Ho fatto il primo e unico Docufilm finora realizzato in Italia sugli abusi legati all’amministrazione di sostegno per gli anziani, sbattuti a centinaia di migliaia in strutture contro la loro volontĆ . Parcheggio in attesa della morte. In queste strutture oggi 100.000 persone sono ancora sottoposte a contenzione.
Ā Negli Usa si fanno inchieste giornalistiche, girano documentari, in Italia nulla. Il mio Docufilm si chiama āLa prigionia dei vecchi e degli inutiliā e contiene decineĀ di testimonianze inedite. Sono diventata un’esperta in materia, mi contattano una marea di āvittimeā.
Ti chiedo aiuto, con la tua firma, perchĆ© il presidente Mattarella può, se vuole, chiedere di cambiare la legge. Troppo vaga e fonte di abusi pazzeschi, come dimostro, con tante testimonianze, nel mio Docufilm.Ā
Ecco il trailer di due minuti Ā āLa prigionia dei vecchi e degli inutiliā che presenterò pubblicamente a breve.
Barbara Pavarotti, giornalista
Una situazione paradossale e scandalosa, che riguarda centinaia di migliaia di anziani e di soggetti fragili, favorita dalla pessima applicazione di una legge che, varata a fin di bene, ĆØ stata applicata male dal sistema giudiziario, con il proliferare di innumerevoli abusi su soggetti vulnerabili da parte di una particolare figura, l’amministratore di sostegno (AdS), della cui legge istitutiva l’associazione āDiritti alla Folliaā propone una riforma radicale e urgente, chiedendo il sostegno di Mattarella.
La legge in questione (numero 6/2004) risale a quasi venti anni fa, essa ha prodotto innegabili buoni risultati su un fronte, promuovendone però pessimi su un altro. Tutte le volte, infatti, che per via di conflitti endofamiliari non è possibile attribuire la funzione a un familiare, il Giudice tutelare, quasi in automatico, nomina un amministratore esterno.
Primo risultato: mentre in passato la nomina di un tutore per le persone anziane, con infermitĆ fisiche o psichiche, era un fatto raro, Ā«la plasticitĆ del nuovo istituto (strumento omnibus, applicabile ai casi più vari: dall’anziano al tossicodipendente, dallāutente psichiatrico al ludopatico), la facilitĆ di accesso alla procedura e una certa dose di disinformazione, hanno fatto esplodere le istanze presso i tribunali. Si ĆØ cosƬ formata una domanda, a soddisfare la quale ĆØ puntualmente arrivata l’offerta.
Vi sono amministratori di sostegno, di solito avvocati, con ben 50 incarichi di questo tipo.
Non crediamo di esagerare affermando che oggi l’amministratore di sostegno ĆØ diventato uno degli snodi strategici di un colossale business, che comincia a funzionare appena fuori dall’aula del tribunale e termina nelle Residenze sanitarie assistite (RSA), dove l’anziano o il disabile, ridotto a cosa da nutrire e nettare, perduto ogni valido riferimento affettivo, vive un crollo psicologico che ĆØ l’anticamera di quello fisico. Per contro, sovraccarico di fascicoli vecchi e nuovi, il Giudice tutelare, nella maggior parte dei casi, lascia fare.
Per porre fine a questa Ā«strage a fin di beneĀ» l’associazione ‘Diritti alla Follia’ invita Mattarella a Ā«esercitare sul Parlamento quella giusta pressione morale, capace di far sentire a tutti l’importanza e l’indifferibilitĆ di un intervento legislativo su questa materiaĀ».
La riforma proposta si basa su cinque punti:
1) diritto della persona, proposta o giĆ sottoposta ad Ads, alla difesa tecnica da parte di un legale di fiducia;
2) diritto della persona, proposta o giĆ sottoposta ad Ads, ad essere ascoltata direttamente dal giudice tutelare;
3) diritto del congiunto di fatto (ivi compresi gli amici di vecchia data) a mantenere rapporti, al pari dei congiunti di sangue, con l’anziano o con il fragile beneficiario;
4) obbligo per l’amministratore di sostegno di non prendere in carico più di un beneficiario;
5) riforma dell’ufficio del giudice tutelare, che da monocratico diviene collegialeā.
Firma anche tu, se sei dāaccordo, per chiedere al Governo di rivedere la legge 6/2004
Inviando una mail a dirittiallafolli@gmail.com
Grazie !