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Diritti alla follia

Associazione impegnata sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone in ambito psichiatrico e giuridico.

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Articoli

Comitato sui diritti delle persone con disabilità: Linee guida sulla deistituzionalizzazione, anche in caso di emergenza

Diritti alla Follia · 02/02/2023 · Lascia un commento

Le “Linee guida sulla deistituzionalizzazione, anche in caso di emergenza” hanno lo scopo di guidare e sostenere gli Stati parti nei loro sforzi per realizzare il diritto delle persone con disabilità a vivere in modo indipendente, e ad essere incluse nella comunità, ma anche quello di fornire la base per la pianificazione dei processi di deistituzionalizzazione e la prevenzione della stessa. Come si può facilmente intuire, si tratta di un testo quanto mai importante in un Paese, come il nostro, dove ancora troppo spesso per le persone con disabilità l’unica alternativa alle cure prestate dalla famiglia continua ad essere proprio l’istituzionalizzazione.

Si ringrazia Jeanette Fraga per la traduzione del documento

CRPD-Linee-guida-sulla-deistituzionalizzazione-Traduzione-FragaDownload
CRPD-GuidelinesArticle14Download
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Proposta di Riforma della Legge sull’amministrazione di sostegno

Diritti alla Follia · 17/11/2022 · 3 commenti

Spettabile Presidente del Consiglio dei Ministri, spettabile Ministro per la Disabilità,

ci rivolgiamo alla vostra attenzione per sottoporvi il testo di una riforma dell’istituto dell’amministrazione di sostegno allo scopo di renderlo in linea con i diritti delle persone con disabilità psicosociale consacrati nella Convenzione Onu per i Diritti delle Persone con  Disabilità (la c.d. CRPD, del 2006) divenuta legge dello Stato 2009/18 tredici anni or sono. 

A chiedere all’ Italia tale “allineamento”, con specifico riguardo all’amministrazione di sostegno, è il Comitato Onu CRPD, con il documento che alleghiamo, datato agosto 2016.

Ci auguriamo che il Governo appena insediato voglia porre rimedio a tale “vulnus” normativo, così migliorando la vita di migliaia di persone oggi sottoposte a limitazioni della libertà personale e coercizioni solo in ragione della propria “disabilità”.

Vi alleghiamo, oltre al nostro progetto di riforma (sui cui contenuti – in spirito costruttivo – saremmo disponibili ad ogni confronto e/o approfondimento che riteneste necessario) documenti utili ad un esame della questione. 

Per l’Associazione Radicale “Diritti alla Follia”:

La Segretaria Cristina Paderi

Il Presidente Michele Capano

La Tesoriera Susanna Brunelli

Proposta Riforma ADS Diritti alla Follia

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Mozione Generale 2022: V Congresso Associazione ‘Diritti alla Follia’

Diritti alla Follia · 15/11/2022 · 2 commenti

L’assemblea dell’Associazione radicale “Diritti alla Follia”, riunita – con partecipazione in modalità telematica ed in presenza – in Via Falzarego 35 a Cagliari da giovedì 10 a domenica 13 novembre 2022 per il V Congresso, udite le relazioni della segretaria e del tesoriere, le approva.
L’Assemblea:

  • prende atto della perdurante sordità della totalità delle organizzazioni gravitanti nel mondo della cosiddetta “salute mentale” alle sollecitazioni dirette ad affermare ed a garantire i diritti fondamentali dell’individuo coinvolto nelle procedure civilistiche e penalistiche connesse all’etichetta di “sofferente psichico”;
  • segnala dunque come l’Italia continui ad essere inadempiente sul fronte dell’attuazione della Convenzione ONU per i diritti delle Persone con Disabilità (CRPD), secondo l’interpretazione autentica fornita a tale ultimo testo dal Comitato ONU CRPD, che nell’ agosto 2016 sottolineava come il nostro Paese dovesse riformare, in chiave garantista, gli istituti del Trattamento Sanitario Obbligatorio, dell’interdizione, dell’inabilitazione, dell’amministrazione di sostegno, delle misure di sicurezza per i non imputabili;
  • ribadisce altresì come giacciano egualmente inattuate le raccomandazioni emanate dal “Comitato di Prevenzione della Tortura”, operante nell’ambito del Consiglio d’Europa, circa le necessarie riforme in tema di TSO.

Alla luce di questo quadro, e nella raggiunta consapevolezza che l’azione riformatrice potrà giovarsi principalmente dell’apporto dei descritti organismi internazionali (per un verso), dei cittadini e delle cittadine che hanno vissuto in prima persona (o attraverso un familiare o un conoscente) la barbarie del presente sistema (per altro verso):
dà mandato agli organi dirigenti di proseguire l’interlocuzione con il Comitato CRPD e con il Comitato Prevenzione della Tortura, supportandoli e stimolandone l’attività ispettiva e di monitoraggio, come accaduto nel 2022: che ha visto la partnership dell’Associazione Radicale Diritti alla Follia con il CPT, nella consulenza a quest’ultimo (sul fronte delle detenzioni sanitarie) in occasione della visita in Italia, i cui esiti saranno resi noti dal Comitato nei prossimi mesi;
sottolinea l’esigenza di lavorare per guadagnare adesioni di singoli alle proposte di riforma, con particolare riguardo alle associazioni di utenti ed ex utenti in corso di costituzione.

Il Congresso saluta l’avvenuta elaborazione di una proposta di legge di riforma dell’istituto dell’amministrazione di sostegno (tesa all’abolizione dell’ADS “sostitutiva”, in adempimento del dettato della CRPD, ed alla eliminazione della “professione dell’amministratore di sostegno) ed impegna gli organi dirigenti – alla luce della nuova legislatura appena avviata – di arricchire la relazione introduttiva che illustra le ragioni della stessa e di trasmetterla – insieme alla proposta di legge sul TSO con analogo approfondimento di un “documento di accompagnamento” – a tutti i deputati e senatori neoeletti, oltre che al Governo ed alle articolazioni della Pubblica Amministrazione dotate di competenze istituzionali in materia della cosiddetta “disabilità psico-sociale”.

Il Congresso prende atto del lavoro del costituito “gruppo dei familiari”, e dell’avvenuto invio a tutti i DSM d’Italia di un documento di sollecitazione all’implementazione di buone prassi e di riforme operative tese al rispetto della persona ed all’elevazione della qualità dei servizi resi, e tuttavia registra la assoluta indifferenza della dirigenza psichiatrica pubblica a tali sollecitazioni.
E` davanti agli occhi di tutti l’irriformabilità di un sistema di erogazioni di servizi ossessionato dall’eclusività dell’approccio farmacologico, composto da un personale non formato e sempre più difficilmente formabile alla cultura dei diritti degli individui, nell’esclusiva e spasmodica ricerca di maggiori risorse da destinare agli operatori, e mai da mettere effettivamente a disposizione dell’utente per il supporto alle proprie scelte di vita.
Di contro a queste sclerosi, l’Associazione è chiamata a difendere ed a promuovere l’affermazione di approcci sociali ed alternativi al disagio psichico, all’interno di una cultura della tolleranza e della convivenza che consenta di prendere coscienza delle perduranti strategie pubbliche di annichilimento ed istituzionalizzazione delle diversità personali e comportamentali.
In questo quadro, il Congresso:
prende atto della partnership avviata con la realtà svedese della PO SKANE, ed impegna gli organi dirigenti a promuovere forme di sperimentazione dell’ Ombudsman personale anche in Italia;
registra l’avvenuta messa all’attenzione dell’OMS del metodo della “Globalità dei Linguaggi” di Stefania Guerra Lisi, e dà mandato agli organi dirigenti di promuoverne la diffusione nell’ambito della offerta pubblica di supporto ed assistenza alla cosiddetta “disabilità”;
rileva la perdurante criminalizzazione di ogni approccio medico fondato sulla scienza e coscienza professionale e non appiattito sulla acritica applicazione di protocolli farmacologici conseguenti a stereotipate etichette diagnostiche. Su questo piano, il Congresso – a partire dal caso dello psichiatra cagliaritano Enrico Loria – impegna gli organi dirigenti a svolgere un attività di denuncia e supporto delle vittime di tali persecuzioni, e di coltivazione della memoria delle persecuzioni passate – a partire da quella che patì Giorgio Antonucci – che hanno portato all’attuale appiattimento dei professionisti che operano con i cosiddetti “pazienti psichiatrici”.

Il Congresso, sul fronte della riforma delle misure di sicurezza per i non imputabili:
denuncia la barbarie, anzitutto giuridica, rappresentata dalla “libertà vigilata”, che si traduce sistematicamente in una indebita condizione di detenzione per le migliaia di persone che vi sono coinvolte;
rileva lo strabismo di un dibattito pubblico concentrato sugli ospiti delle REMS, e sul funzionamento delle stesse, a fronte di un’assoluta indifferenza – nonostante i numeri ben più alti – verso le condizioni vissute dai “liberi vigilati”;
impegna gli organi dirigenti all’elaborazione di un progetto di riforma – con l’ausilio delle figure dell’Accademia e delle professioni che vorranno contribuirvi – teso a superare l’inattuale concetto di “pericolosità sociale”.

Il Congresso saluta l’adesione dell’Associazione radicale Diritti alla Follia alla rete ENUSP (utenti, ex utenti, sopravvissuti alla psichiatria), ed i rapporti stabiliti con WNUSP (l’omologa organizzazione mondiale). In tali ambiti, occorre – con produzioni documentali di cui il Congresso incarica gli organi dirigenti – mettere in discussione la narrazione propagandistica che da decenni “vende” all’ estero – in ogni consesso internazionale – la falsa immagine di un’ Italia all’avanguardia nel rispetto dei diritti dei cosiddetti “portatori di disabilità psico sociale”, a partire dal disvelamento della realtà storica della natura “controriformistica” della legge 180 del 1978, approvata in fretta e furia al solo scopo di evitare la celebrazione del referendum del Partito Radicale, che avrebbe eliminato del tutto la coercizione in ambito psichiatrico.

Il Congresso, dando atto dei rapporti stabiliti con MHE [Mental Health Europe], impegna gli organi dirigenti ad aderire a tale network, ed a lavorare per la partecipazione dell’ Associazione a progetti europei in grado di promuovere la sperimentazione di approcci sociali al disagio diffuso, ed a reperire dati sul reale funzionamento dei DSM italiani e sui “numeri” dell’istituzionalizzazione occulta italiana.

Sul fronte dei rapporti con le altre associazioni, il Congresso:
registra l’esaurimento della capacità organizzativa e propulsiva del “Comitato Legittima Difesa”, costituito per riunire le forze di associazioni e cittadini interessati alla modifica dell’attuale articolato della legge 1978/833 in tema di TSO, considerando conclusa le relativa esperienza, pur nell’augurio di una continuità dei rapporti di collaborazione con le individualità e le associazioni che ne hanno fatto parte;
sottolinea l’unità di intenti con altre realtà associative presenti al Congresso, quali “Diritti Senza Barriere”, “AMA – Linea di Sconfine”, “Michele Baù – Angeli con le Ali”, e dà mandato agli organi dirigenti di lavorare per progetti federativi tesi a rafforzare il fronte diretto all’affermazione dei diritti fondamentali degli utenti psichiatrici.

L’associazione evidenzia l’azione associativa in corso diretta all’implementazione dell’ufficio del Garante Regionale per la Sardegna, la cui mancanza priva la Regione di un presidio cruciale per la salvaguardia dei diritti fondamentali degli utenti psichiatrici in un territorio che si è individuato come sede congressuale anche per sottolinearne le criticità. A riguardo, l’assemblea dà mandato agli organi dirigenti di continuare l’azione tesa a promuovere la nomina del Garante Ragionale sardo, ed a continuare l’avviata interlocuzione con i Garanti.

L’associazione, preso atto dei contenuti del dibattito congressuale sul tema della “Pandemia della coercizione” con riferimento a quanto accaduto a proposito delle restrizioni e mortificazioni dei diritti fondamentali in rapporto al COVID-19, dà mandato agli organi dirigenti di continuare il dialogo con le realtà associative che denunciano tale inaccettabile precedente, e di rendere consapevoli tali realtà – guadagnandole agli impegni di Diritti alla Follia – che le stesse esperienze di annichilimento dell’individuo e di privazione di diritti applicate su grande scala nella “pandemia’, sono da sempre – anche nella Repubblica Italiana – inflitte ai cosiddetti “pazienti psichiatrici”, e che risulta poco efficace (e poco credibile) una rivendicazione dei diritti a fronte delle misure emergenziali assunte nella pandemia, se non accompagnata da eguale rivendicazione di riforme tese ad acquisire diritti e garanzie in ambito psichiatrico.

La quota associativa, per l’anno 2022/2023, è confermata in € 35,00 (euro trentacinque,00)

Cristina Paderi, Michele Capano, Alessandro Attilio Negroni, Maria Rosaria D’Oronzo, Andrea Michelazzi.

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Novità dalle Reti amiche internazionali: ENUSP e lo Shadow Report sulla CRPD

Diritti alla Follia · 19/09/2022 · Lascia un commento

L’associazione “Diritti alla Follia” in qualità di membro dell’ENUSP  (European Network of (Ex-)Users and Survivors of Psychiatry) parteciperà con un suo contributo all’elaborazione del Rapporto Ombra (Shadow Report) sull’attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle persone con Disabilità (CRPD) da parte dell’Unione Europea.

L’Italia, Stato parte CRPD che quest’anno avrebbe dovuto presentare un rapporto sullo stato dell’arte riguardo all’applicazione della Convenzione secondo la cosiddetta “procedura semplificata”, non ha neanche inviato la “Lista di Domande” (List of issues) preliminari al rapporto stesso, la cui adozione da parte del Comitato CRPD, prevista per aprile 2022, è stata rinviata a data da destinarsi.

“Diritti alla Follia”  parteciperà agli incontri tematici previsti ed organizzati dall’ENUSP  dedicati a diversi argomenti connessi alla CRPD.

Il  primo incontro, previsto ad ottobre, sarà dedicato al tema della coercizione in generale (articolo 14 della CRPD e correlati), ad una discussione più approfondita sullo stesso tema nei Paesi associati a  ENUSP e sul ruolo dell’UE.

L’ENUSP è interessata a conoscere le nostre esperienze e a ricevere dati, statistiche, testimonianze, casi giudiziari, articoli dei media, violazioni, casi estremi, ecc.

Non ci tireremo di certo indietro.

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RESOCONTO del GRUPPO di LAVORO dei FAMILIARI dell’associazione “DIRITTI alla FOLLIA”

Diritti alla Follia · 05/09/2022 · 1 commento

Il “Gruppo di Lavoro dei Familiari” dell’associazione “Diritti alla Follia”* si è formato nel 2022 in seguito alla richiesta e alla necessità di alcuni familiari, già membri dell’associazione, di potersi incontrare e confrontare riguardo alle esperienze che li hanno visti coinvolti nel rapporto con i Servizi di Salute Mentale territoriali ai quali si sono rivolti.
Alcuni partecipanti al Gruppo di Lavoro hanno definito tale esperienza come “traumatizzante”.

 Durante le frequenti riunioni che si sono succedute, si è giunti, in particolare, a definire le criticità che il Gruppo ha inteso evidenziare e, nel contempo, all’elaborazione di alcune proposte pensate per il loro superamento.

Queste stesse criticità sono state rilevate e raccolte dall’associazione “Diritti alla Follia”, la quale, sin dalla sua costituzione nel 2018, è stata destinataria di centinaia di segnalazioni relative a violazioni di diritti e/o abusi provenienti sia dai diretti interessati (utenti ed ex utenti), che dai familiari o altre persone coinvolte. Dette segnalazioni, insieme alle criticità evidenziate dal Gruppo, sono poi confluite nel documento allegato.

 Va sottolineato che, alcuni dei componenti del Gruppo di Lavoro, sia in seguito a vicende personali, che in qualità di membri, simpatizzanti o attivisti in altre associazioni, hanno nel tempo acquisito un proprio bagaglio esperienziale e culturale che fa di loro dei profondi conoscitori di questo delicatissimo e specifico ambito. Inoltre, essi si sono fatti promotori di una costante attività di divulgazione attraverso seminari, convegni e giornate di studio, che ha coinvolto, e ormai coinvolge a vario titolo, centinaia di persone, in un movimento di opinione che chiede a gran voce che venga finalmente prestata la dovuta attenzione a questi temi.

Nello schema allegato si fa riferimento esclusivamente ai Servizi Territoriali ambulatoriali (Centri Salute Mentale e Centri Psico Sociali) e non ai Servizi Psichiatrici Diagnosi e Cura (SPDC) e Residenziali, i quali saranno oggetto di una distinta e approfondita analisi .

La presente nota, con lo schema allegato (https://dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2022/09/Schema-Aspettative-Criticita-Proposte.pdf ), è stata inviata, con proposta di interlocuzione e confronto, a tutti i Dipartimenti di Salute Mentale italiani; al Collegio Nazionale dei Dipartimenti di Salute Mentale; all’Ordine Nazionale degli assistenti sociali e p.c. al Comitato Onu sui Diritti delle Persone Disabilità.
Sarà successivamente inviata ad altri organismi istituzionali.

Roma, 02 settembre 2022

* L’ associazione “Diritti alla Follia” è nata nel 2018 con l’obiettivo statutario di impegnarsi sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone “sottoposte”:
1) a varie forme di coercizione in ambito psichiatrico;
2) ai cosiddetti “istituti di protezione” dell’individuo (tutela, curatela, amministrazione di sostegno) ;
3) alle misure di sicurezza per i soggetti “non imputabili”.

Tali obiettivi vengono perseguiti attraverso:
1) elaborazione di disegni di riforma finalizzati ad introdurre elementi di maggiore tutela e garanzia della persona nell’ambito delle procedure coercitive in ambito psichiatrico;
2) esposti, su casi individuali come su problematiche di sistema, ad Istituzioni di vigilanza e monitoraggio sul piano nazionale ed internazionale;
3) partecipazione alle procedure amministrative e giudiziali che coinvolgono i diritti fondamentali dei pazienti psichiatrici o ritenuti tali;
4) campagne di informazione e sensibilizzazione su tali temi.

Nell’area di intervento della nostra associazione ci troviamo di fronte a fenomeni di sistematica lesione dei diritti fondamentali degli individui che cerchiamo di contrastare a partire dalla radicale alternativa del nostro approccio, orientato alla centralità della persona e alla salvaguardia dei diritti insopprimibili di libertà ed autonomia di cui è portatrice.
Pensiamo risulti vincente ed auspicabile un approccio alla disabilità psico-sociale fondato su parole chiave come “umanizzazione”, “fiducia”, “indipendenza”, “volontà”, in alternativa a quello oggi dominante basato sul tridente “sanitario-amministrativo-giuridico”.
Tale rivoluzione copernicana (coerente con i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ), impone un’alfabetizzazione di tutti gli operatori della salute mentale coinvolti sul piano lavorativo, sociale, sanitario, giudiziario e amministrativo.

Rileviamo con preoccupazione come non siano state ancora accolte dall’Italia :

  • le Raccomandazioni del Comitato ONU CRPD, che nell’ agosto 2016 segnalava al nostro Paese le urgenti riforme funzionali ad allineare la normativa e la prassi italiane ai diritti riconosciuti alle persone con disabilità psico-sociale dalla Convenzione stessa, e che il dibattito pubblico attorno ai temi della “salute mentale” si muove nella direzione di un ulteriore aggravamento di tale stato di illegalità internazionale dell’Italia;
  • le ripetute Raccomandazioni del Comitato di Prevenzione della Tortura (CPT) circa le necessarie riforme in tema di TSO.
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