità al personale e agli altri soccorritori di procedere alle operazioni per metterla in salvo.

I sanitari dichiararono  che “La paziente deceduta era stata bloccata pochi istanti prima dell’incendio, a causa di un forte stato di agitazione, dall’équipe del reparto.” Nello specifico: la paziente era stata legata mani e piedi, fissata al letto con una fascia toracica e sedata.

Quello che sappiamo su questo tragico evento è poco, appreso dalle notizie di stampa, dalle dichiarazioni dell’Azienda ospedaliera di Bergamo e dal rapporto del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà.

L’appello della madre :  https://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/morta-incendio-ospedale-1.4884986

Il Garante nazionale dei detenuti interloquisce con l’ATS Bergamo

https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/it/dettaglio_contenuto.page?contentId=CNG6796&modelId=10017

Conclusioni indagini preliminari :

Le indagini preliminari si sono concluse portando a giudizio l’ultimo anello di una catena di responsabilità che ha portato alla morte di Elena. In qualche modo legittimando tutti i passaggi precedenti.

Due indagati per la terribile morte di Elena Casetto: La Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

https://primabergamo.it/cronaca/rogo-nella-psichiatria-dellospedale-due-indagati-per-la-morte-di-elena-casetto/

“Legarla, a detta dei sanitari, è stata la cosa migliore da fare di fronte alla sua “agitazione”. Dicono che voleva morire, attorcigliandosi delle lenzuola intorno al collo. La madre dice invece che voleva solo uscire da quel luogo e tornare a casa. Era agitata, si, potremmo anche dire incazzata come ogni persona a cui viene impedita e bloccata ogni via di fuga .Voi non lo sareste? Elena ci viene descritta oggi come una plurisuicida, dedita a questo proposito insano che era necessario contenere. Ciò che sembra interessare ai dirigenti sanitari è capire come sia stato possibile che la ragazza abbia potuto eludere i controlli e portare con se un accendino e come sia potuto succedere che il moderno avveniristico reparto psichiatrico (ignifugo e claustrofobico) abbia potuto prendere fuoco così facilmente. E ancora una volta ci tocca sentire dai paladini della lotta alla contenzione che esiste una correlazione fra la carenza di organico o di investimenti in psichiatria e quanto è accaduto a Bergamo. E ancora oggi sentiamo parlare di “superamento” della contenzione in psichiatria quando essa deve essere vietata per legge e non normata (e quindi normalizzata e legalizzata) con l’emanazione di linee guida per la sua attuazione ” Giuseppe Bucalo , Presidente Associazione Penelope Coordinamento Solidarietà Sociale – Messina

“ La società civile è stata incapace di comprendere fino in fondo, di condannare senza eccezioni di sorta la causa principale di un tale orrore, ovvero la barbarie della contenzione fisica inflitta nelle istituzioni sanitarie, assistenziali e penitenziarie italiane, ovvero l’antico tormento di costringere persone private della loro libertà a rimanere immobilizzate con le mani e con i piedi legati a un letto di contenzione.”  Giorgio Pompa , Presidente Associazione Dalle Ande agli Appennini  da “Il reparto di psichiatria di Bergamo dove Elena Casetto è morta bruciata viva legata mani e piedi in un letto di contenzione deve essere chiuso “

Giorgio Pompa Il reparto di psichiatria di Bergamo deve essere chiuso

….. “Elena Casetto muore intossicata e arsa, bloccata al letto di contenzione di un reparto di psichiatria ? Andrea Soldi muore soffocato dalle manovre dei vigili urbani che seguono un TSO ? Francesco Mastrogiovanni rimane legato al letto per 87 ore di agonia prima di spirare ? Sono “solo” casi di malasanità, cattiva psichiatria, un modo errato di trattare la “sofferenza” psichica.”  Giuseppe Bucalo, Presidente Associazione Penelope Coordinamento Solidarietà Sociale – Messina

 

 

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Comunicato Associazione Diritti alla Follia : Consensi Informati (?) a “pioggia ” nelle RSA

Diritti alla Follia · 09/01/2021 ·

L’Associazione Radicale Diritti alla Follia manifesta forte preoccupazione e denuncia la lesione del diritto al consenso informato che si sta profilando nel nostro paese ai danni di alcune fasce della popolazione.

Il diritto al consenso informato, come anche limpidamente affermato dalla  Corte costituzionale nella sentenza n. 438/2008, è un diritto della persona fondato sugli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e, in quanto diritto fondamentale e inviolabile, non può che spettare a tutti gli esseri umani in quanto tali, ivi comprese le persone in condizione di vulnerabilità, per esempio in ragione dell’età avanzata.

Le procedure che si intendono attuare nelle strutture sanitarie protette per ottenere il consenso informato per la vaccinazione contro il covid-19 (cfr. art. 5, decreto legge n. 1/2021)[1], ma già quanto previsto dal Protocollo d’intesa in materia di amministrazione di sostegno siglato tra il Tribunale di Trieste, vari organi istituzionali e l’associazione Assostegno[2], nonché le indicazioni distrettuali inviate via mail ai medici di medicina generale, rappresentano evidenti tentativi di affievolire, anche gravemente, il diritto al consenso informato dei soggetti definiti fragili.

Come Associazione Radicale impegnata sul fronte della promozione dei pieni diritti dei sottoposti – in varie modalità – a coercizione psichiatrica, attraverso disegni di riforma finalizzati ad introdurre elementi di reale  tutela e garanzia  nell’ ambito delle procedure coercitive, anche attraverso  Campagne di informazione e sensibilizzazione come quella in atto in cui si denunciano criticità e abusi nelle amministrazioni di sostegno[3], respingiamo il tentativo di sottrarre a persone vulnerabili, come possono essere gli anziani, il diritto al consenso informato e di trasformarle in tal modo in dei “corpi inerti” da sottoporre a trattamenti sanitari.

Chiediamo, anche e soprattutto per chi non ha voce, un pieno e reale rispetto del diritto costituzionale al consenso informato, la rigorosa applicazione della legge n. 219/2017 sul consenso informato e la massima valorizzazione possibile della volontà dei diretti interessati.

Il vaccino contro il covid-19, vaccino di cui peraltro non è possibile prevedere i danni a lunga distanza (come indicato nel relativo modulo per il consenso informato), non può diventare un’occasione per comprimere i diritti dei più deboli, anche perché ciò costituirebbe un pericoloso precedente per i diritti di tutti.

Alessandro Negroni  Presidente

Michele Capano        Tesoriere

Cristina Paderi         Coordinatrice Segreteria e responsabile Comunicazione

Andrea Michelazzi    Membro di Giunta

[1] https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=78114&articolo=5

[2] https://www.assostegno.it/tribunale-di-trieste-protocollo-in-materia-di-amministrazione-di-sostegno/

[3] https://www.dirittiallafollia.it/campagna-amministrazione-di-sostegno

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“Voglio la mia libertà che mi avete sottratto !! ” di Matteo Bojanovich

Diritti alla Follia · 30/12/2020 ·

PROFESSORE CARLO GILARDI
Airuno, Italia

Articolo di Matteo Bojanovich on NASGA :
National Association to Stop Guardianship Abuse

Traduzione dall’inglese di Mario Comuzzi

 

Carlo Gilardi (Airuno, 4 dicembre 1930), è un insegnante di liceo in pensione, poeta, agricoltore, noto come benefattore dei suoi vicini e del suo piccolo paese natale di 2800 abitanti, Airuno, in provincia di Lecco. La sua detenzione, in data 27 ottobre 2020, ha creato un movimento per la protezione degli anziani dagli abusi della Legge 13 maggio 1978, n. 180 “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”.

IL BENEFATTORE DI AIRUNO
Nato in una famiglia benestante, fin dall’infanzia era consapevole dei suoi privilegi. Succedeva negli anni ’30, e Carlo andava a scuola con le scarpe bianche, mentre i figli dei contadini non avevano scarpe, avevano gli zoccoli di legno.

Ecco come Gilardi ha spiegato il motivo per cui ha dato al Comune i soldi per comprare un defibrillatore, o un terreno per creare un parco, o un parcheggio per l’asilo: “Siamo solo in due, rimasti della mia famiglia, io e una sorella , entrambi ormai così vecchi. Siamo nati in questo paese, perché non ricordarlo con un gesto concreto per dimostrare che amiamo il nostro paese? “

Gilardi ha dato a tutti quelli che erano in difficoltà. Questi i commenti che i suoi vicini hanno fatto a Nina Palmieri di Le Iene, quando è arrivata in paese con la sua troupe televisiva:

“Ha aiutato tantissimi; tutta Airuno ha aiutato. “

“Non ha mai ostentato la sua grande ricchezza.”

“Un benefattore del popolo:”

“Chi aveva bisogno sapeva che era lì, il punto di riferimento.”

“Sono venuti tutti da lui e lui li ha ospitati nella sua grande casa.”

“Persone che avevano problemi di divorzio, che venivano sfrattate…”.

“Ha lavorato dalla mattina alla sera con gli animali, questo è stato il suo primo interesse nella vita …”

“Sono venuta qui quando avevo quindici anni, come ragazza di servizio … e il signor Gilardi ha deciso di darci questa casa.”

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/carlo-rsa_929781.shtml

L’ultima riga sopra è stata pronunciata da una signora anziana, davanti a una bella casa grande.

Intervistato nel gennaio 2020, Gilardi aveva detto: “Mi accontento di poco, accontento solo i bisogni dell’anima, per il resto sono gratificato di mettermi a disposizione degli altri. Aspetto solo che il buon Dio mi conceda la grazia di chiamarmi a sé “.

https://www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/airuno-professore-gilardi-ricoverato-1.5698239

LA LEGGE ENTRA NELLA VITA TRANQUILLA DI UN NOVANTENNE
PERDITA DEL DIRITTO DI UTILIZZARE IL PROPRIO DENARO:
La vicenda che ha portato il Prof.Carlo Gilardi alla cronaca inizia quando la sorella maggiore, Sandra Gilardi, già residente in una casa di riposo, ha chiesto l’intervento della magistratura sul suo fratello minore, che sembrava troppo generoso, al punto che lei temeva che lui potesse finire in miseria. Nel 2017 è intervenuto un giudice, che ha preso il controllo della tenuta di Gilardi, in modo che fosse tutelato e nessuno potesse approfittare della sua generosità.
Il giudice tutelare nel 2020 è Marta Paganini.

DEPRESSIONE: Il 1 ° gennaio 2020 Gilardi affisse, sul cancello della sua grande casa, accanto al municipio, una triste lettera di addio, indirizzata “ai miei cari concittadini”, in cui chiedeva perdono per eventuali errori. Gilardi ha concluso dicendo: “Sono diventato un essere inutile per la società, una vera rovina, e non vedo l’ora che arrivi il felice giorno della mia scomparsa”.

https://www.carlogilardi.com/it/54-la-liberta-e-facile-da-perdere

Da questa lettera è scaturito un servizio di Teleunica.com/lecco, in cui Barbara Gerosa vedeva “forse una richiesta nascosta di aiuto, perché vive solo, in condizioni di estremo rigore”.

https://www.teleunica.com/lecco-attualita/17-01-2020/la-lettera-di-carlo-90-anni-commuove-gli-abitanti-di-airuno-357

Il video di Teleunica ha indotto l’amministratrice di sostegno nominata da giudiuce, l’avvocato Adriana Lanfranconi, ad assumere un aiutante per Gilardi, Brahim El Mazoury, lo stesso che due anni prima aveva accusato di essersi approfittato di Gilardi. Sembra che El Mazoury abbia lavorato bene e abbia mantenuto bene la casa di Gilardi, fino al giorno della detenzione del professore. Altrimenti l’avvocato Lanfranconi l’avrebbe sostituito.

https://www.recnews.it/2020/11/18/tutrice-carlo-gilardi-elena-barra-brahim-rsa-airuno-lecco-le-iene

Da bambino, El Mazoury aveva vissuto per anni, insieme alla sua famiglia, come ospite nella grande casa del Professore. Certamente ha ricambiato il favore: senza le registrazioni di Brahim, Nina Palmieri non sarebbe mai potuta venire ad Airuno, il povero prigioniero ricco sarebbe morto senza speranza, schiacciato da un sistema giudiziario cieco, invisibile e inosservato.

GLI EVENTI CHE HANNO PORTATO IL PROFESSORE GILARDI ALLA STRUTTURA PSICHIATRICA: Nell’estate del 2020, privato del diritto di usare i suoi soldi per la sua fattoria e per i suoi amati animali, Gilardi ha dovuto aspettare settimane, prima di poter acquistare gli oggetti essenziali per la fattoria, come un camioncino usato per portare alla stalla il fieno che lui e Brahim El Mazoury avevano tagliato. Ma ora vedeva indizi che gli facevano temere che potesse perdere anche la sua libertà personale.

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/carlo-rsa_929781.shtml

Gilardi si è recato presso lo studio dell’avvocato Lanfranconi, guidato lì da Brahim El Mazoury; rivolgendosi a Brahim, Lanfranconi ha detto che lei sapeva bene “che sta meglio nel suo campo, al lavoro, che in una casa per anziani. Mettere il signor Carlo in una casa di riposo molto bella dove si mangia benissimo, e viene molto ben curato, significherebbe ucciderlo “.

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/carlo-rsa_929781.shtml

Per difendersi da un tale destino, Gilardi è andato da uno psichiatra. Il rapporto dice: “Nessuna anomalia o segno indicativo di patologie in atto. Il suo pensiero è privo di alterazioni nella forma o nel contenuto.Carlo Gilardi ha anche conservato capacità di giudizio ed è in contatto con la realtà, e non mostra segni di deterioramento mentale o cognitivo “.

https://www.carlogilardi.com/it/54-la-liberta-e-facile-da-perdere

Nel settembre 2020 Gilardi ha assunto l’avvocato Silvia Agazzi, che ha presentato una denuncia alla Procura, in cui Giraldi ha dichiarato che la banca non gli stava nemmeno concedendo la semplice visione del proprio conto corrente e che “nell’anno 2018 la signora Lanfranconi aveva fatto un trasferimento di 40.000 euro a un partito a lei noto “.

https://www.carlogilardi.com/it/54-la-liberta-e-facile-da-perdere

GILARDI È OBBLIGATO A TRASFERIRSI: A quel punto l’avvocato Lanfranconi si è ritirata dal caso; nell’ottobre 2020 le è succeduta l’avvocato Elena Barra, della quale Lanfranconi aveva detto in precedenza: “è una mia cara amica, ed è un’ottima avvocato”.

https://www.iene.mediaset.it/video/carlo-gilardi-rsa-40-giorni_952011.shtml?r=q1

L’avvocato Barra ha dichiarato inadeguate le case di Gilardi. Dal 2017, quattro amministratori di sostegno non avevano presentato alcun reclamo sulle case di Gilardi. Dopo il pezzo televisivo di Teleunica nel gennaio 2020, l’avvocato Lanfranconi ha assunto El Mazoury. Se non avesse tenuto bene la casa per il Professore, sarebbe stato sicuramente licenziato dall’avvocato Lanfranconi. Ci sono motivi per ritenere che l’ordine di sgombero della sua casa sia stato causato dalla denuncia di Gilardi contro l’avvocato Lanfranconi e dalla decisione di tagliar fuori il professore dalla propria vita, cancellando così il contenzioso.

Gilardi ha informato la signora Barra che si stava trasferendo nella casa di Brahim El Mazoury.

https://www.carlogilardi.com/it/64-chi-mente-brahim-il-professore-o-l-avvocato-barra

Il 16 ottobre Gilardi scrive: “Le mie attività finanziarie sono presso la Banca Popolare di Sondrio a Lecco, ma nonostante le mie ripetute richieste non riesco a vedere i documenti bancari. ..C’è qualcosa di losco che qualcuno vuole nascondermi. Qualcuno ha fatto un prelevamento e ora teme le conseguenze? Sono una persona che può perdonare in larga misura, ma dovete dirmi la verità “.

https://www.carlogilardi.com/it/62-deportato-per-farlo-star-zitto

UNA SERIE DI ILLEGALITÀ
L’ARRESTO: Non è stato un vero e proprio arresto, è stato un “arresto speciale”, così speciale che a Gilardi sono stati negati avvocati, visite, corrispondenza e telefonate. Ma aveva l’aspetto di un arresto: era il 27 ottobre 2020, e l’avvocato Barra arrivò con due pattuglie di polizia, un’ambulanza e il dottor Enrico Messina. Ci fu una discussione tra Barra e il professore, che disse: “Per portarmi via dovete mettermi in manette. Altrimenti non vengo. Con le manette, obbedisco alle forze della legge. “

Probabilmente, l’avvocato Barra non voleva la parvenza di un arresto o il rischio di fotografie che potessero provocare scalpore, e minacciò Gilardi di fargli un’iniezione. A quel punto il professor Gilardi poteva razionalmente concludere che la sua situazione sarebbe stata migliore se fosse entrato coscientemente nell’ospizio; così, è andato con loro senza ulteriore resistenza.

Come ci dice El Mazoury, lo presero, uno a destra e uno a sinistra e scesero le scale. Si sentono le ultime parole del professore, mentre grida, portavoce di 1000 e più vittime di un sistema assurdo: “Voglio la mia libertà che mi avete sottratto”.

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/carlo-rsa_929781.shtml

È così che Gilardi è scomparso dalla vista e non è stato più sentito, fino a quando El Mazoury ha contattato un programma televisivo italiano con la storia del professor Gilardi e con le sue registrazioni. Senza di loro, il Professore sarebbe scomparso, scomparso dal mondo dei vivi. Nessuno sapeva, i suoi amici e parenti non sapevano dove fosse.

Poi è arrivata ad Airuno Nina Palmieri della trasmissione Le Iene, e la gente ha saputo chi era responsabile della scomparsa di Carlo: l’avvocato Elena Barra. Alla domanda, ha detto che la nuova residenza del Professore era segreta e doveva essere tenuta segreta per proteggerlo. Ma Nina Palmieri ha chiesto al pubblico di scrivere a: vogliamonotiziedicarlo @ gmail.com. È così che il professore è stato rintracciato in un grande ospizio di Lecco, dove lavoravano più di dieci persone oneste.

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/carlo-rsa_929781.shtml

ILLEGALITÀ MEDICHE: All’articolo 1 della legge 13 maggio 1978, n. 180, si legge che “gli accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori sono disposti dal sindaco, nel suo ruolo di autorità sanitaria locale, su proposta motivata di un medico”.

http://www.edizionieuropee.it/LAW/HTML/50/zn86_15_011.html

Il dottor Enrico Messina non era il medico di Gilardi. È arrivato con l’avvocato Barra alla presenza di Gilardi il 27 ottobre; in quel giorno nessuna persona presente ha potuto osservare alcun segno di patologia psichiatrica nel Professore, che appariva rispondere del tutto razionalmente all’invito ingannevole dell’avvocato Barra di farsi accompagnare per una visita presso un cardiologo. La sua risposta è stata: “All’ospizio, non vado”. Pensava che volessero portarlo all’ospizio. Era peggio, lo stavano portando al manicomio, alla Sezione Psichiatrica degli Istituti Airoldi e Muzzi di Lecco.

Ma il dottor Enrico Messina e il sindaco Milani avevano già firmato il mandato per l’arresto di Gilardi.

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/carlo-rsa_929781.shtml

VIOLAZIONE DELLA LEGGE CHE PERMETTE LA COMUNICAZIONE AL DETENUTO: Nel testo della Legge 13 maggio 1978, n. 180, “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori” si legge che “nel corso dei trattamenti sanitari obbligatori chi ne è sottoposto ha il diritto di comunicare con chi ritenga opportuno”. L’avvocato Barra ha offerto il suo aiuto, dicendo “Mi impegno a portare al Sig. Gilardi i saluti, la preoccupazione, gli scritti e il contatto …”

https://www.recnews.it/2020/11/18/tutrice-carlo-gilardi-elena-barra-brahim-rsa-airuno-lecco-le-iene/

L’offerta è stata molto gentile, ma non include il “diritto alla comunicazione”. Gilardi ancora a due mesi dal suo arresto, non ha il diritto di inviare o ricevere posta o fare telefonate.

FALSIFICAZIONE DI DOCUMENTI PUBBLICI: Secondo la testimonianza di coraggiosi informatori degli Istituti Airoldi e Muzzi, pare che ci siano state alterazioni illegali dei documenti medici realizzati per Gilardi. SPDC sta per Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, come adesso chiamano gli ospedali psichiatrici.

La cartella clinica del Prof. Gilardi è stata modificata due volte: da “TSO in SPDC deciso dall’amministratore” a “Breve ricovero sociale in SPDC”, a “Ricovero in SPDC per facilitare l’esecuzione dello screening per Sars-CoV-2”.

https://www.corriere.it/cronache/20_dicembre_15/caso-benefattore-carlo-gilardi-90-anni-portato-un-ospizio-contro-sua-volonta-ea2e0142-3efa-11eb-9172-c7bb2a56a969.shtml

“La parola TSO è scomparsa, ora si dice solo breve ricovero sociale in reparto psichiatrico… È entrato con l’ordine di ricovero, fino alla fine della sua vita… e paziente contrario, anche questo nero su bianco.

https://www.iene.mediaset.it/video/carlo-rsa-cartella-clinica-cambiata_946661.shtml

ACCUSE DI PREGIUDIZIO ANTIMUSULMANO: Potrebbe non essere illegale sfruttare i pregiudizi religiosi, ma rimane uno stretto nesso tra la trasmissione di Le Iene sul caso Giraldi e le accuse contro i sette musulmani. Nel 2018, l’avvocato Lanfranconi aveva accusato Brahim El Mazoury di essersi approfittato del Prof. Gilardi. Nel febbraio 2020 Lanfranconi ha assunto lo stesso El Mazoury come assistente familiare per Gilardi.

Il 17 novembre va in onda lo spettacolo Le Iene su Giraldi.

Il 18 novembre, l’avvocato Barra rivela che l’ufficio del pubblico ministero sta indagando su sette persone per essersi approfittate di un disabile. Si dice che la signora Barra abbia affermato che anche Brahim è nella lista dei sospetti. La signora Barra spiega: “Sono vincolata al segreto professionale e c’è un’indagine della Procura … è un caso estremamente delicato … Il professor Carlo sta bene”.

Iene e caso Gilardi. L’avvocato: “Il professore sta bene. E lo riporteremo a casa”

Il 30 novembre le indagini si sono concluse e il Pubblico Ministero Figoni ha rivelato le accuse contro sette imputati, di cui solo uno noto, tutti descritti come tunisini e marocchini.

È improbabile che non siano riusciti a trovare un solo cristiano che ha approfittato troppo della generosità di Gilardi. L’avvocato Barra e il giudice Paganini avevano bisogno di una scusa per spiegare la scomparsa in manicomio del professor Gilardi: è stato tutto fatto per proteggerlo da quei pericolosi sette musulmani.

OSCURI INTERESSI LOCALI? In occasione di una visita dell’estate 2020 di Gilardi all’avvocato Lanfranconi, questa ha suggerito l’esistenza di un gruppo di persone influenti che volevano che Gilardi fosse allontanato dal paese. Aveva detto: “C’è stato qualcuno che pensava che lei dovrebbe andare in una casa di cura. Ci sono persone che vorrebbero che lei fosse rinchiuso in un posto sicuro. “Era ben chiaro: c’erano degli interessi economici dietro l’operazione di arresto organizzata dal dottor Messina e dal sindaco Milani.

All’inizio sembrava che si trattasse solo di avvocati o giudici che nascondevano il furto di poche migliaia qua e là, poi le parole dell’avvocato Lanfranconi hanno chiarito che c’erano oscuri interessi locali all’opera: personaggi importanti in paese volevano Gilardi fuori gioco.

Ogni persona anziana che possiede una casa deve temere una tale eventualità, che la sua scomparsa dalla scena potrebbe essere conveniente per qualche parente. Ad esempio, se si teme che una persona anziana possa aver scoperto qualche illecito e possa provare a cambiare il testamento, non resta che rinchiuderla in manicomio, secondo il metodo Airuno: “Aveva strane idee in testa … e che razza di amici!… Dovevamo proprio proteggerla.”

REAZIONI UFFICIALI: Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lecco esprime “la più sincera solidarietà e vicinanza” all’avv. Barra, contro “la riprovevole e sommaria deriva dell’odio, divampata in innumerevoli post sui social network in relazione al già citato spettacolo Le Iene verso la collega e più in generale, verso il ruolo dell’avvocato e dell’amministrazione della giustizia “.

Airuno, caso Gilardi, l’avvocato Barra: “Nessun Tso. Carlo sta bene”

L’Associazione Nazionale Magistrati sezione del Tribunale di Lecco dichiara quanto segue: “Il giudice e l’avvocato d’ufficio, che si occupano del procedimento a vantaggio del Prof. Carlo Gilardi, sono stati oggetto di ingiusto linciaggio mediatico. La ricostruzione della vicenda diffusa da un noto programma televisivo… non ha corrispondenza con la realtà… negli anni sono state intraprese innumerevoli iniziative per allontanare Gilardi dalle situazioni di rischio e sfruttamento a cui era esposto… questa campagna mediatica ha scatenato, sui social, decine e decine di commenti gravemente diffamatori, offensivi e minacciosi nei confronti degli organi processuali.

Caso Gilardi, nuova nota del Tribunale: “Questo clamore mediatico non giova al professor Carlo”

Articolo di Matteo Bojanovich member on NASGA :
National Association to Stop Guardianship Abuse

Professor Carlo Gilardi – Italy

Traduzione dall’inglese di Mario Comuzzi

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